<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580</id><updated>2012-01-29T00:14:37.348+01:00</updated><category term='Luce d&apos;agosto'/><category term='Michele Santoro'/><category term='Fiom'/><category term='Robert Rodriguez'/><category term='Recensioni letterarie'/><category term='Underworlds'/><category term='William Faulkner'/><category term='Fiabe'/><category term='Margaret Mazzantini'/><category term='Pulp'/><category term='Horror'/><category term='Marco Travaglio'/><category term='Machete'/><category term='Mick Jagger'/><category term='critica letteraria'/><category term='Splatter'/><category term='Exploitation'/><category term='Carabinieri'/><category term='Silvia Avallone'/><category term='Tutti in piedi'/><category term='supeheavy'/><category term='hotel Principe di Savoia'/><category term='blogger'/><category term='La Lince'/><category term='raccolta differenziata'/><category term='Giulio Malgara'/><category term='Senza Patria'/><category term='Alan Altieri'/><category term='Sergio Castellitto'/><category term='TQ'/><category term='bassaromagna'/><category term='racconti'/><category term='Roberto Benigni'/><category term='Hera'/><category term='letteratura americana'/><title type='text'>Baldrus MC</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>298</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-8813270758197745973</id><published>2012-01-13T08:00:00.000+01:00</published><updated>2012-01-13T08:00:10.435+01:00</updated><title type='text'>Emozioni</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-ZKhFNLLhEHI/Tw8YoBDQ5yI/AAAAAAAAAUk/yLZHlHvRyWE/s1600/kerouac.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://3.bp.blogspot.com/-ZKhFNLLhEHI/Tw8YoBDQ5yI/AAAAAAAAAUk/yLZHlHvRyWE/s200/kerouac.jpg" width="165" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Ho provato una forte emozione leggendo questa lettera – inedita fino a poco tempo fa – scritta da Jack Kerouac a Marlon Brando nel 1957 per convincerlo a produrre e interpretare la versione cinematografica di “Sulla strada”. Quel libro cambiò la mia vita di ragazzo. Mi identificai con la sua velocità, coi suoi personaggi tristi e furiosi, col positivismo folle di Dean, col narratore Sal. Anch’io, come Dean, andavo in giro a mille all’ora gridando &lt;i&gt;sììì!&lt;/i&gt;, sentendo che in me esisteva solo il presente, e non m’importava del futuro. Anch’io, come Jack, scrivevo freneticamente su un unico lungo foglio di carta (ma non sapevo che Jack aveva in realtà revisionato e riscritto più volte il libro per renderlo pubblicabile).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La lettera è molto bella, Jack dimostra una grande consapevolezza della sua arte e dell’arte in generale, il cinema, il teatro. Sappiamo, o crediamo di sapere, che Marlon Brando non gli rispose. Abbiamo perso un film con Brando nella parte di Dean e lo stesso Jack in quella di Sal.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Devo la scoperta di questa lettera alla rivista &lt;a href="http://www.satisfiction.me/la-lettera-inedita-di-jack-kerouac-a-marlon-brando-marlon-facciamo-un-film-insieme/"&gt;&lt;i&gt;Satisfiction&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;, che l’ha tradotta.&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;Caro Marlon&lt;/b&gt;,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;vorrei&amp;nbsp; chiederti di acquistare i diritti di “On the Road” per farne un film. Non preoccuparti della struttura del libro, saprei comprimere e riorganizzare la trama quel tanto che basta per farne un film dalla struttura perfettamente accettabile: rendendolo un viaggio unico invece che una serie di viaggi da una costa all’altra, come avviene nel romanzo – un viaggio di andata e ritorno che parte da New York, passa per Denver, fino ad arrivare a Frisco, in Messico, a New Orleans e poi di nuovo a New York. Già mi vedo le belle inquadrature che potrebbero essere fatte con la camera sul sedile anteriore della vettura che mostra la strada (giorno e notte) che scorre davanti al parabrezza, mentre Sal e Dean chiacchierano fra di loro. Volevo che fossi tu a fare la parte di Dean perché lui(come sai) non è uno di quei pazzi a cui piace viaggiare andare spericolati ma un vero irlandese assennato(in realtà un gesuita). Tu farai Dean e io farò Sal (così mi ha detto la Warner Bros) e io ti mostrerò come si comporta Dean nella vita reale, cosa che tu non potresti immaginare senza una buona imitazione. In realtà potremmo andarlo a trovare a Frisco, o farlo venire a L.A., è ancora un vero disperato, ma ormai è sceso a patti con la parte finale della sua vita e recita il Padre Nostro coi suoi ragazzini la sera…come vedrai quando leggerai la piece BEAT GENERATION. Tutto quello che voglio è riuscire a sistemare me e mia madre per la vita, così sarò libero di andarmene in giro per il mondo a scrivere di Giappone, India, Francia, ecc… Voglio essere libero di scrivere ciò che mi passa per la testa &amp;amp; libero di dare qualcosa da mettere sotto i denti ai miei amici quando sono affamati &amp;amp; non preoccuparmi per mia madre.&lt;br /&gt;Fra l’altro il mio prossimo romanzo “I Sotterranei” uscirà a New York a marzo e parla della storia d’amore fra un ragazzo bianco e una ragazza di colore, una storia alla moda insomma. Alcuni dei personaggi presenti nel libro, li hai conosciuti al Village (Stanley Gould, per esempio). Lo si potrebbe mettere in scena facilmente, molto più che “On The Road”.&lt;br /&gt;Quello che vorrei è rinnovare il teatro e il cinema in America, dar loro un tocco di spontaneità, rimuovere il preconcetto della “situazione” e far sì che la gente si senta bollire il sangue come se si trattasse di vita reale. Questo è ciò che intendo per mettere in scena: non una trama in particolare, non un significato in particolare, ma solo il modo in cui le persone sono. Tutto ciò che scrivo lo faccio immaginandomi di essere un Angelo che torna sulla terra e la vede con occhi tristi così come essa è. Io so che tu approvi queste idee, e guarda caso anche il nuovo spettacolo di Frank Sinatra è improntato sulla spontaneità, che è il solo modo per arrivare da qualsiasi parte, sia nel mondo dello spettacolo che nella vita. I film francesi o quelli degli anni trenta sono ancora di gran lunga superiori ai nostri, perché i francesi hanno lasciato libertà ai loro attori e gli scrittori non sono stati a cavillare sul tipo di intelligenza che ha il pubblico dei film, hanno parlato con la loro anima all’anima di chi li ascoltava e sono stati subito compresi. Quando sarò ricco, poi, mi piacerebbe fare grandi film francesi in America… Il cinema e il teatro americani, al momento, sono un dinosauro fuori moda, che non ha risentito dei miglioramenti della letteratura americana.&lt;br /&gt;Se l’idea ti piace, facciamo in modo di vederci a New York la prossima volta che passi, oppure in Florida dove sto, ma quello che davvero conta è parlarne, perché ho l’impressione che ne possa nascere qualcosa di davvero grande. Mi sto annoiando in questi giorni, e mi sto guardando in giro per trovare qualcosa da fare che mi faccia riempire il vuoto, e in ogni caso scrivere romanzi sta diventando troppo facile, così come scrivere per il teatro – ho scritto la mia opera teatrale in 24 ore.&lt;br /&gt;Avanti, Marlon, non stare con le mani in mano e rispondi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A presto, tuo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Jack Kerouac&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-8813270758197745973?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/8813270758197745973/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=8813270758197745973' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/8813270758197745973'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/8813270758197745973'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2012/01/emozioni.html' title='Emozioni'/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-ZKhFNLLhEHI/Tw8YoBDQ5yI/AAAAAAAAAUk/yLZHlHvRyWE/s72-c/kerouac.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-6609176300749409830</id><published>2012-01-12T14:24:00.000+01:00</published><updated>2012-01-12T14:25:49.744+01:00</updated><title type='text'>Canzoni d'amore in mezzo alle gambe</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-BQkuGJyu5t0/Tw7ehLKbVBI/AAAAAAAAAUc/udu-AKLJ_4Q/s1600/de+carlo.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="136" src="http://1.bp.blogspot.com/-BQkuGJyu5t0/Tw7ehLKbVBI/AAAAAAAAAUc/udu-AKLJ_4Q/s200/de+carlo.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Come ho scritto nella mia scheda biografica dell’antologia &lt;a href="http://www.transeuropaedizioni.it/dettaglio_libro.php?id_libro=163"&gt;&lt;i&gt;Love Out&lt;/i&gt;&lt;/a&gt; la vita (la mia), è divisa in fasce: ora mi trovo in un segmento di lettura del mainstream. Così ho attaccato l’ultimo libro di Andrea De Carlo, &lt;a href="http://www.libreriauniversitaria.it/leielui-carlo-andrea-bompiani/libro/9788845265631"&gt;&lt;i&gt;LEIELUI&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;. Per il momento è presto per parlarne, De Carlo è stato importante nella mia formazione stilistica con &lt;i&gt;Due di due&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;Tecniche di seduzione&lt;/i&gt;, poi mi è sembrato un clone di se stesso finché ho beccato un paio di libri di qualità bassissima, così l’ho dimenticato; ora ho deciso di tornarci su. Per me è anche un’ottima palestra per superare i pregiudizi, cioè leggere qualcosa o qualcuno senza farsi ottenebrare da prevenzioni. Fatto sta che ho trovato questo passo, dove la LEI ricorda il suo vecchio rapporto con un tipo “altamente instabile”:&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Dopo cinque anni di dichiarazioni di onnipotenza alternate a crisi azzeranti, canzoni d’amore scritte per lei e grattate in mezzo alle gambe, contemplazione di stelle e ubriacature sistematiche, cene a lume di candela e ritardi a ogni appuntamento rivendicati con protervia feroce da bambino mai cresciuto (…)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco, ho letto e riletto “canzoni d’amore scritte per lei e grattate in mezzo alle gambe” e per quanto mi sia lambiccato il cervello fino allo sfinimento non sono riuscito a capire cosa significa “grattate in mezzo alle gambe”. Limite mio?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-6609176300749409830?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/6609176300749409830/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=6609176300749409830' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/6609176300749409830'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/6609176300749409830'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2012/01/canzoni-damore-in-mezzo-alle-gambe.html' title='Canzoni d&apos;amore in mezzo alle gambe'/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-BQkuGJyu5t0/Tw7ehLKbVBI/AAAAAAAAAUc/udu-AKLJ_4Q/s72-c/de+carlo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-5944401804048068578</id><published>2012-01-09T12:13:00.001+01:00</published><updated>2012-01-09T12:13:26.797+01:00</updated><title type='text'>Autopsia di un poeta</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-wQ4qwWbr3YE/TwrJkc1YIAI/AAAAAAAAAUU/MqNugsqenAE/s1600/baudelaire+sartre.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://4.bp.blogspot.com/-wQ4qwWbr3YE/TwrJkc1YIAI/AAAAAAAAAUU/MqNugsqenAE/s200/baudelaire+sartre.jpg" width="117" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Non sappiamo cosa abbia veramente spinto Jean Paul Sartre a scrivere di Baudelaire: “questo solitario ha una paura spaventosa della solitudine, non esce mai senza un amico, aspira a una casa, a una vita familiare, ostenta disprezzo e fin odio per i gravi personaggi incaricati della sua tutela, eppure non ha mai cercato di liberarsene né mancato una sola occasione di subire i loro ammonimenti paterni. E’ dunque tanto diverso dall’esistenza che ha condotto? E se l’avesse meritata la sua vita?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non conosciamo il vero motivo che ha convinto Sartre a prendere colui che è considerato il cantore del Male come esempio di un destino cercato, e non subìto, perché, pur tra mille trucchi e mille menzogne, realizzato con le proprie mani, con determinazione. L’opera che gli ha dedicato nel 1947, &lt;i&gt;Baudelaire&lt;/i&gt;, &lt;a href="http://www.libreriauniversitaria.it/baudelaire-sartre-jean-paul-mondadori/libro/9788804553823"&gt;ripubblicata&lt;/a&gt; nel 2006, è infatti un’analisi spietata, al limite della crudeltà, del personaggio Baudelaire, del suo essere asservito ipocritamente a tutto ciò che sembra disprezzare, il Potere, i Giudici, l’Autorità; quel suo essere “sempre al guinzaglio, sempre in catene, un eterno minorenne, un adolescente invecchiato, un bambino imbronciato, che pesta i piedi e si vanta delle proprie mancanze (...) un uomo curvo, curvo su se stesso, come Narciso”. &lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Sartre scava nella sua vita con l’ostinazione di un archelogo, o forse nel suo corpo morto, di uomo morto mentre è ancora in vita, con la precisione e il distacco dell’anatomo-patologo quando esegue l’autopsia. Il mito del maledetto viene fatto a pezzi, e ciò che resta è un uomo piccolo, che non si è mai assunto una responsabilità, un uomo pigro, narcisista, che afferma una cosa e subito la rinnega, perché l’affermazione, portata fino in fondo, è sempre una scelta, un’azione: “Quand’anche Dio non esistesse” scrive Baudelaire in &lt;i&gt;Fusées&lt;/i&gt;, “la Religione sarebbe sempre santa e divina”; una delle riflessioni su Dio che hanno spinto molti critici cattolici a rivendicarlo come uno di loro. Ma Sartre riporta anche una lettera del 1864 che capovolge l’enunciato: “Quando sarò &lt;i&gt;assolutamente solo&lt;/i&gt; cercherò una religione... e, al momento della morte, rinnegherò quest’ultima religione perché sia chiaro il mio disgusto per l’idiozia universale”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Affermare e poi&amp;nbsp; negare, questo sembra essere il suo gioco. Baudelaire, scrive Sartre, scatta in avanti ma immediatamente si ferma, si affloscia. Queste brusche risoluzioni ad agire, rapide e violente, che Sartre chiama “atti istantanei” o “atti gratuiti”, si stemperano quando si tratta di passare all’atto: scrive cinque lettere in un giorno solo alla madre dove dice, grida che vuole schiaffeggiare il suo tutore: “è un miserabile che schiaffeggerò davanti alla moglie e ai figli. LO SCHIAFFEGGERO’ alle 4 (sono le 2 e mezzo)”. Sartre sembra ghignare mentre osserva: “le maiuscole sono usate per incidere la sua decisione nel marmo, tanto ha paura che essa gli coli via tra le dita”. Infatti, alle 4, l’ora fatidica, ecco la seconda lettera: “oggi non andrò. Acconsento ad attendere prima di vendicarmi”. Il progetto è già neutralizzato: “se non ottengo &lt;i&gt;una riparazione clamorosa&lt;/i&gt; lo picchierò, picchierò suo figlio”. In serata tutto è ormai sfumato: “schiaffeggiare un vecchio in casa sua è senza dubbio una brutta cosa; occorre tuttavia che io abbia una riparazione; che cosa dovrò fare se non la ottenessi?” L’azione è un fardello pesantissimo, la responsabilità una minaccia. “Gli occorreva una riparazione immediata e clamorosa “scrive Sartre, “adesso muore di paura all’idea che &lt;i&gt;potrebbe non ottenerla&lt;/i&gt;. Perché allora si vedrebbe costretto ad agire”. Ora tutto questo pasticcio lo annoia e lo stanca. Scrive nell’ultima lettera: “In quale impiccio mi hai cacciato, mio Dio! Mi occorre assolutamente un po’ di riposo, non domando più altro”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo Sartre in questo suo scrivere continuamente alla madre, per stupirla, sta forse uno degli aspetti più importanti di tutta la sua esistenza. Baudelaire è nato da un padre sessantenne e da una madre poco più che ventenne. Quando il padre muore lui vive un rapporto strettissimo, di amore totale, con la madre. Poi lei si risposa col generale Aupick e Baudelaire viene mandato in collegio. E’ un bambino sensibile, femmineo, delicato, e subisce ogni tipo di angheria dai compagni-bulli. Coltiverà in eterno un istinto di vendetta, di odio verso il patrigno (quando, durante i moti del ’48, lo troviamo sulle barricate, è unicamente per “fucilare Aupick!”, che comanda le truppe della repressione) e di amore idealizzato verso la madre. A tratti vuole gridarglielo, il suo amore infinito, ma vuole anche ferirla: “quando, tribolato dalla madre e dal tutore” osserva Sartre, “improvvisamente s’impenna, non è mai per gettare loro in faccia l’atroce stupidità delle loro virtù borghesi: è per fare il fanfarone del vizio, per strombazzare che lui è cattivissimo e che potrebbe esserlo ancora di più”. E cita una lettera del 17 marzo 1862: “Credi comunque che, se volessi, non potrei rovinarti e gettare nella miseria la tua vecchiaia? Non sai che sono abbastanza astuto ed eloquente per farlo? Ma mi trattengo...” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ un bambino che pesta i piedi, che strilla, dice Sartre, e tuttavia mai una volta, una sola volta mette in discussione i valori della coppia madre-Aupick, quei valori che gli hanno rovinato la vita. Al contrario, li accetta, addirittura li rivendica. Così come “non una volta” scrive Sartre, “tenta di difendere il contenuto del suo libro (&lt;i&gt;I Fiori del Male&lt;/i&gt; furono condannati e censurati per oscenità ndr); non una volta tenta di spiegare ai giudici ch’egli non accetta la morale dei poliziotti e dei legulei. Addiritura la invoca”. E’ arrivato a scrivere all’Imperatrice: “sono stato trattato dalla Giustizia con una cortesia ammirevole...” Desidera una riabilitazione sociale, una onorificenza cavalleresca, la candidatura all’Accademia di Francia. “Contro tutti coloro che hanno aspirato a liberare gli uomini” scrive Sartre, “contro Victor Hugo, i democratici, si è schierato dalla parte dei suoi aguzzini, gli Aupick, i poliziotti del Secondo Impero, gli accademici; ha reclamato la loro frusta”. Chiede persino che lo si costringa col terrore a praticare le loro virtù: “se, quando un uomo prende l’abitudine della pigrizia, della fantasticheria, una mattina un altr’uomo lo svegliasse a suon di nerbate e continuasse a frustarlo senza pietà fino a che egli, non potendo lavorare per gusto, lavorasse per paura, codest’uomo, il fustigatore, non sarebbe in realtà il suo amico e il suo benefattore?” Il patrigno, odiato a morte perché gli ha portato via la madre, è depositario di una cultura che Baudelaire non esita a fare sua: in &lt;i&gt;Igiene, Morale, Condotta&lt;/i&gt;, prende queste risoluzioni: “Toeletta, preghiera, lavoro... il lavoro genera forzatamente i buoni costumi, sobrietà e castità”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sottomissione, punizione: dalla ricerca spietata di Sartre sembra che tutto risalga a lei, la madre, questo giudice, questo angelo freddo e severo, idealizzato e odiato, amato e temuto, che l’ha tradito e abbandonato. Baudelaire non si staccherà mai da lei, ne farà il suo fantasma. O il suo demone. Nel suo rapporto con le donne sempre gli farà orrore il temperamento femminile allegro e sensuale, orrore l’idea di cadere tra le braccia materiali di una delle sue amanti platoniche. “La donna è un animale inferiore” dice Sartre, citandolo, “&lt;i&gt;una latrina; è in fregola e vuole essere fottuta&lt;/i&gt;”. L’unica condizione per poterla amare è che sia frigida: “è certo che codesta frigidità tanto vagheggiata imita la gelida severità della madre.” La donna deve essere distante, una statua di marmo. Un cadavere. Solo allora può amarla e godere della “fredda maestà della donna sterile”. Nella sua avarizia onanistica, scrive Sartre, Baudelaire non dà nulla, non si concede. Odia la donna carnale, viva, come odia la natura, il sole, l’acqua corrente (“l’acqua in libertà mi è insopportabile, la voglio prigioniera, alla gogna”), il cielo azzurro; non ama che i cieli grigi, lividi, privi di nubi in viaggio. E’ la freddezza del dandy, il solitario terrorizzato dalla solitudine; il dandy che va in giro agghindato come un lampadario perché chiede di essere &lt;i&gt;guardato&lt;/i&gt;; chiede di essere riconosciuto come un diverso, un essere sprezzante, che non si concede all’amore, all’amicizia, alla generosità: perché è un altro. Baudelaire ha scritto, prima di Rimbaud, &lt;i&gt;io sono un altro&lt;/i&gt;. Ma, osserva Sartre, implacabile, “quando Rimbaud cerca di farsi il proprio autore e definisce tale tentativo col famoso &lt;i&gt;Je est un autre&lt;/i&gt; non esita a operare una trasformazione radicale del proprio pensiero, comincia sistematicamente a sconvolgere i suoi sensi, spezza quella pretesa natura che gli viene dall’origine borghese; non recita la commedia, si sforza davvero di produrre pensieri e sentimenti straordinari. Baudelaire invece si ferma per strada, si spaventa davanti a quella solitudine totale dove vivere e creare fanno tutt’uno (...) Rimbaud non perde tempo a inorridirsi della natura: la rompe come un salvadanaio. Baudelaire non rompe nulla: il suo unico lavoro di creatore è travestire e mettere ordine. Baudelaire è puro creatore di forma; Rimbaud crea forma e materia”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sartre con questo studio ha sezionato il personaggio, lo ha analizzato, ne ha trovato le metastasi. Ha fatto di Baudelaire la rappresentazione compiuta dell’uomo asservito al Potere, nell’animo, nella mente; l’uomo sconfitto, che gode con voluttà della propria sconfitta, che indugia nella propria inutilità. E’ dunque contro quest’uomo profondamente borghese che Sartre sembra esseri vendicato con questo saggio? E’ questo ritratto impietoso che ne fa un testo vendicativo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No. Probabilmente il ritratto è esatto. Molte testimonianze di chi l’ha conosciuto confermano le pagine taglienti di Sartre. La sua operazione è più complessa: Sartre usa le opere per sostenere le sue tesi. Campiona versi dei &lt;i&gt;Fiori del Male, di Mon coeur mis à nu, dei Paradisi Artificiali, dei Poemi in Prosa, de L’Art romantique&lt;/i&gt;. Dice: vedete? Ha scritto questo. E confonde totalmente, volutamente, l’uomo con la sua opera. Le opere possono certamente aiutarci nella comprensione dell’uomo. Ma questa operazione ne contiene un’altra, più subdola: una volta acquisita la conoscenza dell’uomo possiamo farci un’opinione su di lui, che ci influenzerà nella lettura (o rilettura) delle opere. E’ la trappola di Sainte Beuve: per conoscere l’opera bisogna indagare nella vita dell’autore, nei suoi studi, nelle sue amicizie, nei suoi natali [concezione contro cui, come sappiamo, si scagliò con decisione Proust (che peraltro adorava Baudelaire)], nella quale in parte sembra cadere Sartre. Ma il canto solipsista di Baudelaire, il suo canto narcisista e onanista, nelle sue opere migliori diventa canto corale, canto universale, in cui noi troviamo il dolore, la solitudine, la pazzia dell’uomo moderno. E lo stesso Sartre sembra rendersene conto, sembra accettarlo nell’ultima parte del saggio, quando, con maggiore distacco, passa ad analizzare l’opera. E se l’analisi feroce del personaggio fa spesso capolino, e l’uomo emerge con le sue miserie nei simboli, nei codici, nell’estetica dei versi, il finale, che si ricongiunge all’attacco, sa di un ultimo, per quanto reticente, inchino: “egli è stato un’esperienza in un vaso chiuso, qualcosa come l’&lt;i&gt;homunculus &lt;/i&gt;del secondo &lt;i&gt;Faust&lt;/i&gt;; le circostanze quasi astratte dell’esperienza gli han permesso di testimoniare, con splendore ineguagliabile, di questa verità: la libera scelta che l’uomo fa di se stesso s’identifica assolutamente&amp;nbsp; con ciò che si chiama il suo destino”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[&lt;i&gt;Questo articolo fu pubblicato su &lt;a href="http://vibrisse.wordpress.com/"&gt;vibrisse &lt;/a&gt;nel 2006, quando era un blog multiautore. Ora il sito ha cambiato server, e tutti gli articoli precedenti non sono più visibili in rete. Ho pensato di ripubblicarlo in una versione leggermente riveduta]&lt;/i&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-5944401804048068578?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/5944401804048068578/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=5944401804048068578' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/5944401804048068578'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/5944401804048068578'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2012/01/autopsia-di-un-poeta.html' title='Autopsia di un poeta'/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-wQ4qwWbr3YE/TwrJkc1YIAI/AAAAAAAAAUU/MqNugsqenAE/s72-c/baudelaire+sartre.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-7453938824226767018</id><published>2012-01-04T11:06:00.004+01:00</published><updated>2012-01-05T13:34:56.316+01:00</updated><title type='text'>Love Out in febbraio</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-tRfUUOq6MQk/TwQkYwb0LdI/AAAAAAAAAUM/jtNUwtiVoIA/s1600/loveout+fronterid.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-tRfUUOq6MQk/TwQkYwb0LdI/AAAAAAAAAUM/jtNUwtiVoIA/s320/loveout+fronterid.jpg" width="213" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.transeuropaedizioni.it/dettaglio_libro.php?id_libro=163"&gt;&lt;b&gt;IN ARRIVO&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;IMPERDIBILE&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Ma l’amore esiste, come sentimento innato, dalla notte dei tempi? L’amore nasce con l’uomo, e l’accompagnerà fino al compimento del suo destino? Queste domande, che viaggiano attraverso i secoli e hanno prodotto grandi romanzi e grandi poemi, hanno ricevuto molte risposte: amore come idealizzazione dell’amato, amore eroico che combatte contro le avversità, amore assoluto che genera la scintilla della vita, oppure amore che rispecchia i segni dei tempi e le contraddizioni della sua epoca, sistema di codici che cambiano col mutare della storia. &lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Amore e gioia. Amore e speranza. Amore e forza. Amore e morte. Forse solo la letteratura, con la sua libertà e la sua capacità di osare, può ancora permettersi di cercare nuove risposte, o forse semplicemente raccontare nuove storie. Questa antologia raccoglie la sfida: 18 autori diversi per età, contenuti e stile spaziano a 360 gradi e si lanciano in storie d’amore erotico e disperato, onirico e idealizzato, materiale e romantico. E tracciano, ancora una volta, i contorni di uno specchio tenero e spietato del nostro tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Racconti di:&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Silvia Tebaldi, Alan D. Altieri, Francesca Matteoni, Giulio Milani, Marilù Oliva, Raul Montanari, Tiziano Scarpa, Veronica Tomassini, Paola Ronco, Gianluca Morozzi, Filippo Casaccia, Gilda Policastro, Marco Rovelli, Patrizia Debicke van der Noot, Mauro Baldrati, Anna Lamberti-Bocconi, Geraldina Colotti, Francesca Genti.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Uscita in febbraio per Transeuropa&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-7453938824226767018?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/7453938824226767018/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=7453938824226767018' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/7453938824226767018'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/7453938824226767018'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2012/01/in-arrivo-imperdibile.html' title='Love Out in febbraio'/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-tRfUUOq6MQk/TwQkYwb0LdI/AAAAAAAAAUM/jtNUwtiVoIA/s72-c/loveout+fronterid.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-172185858286114285</id><published>2012-01-02T20:03:00.001+01:00</published><updated>2012-01-02T20:03:11.719+01:00</updated><title type='text'>I'm Nervous!</title><content type='html'>&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/RQrQLvBQax0" width="333"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-172185858286114285?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/172185858286114285/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=172185858286114285' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/172185858286114285'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/172185858286114285'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2012/01/im-nervous.html' title='I&apos;m Nervous!'/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/RQrQLvBQax0/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-1224276930680743840</id><published>2011-12-27T21:22:00.000+01:00</published><updated>2011-12-27T21:22:07.869+01:00</updated><title type='text'>Metterci la faccia</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-gqWppZM_LQo/Tvooarm30FI/AAAAAAAAAT0/jG02e1Hmz88/s1600/baldrusvian.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://1.bp.blogspot.com/-gqWppZM_LQo/Tvooarm30FI/AAAAAAAAAT0/jG02e1Hmz88/s200/baldrusvian.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:WordDocument&gt;   &lt;w:View&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:Zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:HyphenationZone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:DoNotOptimizeForBrowser/&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;  &lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Interessante l’intervento sull’&lt;i&gt;Espresso&lt;/i&gt; del direttore dell’&lt;i&gt;Osservatore Romano &lt;/i&gt;Giovanni Maria Vian. Polemizza con Massimo Teodori, che dopo la militanza (parlamentare) nelle armate degli Orchi del PDL, ha ritrovato, sul numero precedente dello stesso settimanale, l’antico cipiglio del radicale mangiapreti. Diceva Teodori, con toni accesi, che la Chiesa è un ente che prospera sul privilegio, sui traffici, e portava gli esempi dell’ICI, della banca vaticana, e davvero gli argomenti non gli mancavano (è come quella pubblicità “vincere facile”: è troppo facile prendere di mira tutti quei cardinali tizzoni d’inferno che trafficano e brigano e sostengono governi blasfemi per difendere i loro privilegi e le loro scandalose ricchezze e la ragnatela di poteri di cui godono). E’ insorto G. M. Vian, con argomenti basati su affermazioni tipo “ricostruzioni fantasiose ed errori caratterizzano poi la parte preponderante dell’articolo”. Quali errori? Quali ricostruzioni fantasiose? &lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Beh, una importante la porta, il Vian: il passo di Teodori su “quella notte di fine anni Sessanta quando Paolo VI incontrò segretamente Michele Sindona per affidargli nientemeno che le finanze vaticane”. Questa “notizia, degna di un argomento d’appendice”, scrive il Vian, era stata pubblicata da &lt;i&gt;Time. &lt;/i&gt;Totalmente priva di fondamento, scrive indignato, e la bufala è presto svergognata da un dato incontrovertibile, perché smentita solidamente da... da chi? Dal &lt;i&gt;Corriere della Sera&lt;/i&gt;? &lt;span lang="DE" style="mso-ansi-language: DE;"&gt;Da &lt;i&gt;Stern&lt;/i&gt;? Da &lt;i&gt;Life&lt;/i&gt;?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Eh, no, indovinate un po’? dall’&lt;i&gt;Osservatore Romano &lt;/i&gt;del 4 dicembre 1969. Ehm, il giornale del vaticano viene portato come esempio di smentita di una notizia che riguarda il vaticano, da lui stesso diretto. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Si usa dire: il tale ci mette la faccia. Il Vian ci mette la sua, di faccia, una vera faccia... &lt;b&gt;tosta&lt;/b&gt;!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-1224276930680743840?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/1224276930680743840/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=1224276930680743840' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/1224276930680743840'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/1224276930680743840'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2011/12/metterci-la-faccia.html' title='Metterci la faccia'/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-gqWppZM_LQo/Tvooarm30FI/AAAAAAAAAT0/jG02e1Hmz88/s72-c/baldrusvian.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-7122579151101803909</id><published>2011-12-22T17:51:00.003+01:00</published><updated>2011-12-24T20:59:08.135+01:00</updated><title type='text'>Farlo, ma di nascosto</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-Htz0TEhLi9U/TvNfYQENycI/AAAAAAAAATc/2rI-hEDSNS4/s1600/esibiz.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="138" src="http://1.bp.blogspot.com/-Htz0TEhLi9U/TvNfYQENycI/AAAAAAAAATc/2rI-hEDSNS4/s200/esibiz.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;A essere proprio sinceri, a dirla proprio tutta, senza pudore né reticenze, il problema è tirarlo fuori. Sì, esibirlo apertamente, non dico con orgoglio, ma con tranquillità, come se fosse &lt;i&gt;normale&lt;/i&gt;. Ovviamente c’è chi lo fa, anche se, per quanto mi riguarda, non ho mai visto nessuno tirarlo fuori così, con &lt;i&gt;nonchalance&lt;/i&gt;. Magari lo fa in privato, al sicuro nella propria stanza. Ma io ho poco tempo, devo sfruttare le occasioni, così lo faccio di nascosto, con un gesto rapido. Con un gesto clandestino.&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-U8h-5JXVZmA/TvNgxzbSg4I/AAAAAAAAATo/3GBBKaH8kC0/s1600/volo2.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://4.bp.blogspot.com/-U8h-5JXVZmA/TvNgxzbSg4I/AAAAAAAAATo/3GBBKaH8kC0/s200/volo2.jpg" width="148" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Alla fine ho deciso. Deve essere stato per la mia innata curiosità , il talento del ficcanaso, fatto sta che dopo varie indecisioni e continui rimandi, l’altro giorno ho rotto gli indugi, ho preso &lt;i&gt;Il tempo che vorrei&lt;/i&gt; di Fabio Volo e ho iniziato a leggerlo.&amp;nbsp; Provavo una certa inquietudine, anzi, mi spaventava, addirittura: se mi avesse fatto schifo sarebbe stato per un pregiudizio? Per l’orrore del besteseller commerciale, il prodotto dai nemici di noi scrittori di nicchia, quelli che si prendono tutto, che commerciano con le emozioni come fossero dei supermercati viventi? Per un atteggiamento snob? Ma soprattutto: e se mi fosse piaciuto? Come la mettiamo? Però volevo rendermi conto di persona, capire di cosa stiamo parlando quando parliamo di letteratura-marketing, o addirittura di non-letteratura.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;Così l’ho iniziato, vada come vada. &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;Solo che mi vergogno a tirarlo fuori dallo zaino in autobus. Lo apro con un gesto repentino e zac! ripiego subito la copertina, per nasconderla, non senza lanciare occhiate furtive intorno a me. Serpeggia il pensiero che qualcuno mi sgami e dica, tra sé: “ma guarda quello lì, legge Fabio Volo, non è mica a posto.” Invece probabilmente nessuno lo penserebbe. E’ normale leggerlo, come è normale fare un sacco di altre cose, per esempio ascoltare Sting e dire “ha una bella voce”, o andare a un concerto di Ligabue, fare la fila per i biglietti e dopo dire "è stato bellissimo." Sono cose considerate normali.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;Per ora ne ho letto 68 pagine. Non so cosa fare, se andare avanti o mollarlo, ma so che andrò ancora avanti. Non c’è molto da dire. L’inizio è intrigante, con alcune considerazioni centrate sul rapporto col padre. Colpiscono, vanno a segno. Ma ho avuto il dubbio che l’autore le abbia scritte con un manuale di psicologia alla mano. Cioè che abbia messo i rudimenti della psicologia, nella sua componente divulgativa, sotto forma di racconto. In ogni caso l'operazione, che per la peculiarità potremmo definire &lt;i&gt;new age&lt;/i&gt; (ovvero un mix pop di varie componenti, vari stili e problematiche), è riuscita. Poi ho trovato abbastanza autentiche le pagine sull’infanzia da povero, dove per povertà non intende la miseria, ma la sotto-sopravvivenza, i vestiti e i libri di scuola riciclati, la vita da paria, da “inferiore”, la macchina vecchia, la pizza negata, i centesimi risparmiati. Prosegue con descrizioni del lavoro del padre, che gestiva un bar, l'ossessione delle cambiali, i personaggi del tribunale, tutto restituito con un buon realismo. E’ molto attuale, considerando le manovre del governo dei banchieri che si stanno impossessando non solo delle ricchezze delle fasce di popolazione più deboli, ma delle loro stesse vite, del loro tempo, delle loro speranze. Seguono alcuni luoghi comuni sui rapporti uomo-donna, uomo-uomo, con macchiette e maschere abbastanza sterotipate, ma si sente che qualcosa batte sotto la superficie. Vedremo, tra una cinquantina di pagine.&lt;br /&gt;Però.&lt;br /&gt;C’è un però, pesante come un macigno. Un però molto privato. &lt;br /&gt;Io sono una carta assorbente. Come scrittore intendo. Spero di avere uno stile personale, ma assorbo la scrittura altrui, che influisce sulla mia. Prima di mettermi a scrivere un testo cerco di caricarmi con stili per me stimolanti, per esempio Goliarda Sapienza, Irene Nemirovsky, che mi lanciano gli input giusti. Non necessariamente stili preziosi, o complicati, anzi, amo molto la semplicità, come quella di Fenoglio per esempio; ma cerco la scrittura vera, profonda, e innovativa nella semplicità. Ovviamente non il luogo comune della semplicità, come per esempio l'ultima canzone di Laura Pausini "ho cercato la bellezza e l'ho trovata nella semplicità", con un video fatto di cartoline di una città che sembra Amsterdam. Quella di Fabio Volo è una scrittura che non si può definire semplice, ma povera, talmente “bassa” (e non dico nulla di offensivo, perché&amp;nbsp; lui stesso afferma in televisione che scrive “basso”) che ho la sensazione di farmi dei danni da me medesimo. Sento che mi manca l'aria mentre leggo. Penso che devo fare in fretta, perché è come se bevessi dell’acqua con un residuo fisso elevato, che può danneggiarmi la funzione renale. Una scrittura che tira al basso che può ingolfare la mia, di scrittura. Per esempio, a pag. 63: "io, poi, ritornato con i piedi per terra, non me la sono più sentita." E la pagina dopo, che inzia un nuovo capitolo: "Non me la sono sentita." Esattamente 9 righe dopo. La stessa frase in nove righe mi causa un senso di panico.&lt;br /&gt;Così lo tiro fuori di nascosto, con senso di colpa doppio perché ho paura di confondere il livello di quello che già so fare, per via della sindrome della carta assorbente. &lt;br /&gt;Credo che dietro questo atteggiamento, se così posso chiamarlo, ci sia un groviglio inquietante e misterioso di contraddizioni, di paure, di presunzioni e chissà che altro. Comunque sia mi sono cacciato in un guaio, avrei preferito non avere mai iniziato questo libro, era meglio andare avanti per la mia strada, pensando alle mie cose.&lt;br /&gt;Per cui ancora me lo chiedo: perché l’ho fatto? &lt;br /&gt;Perché non lo pianto lì?&lt;br /&gt;E non trovo una risposta convincente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-7122579151101803909?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/7122579151101803909/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=7122579151101803909' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/7122579151101803909'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/7122579151101803909'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2011/12/farlo-ma-di-nascosto.html' title='Farlo, ma di nascosto'/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-Htz0TEhLi9U/TvNfYQENycI/AAAAAAAAATc/2rI-hEDSNS4/s72-c/esibiz.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-6180698666917586986</id><published>2011-12-15T18:27:00.002+01:00</published><updated>2011-12-15T18:34:56.322+01:00</updated><title type='text'>Piccoli ladri del nuovo millennio</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-QXs8Gepk8xM/TuotfbhmvjI/AAAAAAAAATQ/eVowrGjwgZc/s1600/diabolik.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="192" src="http://2.bp.blogspot.com/-QXs8Gepk8xM/TuotfbhmvjI/AAAAAAAAATQ/eVowrGjwgZc/s320/diabolik.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Un tempo c’era Diabolik, il Re del Terrore, che spennava vivi (e raramente alla fine del lavoro restavano tali) i miliardari, svuotava i caveau delle banche, portava a casa, anzi nei “covi”- casette spoglie arredate con mobili tipo Aiazzone - bottini da centinaia di milioni (di quale moneta, non è mai stato chiarito). Ovunque c’erano gioielli, sacchi banconote, ricche dame con diamanti e rubini, aleggiava la minaccia di Diabolik. Non aveva pietà, non c’era servizio di sicurezza in grado di fermarlo. E rischiava la pelle, entrava direttamente nella tana del lupo. Il più grande ladro mai esistito.&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Questi invece sono dei ladri di polli. Non rischiano nulla, vanno sul sicuro. Prendono di mira i vecchietti, le famigliole, i deboli. Se una famiglia composta da un marito operaio o impiegato, una moglie che ha perso il lavoro precario e ora fa la casalinga, uno o due figli che frequentano le elementari o le medie: se questa famiglia ha, mettiamo, un piccolo conto corrente di 7-8.000 euro, che si assottiglia ogni giorno che passa, questi ladruncoli rubano loro 34,20 euro. Una sommetta. Sono dei borseggiatori da autobus, svuotatori di cassette delle elemosine. Se un fisarmonicista cieco che suona all’angolo della strada capita sul loro percorso, gli prendono gli spiccioli dal cappello. E’ curioso, bizzarro: Diabolik, il grande, il genio, veniva dal nulla, dal buio, non aveva nessun curriculum, era uno Straniero; questi sono dei superprofessori celebrati, dei gran fichi della finanza, riveriti e osannati. Fanno come gli snob del feaubourg pre-Belle Epoque della &lt;i&gt;Recherche:&lt;/i&gt; quando entrano nei salotti si siedono sui lussuosi divani e appoggiano la tuba sul pavimento, rovesciata. E mentre accavallano le gambe nelle loro tasche tintinnano le monetine che hanno rubato alle massaie nei mercati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I ricconi e le dame ingioiellate li adorano. Finalmente si sono liberati dall’incubo di Diabolik. Sono al sicuro. Nessuno tocca i loro diamanti. Non devono neanche spendere soldi in costosi sistemi di sicurezza. &lt;br /&gt;Il Re del Terrore è morto. &lt;br /&gt;Sono salvi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-6180698666917586986?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/6180698666917586986/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=6180698666917586986' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/6180698666917586986'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/6180698666917586986'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2011/12/piccoli-ladri-del-nuovo-millennio.html' title='Piccoli ladri del nuovo millennio'/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-QXs8Gepk8xM/TuotfbhmvjI/AAAAAAAAATQ/eVowrGjwgZc/s72-c/diabolik.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-1429271784497121963</id><published>2011-12-13T14:47:00.003+01:00</published><updated>2011-12-13T14:54:57.387+01:00</updated><title type='text'>La città nera</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-TDP2Zfhx1fk/TudVwrTvE4I/AAAAAAAAATI/q2SQLqjAzwY/s1600/Baldrati_copertina_rid.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/-TDP2Zfhx1fk/TudVwrTvE4I/AAAAAAAAATI/q2SQLqjAzwY/s1600/Baldrati_copertina_rid.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;di &lt;b&gt;Pierfrancesco Pacoda *&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è Rank Xerox con i muri scrostati della megalopoli che una volta si immaginava ‘Eterna’, ci sono le luci oscurate dei film urbani di Carpenter, c’è un immaginario da ‘MedioEvo Tribale’ dove il futuro assomiglia sempre più a un preistorico passato. E c’è molta voglia&amp;nbsp; di ‘discorsi’ sulla democrazia nel nuovo romanzo di Mauro Baldrati, esponente romagnolo ancora non molto conosciuto di una ‘crime fiction’ tutta italiana che, solo a voler mettere ordine tra i tanti riferimenti da cinefilo, fotografo, innamorato delle immagini pop estreme (non a caso ha lavorato al &lt;i&gt;Frigidaire &lt;/i&gt;dei leggendari primi anni 80),&amp;nbsp; è una gioia per il lettore.&lt;br /&gt;Poi, naturalmente, c’è la trama, avvincente, ricca d cambi di sequenze che ci obbliga a seguire per le vie del baratro sul quale si agita la metropoli (una Roma senza vita e bellissima, dopo la bomba, futuro che già percepiamo), un poliziotto con molte ombre e tanto desiderio (impossibile) di riscatto.&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Tra accampamenti etnici diventati inespugnabili fortini e una schiera di personaggi&amp;nbsp; che non&amp;nbsp; sanno più cosa sia l’identità. E si muovono, certi di un destino glaciale come le notti che si avvicendano sui cieli di un Colosseo che, adesso, è diventato un monumento ‘privato’ annesso alla villa di un gerarca&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;La citta nera&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;PerdisaPop 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* &lt;b&gt;Piefrancesco Pacoda&lt;/b&gt;, scrive sul &lt;b&gt;&lt;i&gt;Resto del Carlino, Espresso, il manifesto&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;, autore di numerosi libri sulla musica per Feltrinelli, Einaudi Stile Libero, Alet. Questa recensione è sull'ultimo numero di &lt;a href="http://satisfiction.gqitalia.it/365/satisfiction-324-dal-15-dicembre-in-libreria-satisfiction-n-13"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Satisfiction&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;, in libreria dal 15 dicembre&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-1429271784497121963?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/1429271784497121963/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=1429271784497121963' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/1429271784497121963'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/1429271784497121963'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2011/12/la-citta-nera.html' title='La città nera'/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-TDP2Zfhx1fk/TudVwrTvE4I/AAAAAAAAATI/q2SQLqjAzwY/s72-c/Baldrati_copertina_rid.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-3682149740363367157</id><published>2011-12-11T21:41:00.003+01:00</published><updated>2011-12-12T10:20:30.769+01:00</updated><title type='text'>Adieu, ItaGLia</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-SxPx3kjIV-Y/TuUVN6IGDyI/AAAAAAAAASw/FV7Js9Mx7Uw/s1600/faziolit.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/-SxPx3kjIV-Y/TuUVN6IGDyI/AAAAAAAAASw/FV7Js9Mx7Uw/s1600/faziolit.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Ho appena assistito all’intervista di &lt;b&gt;Maurizio Landini&lt;/b&gt;, segretario FIOM, dal promoter Fabio Fazio. Un’intervista tesa, precisa, indignata. Ha espresso tutta la rabbia di milioni di lavoratori, precari, pensionati, che portano sulle spalle il peso di una crisi scatenata dalla grande speculazione finanziaria, dalle aziende che falliscono e sopravvivono grazie al denaro pubblico, alla corruzione e all'evasione fiscale, mentre i profitti dei padroni italiani sono tra i più alti del mondo. Ha fatto proposte, ha detto cose semplici, condivisibili, con irruenza, com'è nel suo stile. E si è dovuto pure sorbire le battute del promoter Fabio Fazio (&lt;i&gt;ma io non dico niente, dice tutto lei&lt;/i&gt;! &lt;i&gt;Ma è l'ospite ideale&lt;/i&gt;! con un ghigno), e l’intervento, dopo la sua uscita, della cosiddetta comica Littizzetto (&lt;i&gt;ma gliela hai fatta l’iniezione antirabbia&lt;/i&gt;? &lt;i&gt;E' incazzato nero&lt;/i&gt;!) ovviamente seguito dalle risate del promoter. Questa sarebbe la sinistra italiana? La sinistra televisiva? Un promoter che promuove, in ginocchio, Veltroni, Alfano, Baglioni, Bocelli (con intere trasmissioni e la santificazione in diretta) e una comicastra radical chic che pubblica libri finti. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;La sinistra italiana in televisione. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Adieu, ItaGLia.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-3682149740363367157?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/3682149740363367157/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=3682149740363367157' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/3682149740363367157'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/3682149740363367157'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2011/12/adieu-itaglia.html' title='Adieu, ItaGLia'/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-SxPx3kjIV-Y/TuUVN6IGDyI/AAAAAAAAASw/FV7Js9Mx7Uw/s72-c/faziolit.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-4890897579220091881</id><published>2011-12-03T08:00:00.001+01:00</published><updated>2011-12-03T08:00:01.843+01:00</updated><title type='text'>Controtendenze 2</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-a0HrFdqOb_U/TteebXqfxNI/AAAAAAAAASg/wc_vwRm0Gnw/s1600/Brancati.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://1.bp.blogspot.com/-a0HrFdqOb_U/TteebXqfxNI/AAAAAAAAASg/wc_vwRm0Gnw/s200/Brancati.jpg" width="136" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Un altro periodo lungo molto interessante è tratto da un grande classico del Novecento italiano, &lt;i&gt;Il bell’Antonio&lt;/i&gt; di Vitaliano Brancati. Questo libro è pervaso da una furiosa, straziante follia: i dialoghi sono un cicaleccio nevrotico, sembrano sgorgare da un’unica idea ossessiva, un demone che divora la vita, il tempo e lo spazio. Come in molti grandi libri questa follia si traduce spesso nella scrittura, la inonda, la stravolge. Notare in questo periodo la sequenza degli “e”, che colpisce come un maglio e imprime un’accelerazione a quella che Allen Ginsberg chiamava “la prosodia”: proprio al poeta americano, che cercava di inseguire una scrittura “lisergica” (il ritmo di &lt;i&gt;Howl &lt;/i&gt;è scandito dalla cadenza interminabile dei “che”) mi fanno pensare certe pagine del &lt;i&gt;Bell’Antonio&lt;/i&gt;. In un altro punto del libro lo zio di Antonio si lancia in un monologo dove, con una sequenza impressionante di “d’altra parte”, dice tutto e il contrario di tutto. E’ davvero come lasciarsi andare al flusso dell’LSD.&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;“Il terrazzino invece era incassato fra la parete esterna della sala da pranzo e il muro di una casa più alta, totalmente cieco e nero nel passato, ma ora interrotto da un balcone nel quale soleva affacciarsi un vecchio solenne, l’avvocato Ardizzone che però, nonostante il parlare fiorito, e la vestaglia gonfia di pieghe, e l’uso smoderato della toga, e l’indice spianato a bruciapelo sull’avversario, e, trovata ch’era parsa decisiva, un ritratto a olio, occupante mezza parete nel salone dell’ordine degli Avvocati, e nel quale egli era raffigurato con quel famoso indice, puntato questa volta per cortesia verso il soffitto, e l’altra mano appoggiata a un multicolore fascio littorio, nonostante questi meriti e qualità, e l’invio di centinaia di cassette di arance a personaggi influenti di Roma, e un carteggio accorato, violento, supplice, iroso coi segretari dei ministri, non era riuscito a farsi nominare senatore, e la notte, parlando nel sonno, gridava: “Santo Iddio, tanti sbirri con le manette in tasca, che io stesso mercé le mie amicizie ho fatto nominare questori, seggono già a Palazzo Madama, e io, che sono io, mi hanno lasciato qui come una scopa vecchia... Viva Giolitti!” aggiungeva poi, col rischio di farsi arrestare, se il suo vicino di casa fosse stato un fanatico”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-4890897579220091881?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/4890897579220091881/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=4890897579220091881' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/4890897579220091881'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/4890897579220091881'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2011/12/controtendenze-2.html' title='Controtendenze 2'/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-a0HrFdqOb_U/TteebXqfxNI/AAAAAAAAASg/wc_vwRm0Gnw/s72-c/Brancati.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-6308127572967120907</id><published>2011-12-02T08:00:00.003+01:00</published><updated>2011-12-02T10:53:00.127+01:00</updated><title type='text'>Lo Strega si rifonda</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-CRv4f7MH03g/Tte86MitTSI/AAAAAAAAASo/F21m1JGNqVQ/s1600/Bellonci-Maria.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://1.bp.blogspot.com/-CRv4f7MH03g/Tte86MitTSI/AAAAAAAAASo/F21m1JGNqVQ/s200/Bellonci-Maria.jpg" width="136" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;L'&lt;a href="http://www.exlibris.it/"&gt;&lt;b&gt;agenzia di comunicazione&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; che cura Il &lt;b&gt;Premio Strega&lt;/b&gt; mi ha inviato questo comunicato stampa:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Nuove regole al Premio Strega&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Il Comitato direttivo – composto da Alessandro Barbero, Giuseppe D’Avino, Tullio De Mauro (Presidente), Giuseppe De Rita, Valeria Della Valle, Fabiano Fabiani, Alberto Foschini, Dino Gasperini, Melania Mazzucco e Ugo Riccarelli – ha modificato lo statuto del Premio Strega revocando il carattere vitalizio del voto degli Amici della domenica.A partire dall’edizione 2012 il Comitato aggiornerà di anno in anno la lista dei quattrocento votanti che compongono il gruppo storico della giuria, verificandone la partecipazione attiva al Premio e alla vita culturale del Paese. Il Comitato direttivo sospenderà inoltre dal voto gli Amici che nell’anno siano concorrenti alla cinquina o finalisti.&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Il Premio Strega si apre sempre di più alla comunità dei lettori e ai giovani. Dopo i buoni risultati dei primi due anni di sperimentazione sarà incrementato l’apporto alla giuria costituito dai lettori forti selezionati dalle librerie indipendenti italiane. I votanti così individuati passeranno da 30 a 60 e continueranno a ruotare di anno in anno. Il presidente del Comitato direttivo Tullio De Mauro ha ricordato come le scelte compiute dai librai potranno consentire di aggregare agli Amici della domenica un campione ancora più rappresentativo dell’Italia che legge.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È inoltre allo studio il progetto di ampliare su base nazionale la giuria degli studenti(comprendente fin qui gli allievi delle scuole secondarie superiori di Roma e del Lazio) che contribuisce con un voto collettivo all’elezione del vincitore del Premio Strega. Il riconoscimento attribuito dai giovani lettori costituirebbe un premio distinto da quello assegnato dallo Strega istituzionale."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 115%; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;Insomma, dopo le polemiche sullo strapotere degli editori che si spartiscono l’unico premio che, pare, fa davvero lievitare le vendite, si procede a una maggiore trasparenza. &lt;br /&gt;Funzionerà?&lt;br /&gt;Vedremo lo Strega vinto da Perdisa?&lt;br /&gt;Da SenzaPatria?&lt;br /&gt;Da Transeuropa?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Nella foto: &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Maria_Bellonci"&gt;&lt;b&gt;Maria Bellonci&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;, che ha fondato il Premio Strega in casa sua, nel 1947)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 115%; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-6308127572967120907?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/6308127572967120907/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=6308127572967120907' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/6308127572967120907'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/6308127572967120907'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2011/12/lo-strega-si-rifonda.html' title='Lo Strega si rifonda'/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-CRv4f7MH03g/Tte86MitTSI/AAAAAAAAASo/F21m1JGNqVQ/s72-c/Bellonci-Maria.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-8184304520890734085</id><published>2011-12-01T16:15:00.000+01:00</published><updated>2011-12-01T16:15:07.363+01:00</updated><title type='text'>Controtendenze 1</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-ueaXKIWXJj4/TteZJEOnIUI/AAAAAAAAASY/JlPoBj1hAPg/s1600/Proust_evian_1905.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://1.bp.blogspot.com/-ueaXKIWXJj4/TteZJEOnIUI/AAAAAAAAASY/JlPoBj1hAPg/s200/Proust_evian_1905.jpg" width="138" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Quello che segue è forse il “periodo lungo” o “periodo lento” più famoso della &lt;i&gt;Recherche&lt;/i&gt;. Sulla scrittura proustiana, la cui densità è stata definita, da alcuni critici, “elefantiaca”, o “antioratoria”, fatta di periodi di estrema lunghezza e complessità, sono stati scritti numerosissimi saggi. Il periodo proustiano è stato analizzato, scomposto, smontato; Leo Spitzer l’ha addirittura suddiviso in vari tipi, il periodo “ad esplosione”, quello “a ramificazione”, o “ a stratificazione”; mentre il critico Franco Simone, sulla rivista fiorentina &lt;i&gt;Letteratura &lt;/i&gt;nel 1947 ha notato come – proprio nel brano qui di seguito pubblicato - attraverso il ritmo della scrittura Proust evochi immagini (le due camere, quella d’inverno e quella d’estate), atmosfere, sensazioni (caldo-freddo, il nido come rifugio) che ci comunicano le impressioni di un uomo – lo scrittore – enormemente sensibile, durante il risveglio mattutino.&lt;br /&gt;Oggi, nell’era della scrittura veloce, influenzata da sms, messaggi nei social network ecc., lo stile lento è certamente in controtendenza. Ben venga quindi.&lt;br /&gt;Viva le controtendenze.&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;"Ma avevo riveduto ora l’una ora l’altra le stanze che avevo abitate  nella mia vita, e finivo col ricordarle tutte nelle lunghe  fantasticherie che seguivano al mio risveglio: camere invernali dove,  quando siamo a letto, rannicchiamo il capo in un nido intessuto delle  cose più disparate, un angolo del guanciale, il bordo delle coperte, una  cocca di scialle, la sponda del letto e un numero dei &lt;em&gt;Débats roses&lt;/em&gt;,  nido che poi alla fine si cementa secondo la tecnica degli uccelli,  standovi appoggiati indefinitamente; dove, quando il tempo è glaciale,  il piacere che si prova è di sentirsi divisi dal mondo di fuori (come la  rondine marina che ha il suo nido al fondo d’un sotterraneo nel calore  della terra), e dove, mantenendosi acceso il fuoco nel camino tutta la  notte, si dorme in un gran mantello d’aria calda e fumosa, percorsa dai  bagliori dei tizzoni che si riaccendono, una specie d’impalpabile  alcova, di calda caverna scavata in seno alla camera stessa, zona  ardente e mobile nei suoi contorni termici, aerata da aliti che ci  rinfrescano il viso, e vengono dagli angoli, dalle parti più vicine alla  finestra o lontane dal focolare e divenute fredde; - camere estive dove  piace unirsi alla notte tiepida, dove il chiaro di luna, venuto a  posarsi sulle imposte socchiuse, getta fino al piede del letto la sua  scala incantata, dove si dorme quasi all’aria aperta, come la  cinciallegra cullata dalla brezza in cima a un raggio; - a volte camera  Luigi XVI, così allegra che neppure la prima sera non mi ci ero sentito  molto triste, dove le colonnette che sostenevano leggere la volta con  tanta grazia si scostavano a mostrare e serbare il luogo del letto; a  volte invece quella, piccola e col soffitto molto elevato, scavata a  forma di piramide nell’altezza di due piani e in parte rivestita di  mogano, dove fin dal primo momento ero stato moralmente intossicato  dall’odore sconosciuto della gramigna indiana, convinto dell’ostilità  delle tende viola e dell’indifferenza insolente della pendola che  cicalava forte come se io non ci fossi stato; - dove uno strano e  spietato specchio quadrangolare, a bilico, sbarrando di sbieco uno degli  angoli della stanza, si apriva a forza nella dolce pienezza del mio  ordinario campo visuale un posto che non vi era preveduto; - dove il mio  pensiero, sforzandosi per ore e ore di estendersi, di innalzarsi per  prendere l’esatta forma della stanza e giungere a riempire fino all’alto  il suo imbuto gigantesco, aveva sofferto molte notti penose, mentre me  ne stavo disteso nel letto, con gli occhi alzati, con l’orecchio  ansioso, la narice restìa, il cuore che batteva: fino a quando  l’abitudine non avesse mutato il colore delle tende, fatto tacere la  pendola, insegnato la pietà allo specchio obliquo e crudele,  dissimulato, se non messo in fuga interamente, l'odore della gramigna  indiana, e diminuito in modo notevole l’apparente altezza del soffitto”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(traduzione di Natalia Ginzburg)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-8184304520890734085?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/8184304520890734085/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=8184304520890734085' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/8184304520890734085'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/8184304520890734085'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2011/12/controtendenze-1.html' title='Controtendenze 1'/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-ueaXKIWXJj4/TteZJEOnIUI/AAAAAAAAASY/JlPoBj1hAPg/s72-c/Proust_evian_1905.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-1069922644958029380</id><published>2011-11-28T21:05:00.007+01:00</published><updated>2011-11-29T16:26:24.930+01:00</updated><title type='text'>Televisione dadaista</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-DBPDW-k8PUE/TtPoPeeBYFI/AAAAAAAAASA/m59DAyV91bk/s1600/annunziata1.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/-DBPDW-k8PUE/TtPoPeeBYFI/AAAAAAAAASA/m59DAyV91bk/s1600/annunziata1.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Suggestiva puntata stasera del programma di Lucia Annunziata &lt;b&gt;&lt;i&gt;La crisi in ½ h&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;, su RAI 3. L’argomento era, manco a dirlo, la crisi, e la recessione italiana (l’Italia sarebbe &lt;i&gt;già&lt;/i&gt; in recessione secondo l’&lt;b&gt;OCSE&lt;/b&gt; – &lt;b&gt;ocse&lt;/b&gt; = &lt;i&gt;un'organizzazione internazionale di studi economici per i paesi membri, paesi sviluppati aventi in comune un sistema di governo di tipo democratico ed un' economia di mercato&lt;/i&gt; – fonte Wikipedia). L’Annunziata intervistava proprio il capo degli esperti OCSE, Padoan, uno dei temibili ipereconomisti arcigni, con la faccia truce, tipo Ellroy nelle foto ufficiali. Diceva Padoan – dopo un’analisi della crisi finanziaria, crisi dell’euro ecc – che il gov Monti sta lavorando, già per conto suo, secondo precisi dettami OCSE, cioè, sta mettendo in pratica una serie di “riforme strutturali” in linea perfetta e precisa e puntuale con l’OCSE, senza che nessuno gliel’abbia detto. &lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Bizzarro, ho pensato. E’ esattamente quello che sostengono i gruppi di contestazione più radicali. Questa per esempio è una mail che gira del Movimento Popolare di Liberazione: “&lt;i style="color: black;"&gt;Egli è un emissario, incaricato dalla possente mafia finanziaria globale di riscuotere il pizzo, affinché gli italiani siano obbligati a restituire i crediti concessi con i relativi interessi. Debiti raddoppiati da quando l’Italia è entrata nell’Unione europea, contratti da una casta politica corrotta e fluiti in gran parte, sotto forma di titoli e obbligazioni, nei forzieri delle banche e nelle tasche di quel 10% di popolazione che possiede il 50% della ricchezza nazionale (...) Chi pensa che Monti, per sanare il debito pubblico, metterà le mani nelle tasche del 10% dei milionari, dei parassiti e della speculazione si illude. Da buon liberista che crede nel mercato globale, egli ritiene che solo finanziando questa minoranza di paperoni si potranno spostare i soldi dalla rendita all’investimento rimettendo in moto l’economia. Il futuro governo attuerà quindi una gigantesca rapina a danno della maggioranza dei cittadini. Una macelleria sociale bilanciata da una patrimoniale di facciata, e giustificata col miraggio della futura crescita economica”.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: black;"&gt;Insomma, cambia lo stile, il linguaggio, gli aggettivi, ma il senso è proprio questo: Monti non sta parlando di patrimoniale, e da più parti si dice che non la farà mai, oppure che farà una patrimonialina-ina-ina. Le “riforme strutturali” sono nuove tasse, tagli alle pensioni, agli stipendi, privatizzazioni, distruzione di ciò che resta dei diritti del lavoro. Insomma, sta facendo bene il suo lavoro di “emissario” del grande capitale finanziario, esattamente come sostiene il Movimento Popolare. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;L’Annunziata aveva come ospite nientemeno che uno dei più temibili propagandisti della destra italiana, Cicchitto. Possiamo immaginare gli argomenti: con Berlusconi era una meraviglia, andava tutto bene, anzi, benissimo e altre amenità del genere. Poi L’Annunziata si è entusiasmata di colpo e ha detto, con enfasi: “INSOMMA, DICIAMOLO UNA VOLTA PER TUTTE, BERLUSCONI AVEVA RAGIONE! NON ERA SUA LA CRISI, MA DELL’EURO! DICIAMOLO, EH, PADOAN?” &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-_GvcgV0VoC8/TtPpTzzVD9I/AAAAAAAAASQ/SH4hV_LthSM/s1600/PADOAN-.jpg" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/-_GvcgV0VoC8/TtPpTzzVD9I/AAAAAAAAASQ/SH4hV_LthSM/s1600/PADOAN-.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Sembrava uno sbocco catartico, una liberazione. Ma l’economista dalla faccia di pietra non si è scomposto – e come avrebbe potuto, uno come lui? – ha detto che Berlusconi aveva fatto delle robe anche buone, ma “poco, troppo poco”. Cioè non tagliava abbastanza, non smantellava abbastanza in profondità, perché era troppo impegnato a gestire un coordinamento tribale di predoni, pirati, avventurieri, ecc ecc (questo ovviamente non l’ha detto apertamente) mentre Monti come bocconiano è uno scolaro efficiente, zelante, preparato ecc ecc (ma anche questo non l'ha detto apertamente). &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Ah, una precisazione: tutta questa “macelleria”, le tasse, i tagli, gli economisti liberisti la chiamano “crescita”, oppure "libero mercato" o "merito", che per esempio è una delle parole preferite del temibile Zingales, editorialista dell'Espresso e supporter del temibile liberista del PD Renzi.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Poi il temibile Cicchitto ha ricominciato a predicare, guardando in macchina (guardano sempre dritto in macchina, come gli hanno insegnato a questa macchine automatiche viventi kafkiane di demagogia aggressiva), e non è stato possibile sopportare oltre la sua presenza.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Puntata veramente surreale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Nella foto: Padoan.) &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-1069922644958029380?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/1069922644958029380/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=1069922644958029380' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/1069922644958029380'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/1069922644958029380'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2011/11/televisione-dadaista.html' title='Televisione dadaista'/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-DBPDW-k8PUE/TtPoPeeBYFI/AAAAAAAAASA/m59DAyV91bk/s72-c/annunziata1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-5467627875409398205</id><published>2011-11-27T17:28:00.000+01:00</published><updated>2011-11-27T17:28:26.511+01:00</updated><title type='text'>Recensioni</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-cq_QW4N1vWU/TtJkvtxAP1I/AAAAAAAAAR4/9ouRsWUXJ6g/s1600/Cover-sergente_rid.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://2.bp.blogspot.com/-cq_QW4N1vWU/TtJkvtxAP1I/AAAAAAAAAR4/9ouRsWUXJ6g/s200/Cover-sergente_rid.jpg" width="140" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;&amp;nbsp;Matteo Telara&lt;/b&gt; ha scritto una straordinaria recensione de &lt;i&gt;&lt;b&gt;Il cattivo sergente&lt;/b&gt;&lt;/i&gt; su &lt;a href="http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2011/11/26/il-cattivo-sergente/#more-56775"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;La Poesia e lo Spirito&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/a&gt; e sul suo &lt;a href="http://matteotelara.wordpress.com/"&gt;&lt;b&gt;blog&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-5467627875409398205?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/5467627875409398205/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=5467627875409398205' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/5467627875409398205'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/5467627875409398205'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2011/11/recensioni.html' title='Recensioni'/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-cq_QW4N1vWU/TtJkvtxAP1I/AAAAAAAAAR4/9ouRsWUXJ6g/s72-c/Cover-sergente_rid.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-1638962220890364793</id><published>2011-11-25T17:41:00.001+01:00</published><updated>2011-11-25T18:11:38.394+01:00</updated><title type='text'>Motherfuckers!</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-SR2Y8gEx69A/Ts_DQpCkkzI/AAAAAAAAARg/KAs8S_Wy34w/s1600/mothfuck.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="259" src="http://3.bp.blogspot.com/-SR2Y8gEx69A/Ts_DQpCkkzI/AAAAAAAAARg/KAs8S_Wy34w/s320/mothfuck.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;I &lt;b&gt;Motherfuckers (&lt;/b&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Bastardi, Figlidiputtana) &lt;/span&gt;erano un gruppo underground radicale americano, attivo negli anni '60. Oggi potremmo dire che erano &lt;i&gt;multimediali&lt;/i&gt;, come per esempio i loro compadri &lt;b&gt;Fugs&lt;/b&gt; di Ed Sanders e Tuli Kupferberg, cioè suonavano, recitavano, scrivevano, forse dipingevano. Nell'ottobre 1968 furono protagonisti della storica occupazione di uno dei teatri più famosi del mondo, il Fillmore di New York, per farne uno spazio autogestito. Durante quei giorni si esibirono gli &lt;b&gt;Who&lt;/b&gt;, il &lt;b&gt;Living Theatre&lt;/b&gt; di Julian Beck con lo spettacolo Paradise now, e altri gruppi e artisti meno noti. &lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Esiste un interessante (e anche esilarante) reportage, che conto di postare qui nei prossimi giorni (l'unico problema è che bisogna ricopiarlo, perché non esiste il file).&lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-OSsVcITgcVQ/Ts_Eo-1KDHI/AAAAAAAAARw/8vzKIeEaCH0/s1600/fugs2.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/-OSsVcITgcVQ/Ts_Eo-1KDHI/AAAAAAAAARw/8vzKIeEaCH0/s1600/fugs2.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Oggi, che è attiva una contestazione mondiale contro il capitalismo globalizzato finanziario, coi movimenti degli Indignati, Occupy Wall Street, e tanti altri gruppi che si oppongono allo scempio dell'ambiente (per esempio i NO TAV), del nostro tempo, del nostro futuro, dei nostri diritti, è utile fare un salto nella storia e andare a riscoprire i movimenti di quegli anni, quando tutto era diverso, ma altrettanto contraddittorio e minaccioso. Il Potere è cambiato, e la protesta pure. Però esiste un proverbio che dice: quando tutto cambia, nulla cambia. Rileggiamo i testi, riascoltiamo la musica, e non c'entra la nostalgia o il culto del passato; ripercorriamo i sentieri dei nostri padri, per cercare di capire dove stiamo andando, o dove ci obbligano ad andare. Questi sono due testi dei Motherfuckers, pubblicati sulla rivista underground &lt;i&gt;Rat&lt;/i&gt; circa nel 1968. Il maiuscolo del primo è nell'originale.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;b&gt;Per sopravvivere si deve combattere&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;PER VIVERE SI DEVE AMARE&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;      PER AMARE SI DEVE SOPRAVVIVERE&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;            PER SOPRAVVIVERE SI DEVE COMBATTERE&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;b&gt;Siamo gente nuova&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Siamo gente nuova&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;      Una generazione di Mutanti&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;      dalla mentalità mojo&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il tipo che girava col codino&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;torna con la scure di Geronimo&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Poveracci di Babilonia camminano su strade&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;      d'oro puro: accecati dal sole&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Zapata da bandito cosmico/chimico&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;saccheggia la valle dei diavoli.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Siamo una musica nuova...&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;      dappertutto e tutto&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;una Musica Libera... che non si riflette in statistiche&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;      relative alle vendite o in manovre pubblicitarie...&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;      ma in un popolo nuovo&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;      che esprime una realtà nuova.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Liberatevi: trovate nuovi fratelli e sorelle&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;e insieme comprendete i vostri bisogni. Mettete le vostre mani insieme sui vostri cazzi, sulle vostre pistole, sulle vostre fiche, sulle vostre tette, che sono il presente, il futuro. Progettate la distruzione del sistema mortifero di sbirri e giudici... prendete coscienza dello svincolarsi dell'energia in un ambiente che sia libero. E considerate tutto ciò che fate come tale da guidarvi alla libertà. Se la musica che fate per l'ascolto non deve subire i limiti imposti dalla domanda consumistica, deve condurvi verso quell'energia, verso quello spirito libero che si esprimeva come si sente.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;La musica è nella gente&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;e la gente è per strada&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Seguite col movimento i ritmi naturali&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Seguite col movimento i ritmi di dentro&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;      SIAMO LA NOSTRA MUSICA&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-1638962220890364793?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/1638962220890364793/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=1638962220890364793' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/1638962220890364793'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/1638962220890364793'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2011/11/motherfuckers.html' title='Motherfuckers!'/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-SR2Y8gEx69A/Ts_DQpCkkzI/AAAAAAAAARg/KAs8S_Wy34w/s72-c/mothfuck.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-1590801623007986397</id><published>2011-11-24T16:40:00.004+01:00</published><updated>2011-12-01T16:57:28.007+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='blogger'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Recensioni letterarie'/><title type='text'>La potenza del Passaparola</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-s82NGD-7UHI/Ts5kwfdZaoI/AAAAAAAAARY/HQylpSFlb5U/s1600/blogger.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="158" src="http://1.bp.blogspot.com/-s82NGD-7UHI/Ts5kwfdZaoI/AAAAAAAAARY/HQylpSFlb5U/s200/blogger.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Da segnalare questa iniziativa dell’editore Marsilio: da più parti si sostiene che le recensioni di libri, anche su giornali ad alta tiratura, non spostano i dati di vendita. A meno che non si dedichi l’intera pagina ovviamente, magari con la firma famosa ecc. Marsilio ha quindi deciso di stimolare il cosiddetto passaparola, mitico procedimento misterioso e imprevedibile che all’improvviso può fare decollare le vendite di un libro. Offre a 100 blogger, i primi che si proporranno, l’eBook gratuito di due testi in uscita, purché si impegnino a parlarne. Bene o male, purché scrivano una recensione. &lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Una forma trasversale di promozione insomma, tanti piccoli critici invece di una singola recensione, magari ottenuta a fatica dopo spinte e preghiere o addirittura di peggio.&lt;br /&gt;Cercasi disperatamente via d'uscita alla crisi dell'editoria.&lt;br /&gt;Ma una domanda: perché i blogger dovrebbero farlo? &lt;br /&gt;Interessante. &lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://blog.marsilioeditori.it/2011/11/08/blogger-a-voi-la-parola/"&gt;&lt;b&gt;Qui &lt;/b&gt;&lt;/a&gt;i dettagli.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-1590801623007986397?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/1590801623007986397/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=1590801623007986397' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/1590801623007986397'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/1590801623007986397'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2011/11/la-potenza-del-passaparola.html' title='La potenza del Passaparola'/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-s82NGD-7UHI/Ts5kwfdZaoI/AAAAAAAAARY/HQylpSFlb5U/s72-c/blogger.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-4662671061525293673</id><published>2011-11-23T08:06:00.001+01:00</published><updated>2011-11-23T08:06:00.171+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Margaret Mazzantini'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='critica letteraria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sergio Castellitto'/><title type='text'>Il paradiso fiscale del marketing</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-Ae9pasZslP4/TswP4OaC-AI/AAAAAAAAARQ/H03LErNrR5U/s1600/mazza.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="150" src="http://4.bp.blogspot.com/-Ae9pasZslP4/TswP4OaC-AI/AAAAAAAAARQ/H03LErNrR5U/s200/mazza.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:WordDocument&gt;   &lt;w:View&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:Zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:HyphenationZone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:DoNotOptimizeForBrowser/&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;  &lt;div class="MsoNormal"&gt;Circa un mese fa ho scritto sulla deriva della critica cinematografica italiana, le recensioni omologate, intercambiabili, che sembrano i comunicati stampa delle case di produzione (su &lt;i&gt;Carmilla&lt;/i&gt;, &lt;a href="http://www.carmillaonline.com/archives/2011/09/004042.html#004042%20%20%20%20"&gt;&lt;b&gt;qui&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;)&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;.&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;Sergio Garufi&lt;/b&gt;, nel suo blog, parla invece di una certa critica letteraria, troppo attenta ai risvolti promozionali. Ci racconta la terza pagina de &lt;i&gt;La Stampa&lt;/i&gt;, tutta dedicata all’ultimo libro di Margaret Mazzantini, con sottostante pubblicità del libro (&lt;a href="http://lavienbeige.wordpress.com/2011/11/20/10-margaret-mazzantini-2/%20"&gt;&lt;b&gt;qui&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; l’articolo).&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;L’intreccio tra la cosiddetta critica e la promozione commerciale (o marketing) è ormai un dato di fatto nel nostro paese, e i “giornalisti” letterari sono diventati dei promoter; ma non solo. Ricordo al concerto del primo maggio di due anni fa, quando prima dell’esibizione di Vasco Rossi il presentatore Sergio Castellitto pensò di leggere un passo da un libro: esibì per bene la copertina, lesse con tono intenso, anzi, falsamente intensivo – introduzione adeguata al “poveta” della falsa rabbia giovanile – davanti a qualche milione di spettatori (tele + pubblico), una pagina del romanzo di sua moglie, Margaret Mazzantini, &lt;i&gt;Venuto al mondo&lt;/i&gt;.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:WordDocument&gt;   &lt;w:View&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:Zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:HyphenationZone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:DoNotOptimizeForBrowser/&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="EN-GB" style="mso-ansi-language: EN-GB;"&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/CZAYxhfG4LE" width="360"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;La premiata ditta. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;La cricca. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;La famiglia. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Il guanxi.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Benvenuti in itaGLia, il paesotto che ha smesso di ridere.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-4662671061525293673?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/4662671061525293673/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=4662671061525293673' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/4662671061525293673'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/4662671061525293673'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2011/11/il-paradiso-fiscale-del-marketing.html' title='Il paradiso fiscale del marketing'/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-Ae9pasZslP4/TswP4OaC-AI/AAAAAAAAARQ/H03LErNrR5U/s72-c/mazza.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-9155807305756093808</id><published>2011-11-22T16:47:00.000+01:00</published><updated>2011-11-22T16:47:04.833+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Underworlds'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Alan Altieri'/><title type='text'>Underworlds</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-qh61eIzaLpA/TsvDQwHCQmI/AAAAAAAAARI/FN0F8ScJCI8/s1600/underw_cover.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/-qh61eIzaLpA/TsvDQwHCQmI/AAAAAAAAARI/FN0F8ScJCI8/s1600/underw_cover.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:WordDocument&gt;   &lt;w:View&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:Zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:HyphenationZone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:DoNotOptimizeForBrowser/&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;  &lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;Underworlds&lt;/b&gt; (TEA 2011) è l’ultima raccolta di racconti di Alan D. Altieri. E’ la migliore, la più dura, incazzata, furiosa addirittura. C’è dentro tutta l’indignazione dell’uomo che è costretto ad assistere alla smorfia quotidiana del Potere, la sua oscenità, la sua volgarità, la sua violenza. E la rappresenta, la racconta, la interpreta, portando oltre il punto di rottura certe tendenze in fieri del nostro tempo. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Non è solo fantasia. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Non è solo science-fiction. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;E’ come potrebbe essere. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;E’ come sarà. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;E’ come già è. &lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-size: 12.0pt; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;Ne ho scritto &lt;a href="http://www.nazioneindiana.com/2011/11/21/underworlds/"&gt;&lt;b&gt;qui&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-9155807305756093808?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/9155807305756093808/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=9155807305756093808' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/9155807305756093808'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/9155807305756093808'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2011/11/underworlds.html' title='Underworlds'/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-qh61eIzaLpA/TsvDQwHCQmI/AAAAAAAAARI/FN0F8ScJCI8/s72-c/underw_cover.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-3848017680813502936</id><published>2011-11-21T11:53:00.001+01:00</published><updated>2011-11-21T11:54:30.914+01:00</updated><title type='text'>Un cattivo soggetto</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-VoZx4mUeqa4/TsosIHpZ0vI/AAAAAAAAARA/JHquTj2uwQQ/s1600/Cover+sergente.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-VoZx4mUeqa4/TsosIHpZ0vI/AAAAAAAAARA/JHquTj2uwQQ/s320/Cover+sergente.png" width="225" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;[&lt;i&gt;&lt;b&gt;Il cattivo sergente&lt;/b&gt;&lt;/i&gt; è un ebook che uscirà giovedì 24 novembre sulla webmag &lt;i&gt;&lt;b&gt;Milano Nera&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;, al costo di euro 3.49. Ho scritto una presentazione, pubblicata sul sito &lt;a href="http://milanonera.hotmag.me/?p=7552"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Milano Nera&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;. La incollo qui.]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;Il cattivo sergente &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;(il titolo è un omaggio al mitico film di Abel Ferrara &lt;i&gt;Il cattivo tenente&lt;/i&gt;) è nato da una riflessione, o meglio da una lunga osservazione alla quale è impossibile sottrarsi: come si può condurre una vita all’insegna del crimine all’interno di un sistema legale, ricoprendo addirittura una carica amministrativa, o direttiva? &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;L’osservazione era rivolta alla politica italiana, al degrado causato da conglomerati di potere dove le leggi vengono utilizzate per favorire gli interessi privati, spesso oltre una border-line che separa la concussione dal vero e proprio crimine organizzato. Però non sentivo il bisogno di scrivere un testo di fanta politica, o la rappresentazione oggettiva di un regime distopico, dove i più elementari diritti e doveri vengono calpestati. Volevo l’avventura, l’azione. Volevo il noir. Perché le cose viaggiano veloci sul racconto, in maniera più efficace di molti saggi o disamine socio-politiche. Il racconto ha una forza anarchica, dirompente, ha codici che stimolano energie nascoste, energie dormienti; il racconto può esplorare mondi dove la lingua territoriale non osa avventurarsi. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Così è nato Nicholas Deville, il &lt;i&gt;poliziotto marcio&lt;/i&gt;, come lo chiama una delle sue vittime, una sorta di cyborg che usa la sua posizione, e i mezzi di una delle polizie più efficienti del mondo, per condurre una vita totalmente criminale. E’ un sergente di Scotland Yard, nucleo specializzato antidroga. In realtà lavora per la nuova mafia di Londra, la criminalità cosiddetta rispettabile, che intreccia lo spaccio con gli investimenti miliardari nella City.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Volevo guardare nella sua vita, raccontare le sue giornate, i suoi intrighi e la sua assoluta amoralità. Ma non ero attratto da un personaggio tormentato, autodistruttivo e dostoevskiano come il tenente di Abel Ferrara. Deville doveva in qualche modo rappresentare i personaggi negativi del nostro tempo, soddisfatti della loro vita violenta, tracotanti, privi di qualunque umana compassione. Un personaggio che, mentre delinque, pensa a quanto è &lt;i&gt;fico&lt;/i&gt;. Una sagoma, in fondo, una sagoma macabra. Una sagoma assolutamente moderna.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Così ho lanciato il racconto, ho cercato di entrare nella mente semplice del cattivo sergente, e ho scoperto anche una zona buia, un abisso che lo spaventa e dal quale cerca di fuggire.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;E mentre il racconto scorreva, e io ormai mi limitavo ad esserne l’amministratore, Deville mi suggeriva che non poteva fuggire da quella zona buia, perché nella materia mutante della sua anima forse palpitava un residuo di umanità. Un’umanità sinistra che cercavo di non guardare, di non ascoltare, perché mi obbligava a confrontarmi con lei, e a cercare di stabilire, mio malgrado, quanta pesatura del cattivo sergente c’era nella personalità di tutti noi, ma soprattutto del suo autore.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-3848017680813502936?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/3848017680813502936/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=3848017680813502936' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/3848017680813502936'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/3848017680813502936'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2011/11/un-cattivo-soggetto.html' title='Un cattivo soggetto'/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-VoZx4mUeqa4/TsosIHpZ0vI/AAAAAAAAARA/JHquTj2uwQQ/s72-c/Cover+sergente.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-5108693848815211011</id><published>2011-11-20T19:30:00.005+01:00</published><updated>2011-11-22T16:58:06.551+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='raccolta differenziata'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Hera'/><title type='text'>Vita complicata di un cittadino-poliziotto ambientale</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-swQu44xszS0/TslFjWqVEgI/AAAAAAAAAQg/-6scDkfGBGA/s1600/flick.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/-swQu44xszS0/TslFjWqVEgI/AAAAAAAAAQg/-6scDkfGBGA/s320/flick.jpg" width="240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Forse nella vita avrei dovuto fare il poliziotto. Deve essere questa la mia vera vocazione. Ma il poliziotto ambientale, non certo lo &lt;i&gt;space trooper&lt;/i&gt; in tenuta antisommossa che carica gli studenti. E nel mio piccolo lo faccio pure, il cittadino-poliziotto ambientale, con tanta fatica, frustrazione ma anche qualche successo.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;Prendiamo le piste ciclabili di Bologna. Alcune sono molto ben progettate, lunghe decine di chilometri, collegano le città dell’area metropolitana come Casalecchio di Reno, o San Lazzaro, col capoluogo. Io le uso molto, perché appartengo alla specie dei camminatori, cioè quelle persone che camminano per chilometri e chilometri, ogni volta che possono. Le conosco bene, le piste cittadine e quelle nei parchi pubblichi. Le piste ciclabili sono violate&amp;nbsp; – mi viene da dire abbastanza spesso, ma non ho dati statistici certi – da moto, o addirittura auto. E io li becco, le facce di bronzo che vanno col motorino, ad alta velocità, sicuri di essere impuniti (e magari lo sono). Faccio loro il gesto di uscire, di andare in strada, grido che è vietato. Loro mi ignorano, o alzano il dito medio. &lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Qualcuno si ferma, finge di cadere dalle nuvole (ma come? E’ solo per cento metri!), oppure mi sfidano apertamente, dicendo di farmi i cazzi miei e di non rompere le palle. Più volte sono stato tentato di spintonarli, mandarli a gambe all’aria sull’asfalto, o di prenderli a sberle (uno addirittura aveva a bordo un bambino di 3 o 4 anni, tutti e due senza casco), col rischio di sprofondare in una bega tremenda, senza fine, con denunce e richieste di danni.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Oppure le strisce pedonali: talvolta – mi viene da dire spesso ma anche qui non ho dati statistici certi – ci trovo auto parcheggiate, coi lampeggianti accesi. In varie occasioni ho detto (diamo pure che ho &lt;i&gt;intimato&lt;/i&gt;) ai proprietari che non solo non si può parcheggiare, ma c’è il divieto di fermata. Di nuovo facce di bronzo, finzioni di cadere dalle nuvole, oppure energumeni che scendono dall’auto e si incazzano, loro si incazzano perché hanno parcheggiato sulla pista ciclabile. Una volta sono volate delle spinte, ma devo evitare questo epilogo, è un disastro se il deficiente di turno si fa male davvero, e lo sarebbe anche se mi facessi male io, che ho una figlia a carico ecc. ecc.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-CjojBuhxEJY/TslGgcJ8b0I/AAAAAAAAAQw/8mhRhUlP-R8/s1600/autosostaweb.jpg" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/-CjojBuhxEJY/TslGgcJ8b0I/AAAAAAAAAQw/8mhRhUlP-R8/s1600/autosostaweb.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Comunque qualche piccolo successo l’ho ottenuto. Vicino a casa mia, a Casalecchio di Reno, trovavo spesso – qui posso dirlo, la beccavo quasi ogni giorno – un’auto parcheggiata in mezzo alle strisce. Così, senza neanche i lampeggianti. Forte la tentazione di tagliare le gomme, come farebbero, per esempio, in Olanda, dove se uno osa mettere la macchina con una ruota sulle strisce se la trova tagliata dopo 1 minuto. Però come potevo farlo, così davanti a tutti? Così ho iniziato a scattare delle foto col cellulare e a spedirle al comando dei vigili urbani. Dopo tre o quattro spedizioni mi ha telefonato un’ispettrice dei vigili dicendomi che non è possibile, da un punto di vista legale, procedere sulla base di foto scattate da cittadini, perché si rischia un ricorso, perso al 100 X 100. E quindi non c’è niente da fare? Ho detto, incredulo, indignato. Tanto più che quelle strisce sono davanti alla caserma dei carabinieri, cavolo! L’ispettrice ha promesso di mandare le pattuglie, ma cosa voleva promettere, l’auto era sempre lì, e sospetto che appartenesse a un carabiniere della caserma. Però dopo circa un mese dalla telefonata sono arrivati gli operai del comune che hanno costruito uno scivolo e piantato un palo in mezzo alle strisce col simbolo handicap, così nessuno ha più potuto parcheggiare. Lo considero un piccolo risultato del cittadino-poliziotto ambientale. Ma che fatica!&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-U12Qwg7xcMk/TslFyLlDyUI/AAAAAAAAAQo/Movl4mHwyaE/s1600/autosostaweb.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt; &lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-CjojBuhxEJY/TslGgcJ8b0I/AAAAAAAAAQw/8mhRhUlP-R8/s1600/autosostaweb.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt; &lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-hIxjsgPTUTs/TslGyNvCFjI/AAAAAAAAAQ4/fCXt1SpIhHc/s1600/scatoloniweb.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/-hIxjsgPTUTs/TslGyNvCFjI/AAAAAAAAAQ4/fCXt1SpIhHc/s1600/scatoloniweb.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;E la raccolta differenziata. Noi cittadini ci facciamo un mazzo così a insaccare la carta, la plastica e l’organico, tenendo i sacconi per una settimana negli appartamenti. Io poi sono particolarmente virtuoso, stacco anche le etichette dalle bottiglie di plastica, e addirittura il quadrettino di carta delle bustine del tè, che metto nella carta, mentre la bustina va nell’organico. Orbene, sotto casa mia c’è un grande negozio di articoli per l’infanzia (passeggini, vestitini ecc) che sarebbe anche ecologico, perché tratta l’usato. E non faceva la raccolta differenziata della carta. Trovavo montagne di scatoloni accanto ai bidoni dell’indifferenziata, o addirittura &lt;i&gt;dentro&lt;/i&gt;. Così un giorno l’ho placcato e gli ho detto che DEVE selezionare il cartone, lui produce più del doppio della carta di tutto il condominio. DEVE metterla da parte. Per l’ennesima volta ha finto di cadere dalle nuvole (ma questo metodo, fare “gli indiani” sempre e comunque, non sarà una prerogativa tutta italica?), ma ha promesso che avrebbe provveduto, seguendo le mie istruzioni. Ma nulla è cambiato. Così l’ho placcato di nuovo, lui si è stupito, oppure ha finto di farlo, dicendo che, come gli avevo detto, metteva gli scatoloni &lt;i&gt;davanti&lt;/i&gt; ai bidoni il martedì. Cristo, ho detto (un po’ alterato, lo ammetto), non ai bidoni, ma davanti al suo negozio! Ah sì? Ha detto. Ma io avevo capito così!. Comunque il martedì successivo ha messo gli scatoloni davanti al negozio, ma al mattino erano ancora lì. Che rabbia. Che fatica per niente, sempre a discutere con questo e con quello, tensione, pazienza. E poi la beffa. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Ho fotografato gli scatoloni e li spediti a una signora del comune che conosco, una brava, ecologista, che segue l’assessorato all’ambente e mi manda sempre le mail sulle iniziative dei GAS (gruppi di acquisto solidale di alimenti e prodotti bio), che ha promesso di interessarsi. Ha scritto 2 volte all’HERA, l’ente che si occupa del ritiro e del riciclo, allegando le mie foto, e da quel momento i cartoni vengono raccolti. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Un altro piccolo successo del cittadino-poliziotto ambientale. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Ma perché non mi danno il Power a me? &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Perché non mi fanno capo supremo della Polizia Ambientale? Li farei rigare dritto! &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Tutti! &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Parola d’onore!&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;(Le foto: l'auto in sosta sulle strisce inviata alla PM; gli scatoloni non raccolti da HERA) &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-5108693848815211011?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/5108693848815211011/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=5108693848815211011' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/5108693848815211011'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/5108693848815211011'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2011/11/vita-complicata-di-un-cittadino.html' title='Vita complicata di un cittadino-poliziotto ambientale'/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-swQu44xszS0/TslFjWqVEgI/AAAAAAAAAQg/-6scDkfGBGA/s72-c/flick.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-4229867217072717218</id><published>2011-11-08T17:48:00.000+01:00</published><updated>2011-11-08T17:48:08.318+01:00</updated><title type='text'>Cattivi soggetti</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-jIiFdfNxDac/Trlc6e2DoCI/AAAAAAAAAQU/AS1WifTI2lI/s1600/Immagine.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-jIiFdfNxDac/Trlc6e2DoCI/AAAAAAAAAQU/AS1WifTI2lI/s320/Immagine.JPG" width="226" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;In arrivo&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-4229867217072717218?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/4229867217072717218/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=4229867217072717218' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/4229867217072717218'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/4229867217072717218'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2011/11/cattivi-soggetti.html' title='Cattivi soggetti'/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-jIiFdfNxDac/Trlc6e2DoCI/AAAAAAAAAQU/AS1WifTI2lI/s72-c/Immagine.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-9035785593409075034</id><published>2011-11-08T16:07:00.001+01:00</published><updated>2011-11-08T16:15:41.425+01:00</updated><title type='text'>L'ItaGLIa vola!</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-Tk-Xa4vL4M8/TrlHXsrZ5JI/AAAAAAAAAQM/Iu2890RbHig/s1600/Immagine.bmp" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="197" src="http://1.bp.blogspot.com/-Tk-Xa4vL4M8/TrlHXsrZ5JI/AAAAAAAAAQM/Iu2890RbHig/s400/Immagine.bmp" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-P1sIdAtMkxw/TrlEXhVUu3I/AAAAAAAAAQE/UaecGtRmirE/s1600/Immagine.bmp" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: black; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;Home page della compagnia aerea Ryanair.&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;La nostra immagine nel mondo.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-9035785593409075034?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/9035785593409075034/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=9035785593409075034' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/9035785593409075034'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/9035785593409075034'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2011/11/litaglia-vola.html' title='L&apos;ItaGLIa vola!'/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-Tk-Xa4vL4M8/TrlHXsrZ5JI/AAAAAAAAAQM/Iu2890RbHig/s72-c/Immagine.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-7056873032073339585</id><published>2011-11-06T22:16:00.004+01:00</published><updated>2011-11-07T10:17:34.386+01:00</updated><title type='text'>Cinque anni dopo</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-5q8W3kofT4Y/Trb4fchr5dI/AAAAAAAAAP8/RhFyzBSdUfs/s1600/jimmipage.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://1.bp.blogspot.com/-5q8W3kofT4Y/Trb4fchr5dI/AAAAAAAAAP8/RhFyzBSdUfs/s200/jimmipage.jpg" width="164" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Questo racconto, &lt;i&gt;Alcol&lt;/i&gt;, pubblicato quasi cinque anni fa su &lt;i&gt;&lt;a href="http://www.nazioneindiana.com/2007/01/19/alcol/"&gt;&lt;b&gt;Nazione Indiana&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;,&lt;/i&gt; è forse il migliore che abbia mai scritto, quanto meno uno dei migliori. Accade quando una energia particolare si forma, si plasma e d’un tratto la sentiamo pronta. E’ nata, deve solo uscire, vedere la luce. Poi entra in campo la tecnica, la disciplina, e la pulizia delle scorie. Così il racconto è maturo, proprio come un frutto sull’albero.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Pochi giorni dopo la pubblicazione ricevetti una mail dall’editor di una importante casa editrice – che ora è passato a una casa editrice &lt;i&gt;molto&lt;/i&gt; importante – che mi chiedeva se avevo un romanzo da sottoporgli, perché sperava di trovare la stessa qualità del racconto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Queste erano cose che accadevano circa cinque anni fa, e non so se possano accadere ancora oggi. Cose che, tra l’altro, contraddicono chi teorizzava la scarsa importanza del web per l’editoria.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Io a quei tempi non avevo un romanzo pronto, né una raccolta di racconti organica. Così tutto passò, perché tutto scorre, come dice l’I Ching, tutto ha una scadenza, e una fine. L’editor emigrò altrove, e io scrissi altro. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Ma io so che &lt;i&gt;Alcol &lt;/i&gt;aveva potenza anche perché dietro c’era una storia vera. Questo è un argomento delicato. Un racconto o un romanzo non deve avere necessariamente un retroterra &lt;i&gt;real&lt;/i&gt;, ma spesso ce l’ha, e sta nell’autore superare la dipendenza – o la paura? – dai fatti materiali. Non è per forza obbligato a mescolare le carte, mentire o falsificare. Oppure può farlo – in certi casi deve –, può essere reticente, baro, bugiardo. Ma non ci sono regole assolute.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Io con &lt;i&gt;Alcol&lt;/i&gt; sono stato abbastanza realista. Ho veramente passato un periodo al seguito di un alcolista, cercando di tenerlo lontano dalla sua droga. E tutto si è sfaldato perché mi ha fregato, e il motivo principale della fregatura è stata davvero la malattia del mio cane. E il personaggio del pittore era autentico, con un referente in carne e ossa che camminava per le strade della mia città facendo tappa nei bar, bevendo gli aperitivi, dalla mattina presto fino a sera, quando rientrava barcollante in una casa troppo grande e troppo fredda. E mentre tutto precipitava io l’ho veramente seguito nei bar, intimando ai baristi di non servirgli da bere. E ci siamo davvero fronteggiati, sul punto di scontrarci fisicamente, lui con karate e io col pugilato.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Quel personaggio, quel pittore, dopo la mia uscita di scena ha continuato a vagare per la città. Lo incrociavo ogni tanto, ci salutavamo, e tra noi serpeggiava una sorta di malinconia, come una frase non pronunciata: &lt;i&gt;ci abbiamo provato, forse poteva andare bene ma è andata male&lt;/i&gt;. &lt;i&gt;Come sarebbe stato bello se fosse andata bene. Ma evidentemente non era possibile&lt;/i&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Ho continuato a vederlo, solo, sempre più magro e malfermo sulle gambe, che avanzava come spinto da una forza che si ostinava a rigenerarsi ogni giorno, ogni mattina.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Finché tutto si è svuotato, esaurito, sfinito, disarticolato, spezzato. Alla fine dell’estate ho saputo che era morto. La notizia non mi ha stupito. Ultimamente si trascinava, era allo stremo, l’ombra di se stesso.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Mi è rimasta la tristezza, anche se si è trattato di una fine annunciata, e la mente razionale dice che in fondo è stata una sua scelta, e come tale, forse, va rispettata. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Eppure quando entro in un certo studio, che è arredato coi suoi acquerelli belle-epoque, mi soffermo sempre, talvolta a lungo, davanti ai quadri. Lo ricordo quando rideva, quando era disperato, affranto, quando faceva progetti e poi quando diceva che non c’era futuro, perché nulla aveva senso. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;E lo saluto. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-7056873032073339585?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/7056873032073339585/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=7056873032073339585' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/7056873032073339585'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/7056873032073339585'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2011/11/cinque-anni-dopo.html' title='Cinque anni dopo'/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-5q8W3kofT4Y/Trb4fchr5dI/AAAAAAAAAP8/RhFyzBSdUfs/s72-c/jimmipage.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-1308417689281987250</id><published>2011-10-23T16:51:00.001+02:00</published><updated>2011-10-23T16:53:48.860+02:00</updated><title type='text'>L'amor giovane</title><content type='html'>&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/jCya1yiFFP4" width="390"&gt;&lt;/iframe&gt; &lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Mia figlia, di diciassette anni, da qualche tempo ascolta di continuo questa canzone &lt;i&gt;Someone like you&lt;/i&gt;, di Adele. Per ore e ore la casa risuona di queste note, e di questa voce. Talvolta l'ascolta anche in compagnia di un'amica, se passo davanti alla sua stanza sbircio e le vedo che cantano, come in un karaoke, con gli occhi chiusi. E la faccia ispirata. E qualche volta ho avuto l'impressione di intuire qualche lacrima. &lt;i&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Qualcuno come te&lt;/i&gt;.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Un tempo un'altra canzone ebbe lo stesso effetto sulle ragazze, ma anche sui ragazzi: con &lt;i&gt;Killing me softly&lt;/i&gt; c'erano facce ispirate, e qualche lacrima. Ricordo un romanzo in cui si parlava di giovani, e uno di loro, un tipo tosto, uno macho, era stato visto ascoltare &lt;i&gt;killing me softly&lt;/i&gt; “con gli occhi chiusi”; &lt;i&gt;perdio&lt;/i&gt;, osservava l'autore con ironia, &lt;i&gt;c'è qualcosa che non va nel tipo. &lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Forse era un libro di Gianluca Morozzi, ma forse no, e l'autore mi scuserà se l'ho confuso con qualcun altro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Uccidimi, ma dolcemente&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;, questo il senso. Le atmosfere sono simili, lo stesso struggimento, la stessa malinconia, lo stresso romanticismo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/dpNdMIAnKko" width="390"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Questa invece è un'immagine della coda a Milano il 14 ottobre per l'uscita del nuovo romanzo di Fabio volo, &lt;/span&gt;&lt;i&gt;Le prime luci del mattino. &lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Incollo il passo di una scheda editoriale, presa a caso sul web: &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-xQh4vy_E1Lg/TqQnuDEQpNI/AAAAAAAAAP0/FNqWvmREqPU/s1600/volo.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/-xQh4vy_E1Lg/TqQnuDEQpNI/AAAAAAAAAP0/FNqWvmREqPU/s1600/volo.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Elena non è soddisfatta della sua vita. Il suo matrimonio si trascina stancamente, senza passione né curiosità. Suo marito è diventato ormai come un fratello: "Non viviamo insieme, insieme ammazziamo il tempo. Abbiamo stupidamente pensato che due infelicità unite potessero dar vita a una felicità". Ha sempre deciso in anticipo come doveva essere la sua vita: la scuola da fare, l’università, l’uomo da sposare... perfino il colore del divano. È diventata moglie prima di diventare donna. Finché un giorno sente che qualcosa inizia a scricchiolare. La passione e il desiderio si affacciano nella sua quotidianità, costringendola a mettersi in discussione. Elena si rende conto che un altro modo di vivere è possibile. Forse lei si merita di più, forse anche lei si merita la felicità. Basta solo trovare il coraggio di provare, di buttarsi, magari di sbagliare. "Per anni ho aspettato che la mia vita cambiasse, invece ora so che era lei ad aspettare che cambiassi io."&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Sommando tutti questi fattori ho scoperto l'acqua calda: gli adolescenti hanno bisogno d'amore, perché è il pensiero più importante della loro vita. Cercano l'amore, la sua rappresentazione, il suo simbolo, la sua emozione. Lo cercano, per scoprirlo e per viverlo. Noi, scrittori adulti, non ci capiamo nulla, non ricordiamo più com'era, come eravamo noi. Scriviamo libri sul mondo, dei noir, dei romanzi di formazione, di tutto e di più, ma li abbiamo perduti, non ci nteressano. Così, nel loro immaginario si inseriscono i Fabio Volo e i Moccia, gli unici che riescano a capire le frequenze, e a dare risposte. Le loro risposte. &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Poi noi protestiamo, ci stupiamo e ci indignamo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;E questi imprenditori dell'immaginario giovanile si prendono tutta l'attenzione dei ragazzi. &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Perché noi gli lasciamo campo aperto. Noi non ci siamo. Noi siamo altrove.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-1308417689281987250?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/1308417689281987250/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=1308417689281987250' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/1308417689281987250'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/1308417689281987250'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2011/10/lamor-giovane.html' title='L&apos;amor giovane'/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/jCya1yiFFP4/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-373086948428118635</id><published>2011-10-18T14:04:00.005+02:00</published><updated>2011-10-19T10:08:32.886+02:00</updated><title type='text'>Affinità elettive</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-sk0R_uaVjHY/Tp1rIepmwKI/AAAAAAAAAPg/ueIqoZxzQRI/s1600/Nicolai-Lilin.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/-sk0R_uaVjHY/Tp1rIepmwKI/AAAAAAAAAPg/ueIqoZxzQRI/s1600/Nicolai-Lilin.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Leggendo &lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/esteri/saviano-siberia/saviano-siberia/saviano-siberia.html"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Educazione siberiana&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; di Nicolai Lilin, libro interessante anche se con alcune criticità, riflettevo sui “criminali onesti”, cioè i criminali siberiani deportati da Stalin in Transnistria che, negli anni Ottanta, vivevano secondo rigidi codici d’onore vecchio stampo, che facevano di loro, appunto, dei ladri e dei rapinatori “onesti”. Che bella trovata letteraria, pensavo mentre leggevo, &lt;i&gt;i criminali onesti&lt;/i&gt;. Una trovata geniale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi mi sono imbattuto in questo: “Sono Prado, sono il padre di Prado, oso dire che sono Lesseps: volevo dare ai miei parigini che amo una nuova nozione, quella d’un criminale onesto. Sono Cambridge, altro criminale onesto…” &lt;br /&gt;Nietzsche, lettera a Burckhardt, 1889.&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Coincidenza? Lilin ha letto Nietzsche? Trovo la seconda opzione improbabile, anche se in teoria tutto è possibile. Un mio amico è andato a trovarlo, nel suo attico milanese, riceve la gente con la pistola in cintura, ho visto le foto, è giovane, duro, moderno; forse l’ha letto, ma non lo vedo a consultare addirittura le lettere del filosofo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi propendo per una coincidenza, un’idea comune. Un fenomeno molto diffuso e bellissimo, che ci fa sentire appartenenti alla specie.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-373086948428118635?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/373086948428118635/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=373086948428118635' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/373086948428118635'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/373086948428118635'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2011/10/affinita-elettive.html' title='Affinità elettive'/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-sk0R_uaVjHY/Tp1rIepmwKI/AAAAAAAAAPg/ueIqoZxzQRI/s72-c/Nicolai-Lilin.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-5493758384392375509</id><published>2011-10-15T22:51:00.001+02:00</published><updated>2011-10-15T23:14:21.054+02:00</updated><title type='text'>L'etica in letteratura</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-s-6hvrckOvU/TpnyDJ4Ei9I/AAAAAAAAAOI/ZvPyEPYG5F4/s1600/BERSELLI.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://1.bp.blogspot.com/-s-6hvrckOvU/TpnyDJ4Ei9I/AAAAAAAAAOI/ZvPyEPYG5F4/s200/BERSELLI.jpg" width="133" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Ho provato sensazioni molto contrastanti leggendo &lt;i&gt;Non fare la cosa giusta&lt;/i&gt; di Alessandro Berselli (Perdisapop 2010). Mi è restato dentro un senso di ambiguità, e una serie di dubbi che non riesco a sciogliere. E’ il testo di un padre che si rivolge alla figlia di 17 anni. Per la verità non ha proprio l’impostazione di lettera, però il narratore le parla in questo modo: “Siamo distanti, Erica. Ci illudiamo di capirvi. Ma non è mica così”. E’ un rapporto dolce, sofferto, un rapporto problematico, come spesso accade tra un padre e una figlia adolescente. Il suo mondo – il mondo del padre – è quello di un informatore medico scientifico, sposato con un’avvocatessa. Sono intriganti i riferimenti al lavoro, ai rapporti sociali, come sempre lo sono questi argomenti che ci toccano da vicino. E’ descritta e vissuta bene Bologna, chi ci vive ne riconosce gli angoli, i locali, spesso appena accennati ma ottimamente miniati. La scrittura è di ottima qualità, essenziale, curata, coraggiosa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Ma:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;è un testo così solcato da sferzate violente di razzismo, intolleranza, ignoranza, che il lettore resta basito. Ho riflettuto molto su questo aspetto, e ho concluso che probabilmente è il frutto di un fallimento letterario. Cerco di spiegarmi, cosa non facile, perché non mi interessa stroncare, ma solo capire.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Ho dedotto (anche leggendo alcune recensioni e interviste in rete) che forse l’autore ha voluto rappresentare un eroe negativo della middle class, con le sue abitudini, i suoi desideri, le sue rabbie. Claudio è indignato dall’invasione dei maledetti extracomunitari (i &lt;i&gt;negri&lt;/i&gt;, gli zingari, i &lt;i&gt;punkabestia&lt;/i&gt;), e per una sorta di processo di liberazione ultranichilista, passa all’&lt;i&gt;agito&lt;/i&gt;, cioè mette in pratica i pensieri violenti. Brucia vivo un barbone, avvelena un cane che lo disturba, e non si ferma qui. Uccide. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;E qui non ci sarebbe nulla di particolarmente strano. Molti autori hanno messo in scena personaggi negativi, che provengono dalle classi medie. Simenon, per esempio, con &lt;i&gt;L’uomo che guardava passare i treni&lt;/i&gt;, oppure molti autori del noir, che descrivono e fanno muovere e parlare e pensare i peggiori assassini. Ma non è questo il nostro caso. Claudio è una persona capace di emozioni coinvolgenti, di tenerezza, è per così dire un eroe positivo, che ci attira in un rapporto di empatia. Però è incredibilmente razzista, e alterna questo suo odio alla tenerezza verso la figlia, alla malinconia per il suo matrimonio che sembra finito. Ho trovato questo mix inaccettabile, e se esiste un’etica in letteratura – e io credo che esista – &lt;i&gt;Non fare la cosa giusta&lt;/i&gt; è eticamente sbagliato. Non si tratta della parte “nera” del medio borghese, non è il sottofondo violento e razzista delle &lt;i&gt;brave persone&lt;/i&gt; ciò che emerge da questa pagine: è una violenza calata dall’alto, dal narratore letterario, perché non vi è fusione fra le due componenti di Claudio, fra le due personalità. Sono nettamente distinte. Per questo ho parlato di fallimento. E’ lo scrittore che ci fa subire una violenza, non la rappresentazione di un personaggio violento. Non è trasfigurazione, perché violenza e razzismo vengono inseriti nel testo con la forza, senza tracciare linee di collegamento, senza implicazioni con la personalità del narratore.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Inoltre è inaccettabile, oltre che proibito, inneggiare a Hitler, il “nostro Fuhrer”. Nessuno può fare una cosa simile, a meno che a parlare non sia un nazi, come nelle &lt;i&gt;Benevole&lt;/i&gt; di Littel per esempio. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Ho chiuso il libro con un senso di fastidio, di delusione e anche di rabbia. Oggi si può scrivere di tutto, si può scaricare sulla pagina violenza, odio. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Sembra che non esista più un progetto. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;E neanche un’idea di letteratura.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;So anche che la mia voce è isolata, perché questo libro è stato accolto bene, dai miei amici scrittori. Per cui è possibile che mi sbagli, che qualcosa abbia toccato le mie corde più intime (per esempio la morte della figlia). &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Tutto è possibile, eppure non riesco a cambiare opinione. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-5493758384392375509?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/5493758384392375509/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=5493758384392375509' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/5493758384392375509'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/5493758384392375509'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2011/10/letica-in-letteratura.html' title='L&apos;etica in letteratura'/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-s-6hvrckOvU/TpnyDJ4Ei9I/AAAAAAAAAOI/ZvPyEPYG5F4/s72-c/BERSELLI.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-8226217794126556036</id><published>2011-10-06T18:15:00.002+02:00</published><updated>2011-10-07T11:36:33.401+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='hotel Principe di Savoia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giulio Malgara'/><title type='text'>Un cameo chiamato Malgara</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-EDO-_-pSeWo/To3TH2DN1DI/AAAAAAAAAOA/DzHrMG6_iek/s1600/malgara.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://3.bp.blogspot.com/-EDO-_-pSeWo/To3TH2DN1DI/AAAAAAAAAOA/DzHrMG6_iek/s200/malgara.jpg" width="140" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Talvolta, guardando i giornali, ho dei flash di memoria abbastanza inquietanti. Per me il tempo è passato, sono cambiate molte cose, ho cambiato vari lavori, compresa la disoccupazione oscura e lugubre, mentre il mondo presumibilmente andava avanti.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Però mica sempre. Qua e là il mondo sembra fermo. E “loro” sono sempre lì, magari hanno il ritratto di Dorian Gray, da qualche parte, in una cantina di Portofino, o di Gstaad.  &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Leggo che il nuovo presidente della Biennale di Venezia sarà Giulio Malgara, voluto fortemente da Berlusconi. Così mi appare questo cameo: non ricordo quando, credo verso la fine degli Ottanta, quando lavoravo come fotografo a Milano per un giornale “della classe dirigente” (che esiste ancora oggi), fui inviato a fotografare “Malgara”, così lo chiamavano con familiarità i capiredattori. Era un pubblicitario, proprietario di acque minerali, e non so che altro. Uno della classe dirigente insomma.Uno dei miei soggetti.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Malgara non aveva una casa. Sì, era un senza casa, perché viveva all’hotel Principe di Savoia di Milano. Cioè la sua casa era una suite al Principe, uno degli extralusso italiani, e vi assicuro che nel mondo pochi alberghi possono competere coi loro omologhi italiani. Da noi c’è gente in miseria, c’è Napoli sommersa dall’immondizia, ma nel lusso con ci batte nessuno. Siamo famosi per questo, il cosiddetto &lt;i&gt;italian style&lt;/i&gt; è uno dei più invidiati da tutti i ricconi del pianeta (non per nulla i nostri deputati sono i più pagati, i più viveur, i più spendaccioni del mondo).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così andai al Principe. Malgara scese lo scalone foderato di rosso, intercettò un cameriere e gli fece? “Si può avere un caffè? Ma caldo, per favore, caldo!” Il ragazzo scattò, e mentre mi tendeva la mano fece: “Uff., avere un caffè bello caldo qui è una delle cose più complicate della mia esistenza.”  &lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-Vvaqjd2jjVA/To3TgXloxnI/AAAAAAAAAOE/KxXvzyuD8XM/s1600/Principe.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="258" src="http://4.bp.blogspot.com/-Vvaqjd2jjVA/To3TgXloxnI/AAAAAAAAAOE/KxXvzyuD8XM/s320/Principe.jpg" width="320" /&gt;&amp;nbsp;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;(una suite del Principe di Savoia) &lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Malgara, non teneva famiglia, chi glielo faceva fare di avere un appartamento? Stava meglio al Principe, servito e riverito, anche se il caffè non era caldo abbastanza (ma si adattava).&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Sì, il mondo sembra fermo. Sarà ancora lì immagino. Sempre sulla cresta dell’onda. Sempre sul red carpet.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ma l’Italia è soggetta alle leggi del tempo?  &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-8226217794126556036?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/8226217794126556036/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=8226217794126556036' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/8226217794126556036'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/8226217794126556036'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2011/10/un-cameo-chiamato-malgara.html' title='Un cameo chiamato Malgara'/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-EDO-_-pSeWo/To3TH2DN1DI/AAAAAAAAAOA/DzHrMG6_iek/s72-c/malgara.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-6231655140805234132</id><published>2011-10-02T18:51:00.003+02:00</published><updated>2011-10-02T22:03:02.963+02:00</updated><title type='text'>I Devastator</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-zJlDpmFExZo/ToiVpKxFXVI/AAAAAAAAAN8/KozOGPXwLVc/s1600/draghi_berlusconi.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="250" src="http://4.bp.blogspot.com/-zJlDpmFExZo/ToiVpKxFXVI/AAAAAAAAAN8/KozOGPXwLVc/s400/draghi_berlusconi.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&amp;nbsp;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;DOBBIAMO FERMARLI!&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Stanno distruggendo tutto e non sono neppure in grado di fermarsi. Nel nome della crisi del debito si richiedono veri e propri sacrifici umani, che dovrebbero servire a rassicurare i mercati. Così come nel Medioevo o nelle società antiche si facevano sacrifici per allontanare disgrazie o carestie.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;(Leggi l'intervento di &lt;b&gt;Giorgio Cremaschi&lt;/b&gt; &lt;b&gt;&lt;a href="http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2011/10/02/dobbiamo-fermarli/#more-54960"&gt;qui&lt;/a&gt;. &lt;/b&gt;Importante!) &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-6231655140805234132?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/6231655140805234132/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=6231655140805234132' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/6231655140805234132'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/6231655140805234132'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2011/10/i-devastator.html' title='I Devastator'/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-zJlDpmFExZo/ToiVpKxFXVI/AAAAAAAAAN8/KozOGPXwLVc/s72-c/draghi_berlusconi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-6622781965054594979</id><published>2011-09-29T21:36:00.001+02:00</published><updated>2011-09-29T21:38:08.261+02:00</updated><title type='text'>L'amore maschio di The Eagle</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-DL1edZJJzEA/ToTHytw67NI/AAAAAAAAANs/iwgpH2kQ_eA/s1600/Eagle.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-DL1edZJJzEA/ToTHytw67NI/AAAAAAAAANs/iwgpH2kQ_eA/s320/Eagle.jpg" width="238" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;E’ probabile che &lt;i&gt;The Eagle&lt;/i&gt; abbia la sua vita medio-breve, più o meno due-tre settimane nelle sale cinematografiche, poi scenda nella sterminata giungla dei dvd. Accade questo nell’attuale mercato cinematografico, simile al suo compadre letterario, iperproduzione, consumo ultrarapido delle offerte, usa e getta sempre più frenetico. In questo sistema passa di tutto, roba commerciale, tirata via, ma anche buoni prodotti, che in pochi scoprono per mancanza di tempo e di spazio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;The Eagle&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; appartiene in parte a questa categoria, anche se oggi trovare un “prodotto” (siamo costretti a usare questo termine, perché il concetto di “opera” è più impegnativo, meno dipendente da quel Golem chiamato Mercato) privo, o quasi, di ingenuità, cadute di stile ecc. è difficile. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Lo sono le matrici, gli iper-prodotti creati coi criteri d’eccellenza ai quali poi si ispirano quelli successivi, in questo caso &lt;i&gt;Il Gladiatore&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;300&lt;/i&gt;, senz’altro punti di riferimento di &lt;i&gt;The Eagle&lt;/i&gt;. Ma sono pochi esemplari, che riescono a coniugare col giusto equilibrio le esigenze di divertimento, di evasione, di spettacolo, con lo stile, l’etica, la ricerca, la coerenza. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Dai due film citati il nostro prende certamente l’epica dei guerrieri e degli eroi, la spettacolarizzazione di una certa antichità militare, il fascino della ricostruzione scenografica, i costumi, le armi, per cui rappresenta una tentazione quasi irresistibile per gli appassionati di film e romanzi storici. Non riesce ad avere il loro rigore però, e si sfilaccia nella sceneggiatura impaziente, nell’esagerazione quasi patetica del concetto di “onore”, di “coraggio”, di “valore”. Ma chi va a vedere un film come questo è armato di pazienza, sa che di &lt;i&gt;Gladiatore&lt;/i&gt; ne esisterà uno solo per chissà quanto, e se trova qualcosa che si pone al di sopra dello standard qualitativo medio dei cloni, è soddisfatto. Come accade nel caso di &lt;i&gt;The Eagle&lt;/i&gt; appunto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;La storia è ispirata a un classico romanzo storico degli anni Cinquanta, &lt;i&gt;The Eagle of the Ninth &lt;/i&gt;della scrittrice inglese Rosemary Sutcliff, scritto intorno a una leggenda effettivamente esistente in Scozia, cioè il massacro della Nona Legione romana, nel II secolo d.c. da parte dei britanni. Il figlio di un centurione di quella Legione, Marco, chiede di essere inviato in un forte della frontiera proprio perché vuole ritrovare le tracce di suo padre, scomparso con la Legione, e il cui onore è compromesso per la perdita del vessillo, cioè l’aquila dorata, simbolo di Roma. Ci sono ottimi combattimenti (e qui spadroneggia &lt;i&gt;300&lt;/i&gt;, con inquadrature molto simili anche se non può competere col suo iper-realismo), fascinose rappresentazioni dei barbari, che rivelano riferimenti interessanti con gli eventi antichi, non si sa se casuali o derivanti da una vera ricerca storica. Per esempio, durante un attacco dei britanni, il druido che li comanda si rivolge ai romani e grida loro che combatteranno fino alla fine perché hanno rubato tutto al suo popolo, reso schiavi gli uomini, stuprato le donne. Sembra il discorso del capo dei britanni nell’&lt;i&gt;Agricola&lt;/i&gt;, uno straordinario manifesto della resistenza che il romano Tacito riporta con una fedeltà e un rigore che fanno pensare a una simpatia verso i nemici, o quanto meno a una comprensione sincera dei loro argomenti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Il comandante Marco, uno dei bellocci di Hollywood, Channing Tatum, un attore che, apprendiamo, ha iniziato “scuotendo il bel sederino nel videoclip &lt;i&gt;She Bangs&lt;/i&gt; di Ricky Martin”, viene ferito gravemente e congedato con onore. Passa la convalescenza dallo zio, un patrizio interpretato dal sempre sgargiante Donald Sutherland. Qui, durante uno spettacolo con gladiatori, salva la vita a un bello schiavo britanno di nome Esca, l’attore Jamie Bell, che ricordiamo come interprete di &lt;i&gt;Billy Elliot&lt;/i&gt; . Sarà il “suo” schiavo, e lo accompagnerà nella spedizione che, da civile, intende intraprendere per ritrovare l’aquila e restituire così l’onore al padre. Devono oltrepassare il Vallo di Adriano ed entrare nelle terre selvagge, “oltre la fine del mondo”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Inizia un viaggio nelle Highlands scozzesi, con suggestivi paesaggi e nativi ben fotografati, esseri selvatici che vivono nel fango, nel freddo, nel vento. I costumi sono curati e realistici, le ambientazioni spettacolari, i guerrieri abbastanza feroci e intriganti, con la cresta da mohicano e un make-up a base di fango secco. Avventura, violenza, tradimento, colpi di scena, tutto scorre con frequenti giri di vite della sceneggiatura, che non va tento per il sottile quando le storie si complicano, e risolve con un paio di botte e via. E tutto è rigorosamente, felicemente al maschile. I personaggi femminili sono rappresentati da rade e trascurabili comparse senza diritto di parola. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Perché &lt;i&gt;The Eagle&lt;/i&gt; ha questa caratteristiche, che si può definire dominante: è un film dichiaratamente gay. E’ la storia di una coppia omosessuale maschile platonica, sulla falsariga di altre coppie dello stesso genere, inventate soprattutto dai fumetti, come Batman e Robin, Tex e Kit Carson, Zagor e Chico. Marco e il “suo” schiavo Esca si scambiano lunghi sguardi desideranti, dove la seduzione che viaggia negli occhi e nel respiro è palese. Certe recensioni si sono chieste perché Marco salva Esca dal gladiatore che sta per ucciderlo, definendo questa scelta registica “incomprensibile”. Invece Marco, il conquistatore, se lo mangia con gli occhi, così magro, nervoso, altero nella sua veste di sconfitto, di perdente. Esca lo assiste durante la riabilitazione, il regista lo fa distendere sul suo corpo per tenerlo fermo mentre il cerusico opera, e questi sono, forse, gli unici momenti di vero contatto fisico tra i due. Marco se ne innamora perdutamente, ricambiato, e quando durante l’avventura crederà di essere stato tradito, soffrirà le pene dell’inferno, perché, come gli dirà mentre si avviano verso il finale, “credevo di averti perduto.” &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Frequenti le implicazioni affettive-edipiche e i simboli fallici, rappresentati soprattutto dalle inquadrature delle armi e... quello che segue non è uno spoiler del finale, perché trattandosi di un film americano di genere, sappiamo con certezza che Marco troverà l’aquila; quando la recupera, e la stringe tra le mani, la sua ricerca ossessiva del padre, del suo onore, del suo coraggio (è tormentato dal sospetto che si sia comportato da vigliacco) è finita. Così inizia a lavorare un palo di legno, lo appuntisce, con dovizia di particolari, e lo innesta nella cavità inferiore del totem. Lo solleva trionfante, mostrando al mondo che la sodomizzazione del padre è finalmente compiuta.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Onore, coraggio, forza maschia, vincenti e perdenti, viaggio, intensità visiva, idealizzazione del padre: se lo spettatore è preparato, cosciente del prodotto che sta per acquistare, e non pretende ciò che non gli può essere dato, &lt;i&gt;The Eagle&lt;/i&gt; è un film che può farlo uscire dalla sala (o dal dvd) allegro, soddisfatto e appagato.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-6622781965054594979?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/6622781965054594979/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=6622781965054594979' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/6622781965054594979'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/6622781965054594979'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2011/09/lamore-maschio-di-eagle.html' title='L&apos;amore maschio di The Eagle'/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-DL1edZJJzEA/ToTHytw67NI/AAAAAAAAANs/iwgpH2kQ_eA/s72-c/Eagle.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-6391548906119702457</id><published>2011-09-28T14:08:00.006+02:00</published><updated>2011-09-28T14:12:27.792+02:00</updated><title type='text'>Il carnage della critica cinematografica</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/--uf1ORqr5FQ/ToMNlEkYScI/AAAAAAAAANo/Mh8SzlzE1CM/s1600/Carnage_poster_FILM.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/--uf1ORqr5FQ/ToMNlEkYScI/AAAAAAAAANo/Mh8SzlzE1CM/s1600/Carnage_poster_FILM.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-size: small;"&gt;Vista la pesatura di &lt;i&gt;Carnage&lt;/i&gt;, che rende difficoltosa una recensione vera e propria per carenza di materia prima, conviene ovviare con una sorta di argomento di riserva: l’estinzione della critica cinematografica in Italia. Un tempo il critico andava al cinema, scriveva dei pregi e dei difetti del film, talvolta stroncava, individuava sciatterie o colpi di genio, il mestiere, la retorica, ecc. Sbagliava, si arrabbiava, oppure aveva dei colpi di genio, scopriva segreti e menzogne. E nel bene e nel male aiutava lo spettatore a farsi un'opinione, positiva o negativa. Oggi le recensioni sembrano preconfezionate. Raccontano le trame per sommi capi, citano gli attori, le star, un colpo al cerchio e uno alla botte, e soprattutto rimangono in superficie. Per cui sembrano intercambiabili. Così avviene per &lt;i&gt;Carnage&lt;/i&gt;, l’ultimo film di Roman Polansky accolto a Venezia come l’evento del secolo che non è stato premiato per acclamazione, come meritava.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-size: 12pt;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Continua a leggere su &lt;a href="http://www.carmillaonline.com/archives/2011/09/004042.html#004042"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Carmilla&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-6391548906119702457?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/6391548906119702457/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=6391548906119702457' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/6391548906119702457'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/6391548906119702457'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2011/09/il-carnage-della-critica.html' title='Il carnage della critica cinematografica'/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/--uf1ORqr5FQ/ToMNlEkYScI/AAAAAAAAANo/Mh8SzlzE1CM/s72-c/Carnage_poster_FILM.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-8029158969427258152</id><published>2011-09-21T17:17:00.000+02:00</published><updated>2011-09-21T17:17:37.629+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='supeheavy'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mick Jagger'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='TQ'/><title type='text'>Coi più cordiali saluti ai mutati mutanti TQ</title><content type='html'>&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/MTF7T1Nw5OU" width="420"&gt;&lt;/iframe&gt; &lt;div class="western"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Semplice operazione commerciale, con contorno di marketing e lancio dell’immagine? Può darsi, visto il trend dell’industria discografica, e la presenza di un personaggio scafato come Mick Jagger; eppure questo &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;Miracle Worker&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;, il primo singolo di un nuovo gruppo, Superheavy, nato da pochi mesi, è un pezzo gradevole, con un progetto artistico ben delineato e una regia video all’altezza del prodotto. E sembra in controtendenza con quanto sta avvenendo in Italia: Jagger lo ha rimarcato in un’intervista: “È bello che la gente inizi a pensare fuori dalle categorie. La musica è sempre stata catalogata in quelle che io chiamo “gabbiette per i piccioni.” Uscire dalle gabbie, contaminare i generi, rock, blues, reggae, in un mix raffinato e orecchiabile, diciamo pure pop. In Italia, in letteratura, dopo una stagione di contaminazioni, ci sono segnali di un ritorno dei generi specializzati, specialmente nelle collane: horror-horror, spy story-spy story, thriller-thriller e così via. La loro fusione, la lettura di un racconto scarsamente prevedibile oggi sarebbe – secondo gli editori – poco apprezzata dai lettori. Benvenuti nelle nuove gabbiette italiane dei generi, quindi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="western"&gt;Ma &lt;i&gt;Miracle Worker&lt;/i&gt; sembra in controtendenza anche per un’altra “gabbietta”: quella anagrafica. Infatti è nato un “movimento di lavoratori e lavoratrici della conoscenza trenta-quarantenni”, denominato TQ, che si propone, attraverso una serie di manifesti, articoli e convegni, obiettivi importanti e condivisibili: il ruolo dell’intellettuale, restituire alla cultura la sua vocazione collettiva, intervenire contro le derive che stanno riducendo l’Italia un ammasso di macerie, in politica, in editoria, in letteratura. I documenti sono consultabili &lt;a href="http://www.generazionetq.org/"&gt;&lt;b&gt;qui&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;. Ma tutto questo con una premessa: “Manchiamo di un’identità collettiva che ci contrapponga alle generazioni precedenti. Quasi tra noi e loro ci fosse una fluida continuità: quali i padri, tali i figli. Ma – appunto – quali sono i nostri padri? ”  &lt;/div&gt;&lt;div class="western"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="western"&gt;Questa chiamata a raccolta per fascia di età ha, secondo gli esponenti TQ, una valenza multipla: ricerca di identità, addirittura un’affermazione di età adulta: “tentare di riappropriarsi dell’importanza, della serietà e pure della gioia di una condizione umana pressoché estinta, sterminata dagli ultimi decenni, ovvero la condizione della vita adulta” (Daniela Brogi). Sono uniti dalla condivisione di problemi come gli spazi, il precariato ecc. Ma poiché la motivazione principale sembra di carattere culturale, è facile pensare alle avanguardie novecentesche, gruppi di rottura col passato, addirittura in contrapposizione, in questo caso &lt;i&gt;un’identità collettiva che ci contrapponga alle generazioni precedenti&lt;/i&gt;. Questo come tendenza, come scelta, come &lt;i&gt;gabbia&lt;/i&gt;, perché per ora non risultano prodotte opere dopo i manifesti e i convegni. Comunque meritano molti auguri, anche da parte di chi prova insofferenza verso tutte le gabbie.  &lt;/div&gt;&lt;div class="western"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="western"&gt;Però è anche interessante guardare altrove, avanti e indietro, e studiare ciò che avviene nel resto del mondo. Così il gruppo Superheavy, che in questo momento sembra innovativo (il disco è in uscita in questi giorni), è composto da: Joss Stone (24 anni), Damian Marley (figlio di Bob, 33 anni), Allah Rakha Rahman (compositore indiano premio Oscar per &lt;i&gt;The Millionaire&lt;/i&gt;, 45 anni), Dave Stewart (fondatore degli Eurythmics, 59 anni), Mick Jagger (68 anni).  &lt;/div&gt;&lt;div class="western"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="western"&gt;Uno dirà: eh, due SS che fanno i &lt;i&gt;ggiovani&lt;/i&gt; con la bella cantante soul, e poi quel vecchio marpione di Jagger, basta che ci sia da vendere… Vero. Però Mick Jagger appartiene anche a una generazione, forse suo malgrado, che ha creduto fino in fondo all’apertura di tutte le porte del mondo, una generazione che ha combattuto per spalancarle, anzi, per toglierle direttamente dai cardini. Perché era una generazione che sapeva che dentro le gabbie, quando tira il vento, fa un freddo cane.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-8029158969427258152?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/8029158969427258152/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=8029158969427258152' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/8029158969427258152'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/8029158969427258152'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2011/09/coi-piu-cordiali-saluti-ai-mutati.html' title='Coi più cordiali saluti ai mutati mutanti TQ'/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/MTF7T1Nw5OU/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-661464153096556303</id><published>2011-09-13T12:44:00.004+02:00</published><updated>2011-09-13T14:32:02.620+02:00</updated><title type='text'>La mia vita complicata</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-HFK4uQ9JznY/Tm8yy5OwiSI/AAAAAAAAANY/CZE5WOzHWlc/s1600/cover+jimi+2+rid.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/-HFK4uQ9JznY/Tm8yy5OwiSI/AAAAAAAAANY/CZE5WOzHWlc/s1600/cover+jimi+2+rid.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;di &lt;b style="color: black;"&gt;Toni &lt;i&gt;Hendrix &lt;/i&gt;Rinaldi&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: #38761d;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,sans-serif;"&gt;Ho 57 anni, vivo a Milano dove lavoro come fotografo, e a tempo perso scrivo dei romanzetti thriller sotto pseudonimo. Se qualcuno si chiede: perché lo pseudonimo? rispondo prontamente: perché gli autori italiani di questo genere letterario godono di scarso appeal presso i lettori italiani. I motivi andrebbero studiati con calma e con coraggio, ma per ora mi limito al semplice dato di fatto, cioè che il mio editore mi ha chiesto di adottare un nome esotico per vendere più copie, e la cosa funziona. Non sono certo l'unico: per restare nel thriller sappiamo di Enzo Verrengia, Stefano di Marino, Andrea Carlo Cappi, Giancarlo Narciso, Gianfranco Nerozzi, italianissimi che si firmano con nomi &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial,sans-serif;"&gt;&lt;i&gt;cool come&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial,sans-serif;"&gt; Stephen Gunn, Jack Morisco, Jo Lancaster Reno ecc. Per la verità è un fenomeno diffuso non solo nel thriller; tutti sapete di Aldo 9, Tommaso Pincio, che coi loro cognomi veri, Centanin e Colapietro difficilmente avrebbero venduto quelle copie.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,sans-serif;"&gt;Prima ho scritto &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial,sans-serif;"&gt;&lt;i&gt;genere letterario&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial,sans-serif;"&gt;, ma dovrei correggere con &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial,sans-serif;"&gt;&lt;i&gt;genere romanzesco&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial,sans-serif;"&gt;, perché il noir-thriller, in Italia, non è considerato letteratura, ma scrittura “bassa”, di serie B. Da chi? Ovviamente da chi considera invece di genere elevato, letteratura di serie A, quella esistenziale-confessionale, nella quale dovrebbero emergere i grandi temi della vita attraverso la rappresentazione dei gesti e delle emozioni del personaggio narrante. Non entro nel merito, se non per dire en passant che sono soddisfatto del mio ruolo di scrittore di serie B, i miei libri sono confinati negli scaffali dedicati al “giallo” o “noir” o “thriller”, ma vendono più copie degli elevati. Quindi, non mi lamento.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,sans-serif;"&gt;Ma passo oltre, perché non è di questo che volevo parlare. &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,sans-serif;"&gt;No, volevo parlare di me come personaggio letterario. Perché io sono anche questo, oltre che fotografo e scrittore di noir. Infatti il mio autore, Mauro Baldrati, ha raccontato le mie/nostre avventure adolescenziali, ambientate nella dura Romagna della bassa ravennate, nell'inverno del 1969, quando avevo 15 anni e il mio eroe era Jimi Hendrix, che imitavo anche nell'aspetto, dai capelli ricci a corolla ai vestiti psichedelici che mi procuravo con mille difficoltà, nella penuria di quei paesi di frontiera agricola. Jimi era anche il mio soprannome, e non c'era cittadino di Mezzaluna, ma anche dei paesi vicini, che non mi conoscesse di fama.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,sans-serif;"&gt;Mezzaluna è un paese che non figura nelle carte geografiche, e non è riconosciuto dai moderni navigatori, ma esiste, compreso nel triangolo che ha come vertici Bagnacavallo, Fusignano e Alfonsine. Era il &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial,sans-serif;"&gt;&lt;i&gt;paese più infelice del mondo, &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;così lo chiamavamo e così viene nominato nei libri che raccontano di noi. Sono edizioni minori,&amp;nbsp; pubblicate da piccoli editori che hanno riscosso un certo successo sulla stampa locale, ma ovviamente hanno avuto una circolazione stentata, perché nell'ambiente "alto" c'è una dittatura feroce delle major editoriali, e i piccoli vengono ghettizzati. Questo vale anche giù nei territori bassi del noir, ma con modalità meno estreme per fortuna.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,sans-serif;"&gt;Mezzaluna è importante, perché è lo scenario dove è ambientata la nostra fiaba. Questo è l’incipit del primo romanzo breve, &lt;i&gt;Vita complicata di Jimi&lt;/i&gt;, pubblicato nel 1999 dall’editore bolognese Déjà vu:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 0.55cm; margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;span style="font-family: Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;In principio era palude. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 0.55cm; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; Banchi di sabbie mobili e canali di acqua salmastra formavano un enorme acquitrino malarico che tutti evitavano come una pestilenza. Era il "Luogo di morte della carne e dello spirto" di cui vagheggiava Amedeo Loriani, il satrapo della Romagna dotta ottocentesca, nel tremolante (e purtroppo studiato a memoria nelle scuole) &lt;i&gt;Cantico di campagna&lt;/i&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 0.55cm; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; Eppure, in tempi antichi, un manipolo di fuggiaschi vi trovò un accogliente rifugio: trecento barbari venuti da est, braccati dalle legioni romane, si avventurarono nel "fango maledetto dagli dei", dove i carri sprofondavano, e di loro si perse ogni traccia e memoria. Per la verità nel papiro conservato nell'ufficio del sindaco non vi sono riferimenti precisi, ma lui, il glorioso maestro Follicelli, l'instancabile ricercatore del nostro oscuro passato, giura che quei fatti si svolsero proprio qua, su questa terra emersa, dove ora i concittadini giocano a carte e a &lt;i&gt;Mah-jong.&lt;/i&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 0.55cm; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; Il primo insediamento umano stabile risale al 1600. Un gruppo di prigionieri arabi fuggiti dalla Sicilia si addentrò nell'intrico di canali, e a nulla valsero i tentativi di stanarli. Alla fine il vescovo di Ferrara, in cambio di una professione di fede cristiana, concesse loro il diritto di abitarvi, purché si arruolassero nella legione di manovali che lo stato papalino stava reclutando. Un editto di Clemente VIII, infatti, ordinava l'avvio di quell'immane lavoro di bonifica già tentato dai duchi d'Este, dai Calcagnini e di cui si parla persino nelle antiche carte bizantine. Erano ladri, eretici, prigionieri di guerra, attirati dall'illusione di un impossibile riscatto sociale. Molti morirono, alcuni fuggirono nella vecchia vita dopo avere derubato i compagni, quasi tutti si ammalarono di malaria. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 0.55cm; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; Nel 1740 i discendenti dei lavoranti e, pare, di popolazioni giunte dall'Albania, gettarono le fondamenta di un centro abitato sulle terre bonificate. Poiché sul muro di un magazzino costruito dai primi ergastolani era dipinta una falce di luna gialla, al paese venne dato il nome di Mezzaluna. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 0.55cm; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; Mezzaluna, &lt;i&gt;il paese più infelice del mondo.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 0.55cm; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; La definizione è del mio amico Dennis. Avevamo appena letto "Storia e preistoria di Mezzaluna", il libretto-culto pubblicato a cura del comune dal nostro glorioso sindaco. Dennis era entusiasta. Quell'andirivieni caotico di pirati, barbari e malfattori lo metteva di buonumore. Ha steso davanti a sé le braccia coi pugni chiusi, per mettere in evidenza le vene: "Qui scorre cattivo sangue" ha detto, parafrasando Rimbaud. "Siamo un miscuglio di razze inferiori. Stirpi tarate. I degni abitanti del paese più infelice del mondo". E ridacchiava soddisfatto. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 0.55cm; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; Mezzaluna è un paese a due piani. Di tre piani c'è qualche casa che sembra costruita per errore, di quattro solo il palazzaccio del comune. Le case sono tutte uguali, intonaci graffiati di colore grigio, verde muffa, azzurro smorto. Nessun abbellimento, nessun fronzolo. Sono raggruppate fitte in quartieri residenziali come tante conchiglie sulla schiena di una balena addormentata. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 0.55cm; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; Anche gli alberi sono tutti bassi: frutteti, canneti, pochi pini o abeti spelacchiati nei cortili delle case. Quando un albero comincia a crescere e a distendere con fierezza i suoi rami viene immediatamente tagliato e sostituito con uno giovane. Gli abitanti di Mezzaluna amano il &lt;i&gt;pulito&lt;/i&gt;, non sopportano tutte quelle foglie da spazzare in autunno. Gli unici alberi a cui è concessa l'età adulta sono &lt;i&gt;le pioppe,&lt;/i&gt; torri solitarie nelle vaste spianate di grano e barbabietole che si perdono all'orizzonte. I grandi pioppi sono tollerati perché costituiscono i punti di sosta degli uccelli migratori. Esausti dopo avere sorvolato oceani e montagne, vengono abbattuti da decine di cacciatori, praticamente l'intera popolazione adulta maschile di Mezzaluna, nascosti dentro capannucce costruite con giunchi o teli mimetici militari (chiamano queste stragi &lt;i&gt;caccia a capannino).&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 0.55cm; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; In una di queste case-conchiglia a due piani, una villetta nel paese nuovo, cioè uno dei quartieri nati una decina d'anni fa sulla &lt;i&gt;rive-gauche&lt;/i&gt; del fiume Lepre, la sera del 2 dicembre 1969, ci sarei io.”&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 0.55cm; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 0.55cm; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Poi parte la storia, con me-Jimi che suono un indiavolato &lt;i&gt;Woodo Chile&lt;/i&gt; davanti allo specchio con una chitarra finta. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 0.55cm; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 0.55cm; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;Fiaba&lt;/i&gt;, ho detto. E’ questo che ha voluto scrivere l’autore: racconti di un tempo perduto, quasi una dimensione senza tempo, come le storie di &lt;i&gt;Conan il barbaro&lt;/i&gt;, o l’&lt;i&gt;Iliade&lt;/i&gt;, il cantico degli antichi eroi. Eroi estinti, scomparsi. Però sono racconti fedeli, perché noi eravamo davvero così. Mauro ha restituito alla perfezione quel mix di follia, tenerezza, disperazione, rabbia, che rappresentava una componente importante delle nostre vite di adolescenti. Ho provato stupore, ma anche un certo disagio leggendo di me stesso. C’è ovviamente una componente fantasmagorica e spettacolarizzata, e questo come autore lo capisco, ma ci sono veramente in quelle storie. Io, Toni-Jimi Hendrix di Mezzaluna. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 0.55cm; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 0.55cm; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Mauro lo ricordo: era tra noi, era uno di noi, ma parlava poco, stava appartato, leggeva molto e credo che, con un vezzo tipico di molti autori (per esempio Hitchcock che riprendeva se stesso in scene fugaci nei suoi film), si sia inserito nel personaggio surreale di Danubio, che fa una piccola apparizione nel secondo romanzo breve, &lt;i&gt;Capodanno in Val Gardena. &lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Insomma, rappresentando me e gli altri eroi ritengo abbia usato un procedimento simile a quello di Kerouac, prendere dalla vita, dai personaggi reali, per narrare un’epopea.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 0.55cm; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 0.55cm; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;I due romanzi-fiaba oggi sono introvabili, e a quanto ne so Mauro ha tentato di ripubblicarli, ma ha incontrato il disinteresse degli editori. Credo che questo dipenda dal fatto che nel mondo degli elevati domina la moda del momento, e questi romanzi sono evidentemente &lt;/span&gt;&lt;i&gt;old fashion&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;, essendo favole che non parlano degli argomenti di attualità, come invece richiede in questo periodo la letteratura di genere alto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 0.55cm; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 0.55cm; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;In una prossima puntata vorrei parlare degli altri personaggi, soprattutto Dennis, che vive tutt’ora a Mezzaluna, e mi ha inviato una lettera interessante che riporterò. Intanto, per concludere, copio la quarta di copertina di &lt;/span&gt;&lt;i&gt;Crosstown Traffic, Vita complicata del compagno Jimi Hendrix&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;, una edizione del 2003 che raccoglie entrambi i romanzi brevi; la foto della copertina fu realizzata da me a Milano, quando portavo avanti una ricerca sulla moda abbinata alle opere d’arte:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 0.55cm; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-_TOQB-jS6to/Tm8zqOMRkCI/AAAAAAAAANc/uELUuEOqWWo/s1600/cover+jimi+1+rid.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/-_TOQB-jS6to/Tm8zqOMRkCI/AAAAAAAAANc/uELUuEOqWWo/s1600/cover+jimi+1+rid.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 0.55cm; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Chi è “il compagno” Jimi Hendrix? Sicuramente l’immortale musicista che ha rivoluzionato la storia della musica rock-blues, tanto che, come ha detto Patti Smith, dopo il suo passaggio “nulla è più come prima”; ma è anche il giovanissimo protagonista dei due romanzi che compongono questo libro, il ragazzo che vive &lt;/span&gt;&lt;i&gt;nel paese più infelice del mondo&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;, un agglomerato di case conchiglia sperduto nella dura provincia romagnola del 1969. Jimi Hendrix è il suo eroe, la sua guida. Ne imita l’aspetto, i vestiti, i capelli, fantastica di suonare &lt;/span&gt;&lt;i&gt;Woodoo Chile&lt;/i&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt; di fronte a un pubblico entusiasta impugnando una scopa al posto della leggendaria Stratocaster bianca. Nel primo romanzo facciamo la sua conoscenza, incontriamo i personaggi, ci inoltriamo nei luoghi. Jimi combatte la sua battaglia, difende con le unghie e coi denti la sua giovinezza minacciata dal vuoto assoluto che lo circonda. Nel secondo romanzo Jimi e gli amici vanno in Val Gardena per festeggiare il capodanno in compagnia di un gruppo di marxisti-leninisti. Se ne vedono delle belle in questo incontro-scontro tra due culture: libertaria e creativa quella dei ragazzi gypsy, dogmatica e conflittuale quella degli extraparlamentari.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 0.55cm; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-661464153096556303?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/661464153096556303/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=661464153096556303' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/661464153096556303'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/661464153096556303'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2011/09/la-mia-vita-complicata.html' title='La mia vita complicata'/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-HFK4uQ9JznY/Tm8yy5OwiSI/AAAAAAAAANY/CZE5WOzHWlc/s72-c/cover+jimi+2+rid.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-8894799297880076449</id><published>2011-09-07T13:06:00.001+02:00</published><updated>2011-09-07T13:28:11.316+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fiabe'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Senza Patria'/><title type='text'>C'era (quasi) una volta...</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-gjEo4UkNjRk/TmdPfv02RrI/AAAAAAAAANU/-51e4TfYe8U/s1600/Senzapatria.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/-gjEo4UkNjRk/TmdPfv02RrI/AAAAAAAAANU/-51e4TfYe8U/s320/Senzapatria.jpg" width="229" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;E’ uscita una prima edizione (già esaurita, si sta preparando una ristampa) di questa antologia, &lt;a href="http://senzapatriaeditore.it/?p=1138"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;C’era (quasi) una volta&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/a&gt; (Senzapatria 2011), 26 fiabe con ambientazioni in varie città e territori italiani, con illustrazioni di &lt;b&gt;Marco D'Aponte&lt;/b&gt;. Un volo della fantasia, della narrazione rivolta soprattutto all’infanzia (ma non solo, da qui il “quasi). Quando il curatore, il caro amico &lt;b&gt;Marino Magliani&lt;/b&gt;, mi ha chiesto di partecipare si è accesa una lampadina vivissima: in questo periodo della vita scrivo soprattutto dei thriller-noir, per cui che sfida interessante misurarmi con una favola! Poi ho pensato a Céline, che scriveva il &lt;i&gt;Voyage&lt;/i&gt;, i &lt;i&gt;Guignol’s band&lt;/i&gt;, e intanto elaborava una straordinaria fiaba per la figlia Colette, la storia del piccolo Mouck, pubblicata coi bellissimi disegni della moglie (Rizzoli 1998, attualmente introvabile, temo). Ora, senza paragonarmi al grande Ferdinand, perché non trascrivere una favola che inventai per mia figlia Beatrice? Così sono partito, e ho fatto rivivere il personaggio di Coriandolina, una bimba di Cervia che ha come amico una creatura degli alberi, Alberino. Ho cercato di tornare a essere quel padre seduto di fianco al suo letto, mentre si addormentava e sognava le avventure di Coriandolina. Spero, e credo, di esserci riuscito. Beatrice l’ha riletta oggi, a 17 anni, e ha detto che in effetti ricorda, e le è piaciuta molto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il libro si può acquistare nelle principali librerie on line oppure direttamente dall’editore. In libreria non sarà facile trovarlo, perché Senza Patria ha fatto la scelta – con altri indipendenti – di sganciarsi dal circuito della distribuzione, dominato dalle major, che ghettizzano gli indipendenti. &lt;b&gt;Carlo Cannella&lt;/b&gt;, l’editore, ne ha parlato &lt;a href="http://www.nazioneindiana.com/2010/12/10/editoria-low-cost-una-via-d%E2%80%99uscita-dal-grande-terrore/"&gt;&lt;b&gt;qui&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.carmillaonline.com/archives/2011/04/003882.html#003882"&gt;&lt;b&gt;qui&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-8894799297880076449?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/8894799297880076449/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=8894799297880076449' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/8894799297880076449'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/8894799297880076449'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2011/09/cera-quasi-una-volta.html' title='C&apos;era (quasi) una volta...'/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-gjEo4UkNjRk/TmdPfv02RrI/AAAAAAAAANU/-51e4TfYe8U/s72-c/Senzapatria.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-9103016901110926557</id><published>2011-07-22T12:46:00.000+02:00</published><updated>2011-07-22T12:46:06.573+02:00</updated><title type='text'>Il merito di Otherside</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/--ODY4_mK_fY/TilSvXX8tmI/AAAAAAAAANQ/O5Bp5iRP5yY/s1600/otherside.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/--ODY4_mK_fY/TilSvXX8tmI/AAAAAAAAANQ/O5Bp5iRP5yY/s1600/otherside.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;i&gt;Otherside &lt;/i&gt;dovrebbe stare sui banchi-vip delle librerie megastore, accanto ai thriller industriali americani e svedesi e cinesi, quelli con le &lt;i&gt;hardcover &lt;/i&gt;fasciate da “strilli” del tipo “100.000.000 di copie vendute nel mondo”, oppure “un thriller mozzafiato che vi stringerà nella sua morsa e non vi mollerà più. Vincent Fitzpatrick” (che poi uno si chiede: ma chi è Fitzpatrick? Ma non è importante rispondere, deve pur essere qualcuno che conta!). Ha tutte le qualità, la rilegatura, la grafica, la copertina, la trama, la suspence, persino i difetti istituzionali. Insomma, sarebbe un romanzo di genere noir-avventura perfetto, con ambientazioni internazionali, non provinciale, pieno di azione, armi, un po’ di donne vampire e walkirie, soldi, droga, colpi di scena. “Quando inizierete Otherside ricordatevi di prendere le ferie dal lavoro, perché non riuscirete più a smettere! Nick Fittipaldi, &lt;i&gt;Los Angeles Time&lt;/i&gt;).”&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Invece non accadrà nulla di tutto questo. Avrà la sua vita editoriale modesta, forse stentata, come tutti i prodotti di editori di pesatura media o medio-piccola, perché gli spazi nei banchi buoni sono tutti occupati dagli editori che contano. Quelli che hanno il guanxi giusto. Il guanxi (1) vincente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Otherside &lt;/i&gt;ha il merito. E sembra una ulteriore dimostrazione di come il riconoscimento del merito sia una invenzione del cosiddetto “libero mercato” o, per chiamarlo col suo vero nome, del capitalismo globalizzato. E’ un’idea subdola che viene instillata nella mente-massa dei lavoratori che si basa sull’enunciato “io sono migliore di te, quindi mi spetta di più, perché tu sei inferiore a me.” Un’idea fantastica che agisce come una leva demolitrice del concetto di egualitarismo sociale, per il quale il sindacato si è battuto per decenni, prima di soccombere definitivamente a questo ennesimo canto di sirena. Il merito in sé non conta, conta la gestione del guanxi, la mafia interna, la divisione dei lavoratori. Otherside è un perfetto romanzo di genere thriller, ma non interessa a nessuno, perché il riconoscimento del merito non esiste.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La trama, per quanto complessa, è relativamente semplice. Sembra una contraddizione, ma i &lt;i&gt;plot &lt;/i&gt;dei romanzi di avventura noir sono spesso elementari, quello che dà l’energia sono le variabili, gli intrecci secondari, i misteri, i luoghi oscuri. Un contractor-killer italiano con una lunga esperienza di guerra si trova invischiato in un omicidio, commesso da una bella, misteriosa dark lady, con la quale ha appena avuto una storia. Subito si accorge di essere braccato dalla polizia, e dai sicari di un boss della mafia, perché dalla casa della vittima è sparito un milione di dollari, denaro che lui peraltro non ha mai visto. Inizia una lunga fuga-ricerca nel sud est asiatico, Bali, Indonesia, il Triangolo d’oro, Birmania, Laos, Thailandia, luoghi che l’autore conosce bene perché vi ha abitato a lungo. Fugge, inseguito dai killer, e al contempo cerca lei, la donna che lo stregato e fregato, per recuperare i soldi, ma noi lettori sappiamo anche per rivederla, per capire perché gli ha mentito, forse per avere conferma della sua natura straordinariamente affascinante di donna negativa e pericolosa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La trama procede correttamente gestita dall’autore, con la giusta misura e il giusto equilibrio tra violenza, pezzi di vita vissuta, momenti di pausa dopo la battaglia. Corre alla giusta velocità verso il finale in un deserto messicano, senza fretta ma neanche inutili lunghezze per “fare volume”, cioè pagine, come talvolta accade nei thriller industriali da milioni di copie. Ci arriva con la pazienza che non mette a dura prova la pazienza del lettore, e ci riserva le sorprese di cui abbiamo bisogno, per stupirci, per divertirci, per gustare il prodotto che abbiamo acquistato e che non ci lascia delusi o arrabbiati. Tra i difetti istituzionali del genere non ci sono per esempio i dialoghi, che spesso sono improbabili, fasulli, vuoti e irritanti nei thriller-vip. I dialoghi di &lt;i&gt;Otherside&lt;/i&gt; sono realistici, ben orchestrati, di chi sa cosa è un dialogo trasfigurato per l’avventura, e non la merce di un imprenditore di storie semi-confezionate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I difetti istituzionali sono i buchi nel flusso, facili rimedi a situazioni divenute ingestibili. Sergio ha bisogno di aiuto per togliersi dai guai, va da vecchi compagni d’avventura che, così su due piedi, senza chiedere nulla, si fanno in quattro per lui, mettendo anche a rischio le loro stesse vite. Oppure mentre è in cerca di Gloria incontra un tale che gli dice che in un locale di Bangkok è stata notata una turista che le somiglia. Così salta sul primo aereo e vola in una metropoli di milioni di abitanti zeppa di turisti occidentali per scoprire che non è lei. Poi un altro gli parla di una donna vista in Birmania, e via di nuovo in aereo, poi in Vietnam, in Indonesia, per giorni, settimane, mesi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma questi sono difetti normali e perfettamente perdonabili. Il lettore non esperto di thriller avventurosi non ha idea di quante soluzioni ridicole adottino i grandi autori-imprenditori quando si trovano alle strette. Se i loro eroi sono ormai senza risorse incontrano per caso persone che per caso svelano la soluzione del problema. Oppure si trovano senza scampo, accerchiati, senza munizioni, già morti, ed ecco che dal nulla spuntano dei lontani conoscenti o addirittura degli sconosciuti che mettono in fuga gli assalitori, chissà da dove e perché. E quante tiritere interminabili nei finali per cercare di spiegare, e di nuovo rispiegare perché diavolo è spuntato il tale che ha fatto quelle cose, pagine e pagine astruse dove cercano di convincerci, di tirarci dalla loro parte, di farsi perdonare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è anche qualche difetto non istituzionale, ma per così dire privato: piccole cadute nella scrittura, con ricorsi non a slang letterari ma proprio a modi di dire da Bar Sport, tipo “non me ne può fregare di meno”; oppure forme di autocompiacimento, con l’eroe che ha una storiella con una tipa che gli dice “noi due siamo dei perdenti” e giù a crogiolarsi con l’etica dello sconfitto nella vita. Ma sono scivoloni occasionali che non intaccano il requisito di lettura paziente richiesto dal genere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fatto è che il thriller d’avventura è un prodotto difficile. Non bastano le conoscenze di balistica, di metallurgia, di economia, di politica, di informatica, e i rudimenti di psicologia, spesso indispensabili per gestire una storia moderna. Occorre tenere le fila di intrecci che si complicano, talvolta confliggono, o diventano irrisolvibili. Lo diventano da soli, come se, una volta lanciati, gli eventi e i personaggi vivessero di vita propria. Proprio come se la realtà di tutti i giorni, con la sua faccia nera e non patinata, con la minaccia del caso, della sfortuna incombente, e la sua follia, entrasse a gamba testa nelle storie raccontate sparigliando tutto e creando un furibondo scompiglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Otherside&lt;/i&gt;, di &lt;b&gt;Giancarlo Narciso&lt;/b&gt;, Perdisapop 2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(1) &lt;b&gt;Il guanxi&lt;/b&gt; è il sistema, o network, di alleanze, accordi, protezioni, rapporti commerciali della mafia cinese, la Triade.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-9103016901110926557?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/9103016901110926557/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=9103016901110926557' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/9103016901110926557'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/9103016901110926557'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2011/07/il-merito-di-otherside.html' title='Il merito di Otherside'/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/--ODY4_mK_fY/TilSvXX8tmI/AAAAAAAAANQ/O5Bp5iRP5yY/s72-c/otherside.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-4689619537982407336</id><published>2011-07-05T17:52:00.000+02:00</published><updated>2011-07-05T17:52:10.472+02:00</updated><title type='text'>I racconti di Segretissimo</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-UAIrwEnnegc/ThMueIBjjVI/AAAAAAAAANM/YArsTqsgb9Y/s1600/stal2.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/-UAIrwEnnegc/ThMueIBjjVI/AAAAAAAAANM/YArsTqsgb9Y/s1600/stal2.jpg" /&gt;&amp;nbsp;&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;Nel prossimo numero di &lt;i&gt;Segretissimo&lt;/i&gt;, in edicola da sabato 9 luglio, sarà pubblicato il mio racconto &lt;a href="http://blog.librimondadori.it/blogs/segretissimo/2011/06/29/segretissimo-fforte-stal-lombra-dei-ghiacci/3323/"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Un lavoro di mafia&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;. Si tratta di una nuova avventura del superkiller &lt;b style="color: red;"&gt;Lo specialista&lt;/b&gt;, già ospite di &lt;i&gt;Segretissimo &lt;/i&gt;di agosto 2010 con &lt;a href="http://blog.librimondadori.it/blogs/segretissimo/2010/07/27/segretissimo-marco-minicangeli-uomo%E1%B6%AF/#comments"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Morte nella favela&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;. Questo eroe, che è "anti" solo in parte, perché sta viaggiando verso la scoperta della sua vera origine, che si perde nell'antica Cina del VI secolo in un romanzo in via di elaborazione, capita a Lugo di Romagna, nell'unica missione italiana della sua carriera, con l'incarico di eliminare un boss della mafia siciliana. E' in appendice al romanzo di Franco Forte, che inaugura tra l'altro il nuovo incarico di direttore editoriale di &lt;i&gt;Segretissimo, Urania, Il Giallo Mondadori&lt;/i&gt;, subentrando a Alan Altieri. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-4689619537982407336?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/4689619537982407336/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=4689619537982407336' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/4689619537982407336'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/4689619537982407336'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2011/07/i-racconti-di-segretissimo.html' title='I racconti di Segretissimo'/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-UAIrwEnnegc/ThMueIBjjVI/AAAAAAAAANM/YArsTqsgb9Y/s72-c/stal2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-2641706244523871460</id><published>2011-06-28T16:11:00.000+02:00</published><updated>2011-06-28T16:11:11.406+02:00</updated><title type='text'>Sta crescendo</title><content type='html'>&lt;i&gt;Questo miniracconto è contenuto nell'antologia &lt;a href="http://www.delosstore.it/delosbooks/scheda.php?id=38345"&gt;&lt;b&gt;365 racconti horror per un anno&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;, uscita il 15 maggio 2011 per Delos.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-pcEPTXyqRZk/TgnUlZE2l_I/AAAAAAAAANI/f8jofMs1zOk/s1600/horror.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/-pcEPTXyqRZk/TgnUlZE2l_I/AAAAAAAAANI/f8jofMs1zOk/s1600/horror.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Lo sento, attraverso la porta blindata della sua camera. Non me l’aspettavo, l’ultima crisi risale a meno di tre mesi fa. I tempi si stanno accorciando dunque. Se continua così il punto di passaggio arriverà tra un paio d’anni. La cantina di cemento armato è terminata, ma non riesco ad accettare l’idea di doverlo rinchiudere lì dentro. Eppure non c’è scelta. &lt;br /&gt;&amp;nbsp;Prendo il Taser. Se tenta di aggredirmi lo fermerò con una scarica da 50.000 volt. Non è ancora in grado di reggerla. Almeno spero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Apro la porta blindata. La stanza rivestita di alluminio anodizzato è illuminata dai neon schermati con la rete corazzata. Lo individuo subito, sulla sinistra. Deve essere così eccitato che non mi ha sentito entrare. La carcassa sbranata del gatto è di fronte a lui, e la testa, che sembra stata strappata dal tronco, è spiaccicata contro la parete di destra. &lt;br /&gt;“Nicola!” dico a voce alta, con tono autoritario. Si gira. Mi fissa con gli occhi rossi, furiosi. Ha la bocca che gronda sangue e interiora. Peli e frammenti d’osso sono attaccati alle guance e ai capelli. Il gatto si è difeso, era un grosso soriano, ma nulla ha potuto contro di lui. Il gonfiore muscolare sembra aumentato. Si sta sviluppando a vista d’occhio, credo sia cresciuto anche in altezza.&lt;br /&gt;“Nicola, sono io, papà!” &lt;br /&gt;Un’ombra di furore passa sul suo viso che diventa sempre più aguzzo, acuminato. Sta per attaccare, intuisco la sua tensione. &lt;br /&gt;“Sono papà! Basta!” &lt;br /&gt;Spalanca la bocca, mette in mostra i denti. Sto per lanciare la scarica, ma si getta sul pavimento e si contorce. Si accartoccia, si chiude nella posizione fetale. E’ scosso dai tremiti e dalle convulsioni. Dura dieci minuti. Poi lentamente si tira su, si mette carponi. E’ tornato il bambino di 5 anni, spaventato, che non capisce cosa sta succedendo. Gli dirò che è stato un incidente, come quando si svegliò e trovò il corpo di sua madre fatto a pezzi. Ora crollerà e dormirà per due giorni.&lt;br /&gt;Ma devo decidere. Non posso più aspettare. L’uomo di Sidney vuole venire a prenderlo, perché quando avverrà la metamorfosi definitiva nulla potrà trattenerlo. Ma allora non lo vedrò mai più. &lt;br /&gt;Il mio bambino. E’ tutto ciò che mi resta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-2641706244523871460?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/2641706244523871460/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=2641706244523871460' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/2641706244523871460'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/2641706244523871460'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2011/06/sta-crescendo.html' title='Sta crescendo'/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-pcEPTXyqRZk/TgnUlZE2l_I/AAAAAAAAANI/f8jofMs1zOk/s72-c/horror.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-1352531177266871005</id><published>2011-06-24T12:37:00.000+02:00</published><updated>2011-06-24T12:37:25.602+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='bassaromagna'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='William Faulkner'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='letteratura americana'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Luce d&apos;agosto'/><title type='text'>Bassa Romagna, Yoknapatawpha, Italia</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-2OuFNh6RE3o/TgRnbbVQ8zI/AAAAAAAAANE/7rRLhmIhHPY/s1600/avedon.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/-2OuFNh6RE3o/TgRnbbVQ8zI/AAAAAAAAANE/7rRLhmIhHPY/s1600/avedon.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Ho letto &lt;i&gt;Luce d’Agosto&lt;/i&gt; di William Faulkner da ragazzino, in un periodo difficile, giorni perduti in cui mi sentivo particolarmente isolato, senza prospettive, come spesso accade agli adolescenti. E come spesso accadeva in quella terra degli anni ‘70, la Bassaromagna che sembrava il profondo Sud degli Stati Uniti, coi suoi uomini massicci e razzisti, omofobi e duri. Il razzismo era una componente molto diffusa, anche se non c'erano &lt;i&gt;i negri&lt;/i&gt;, essendo l’immigrazione un fenomeno ancora quasi sconosciuto (ma non l’emigrazione, con molti italiani che continuavano a raggiungere la Germania e la Svizzera in cerca di lavoro). Il razzismo si indirizzava soprattutto verso &lt;i&gt;i marocchini&lt;/i&gt;, cioè gli italiani meridionali. Respiravo quell’aria soffocante, lavoravo in fabbrica durante le vacanze estive ed ero costretto a parare i monologhi degli altri operai sui &lt;i&gt;marocchini fannulloni&lt;/i&gt; (e magari questi discorsi venivano fatti mentre si era imboscati a fumare e sonnecchiare), sui &lt;i&gt;culattoni&lt;/i&gt;, e così via. Insomma, leggendo quel poderoso romanzo mi sembrava di esserci, a Yoknapatawpha. &lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;E che stile, che scrittura: i periodi lunghi, furiosi, i salti temporali. Avevo già letto il Kerouac dei &lt;i&gt;Sotterranei&lt;/i&gt;, il taurismo letterario di Henry Miller, ma Faulkner era davvero fantastico. Trascorrevo ore e leggere e rileggere, passando dallo stupore alla condivisione, dalla rabbia alla depressione. Una frase in particolare colpì la mia fantasia febbrile, la lessi e la rilessi, la trascrissi anche da qualche parte, tanto che non l’ho più dimenticata:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Domani, domani e domani ancora.&lt;br /&gt;Non solo non più sperare, ma neppure attendere; soltanto sopportare.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Recentemente l’ho cercata, sfogliando il libro, la stessa edizione di allora, scolorita e mezza sfasciata, ma non l’ho trovata. Mi è persino venuto il dubbio che non esista nel romanzo, che l’abbia letta altrove, oppure, prospettiva inquietante, che l’abbia scritta io. Eppure metterei la mano sul fuoco che proviene proprio da &lt;i&gt;Luce d’agosto&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;Fu un colpo allo stomaco. Mi sembrò una frase di assoluta disperazione. &lt;br /&gt;La mia disperazione, la mia sopportazione. &lt;br /&gt;Sopportare per sopravvivere, non esisteva altra prospettiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riflettendo oggi, ho deciso che quella frase lapidaria non significa solo disperazione cupa e abissale, ma anche scelta di resistenza. Tenere duro, sopportare le avversità, che possono essere terribili, ostinate, ma che prima o poi passano. La frase sembra collegarsi a questo antico proverbio cinese: “otto o nove volte su dieci le cose vanno male.” Sopportare otto o nove volte su dieci. Sprofondare nel buio, continuando a cercare la luce. Perché una-due volte su dieci le cose vanno bene. E tutto si muove, tutto scorre, tutto cambia, la luce si alterna con l’oscurità, il fuoco con l’acqua, l’aria con la terra. &lt;br /&gt;Sopportare, resistere, per uscire da Yoknapatawpha.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-1352531177266871005?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/1352531177266871005/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=1352531177266871005' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/1352531177266871005'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/1352531177266871005'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2011/06/bassa-romagna-yoknapatawpha-italia.html' title='Bassa Romagna, Yoknapatawpha, Italia'/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-2OuFNh6RE3o/TgRnbbVQ8zI/AAAAAAAAANE/7rRLhmIhHPY/s72-c/avedon.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-7371607351098388033</id><published>2011-06-19T18:54:00.000+02:00</published><updated>2011-06-19T18:54:55.850+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tutti in piedi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Roberto Benigni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fiom'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Michele Santoro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Marco Travaglio'/><title type='text'>I've got some Friends (?)</title><content type='html'>&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="290" src="http://www.youtube.com/embed/Q7RPCFfudmU" width="380"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Alla serata/manifestazione della FIOM &lt;i&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;Tutti in piedi&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Arriviamo verso le 22, il parco di Villa Angeletti è strapieno. Lo capiamo mentre cerchiamo disperatamente parcheggio, che trovo in un buco che solo io conosco, poiché lavoro a poche centinaia di metri, nel palazzo di cristallo che sembra uscito da una pagina del mio &lt;i&gt;La città nera&lt;/i&gt;. Ma guarda un po' che razza di coincidenza, penso a volte.  &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Lo capiamo per strada, mentre con alcuni amici ci dirigiamo verso l'entrata del parco, lo capiamo dal flusso ininterrotto di persone, quasi tutte giovani, che si dirige nella stessa direzione. E' come viaggiare sulla corrente di un fiume in piena.  &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Il palco è irraggiungibile. Una massa compatta lo circonda. Di fronte ai chioschi/camion di panini e piadine ci sono file chilometriche, che formano angoli retti. Circumnavighiamo il quadrilatero, nella vana speranza di trovare un punto di osservazione favorevole. Guardiamo il megavideo, che trasmette primi piani di Travaglio. L'audio è insufficiente, molte battute si perdono.&lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Siamo stupiti dalla folla, anche se non dovremmo esserlo. Sembra di vivere un momento storico particolare, col regime in difficoltà, una voglia di rivincita, un bisogno di cambiare, di ritrovarsi finalmente insieme a combattere le forze delle tenebre.  &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Forse perché siamo fuori target, sentiamo il gap dell'età. Sono quasi tutti giovani, trent'anni al massimo. Studenti, i fuori sede di Bologna. Ragazze, ragazzi, i soliti attaccati con guinzagli a cani di grossa taglia, quelli che chiamano con l'aggettivo tremendo di &lt;i&gt;punkabestia&lt;/i&gt;, che non mancano mai alle manifestazioni.  &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Sì, forse per reazione a questo gap ci abbandoniamo a un gioco scemo: individuare un uomo, o una donna di almeno quarant'anni che possiamo qualificare come &lt;i&gt;lavoratore&lt;/i&gt; o addirittura &lt;i&gt;operaio&lt;/i&gt;. Qualcuno si trova, in giro per il perimetro del quadrilatero: alla fine io ne conto dodici, un mio amico undici. Un altro lo vediamo sullo sfondo, lo indichiamo e fanno 24.  &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;E' davvero un gioco stupido, e lo sappiamo. L'indomani vediamo dalle riprese televisive che gli iscritti alla FIOM ci sono, e come, nelle prime file. E' il loro sindacato, la loro manifestazione. Inoltre molti delle migliaia di giovani possono essere precari, ragazze e ragazzi in cerca di lavoro, e non solo fans dei Subsonica. Ragazzi che reclamano un futuro, una possibilità, nel mondo devastato dagli umanorchi. E quindi è anche la loro serata. Ma insomma, ogni tanto ci si può lasciare andare senza sentirsi in colpa. Così quando arriva Benigni, l'ospite misterioso, siamo arrivati a 34.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-o6HYcHYph8c/Tf4oGtqJwtI/AAAAAAAAAM4/WEjnmBIbllo/s1600/tutti-in-piedi-santoro-beni.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/-o6HYcHYph8c/Tf4oGtqJwtI/AAAAAAAAAM4/WEjnmBIbllo/s1600/tutti-in-piedi-santoro-beni.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Entrata trionfale da superstar, qual è. Si mette a correre sul palco, gridando “l'Italia s'è desta”, ricevendo applausi e ovazioni. E' straordinario il suo talento che gli permette sempre di trovare le parole giuste al momento giusto, come quando esclama “siete l'Italia migliore!”, evocando la famosa frase contraria di uno dei più atroci gerarchi del regime degli umanorchi. La sua è un'esibizione breve, accorata, quel mix di satira e sentimenti forti, persino drammatici, che lo contraddistingue nelle sue esibizioni televisive.  &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Cantano i Subsonica, fa un'apparizione la Dandini, poi Santoro, Vauro col cappello da Dante Alighieri. Scrosci di applausi, risate.  &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Restiamo un'ora, forse un'ora e mezzo, stanchi di allungare il collo per vedere tra le foglie di un albero, pentiti per non essere riusciti – o di non avere voluto riuscire – ad arrivare prima, per conquistare una posizione migliore, nonché preoccupati – come sempre avviene alle persone della nostra età – per la fine della serata e quindi la certezza di restare imbottigliati con la macchina in fondo al tunnel dove ho parcheggiato, per un'ora minimo.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Mentre percorriamo la strada al contrario, in mezzo ad altri flussi di giovani che rientrano, ma anche in contrasto con correnti che continuano a defluire verso l'ingresso del parco, ho dei pensieri contundenti.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Penso che tutta le serata è all'insegna delle superstar televisive, i professionisti dello spettacolo, anche se stanno dalla cosiddetta “nostra” parte. Personaggi pop, in grado di richiamare migliaia e migliaia di persone ovunque vadano. La serata è stata gestita, occupata soprattutto da loro. Sì, occupata. Mi chiedo quanta gente sarebbe venuta senza la presenza di Santoro, di Travaglio, che va pure in giro nei teatri a recitare i suoi monologhi dove denuncia con sarcasmo al vetriolo le malefatte degli umanorchi e dei loro cani. Penso, non senza disagio, che sono diventati degli imprenditori, che hanno capitalizzato il dissenso, la rabbia popolare, l'indignazione, anche se non dicono mai una cosa sbagliata o impropria. Penso, senza essere sicuro di essere nel giusto, perché dall'altra parte c'era una grande folla raccolta intorno al palco, che se per muoversi, per stare insieme, per manifestare in massa c'è bisogno delle popstar mediatiche, qualcosa non funziona. C'è come una malattia di fondo. Mi chiedo quanta gente sarebbe intervenuta a una manifestazione della Fiom per la sola voglia di manifestare. Qualcuno dei miei amici ribatte che non c'è nulla di male, che in fondo tutto questo contribuisce a creare movimenti di massa che possono finalmente abbattere il regime degli umanorchi e dei loro servi. Ribattono che sulle bocche delle star mediatiche, come le chiamo io, viaggiano parole e concetti giusti, e solo questo importa.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Eppure io, cocciuto, continuo a pensare che con queste premesse difficilmente può realizzarsi un vero cambiamento. Che questo sarà possibile solo quando riusciremo a riappropriarci della nostra voglia di manifestare in massa, di essere tra noi, senza la benedizione di un famoso attore o un famoso comico o un famoso gruppo musicale o una famosa presentarice o un famoso miliardario televisivo che indossa una improbabile, demagogica tuta da metalmeccanico e dice tutte le cose giuste.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-7371607351098388033?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/7371607351098388033/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=7371607351098388033' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/7371607351098388033'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/7371607351098388033'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2011/06/ive-got-some-friends.html' title='I&apos;ve got some Friends (?)'/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/Q7RPCFfudmU/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-5978986886360225789</id><published>2011-06-14T15:23:00.004+02:00</published><updated>2011-06-15T16:44:31.987+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Silvia Avallone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La Lince'/><title type='text'>Problems</title><content type='html'>&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/z6MIRa8Gpuo" width="425"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;Problems. &lt;br /&gt;&lt;i&gt;Reading problems.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Ho un problema di lettura dei romanzi contemporanei. Cerco di risolverlo, anche perché mi sembra di vivere in un'altra epoca. Non è sempre facile discutere con qualcuno e sottrarsi alla domanda: “conosci quello? Hai letto il suo libro?”. Mi è capitato anche durante una intervista televisiva: “ha letto il tale scrittore? Cosa ne pensa?” Perdio, sarebbe carino evitare queste domande così dirette. &lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sono lacune, e ne soffro. Sinceramente vorrei essere come gli addetti ai lavori che sono documentati su tutta la produzione nazionale (e talvolta anche internazionale).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma è troppo tardi. Impossibile recuperare tutto il tempo che ho impiegato altrove. Anche se non è stato tempo perduto. Non esiste il tempo perduto. Semmai è sprecato. E lo spreco non significa per forza perdita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non si è trattato neanche di pigrizia. Ho passato anni a leggere l’800. Poi altri anni per il primo e il secondo ‘900. E i fumetti, i romanzi di fantascienza anni Settanta, e i beat, gli americani, Henry Miller. Se considero anche la musica, che è stata l’oggetto principale della mia vita per tutta la post adolescenza, risulta comprensibile, spero, la mancanza di spazio e di tempo da dedicare ai miei contemporanei. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma non è il solo motivo. Diciamola tutta. Il fatto è che non riesco ad appassionarmi alla scrittura dei miei contemporanei. Parlo soprattutto dei noir, visto che mi trovo nel periodo di questo genere letterario. Ci provo però. Ne inizio uno, uno qualunque di quelli lanciati dagli editori con gli “strilli” enfatici su “un esordio potente” seguito dalla frase a effetto di questo o quello scrittore famoso che garantisce sulle meraviglie del libro che ci sta calorosamente consigliando. Allora parto, ma poi mi pianto. Inevitabilmente. Disperatamente. E’ una sensazione sgradevole. E’ triste abbandonare un libro iniziato. Mi crea un senso di colpa. E una rabbia. Però non riesco a sottrarmi allo spleen che mi causano quelle narrazione prevedibili, così industriali. Per esempio, i dialoghi. Spesso sono improbabili, si sente. Avverto un tono falso nelle voci dei personaggi, anche se la lettura è di per sé sorda. E’ l’eco fasulla che si sprigiona dalle scritture prodotte per soddisfare i requisiti prestazionali richiesti – pare – dai lettori abituati alla pubblicità. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E allora cosa devo pensare? &lt;br /&gt;&lt;i&gt;Cosa sono costretto&lt;/i&gt; a pensare?&lt;br /&gt;Che la produzione letteraria nazionale è scaduta e i veri scrittori sono estinti.&lt;br /&gt;Che non è vero, sono io che non riesco più a leggere gli altri, perché sono prevenuto e invidioso.&lt;br /&gt;No, non è per niente facile convivere con questi pensieri.&lt;br /&gt;E’ abbastanza frustrante, credetemi. Si vive col dubbio di crogiolarsi nel pessimismo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque, quando mi è capitato tra le mani un racconto distribuito col Corriere della Sera, ho pensato: ecco una buona occasione per leggere un contemporaneo. Anzi, una contemporanea, perdipiù di gran moda. E molto discussa. E soprattutto non noir. Insomma, una bella tentazione. Sivia Avallone, &lt;i&gt;La lince&lt;/i&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Devo dire che non è stato facile iniziarlo. Provavo una curiosità controversa. Del suo romanzo &lt;i&gt;Acciaio &lt;/i&gt;non ho letto che stroncature, alcune molto dure, e non solo di bloggers alternativi o eversivi. Per esempio, Marco Belpoliti: "un accumulo di luoghi comuni, banalità sociologiche, considerazioni da  posta del cuore, con adolescenti in tumulto come in un manga Made in  Italy; il tutto scritto in una lingua posticcia, plasticata come un  sacchetto della spesa, un ron ron di frasi fatte, con la pretesa di  cogliere il parlato quotidiano di quattordicenni vorticose, casalinghe  sfatte e maschi adulti in canotta." &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Del racconto&lt;i&gt; La lince&lt;/i&gt; si diceva nella quarta che potevo rileggere una versione moderna della &lt;i&gt;Morte a Venezia&lt;/i&gt;. Sono rimasto abbastanza stupito. Anche leggermente spaventato. Ma l’attrazione era forte, così sono partito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-66Y0bpWM-2A/TfdcSfKtbzI/AAAAAAAAAM0/rT6358dQqyA/s1600/silvia-avallone.jpg" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/-66Y0bpWM-2A/TfdcSfKtbzI/AAAAAAAAAM0/rT6358dQqyA/s1600/silvia-avallone.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Ora, mi dispiace deludere, ma c’è molto poco da dire. E’ un raccontino-ino-ino. Nulla di particolarmente esaltante, né efferato, né oggetto di indignazione. Scritto con lo stile che va oggi, periodi brevi, con qualche caduta per me abbastanza letale, ma che oggi è diffusa, tipo “non sapeva se se lo poteva permettere” o abbondanza di “ce l’aveva” che personalmente trovo horror ma che è diffusissimo tra i miei contemporanei. E’ la storia di un rapinatore navigato e disilluso – un tipo da spiaggia alla Ammaniti, per capirci – che si innamora di un ragazzo biondo che dovrebbe rappresentare il divino Tazio. In realtà il paragone con l’eterno romanzo di Thomas Mann è semplicemente ridicolo, ma oggi non si va tanto per il sottile. Non c’è nulla dell’atmosfera demoniaca, di morte e dissoluzione che si insinua nei nostri nervi di lettori della &lt;i&gt;Morte a Venezia&lt;/i&gt;. E' un racconto corretto, con qualche spunto interessante, per certi aspetti avvincente e ben calibrato, con pochi personaggi essenziali,&amp;nbsp; rappresentati con la giusta intensità, ma non si riesce a superare la sensazione della tesi di laurea di un bravo studente di letteratura. Non ci dice, né ci fa capire cosa c’è dietro l’attrazione del protagonista, cosa cerca nel ragazzo, e il finale è di una banalità sorprendente. E’ un testo che sembra uscito dalle pagine di una rivista femminile, dove i racconti si intrecciano con lo stile giornalistico leggero e con l’affabulazione di stampo psico-sociologico. Non ha neanche chissà quale pretesa, questo va detto. Molto semplicemente è un racconto inutile, o scarsamente utile. Ma almeno non è dannoso. Perché ci sono anche quelli dannosi, talmente falsi e grondanti retorica che inquinano l’immaginario dei lettori abituati alla pubblicità. Un racconto onesto, pompato e venduto come l’ultimo capolavoro di una grande autrice contemporanea. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E morta lì.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi l’esperimento è andato così così. Di sicuro non è un incentivo per andare avanti e colmare le mie lacune. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che poi a questo punto mi viene il dubbio se siano davvero lacune…&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-5978986886360225789?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/5978986886360225789/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=5978986886360225789' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/5978986886360225789'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/5978986886360225789'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2011/06/problems.html' title='Problems'/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/z6MIRa8Gpuo/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-5669182347700114975</id><published>2011-06-10T21:42:00.000+02:00</published><updated>2011-06-10T21:42:51.822+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Carabinieri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconti'/><title type='text'>Chi ha paura del brigadiere Soncini?</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-cFZmuDVLyu8/TfJv9CdQ7_I/AAAAAAAAAMo/Arb4qI9QmFs/s1600/carabinieri.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="300" src="http://1.bp.blogspot.com/-cFZmuDVLyu8/TfJv9CdQ7_I/AAAAAAAAAMo/Arb4qI9QmFs/s400/carabinieri.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left" class="MsoBodyText" style="line-height: normal; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Un pomeriggio d’agosto, con un caldo afoso e il sole che picchia come un maglio, noi ragazzi siamo sdraiati sulla sabbia del fiume, coi piedi in acqua. Quando il calore si fa insopportabile ci tuffiamo, ci rinfreschiamo nella pigra corrente della buca di Filippi, un invaso lungo circa cinque metri dove l’acqua è alta e non si tocca.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyText2"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; D’un tratto sentiamo, sull’argine, un motore che si avvicina. Sembra un trattore, arriva sopra di noi e si ferma. Un ragazzo si alza in piedi, allunga il collo e dice: “Osta della miseria, sono arrivati i caramba”. Ci agitiamo, stupiti, non sappiamo che fare. I carabinieri qui alla buca? Perché?&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; Mentre siamo tutti in piedi, confusi e allarmati, scendono in tre dal sentiero e si affacciano sulla spiaggia. Indossano le divise estive, gli scarponi alti, hanno addirittura il fucile a tracolla. C’è il brigadiere Soncini, un carabiniere magro e pallido e un altro carabiniere alto e giovane. Il brigadiere Soncini lancia intorno a sé occhiate severe, poi grida: “Cosa fate qui tutti nudi? E’ contro la legge, non lo sapete? Vestitevi immediatamente!” Si crea un gran trambusto, corriamo a cercare le mutande. Qualcuno si infila anche i pantaloni. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il brigadiere Soncini viene verso di noi, seguito dagli altri due. Il brigadiere Soncini è un personaggio mitico nel paese di Mezzaluna. Veste spesso in borghese perché dicono che faccia parte della sezione “investigativa”. Ce l’ha soprattutto coi ragazzi in motorino, li ferma e li sgrida, dice che “se continuano così” (ma &lt;i&gt;così&lt;/i&gt; come? Nessuno l’ha mai capito) rischiano il sequestro del motorino; dice “guarda che ti deferisco al tribunale dei minori!” Dice proprio così, &lt;i&gt;ti deferisco&lt;/i&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Comunque il brigadiere Soncini avanza verso di noi con passo deciso, ma una pietra cede, oppure mette male il piede e cade lungo disteso sulla sabbia a pancia in giù. Il fucile gli scappa di mano e paf! finisce dritto nella buca. Alcuni di noi scoppiano a ridere perché è buffo il brigadiere steso, immobile come se fosse svenuto, con la faccia nell’acqua. Anche al carabiniere giovane viene da ridere, ma si gira di spalle, per non farsi vedere. Il carabiniere magro invece sembra paralizzato dallo stupore, o forse dallo spavento. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyText2"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Finalmente, dopo un tempo incredibilmente lungo, il brigadiere Soncini si alza. Si guarda la divisa, tutta fradicia e imbrattata di sabbia e di fango. Stranamente ha ancora il berretto in testa. Stringe i pugni e alza la testa al cielo, con gli occhi chiusi. “O troiaccia di quella sbudellosa!” ringhia. Il carabiniere magro si fa avanti, dice: “Brigadie’, il moschetto è finito in acqua”. Il brigadiere Soncini impreca di nuovo, dice: “Dove?” Il carabiniere magro indica la buca. Allora un ragazzo, uno dei grandi, si offre di recuperarlo, ma il brigadiere Soncini lo blocca. “Fermo!” esclama con tono burbero. “E’ un’arma militare, non puoi metterci le mani”. Si toglie il berretto, si passa una mano sulla fronte infangata. “Cagnetta!” grida rivolto al carabiniere magro, “recuperi lei il moschetto”. Cagnetta ondeggia, sembra perdere l’equilibrio. “Brigadie’, ma come... ma dove...” farfuglia. Il brigadiere Soncini si irrita. “Insomma, Cagnetta, non la faccia tanto lunga! Cosa vuole, che chiamiamo i sommozzatori dei vigili del fuoco?”. Cagnetta sembra riflettere intensamente sulle parole del brigadiere, poi va verso la sponda del fiume, appoggia a terra il moschetto e inizia a spogliarsi, fino a rimanere in mutande. E’ magro come un chiodo, con le spalle gracili e due zampe storte, però ha anche una vistosa pancetta prominente. Saltella fino alla battigia e inizia timidamente a entrare nell’acqua. Poi diventa improvvisamente allegro: “Accidenti” dice, “non è fredda, è bellissima”. Entra fino alla cintola, si stringe nelle spalle , fa “bello!” e si immerge. Sta giù una ventina di secondi, finché riemerge col moschetto. Sbuffa, sputa acqua. Torna sulla battigia, ride, sembra uno di noi. Il brigadiere Soncini lo fissa con aria corrucciata.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; L’altro carabiniere, quello alto e giovane, si avvicina al brigadiere e gli fa, sottovoce, ma non abbastanza da non farsi udire anche da noi: “Giuse’, perché non ci facciamo un bagno anche noi? E’ un caldaccio che si scoppia”. Il brigadiere Soncini lo ascolta con le sopracciglia aggrottate, si gratta il mento. “Eh, buona notte” dice. Intanto segue con lo sguardo Cagnetta, che ripone il moschetto lungo la sponda, accanto al suo. “Dai Giuse’, cosa vuoi che sia” insiste l’altro, che usa un tono confidenziale, come se i due fossero amici. Il brigadiere Soncini si guarda intorno, si passa il berretto da una mano all’altra, poi senza dire una parola va verso la postazione di Cagnetta, che sembra godersi il sole sulla pelle bagnata. Quando il brigadiere Soncini si china per slacciarsi gli scarponi il carabiniere giovane ride, fa sì-sì con la testa e si spoglia a sua volta con gesti rapidi. Restano in mutande. Quelle del brigadiere Soncini sono nere, quelle del carabiniere giovane non sono tanto pulite, hanno gli orli anneriti. Entrano in acqua, con noi che li guardiamo schierati su due file.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Non appena si immergono il brigadiere Soncini si trasforma. Ride, grida “però! Però!” Poi ci guarda, torna severo, fa: “Be’, che fate lì? Non entrate?” Le sue parole ci scuotono come una scarica elettrica e, come se ci avesse ordinato “rompete le righe!”, ridendo, schiamazzando, ci tuffiamo nella buca. In un attimo stiamo tutti nuotando intorno ai tre carabinieri. Un ragazzo chiede a quello alto e giovane: “Ma perché siete venuti qua, col fucile e tutto?” Il carabiniere giovane non risponde subito, guarda il brigadiere Soncini, ma lui mette la testa sott’acqua. Allora il carabiniere giovane dice: “Abbiamo ricevuto una segnalazione. Sembra che qui si aggiri un serpente enorme”. Restiamo senza parole. Il ragazzo che l’ha intervistato scoppia a ridere, si butta all’indietro sollevando grandi spruzzi d’acqua. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-indent: 35.4pt;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Il serpente. Ma non è possibile.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-indent: 35.4pt;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-indent: 35.4pt;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-2NQgPBiIW_A/TfJy5W_imoI/AAAAAAAAAMw/85S28VCqiBc/s1600/serpente.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/-2NQgPBiIW_A/TfJy5W_imoI/AAAAAAAAAMw/85S28VCqiBc/s1600/serpente.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-indent: 35.4pt;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;E’ una leggenda creata da noi. Un giorno, così tanto per fare, abbiamo detto a un omarello che era sceso alla buca a curiosare che qui c’è la tana di un serpente gigantesco, con la cresta e le corna. L’omarello, un tipo strambo,&amp;nbsp; sembrava molto impressionato. Ha detto che ne aveva già sentito parlare, che una volta, di sera, ha sentito un gran trambusto, rami spezzati, e ha visto qualcosa che sembrava proprio la testa di un grosso serpente con le corna. La voce si è diffusa, la gente di Mezzaluna ha iniziato a parlarne, forse qualcuno è andato in caserma dal maresciallo ed eccoli qua i caramba. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-indent: 35.4pt;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;“Ma che!” grida un ragazzo, sempre uno dei grandi, perché solo loro si azzardano a discutere coi carabinieri, “il serpente non esiste!” Il brigadiere Soncini si gira verso di lui, dice: “Sei sicuro? Perché dici questo?” Il ragazzo continua a ridere, dice “è una storia inventata da noi per prendere per il culo un contadino matto, non esiste nessun serpente”. Il brigadiere Soncini guarda nel vuoto, dice: “Bah. In verità nessuno in caserma ci crede. Però si è diffusa questa voce e il maresciallo ha detto di controllare. Così, anche per tranquillizzare gli animi”. Ma d’un tratto sentiamo dei rumori in un canneto, si vedono le cime delle piante che ondeggiano e il brigadiere Soncini grida: “Cagnetta!” Il carabiniere magro sta per precipitarsi fuori dall’acqua, ma quando fa capolino un gatto tutto finisce in una risata. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-indent: 35.4pt;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Nuotiamo, ci tuffiamo dai sassi, il carabiniere giovane chiede, mentre emerge da un’immersione: “Qui ci sono dei pesci?” Un ragazzo dice: “Altroché! E’ pieno!” Il carabiniere giovane dice che apprezza molto il pesce di fiume. “Noi peschiamo a manaccia” dice il ragazzo. “A manaccia? E che è?” chiede il carabiniere giovane. Gli spiegano che quando facciamo il bagno i pesci si spaventano e si rintanano lungo le sponde, dove ci sono anfratti, nascondigli. Avanzando a tastoni blocchiamo i pesci&amp;nbsp; contro la parete della sponda e li catturiamo. “Ah” dice il carabiniere giovane. “Perché non proviamo?” e lancia un’occhiata verso il brigadiere Soncini per accertarsi che non vi siano obiezioni, ma quello tace, nuota placidamente con la testa sott’acqua. In pochi minuti siamo tutti impegnati a pescare a manaccia e in meno di mezz’ora catturiamo sei belle tinche. Le carpe, enormi e lente, le liberiamo perché sono immangiabili, piene di spine e con la carne stopposa. Le depositiamo accanto ai loro vestiti e alle armi, mentre i tre emergono dall’acqua e si asciugano al sole.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La situazione sta rapidamente cambiando. I carabinieri stanno in silenzio, si riappropriano del loro aspetto severo e noi ci disperdiamo, bighelloniamo sulla spiaggia. I tre iniziano a vestirsi e mentre il brigadiere Soncini si sta allacciando gli scarponi sento il carabiniere giovane che gli dice: “Il maresciallo... se questi qua raccontano...” Il brigadiere Soncini si mette le mani sui fianchi, guarda nella nostra direzione con le sopracciglia aggrottate, dice, a bassa voce: “E allora? Abbiamo dovuto fare degli accertamenti, ci sono stati degli imprevisti. La mia divisa lo dimostra. Siamo dovuti entrare nell’acqua, lo sai meglio di me che a noi carabinieri può capitare di tutto”. Il carabiniere giovane si stringe nelle spalle, dice “massì. Tanto poi al marescia’ non gliene sbatte mica niente. Basta che abbia il suo rapportino scritto”. Il brigadiere Soncini alza una mano, dice: “A France’, non ti permettere!” e l’altro ridacchia. Intanto Cagnetta prende i pesci e li porta sull’argine. Il brigadiere Soncini dice, rivolto al carabiniere giovane: “I pesci li diamo al maresciallo. Stasera sua moglie ce li fa alla griglia, vedrai”. Fa una pausa e dice, rivolto a Cagnetta: “Può venire anche lei”. Cagnetta, che ascoltava rigido come un baccalà, con lo sguardo fisso a terra, si rilassa di colpo, come se si fosse liberato da un peso che gli opprimeva le spalle.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; I tre risalgono lo stradello, li vediamo sparire tra i giunchi, ma prima di salire sulla camionetta il brigadiere Soncini si ferma, ci guarda accigliato e dice, con voce marziale: “Badate, non fate mai più il bagno nudi, è contro la legge! Se vi becco un’altra volta vi deferisco al Tribunale dei Minori, chiaro?” e sale a bordo. La camionetta fa manovra e se ne va sputando un fumo bianco puzzolente dalla marmitta.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left" class="MsoBodyText" style="line-height: normal; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size: small; letter-spacing: 0pt;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Noi ci guardiamo a vicenda, in silenzio, qualcuno ride, qualcun altro esclama che il brigadiere Soncini è una gran testa di rapa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Ma no. Dopo questo pomeriggio ogni volta che lo vedrò in giro per Mezzaluna, in borghese, in &lt;i&gt;incognito&lt;/i&gt;, penserò: chi ha paura del brigadiere Soncini?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-5669182347700114975?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/5669182347700114975/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=5669182347700114975' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/5669182347700114975'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/5669182347700114975'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2011/06/chi-ha-paura-del-brigadiere-soncini.html' title='Chi ha paura del brigadiere Soncini?'/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-cFZmuDVLyu8/TfJv9CdQ7_I/AAAAAAAAAMo/Arb4qI9QmFs/s72-c/carabinieri.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-2993619766287859388</id><published>2011-05-30T09:42:00.003+02:00</published><updated>2011-05-30T10:12:41.902+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Horror'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pulp'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Splatter'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Robert Rodriguez'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Machete'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Exploitation'/><title type='text'>Machete, lo sbracamento del pulp</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-MDAoZ8bHEPo/TeNJRZk6CCI/AAAAAAAAAMk/Vi5_wxd0xys/s1600/machete.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/-MDAoZ8bHEPo/TeNJRZk6CCI/AAAAAAAAAMk/Vi5_wxd0xys/s1600/machete.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;i&gt;Machete &lt;/i&gt;sembra la dimostrazione che non basta un contenuto per realizzare un’opera. Il contenuto è importante solo se è veicolato da una lingua creativa, da uno stile non omologato e dinamico che contiene altri contenuti non evidenti, non dichiarati, perché qui sta il vero mistero dell’opera.&lt;br /&gt;Ma cambiamo registro. Diciamolo con parole nostre. Diciamolo all’exploitation: &lt;i&gt;Machete è una cagata pazzesca&lt;/i&gt;. Passi la rilettura degli stili “bassi” dei b-movie anni ‘70, che è una delle caratteristiche della scuola Tarantino, l’ironia, lo scherzo, l’esagerazione, ma &lt;i&gt;Machete&lt;/i&gt; sembra un film per bambini (bambini horror, d’accordo), didascalico, persino ridicolo. Lo spettatore, per quanto disincantato e amante del paradosso, si sente preso per i fondelli. Le citazioni horror e gore, una quantità inverosimile di teste e arti mozzati, spruzzi vermigli di sangue ovunque, cessano quasi subito di divertire per annoiare, nella loro prevedibilità. L’unica trovata davvero originale, nella sua esplosione splatter, è quando Machete si cala dalla finestra aggrappato all’intestino di uno dei killer che lo inseguono, usato come fune. Per il resto tutto appare affrettato, facilone, ripetitivo.&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La storia è politicamente correttissima, sembra scritta da qualche intellettuale ultramarxista-leninista di orientamento maoista (ovviamente americano): un senatore fascista e la sua cricca di post-kkk uccidono gli immigrati clandestini messicani che cercano di passare la frontiera americana. Interessi privati, sfruttamento della manodopera clandestina, manovre occulte, tutto passa sulla testa e sul lavoro in nero degli immigrati, cui si oppone un’organizzazione rivoluzionaria capeggiata da She, una misteriosa ragazza della quale scopriamo immediatamente l’identità, fin dalle primissime scene. Braccia alzate in nome del popolo in un tripudio di ovazioni &lt;a href="http://www.mandos.it/index.php/trinariciuto-definizione-mainmenu-48"&gt;trinariciute&lt;/a&gt;, slogan, tutto scorre in un guazzabuglio di retorica primordiale, sbudellamenti, armi gigantesche, ironie sul personaggio-mito di Machete che prende in giro se stesso senza farlo davvero ecc.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Interessanti le carrellate di volti famosi: l’attore che interpreta Machete, Danny Trejo, è un vero “tosto”: 67 anni, cugino del regista Robert Rodriguez, ex pugile professionista, ha fatto vita di strada, commettendo una infinità di reati e scontando 11 anni di carcere negli anni ’60. Robert De Niro è il senatore, Don Johnson il capo dei vigilantes sterminatori, un gigantesco Steven Seagal il boss della droga che manovra tutto e tutti (e la cui fine, in puro stile tarantiniano, ci ripaga in piccola parte di tutto lo spleen accumulato), e Jeff Fahey il gangster maneggione che organizza un finto attentato al senatore (coinvolgendo Machete come capro espiatorio), che sembra il sosia di Antonio Ricci. Considerando che tutti i personaggi femminili sembrano veline, ci si chiede se Striscia la notizia non sia transitata in blocco nel film di Rodriguez/Maniquis…&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-2993619766287859388?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/2993619766287859388/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=2993619766287859388' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/2993619766287859388'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/2993619766287859388'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2011/05/machete-sembra-la-dimostrazione-che-non.html' title='Machete, lo sbracamento del pulp'/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-MDAoZ8bHEPo/TeNJRZk6CCI/AAAAAAAAAMk/Vi5_wxd0xys/s72-c/machete.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-7140722819432548835</id><published>2011-04-14T14:54:00.000+02:00</published><updated>2011-04-14T14:54:15.586+02:00</updated><title type='text'>Cara nonna, non ti dico</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-fedrOvLRbf4/Tabt-gmNzFI/AAAAAAAAAMc/K44YMg5RXSQ/s1600/marmanarid.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="267" src="http://4.bp.blogspot.com/-fedrOvLRbf4/Tabt-gmNzFI/AAAAAAAAAMc/K44YMg5RXSQ/s400/marmanarid.jpg" width="300" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Ho un ricordo molto vivido dei nonni materni. I miei genitori mi mandavano da loro in estate, nella campagna di Voltana di Lugo, perché mio padre era quasi sempre all’estero e mia madre era rinchiusa nel laboratorio di parrucchiera, l’unico nel nostro paese all’inizio degli anni ’60.&lt;br /&gt;Era una vecchia, grande casa colonica coi muri di mattoni rossi, con un’aia che utilizzavano per “battere il grano”, cioè separarlo dalla paglia, dove giravano trattori, carretti, uomini con badili e zappe. I nonni coltivavano ancora il piccolo podere, il nonno lavorava anche come bracciante a giornata nei campi vicini e la nonna curava un enorme orto e un pollaio che producevano ortaggi, frutta e uova, acquistate da certe donne robuste che arrivavano in bicicletta con grandi sporte di paglia.&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Come molte case contadine di quell’epoca non aveva l’acqua corrente, né il gas né il riscaldamento. E neanche il bagno, ma un gabinetto costruito nell’orto, una baracca con un sedile sospeso sopra una vasca di pietra che quando era piena veniva svuotata dal “mardaròl”, un uomo vecchio che usava un gigantesco mestolo, e la roba diventava concime per i campi. Io ero terrorizzato da quel gabinetto perché era sempre pieno di ragni. Il nonno lo puliva con una scopa, ma il giorno dopo era di nuovo infestato.&lt;br /&gt;Ogni mattina io e la nonna uscivamo per fare rifornimento di acqua. Usavamo un carrettino carico di secchi e damigiane di vetro, che riempivamo alla fonte in fondo al vialetto, al di là della strada provinciale. Era una antica fontana di metallo massiccio, con una specie di scultura a forma di pigna sulla sommità, azionata da una pompa manuale. Il suo funzionamento era compito mio. Mi buttavo sulla manovella ricurva con tutto il peso del corpo, perché era durissima, inchiodata, cigolante. La nonna ogni tanto diceva “faccio io, dai”, ma io rifiutavo, perché era troppo divertente vincere la resistenza di quell’attrezzo infernale. &lt;br /&gt;Quanto stavamo per arrivare alla fontana la nonna si fermava sempre nello spiazzo, di fronte al lampione. Guardava in alto, dove il palo di ferro arrugginito faceva la curva, si segnava, poi chinava il capo e per circa mezzo minuto bisbigliava con le mani giunte. Io sapevo che pregava, perché era molto devota. Nei campi si raccoglieva sempre in preghiera davanti alla stele di pietra con l’immagine della madonna. Ma perché davanti a un lampione? Non c’era nessun santino, nessuna immagina sacra. Così un giorno glielo chiesi. La nonna era di poche parole, non amava parlare ma agire. Lavorava sempre, puliva la casa, cucinava, uccideva tirando violentemente il collo ai polli, li spennava, li arrostiva allo spiedo nel camino, aiutava il nonno quando c’era da raccogliere la frutta. Talvolta alle mie domande insistenti rispondeva “te lo dico dopo!” ma sapevo che si sarebbe dimenticata, e io non insistevo. Quel giorno però sembrò riflettere, e mi rispose prendendomi le mani tra le sue, che a me sembravano due attrezzi agricoli, tanto erano ruvide e callose. &lt;br /&gt;“Vedi quel punto dove il palo si attacca alla lampadina?” disse, indicando la sommità del lampione. Dopo la curva il palo procedeva per circa un metro e terminava nel blocco della lampada, con un piatto storto che un tempo doveva essere stato bianco e ora sembrava tutto crivellato di cacca di mosche. “Lì era appeso un ragazzo. Lo conoscevo, non aveva ancora diciotto anni. L’avevano impiccato i tedeschi col filo spinato, e gli avevano attaccato al collo un cartello con la scritta ‘partigiano’. Lo lasciarono a penzolare per tre giorni, mentre un fascista armato faceva la guardia perché nessuno lo tirasse giù.”&lt;br /&gt;La nonna restò per un attimo immobile, con lo sguardo fisso sul palo. Io la immaginai quando, durante la guerra, andava a prendere l'acqua sotto al corpo del ragazzo impiccato. Certamente pensava a suo figlio, mio zio, che aveva combattuto nei partigiani e forse era vivo per miracolo. Una volta mi aveva raccontato che con la sua squadra era rimasto intrappolato in una pineta di Ravenna, circondati dai tedeschi, con le armi nuove di zecca appena paracadutate dagli inglesi inceppate perché il grasso si congelava per il gran freddo. Forse anche il nonno era vivo per miracolo. Si era salvato dalla deportazione in Germania, dove avrebbe lavorato come schiavo fino alla morte per fame e per malattia, come molti altri uomini del paese, perché si finse gravemente malato. &lt;br /&gt;“I tedeschi erano molto cattivi” disse la nonna. “Erano degli assassini e i fascisti erano i loro servi.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora i nonni sono morti, dopo avere entrambi superato gli ottant'anni. Quando posso li vado a trovare, nel piccolo cimitero del paese. Ho un dialogo particolare col nonno, ricordo i suoi racconti sulla prima guerra mondiale, i lavori nei campi, le notti che passava alle feste da ballo e il sonno che aveva al mattino quando doveva arare coi buoi; e con la nonna, che pure parlava poco, ma che seguivo nell'orto e nel campo. &lt;br /&gt;Cari nonni, quando vengo a trovarvi vi racconto  come vanno le cose, la famiglia, il lavoro, cercando di offrirvi una versione il più possibile positiva e ottimista, perché non vedo l'utilità di crearvi nuove preoccupazioni, dopo una vita passata a combattere i problemi e le avversità. Vi racconto i progressi di mia figlia, i miei e di mia moglie. &lt;br /&gt;Ma c'è una cosa che non vi dico e non vi dirò mai, soprattutto a te, nonna . Ogni volta guardo il tuo ritratto ovale e ci penso, ma tengo il pensiero ben chiuso in una stanza sigillata. Cara nonna, non ti dico che sono tornati. Loro, i fascisti, quelli che hai conosciuto, quelli che servivano i tedeschi assassini, sono di nuovo tra noi. Ci sono sempre stati, ma ora girano a viso scoperto, ridono e parlano in pubblico e sono addirittura al governo. Uno è un importante ministro, un altro è sindaco di una grande città e molti altri, meno visibili, occupano posti di potere. Si espandono, piano piano ma con regolarità. Ora non fingono neanche più di non essere fascisti. Ho visto il ministro in televisione che rideva felice mentre un esponente dell'opposizione gli gridava a gran voce che era un fascista. L'altro lo considerava un insulto, per lui era un complimento. La gente li vota, forse per un inganno, forse per interesse, per mancanza di memoria, per menefreghismo, o per tutte queste cose insieme.&lt;br /&gt;Sono di nuovo tra noi, a testa alta, servi dei potenti, come allora, e i loro complici stanno addirittura tentando di eliminare la &lt;a href="http://www.anpi.it/nella-destra-ce-chi-vuole-di-nuovo-il-partito-fascista"&gt;disposizione della Costituzione&lt;/a&gt; che vieta la ricostituzione del partito fascista. Così potranno di nuovo gridare al mondo che sono fascisti, fascisti, come se nulla fosse accaduto, come se non avessero scatenato una guerra orribile e assurda per poi fuggire come vigliacchi lasciando l'Italia al suo destino quando tutto era perduto. &lt;br /&gt;Non te l'ho mai detto, nonna, e non te lo dirò. Non ti dirò che i fascisti col loro operato, con la loro stessa esistenza, insultano ogni giorno il sacrificio di quel ragazzo impiccato col filo spinato, che forse era un amico dello zio. Non te lo dirò perché sarebbe come ammettere che lo zio ha combattuto inutilmente, visto che il male non è stato estirpato, ma torna a minacciare tutti noi. &lt;br /&gt;Dove stai tu forse non arrivano le notizie di questo mondo devastato e vile. Dove stai tu si riposa. E io voglio che riposi in pace, almeno tu.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[&lt;i&gt;Nella foto: la località Marmana di Voltana di Lugo; in fondo al vialetta c'era la casa colonica citata nel racconto. Oggi è stata demolita e ricostruita.&lt;/i&gt;]&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-7140722819432548835?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/7140722819432548835/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=7140722819432548835' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/7140722819432548835'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/7140722819432548835'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2011/04/cara-nonna-non-ti-dico.html' title='Cara nonna, non ti dico'/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-fedrOvLRbf4/Tabt-gmNzFI/AAAAAAAAAMc/K44YMg5RXSQ/s72-c/marmanarid.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-3608535807599977267</id><published>2011-04-01T17:50:00.003+02:00</published><updated>2011-04-01T17:56:38.596+02:00</updated><title type='text'>La bellezza della cover</title><content type='html'>&lt;iframe title="YouTube video player" width="400" height="250" src="http://www.youtube.com/embed/aTz85xBAliE" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;Ho sempre provato interesse verso le cover. Da ragazzo, quando scrivevo invasato di scrittura automatica, facevo cover di Henry Miller e di Kerouac. Gli amici dicevano che li imitavo (e li reinterpretavo) benissimo. In musica esistono cover stupende, alcune oserei dire addirittura più belle degli originali. Di &lt;i&gt;Knocking on heaven's door &lt;/i&gt;di Bob Dylan non credo possa esistere, né ora né mai, versione più bella dell'originale, ma ne sono state fatte di notevoli. Ho sempre creduto che quella dei Guns n' Roses fosse magnifica, ma non conoscevo questa dei Nirvana. Ora quella dei Guns mi sembra commerciale, e Axl Rose che corre per il palco in mutande e scarponcini un emerito pagliaccio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;E trovo molto bella anche questa di una ragazzina canadese di nome Avril Lavigne.&lt;br /&gt;&lt;iframe title="YouTube video player" width="400" height="250" src="http://www.youtube.com/embed/SSXPh-UbQWI" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-3608535807599977267?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/3608535807599977267/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=3608535807599977267' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/3608535807599977267'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/3608535807599977267'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2011/04/ho-sempre-provato-interesse-verso-le.html' title='La bellezza della cover'/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/aTz85xBAliE/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-7956577643028463036</id><published>2011-03-25T14:36:00.000+01:00</published><updated>2011-03-25T14:36:01.582+01:00</updated><title type='text'>Ma chi sono? Cosa sono?</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh4.googleusercontent.com/-mTuUX4MqtuM/TYyZjRzavtI/AAAAAAAAAMM/vuN66vyyEnI/s1600/prest.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="https://lh4.googleusercontent.com/-mTuUX4MqtuM/TYyZjRzavtI/AAAAAAAAAMM/vuN66vyyEnI/s1600/prest.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Fossero almeno di destra. Avremmo di fronte un avversario – un nemico con un progetto – un progetto da combattere – il mondo diviso tra ricchi e poveri e i ricchi devono comandare come classe, essere i padroni e i poveri nutrirli e lavorare per loro – un programma con dei diritti e dei doveri nonostante tutto; invece il dramma, il vero, autentico dramma italiano, è che non sono nulla di definibile, non sono né di destra né di centro né di sinistra, non sono credenti né atei, non hanno nessuna idea né progetto, a parte l’unico, il solo per il quale lavorano: restare al potere per accumulare ricchezza e privilegi, e cavalcare tutte le onde, dire oggi una cosa e domani il suo contrario, baciare le mani a papi e dittatori per poi bombardarli il giorno dopo per poi negare i bombardamenti, tanto la maggioranza della popolazione non sa, non capisce perché i sondaggisti gli hanno detto che l’unico medium che le fornisce informazioni è la televisione, e loro, che grazie all’incredibile immobilismo dei governi di centrosinistra la controllano quasi completamente, non temono di cadere nel ridicolo o nel patetico (definizioni a loro del tutto ignote).&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Così, poiché c’è un colossale giro di interessi economici e finanziari intorno al nucleare, hanno pensato di partire in quarta, con grande enfasi e sorrisi e dichiarazioni rassicuranti, com’è nel loro stile. Centrali di “terza generazione”, sicurissime, a prova di terremoto e di Al Qaeda, da affidare a un consorzio francese ancora prima di dare l’annuncio, incuranti del referendum dove prevalsero i no.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi è arrivata la catastrofe giapponese. Una maledetta grana. Una stramaledetta gatta da pelare. Ma fino a ieri hanno tenuto duro, perché speravano in un “contenimento del danno”: la ministra contro l’ambiente Stefania Prestigiacomo, accesa sostenitrice del nucleare, ha detto che le polemiche erano “macabre” e il loro programma andava avanti, lancia in resta. Ma sono arrivati i sondaggi, dannazione, e la consapevolezza, ormai non più inquinabile dai governi bugiardi e dai media-schiavi, che in Giappone si stava consumando una seconda apocalisse come a Cernobyl. Così, per esempio, abbiamo assistito a un “ripensamento” dello scienziato vegetariano atomico Umberto Veronesi, che ha detto: “occorre una riflessione profonda.” Lo scienziato vegetariano atomico deve avere pensato, fino a ieri, che poiché in medicina esiste un settore molto importante di tomografia nucleare (PET), era giusto estendere questa tecnologia al mondo intero. E’ seguito a ruota il ministro Romani, che ha detto: “Non obbligheremo nessun territorio ad ospitare una centrale nucleare, anche se la legge lo consentirebbe”. Il ministro sa che ormai nessuna regione accetterebbe una centrale sul suo territorio (a partire dalla Lombardia, governata dal &lt;a href="http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2011/03/02/un-bel-sucialesta-atomic/"&gt;supersucialesta atomic&lt;/a&gt;), quindi tanto valeva adeguarsi. Ma queste dichiarazione e riflessioni soft non erano nello stile della ministra contro l’ambiente. In un fuori onda televisivo, mentre parlava ignara di essere registrata col “portavoce” Bonaiuti e Tremonti, ha detto; “E’ finita, non possiamo mica rischiare le elezioni per il nucleare. Non facciamo cazzate. Bisogna uscirne ma in maniera soft. Ora non dobbiamo fare nulla, si decide tra un mese”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra un mese. In maniera soft. E non facciamo cazzate. Infatti è arrivata “la moratoria”. Se ne parlerà tra un anno. Nessuna decisione ufficiale però, nessun procedimento tecnico o giuridico, ma “politico”. Vale a dire: aria fritta. Cavolo, qua perdiamo un pacco di soldi, però non possiamo continuare a insistere, cerchiamo di lasciare raffredare un po’ le acque, e speriamo che anche quel reattore della malora si raffreddi e ‘sti giapponesi la smettano con tutto questo casino. Intanto facciamo lavorare le televisioni, forse possiamo tirarci su, possiamo sfangarcela col referendum. E se proprio è finita passiamo oltre, no al nucleare, a gran voce, avanti col popolo, e cerchiamo qualche altra “bazza”, che in questo paese non manca di certo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fossero almeno di destra.&lt;br /&gt;Fossero almeno qualcosa.&lt;br /&gt;Fossero almeno qualcuno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-7956577643028463036?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/7956577643028463036/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=7956577643028463036' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/7956577643028463036'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/7956577643028463036'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2011/03/ma-chi-sono-cosa-sono.html' title='Ma chi sono? Cosa sono?'/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='https://lh4.googleusercontent.com/-mTuUX4MqtuM/TYyZjRzavtI/AAAAAAAAAMM/vuN66vyyEnI/s72-c/prest.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-7002037074421700235</id><published>2011-03-18T14:53:00.000+01:00</published><updated>2011-03-18T14:53:57.931+01:00</updated><title type='text'>In finale</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh5.googleusercontent.com/-c4pnuz9u7uo/TYNhzQcsegI/AAAAAAAAAMI/gzhSKv81UDk/s1600/Baldrati_copertina_web.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="https://lh5.googleusercontent.com/-c4pnuz9u7uo/TYNhzQcsegI/AAAAAAAAAMI/gzhSKv81UDk/s320/Baldrati_copertina_web.jpg" width="208" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;La città nera&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; è entrato nella terna finalista del &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Premio_Fedeli"&gt;Premio Franco Fedeli&lt;/a&gt;, considerato uno dei più prestigiosi - se non il più prestigioso - premio italiano di letteratura gialla e noir. La cosa mi onora soprattutto per un motivo: il narratore di questo romanzo è un sergente della polizia di Roma, nel 2106. Cerca di compiere il suo dovere in una città devastata dalla corruzione e dal malaffare, con scarsi mezzi a disposizione, sottoposto a un potere dispotico e folle a cui non importa nulla dell'ordine pubblico. Il sergente Antonio Draghi è un uomo d'altri tempi, un uomo e un poliziotto di cui ci si può fidare. Mi onora che sia stato valorizzato proprio da una giuria e da selezionatori appartenenti alla Polizia di Stato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-7002037074421700235?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/7002037074421700235/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=7002037074421700235' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/7002037074421700235'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/7002037074421700235'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2011/03/in-finale.html' title='In finale'/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='https://lh5.googleusercontent.com/-c4pnuz9u7uo/TYNhzQcsegI/AAAAAAAAAMI/gzhSKv81UDk/s72-c/Baldrati_copertina_web.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-5424616821116043290</id><published>2011-03-07T11:23:00.000+01:00</published><updated>2011-03-07T11:23:25.848+01:00</updated><title type='text'>Solo un'eccezione</title><content type='html'>&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="250" src="http://www.youtube.com/embed/-J7J_IWUhls" title="YouTube video player" width="400"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di questo gruppo, Paramore, non so nulla, salvo che vengono definiti “punk-emo-pop”; non è certo colpa mia. Poi leggo che hanno partecipato alla colonna sonora di &lt;i&gt;Twilight&lt;/i&gt;. Non ho colpa neanche di questo. Però di questo video, che ho sentito per caso in una radio, mi piace la melodia, il romanticismo. Un vecchio amico lupo della steppa quando l’ha saputo ha detto che sono diventato “criptico” con un video “adolescenziale”. Può essere. Però come posso riscattarmi dal fatto che mi piacciono le parole, l’incontro col padre, la fiducia nell’amore nonostante tutto, il viaggio attraverso le stanze - e quando la cantante si alza da tavola, nel ristorante, mentre i ragazzi cambiano continuamente di fronte a lei, si è mai vista tanta grazia femminile?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-5424616821116043290?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/5424616821116043290/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=5424616821116043290' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/5424616821116043290'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/5424616821116043290'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2011/03/solo-uneccezione.html' title='Solo un&apos;eccezione'/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/-J7J_IWUhls/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-1444165109780353041</id><published>2011-02-25T15:24:00.003+01:00</published><updated>2011-03-01T10:00:49.304+01:00</updated><title type='text'>E' accaduto</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-5tKzAfrH21g/TWe2Ckkqi4I/AAAAAAAAAMA/SYd7sG6RPro/s1600/baldrus_missione_speciale.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-5tKzAfrH21g/TWe2Ckkqi4I/AAAAAAAAAMA/SYd7sG6RPro/s320/baldrus_missione_speciale.jpg" width="172" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Alla fine è accaduto: ho firmato un piccolo romanzo col mio nome di alter ego. Varie volte ho tentato, ma sempre ha prevalso il nome del padre, del creatore. Invece è giusto rispettare l'autonomia dell'alter ego. Dice quello che il creatore preferisce tacere. L'alter ego è un combattente, o un traghettatore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Missione Speciale&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; è un noir duro e puro, con implicazioni psicologiche importanti, almeno per chi l'ha scritto, cioè io. Mi ha causato un senso di disagio, a tratti di angoscia, come se avessi trasportato sulla carta pensieri, immagini, e soprattutto identificazioni che di solito preferisco tacere, o ignorare. Invece sono uscite, spavalde e sincere, e ora sono fissate sulla carta. Non è uno splatter, né un horror. Non viene versato sangue, a parte una goccia, una sola. Ma è l'identificazione con qualche personaggio (quale? Forse più di uno) a farne, per me, un nero.&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Il narratore è un superkiller internazionale, già protagonista di storie pubblicate su &lt;i&gt;Segretissimo, Delitti di carta, Nazione Indiana. &lt;/i&gt;E' un tipo speciale, naturista, astemio, vegetariano, pratica lo yoga e la meditazione. Come tutti coloro che usano queste discipline svolge il suo lavoro con serietà e coscienza. In questa avventura gli viene affidato un incarico davvero speciale, anzi, specialissimo...&lt;br /&gt;Il libro - un romanzo breve - fa parte di una collana di 24 titoli, tutti al costo di 5 euro, lanciata recentemente dall'editore SenzaPatria, e può essere acquistato direttamente dall'editore stesso, &lt;a href="http://senzapatriaeditore.it/?page_id=281"&gt;qui&lt;/a&gt;. E' distribuito in una "filiera" alternativa a quella tradizionale, dove le pubblicazioni indipendenti sono di fatto escluse. Sosteniamo la distribuzione indipendente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-1444165109780353041?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/1444165109780353041/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=1444165109780353041' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/1444165109780353041'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/1444165109780353041'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2011/02/e-accaduto.html' title='E&apos; accaduto'/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-5tKzAfrH21g/TWe2Ckkqi4I/AAAAAAAAAMA/SYd7sG6RPro/s72-c/baldrus_missione_speciale.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-1830468050498124218</id><published>2010-04-30T12:40:00.001+02:00</published><updated>2010-04-30T14:00:00.340+02:00</updated><title type='text'>La lunga attesa di Cachi</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/S9qxH-f9rqI/AAAAAAAAALo/TSckM5pRLOM/s1600/alghe.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/S9qxH-f9rqI/AAAAAAAAALo/TSckM5pRLOM/s320/alghe.jpg" width="186" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Questo racconto di &lt;b&gt;Mauro Baldrati&lt;/b&gt; è compreso nell'antologia &lt;a href="http://www.libreriauniversitaria.it/magazzino-alghe-magliani-marino-eumeswil/libro/9788889378687"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Il Magazzino delle alghe&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Cachiti Sandro detto Cachi, 51 anni portati malissimo, osservava la planimetria della città che si avvicinava, si inclinava sotto di lui. Gli era capitato un posto in coda, lontano dall’ala, per cui poteva contemplare il panorama.&lt;br /&gt;Non che gl’importasse, in realtà. Aveva mal di testa, e una sete atroce. Aveva anche fame, ma questo non costituiva un problema. Era abituato ai lunghi periodi senza cibo, durante i viaggi sugli autobus indiani che duravano giorni, o sui treni stipati di persone e di animali. Il suo fisico lo testimoniava: magro, di una magrezza quasi anoressica, le guance scavate, gli zigomi sporgenti. Aveva passato giorni interi senza mangiare, e anche nei periodi “normali”, quando oziava nella sua casa di Goa, mangiava poco: un po’ di riso con pesce, e frutta. Ma la sete era orribile, impossibile sopportarla. Eppure doveva farcela, perché gli era assolutamente proibito introdurre qualcosa, qualsiasi cosa, solida o liquida, nello stomaco. Non poteva rischiare un conato di vomito, sarebbe stata la fine. Era già accaduto ad altri, era risaputo. I boli formavano una barriera compatta e impenetrabile, il liquido ristagnava nello stomaco finché l’organismo decideva di espellerlo, con tutto il resto. No, doveva resistere ancora qualche ora. Il vecchio charter della Ghana Airlines stava per atterrare, e una volta sbrigate le formalità doganali sarebbe andato alla stazione dei treni, dove, finalmente, avrebbe potuto liberarsi.&lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp; Era un veterano Cachi, uno specialista di quei viaggi, ma ogni volta era sempre più difficile. Si assestò sul sedile: anche la supposta era ingombrante, e dolorosa. Le prime volte, ricordava, dopo averla introdotta non la sentiva per ore e ore. Adesso invece era una sofferenza. E dire che aveva ridotto la dose. Un tempo ne introduceva fino a quattro etti, e c’era chi arrivava a mezzo chilo, addirittura a sei, sette etti. Lui no, lui non voleva esagerare. Aveva confezionato una supposta di tre etti di afgano purissimo, molto malleabile, avvolta in un preservativo lubrificato e l’aveva introdotta lentamente, meravigliandosi, come sempre, per le sue dimensioni, stentando a credere che quell’affare potesse entrare così facilmente e assestarsi nell’intestino. Eppure entrava, e ne entravano di molto più grosse.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;Un altro mezzo chilo era diviso in boli da circa cinque grammi, che aveva inghiottito. Circa otto etti di fumo quindi: forse non era una quantità per cui valesse la pena di rischiare la galera, ma Cachi aveva rispetto di se stesso, non voleva esagerare, non voleva farsi del male.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;E poi aveva un’altra risorsa, un nascondiglio segreto e sperimentato di cui era molto orgoglioso, che gli permetteva di raggiungere, e anche di superare, le quantità che altri come lui, i suoi amici, i suoi compari, riuscivano a trasportare su se stessi, &lt;i&gt;dentro &lt;/i&gt;se stessi. Era lì, tra le sue gambe: un bastone da passeggio di legno intarsiato, con alcune figure brahminiche in rilievo, un oggetto finissimo, di alta fattura, che gli aveva costruito un artigiano di Calcutta. Aveva sempre pensato che in India vi fossero degli artigiani geniali, dei veri artisti, che non avevano eguali in Occidente. Il bastone era fatto a mano, e con un lungo attrezzo che sembrava un cucchiaino era stato scavato, svuotato, tanto da renderlo cavo. Un lavoro di alta precisione, che aveva richiesto tre giorni di lavoro. Il risultato era uno scomparto che poteva contenere mezzo chilo di fumo, accuratamente arrotolato in una sorta di lungo spaghetto. Quindi, pensava Cachi mentre l’aereo, dopo l’ennesimo scossone, atterrava, aveva un chilo e trecento grammi di fumo con sé. Una quantità sufficiente per pagarsi il viaggio, la permanenza in Italia, e alcuni mesi di vita in India, di gran vita, andava detto, perché coi soldi che in Italia sarebbero bastati a malapena per l’affitto di un appartamento, a Goa poteva addirittura pagarsi un domestico tuttofare, che cucinava, serviva e puliva la sua casetta di legno e muratura. Il resto del bilancio annuale l’avrebbe integrato con un altro viaggio, come faceva ormai da una decina d’anni. Quella era la sua storia, il suo lavoro, la sua vita.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;L’aereo si fermò. Cachi impugnò il bastone, soppesandolo soddisfatto, e prese la borsa da viaggio di tela indiana dal piccolo scomparto portabagagli. Intanto faceva il solito calcolo mentale: un chilo e tre etti di afgano di prima qualità li aveva pagati circa seicento dollari; venduto al dettaglio a Milano, in “stecche” da un grammo, avrebbe fruttato venti euro a stecca. Ovviamente c’erano delle perdite, per così dire, e il chilo si riduceva a sette, otto etti. Una parte infatti doveva riservarla per il suo uso personale, perché doveva fermarsi in Italia almeno un paio di mesi e non poteva neanche immaginare di vivere in quella schifosa città senza un etto di fumo al mese. Poi c’erano i regali, a qualche amico, che ricambiava sempre, prima o poi, e alle sbarbine, anche se, pensò Cachi con una smorfia, passandosi una mano tra i capelli grigi, lunghi e sfilacciosi, non era più come una volta. Le sbarbine se ne sbattevano dei suoi viaggi, della sua vita avventurosa. E anche del fumo. Un tempo, per il fumo, le sbarbe facevano le carine, pomiciavano con lui, e qualche volta si arrivava fino in fondo. Ora invece... tutte stronzette, tutte, sempre col telefonino in mano. Come i ragazzotti del resto. Quei piccoli tamarri fumavano solo per sballare, fumavano perché non avevano di meglio, le pasticche, la coca, non vi era più alcuna riflessione sul fumo, sui viaggi mentali che portava con sé, niente. Consumo, solo consumo. I tempi erano cambiati, tutto era cambiato. Non c’era più umanità, né pietà, né gioia. Per questo era stufo di spacciare al dettaglio. Era stanco di quei ragazzotti menefreghisti, e anche preoccupato. Perché quando una storia prende una brutta piega bisogna fare molta attenzione, può diventare una storia pesante, molto pericolosa.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;Mentre camminava verso il ritiro bagagli Cachi cercava di resistere a qualche fitta che gli arrivava dallo stomaco e dall’intestino. Coraggio amico, pensava, sei quasi arrivato. Appena hai superato la dogana salti su un taxi e ti precipiti alla stazione, dove prendi una bella cuccetta per Milano. E’ tranquillo il viaggio in treno di notte, nessuno viene a rompere le scatole. Poteva espellere la roba, finalmente, e tenerla nello zaino senza problemi. Era lo sbarco in aeroporto il punto critico. E lì, poi, a Zurigo...&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;L’altoparlante non la smetteva di riversare nelle sale la sua voce in tedesco. “Zurich...” Cachi ebbe un fremito. Perché diavolo aveva deciso di prendere un volo Nuova Delhi Zurigo? Non l’aveva mai fatto prima di allora, la destinazione era sempre Madrid, dove i poliziotti erano più morbidi. Nella vecchia Europa, nei paesi tedeschi poi, c’era da tremare. Erano delle belve. Aveva avuto fretta, non era stato saggio, doveva ammetterlo. Il suo volo era stato annullato per sciopero, e non si sapeva quando avrebbe potuto prendere un altro di quei charters supereconomici. Probabilmente c’era da aspettare due o tre giorni, o addirittura una settimana. Per di più a Nuova Delhi, una città dove non conosceva nessuno. Poi aveva scoperto quel volo della compagnia africana, e aveva deciso di prenderlo. Era incerto, era titubante, ma aveva ceduto alla tentazione di partire subito. Zurigo... che roba era? Non ci aveva mai messo piede. Zurigo, un posto buono per i ricchi, i banchieri e i mafiosi. Comunque Zurigo non era Parigi. Quelli come lui non avrebbero mai, per nessun motivo, visitato Parigi col fumo. I poliziotti francesi erano leggendari, erano i più feroci bastardi razzisti del mondo. Appena vedevano uno come lui, coi capelli lunghi, i pantaloni indiani colorati, e tutta la storia di viaggi, di nomadismo senza fine per le nuove frontiere del pianeta, alla ricerca degli ultimi luoghi ancora sani in cui poter vivere, lo smontavano pezzo per pezzo. Erano arrivati a sottoporre dei viaggiatori alle radiografie, per guardare dentro lo stomaco e l’intestino. E li avevano beccati. Quei ragazzi erano finiti in galera in Francia, un incubo orribile.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;Cachi ritirò il grosso zaino da montagna, che conteneva un sacco a pelo, biancheria, effetti personali e ciò che, pensò con un sospiro, lo rendeva particolarmente ansioso. Forse anche per quello, per gli oggetti che aveva portato con sé, una novità rispetto agli altri viaggi, era stato un errore atterrare a Zurigo. Se gli avessero ordinato di svuotare lo zaino, e la cosa era possibile, anzi probabile, come si sarebbero comportati quei tedeschi? Lo avrebbero perquisito, gli avrebbero infilato un dito nell’ano, lo avrebbero sottoposto a una radiografia...&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;No, pensò con una smorfia. Era stupido andare fuori di testa proprio adesso. Visto che non aveva avuto il coraggio di bivaccare tre o quattro giorni a Nuova Delhi ora doveva affrontare i poliziotti svizzeri. E doveva farlo con calma, per non rovinarsi. Pensa bene, si disse, pensa come gli indù: andrà come deve andare, perché è questo che vuole il Cielo, e il Cielo ascolta il tuo spirito.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;Si caricò lo zaino sulle spalle e si incamminò verso la barriera del controllo documenti. Gli sembrava di sentirne il peso, e la loro immagine si stagliò nitida nella sua memoria visiva: erano otto chilum meravigliosi, dei pezzi unici che nessuno al mondo possedeva. Ed erano sue creazioni, anche se le mani che li avevano realizzati non erano le sue. Erano quelle di un vasaio, molto famoso a Goa, uno che sapeva lavorare la creta col tocco di un grande scultore. Lui l’aveva assunto, e insieme erano andati in una regione del Nord famosa per la sua argilla. Erano partiti in treno, con uno zaino vuoto, adibito unicamente al trasporto del mitico materiale. Avevano viaggiato una settimana, sui vecchissimi treni indiani, praticamente degli accampamenti viaggianti di uomini e animali, avevano riempito lo zaino di argilla ed erano tornati a Goa. Un viaggio tranquillo, a parte la difficoltà di mantenere l’argilla umida, per non farla seccare. A Goa l’artigiano aveva iniziato a plasmare i chilum, seguendo le sue indicazioni. Per quattro giorni aveva impastato, modellato, cotto, e il risultato erano quegli otto pezzi superbi. Quattro, in particolare, erano dei capolavori: massicci, neri come l’afgano che erano destinati a bruciare, due col Ganesh in rilievo, e due con un serpente che li avvolgeva, dall’imboccatura superiore al boccaglio; erano così belli che lo faceva soffrire l’idea di separarsene. Eppure li aveva creati per venderli, e a caro prezzo. Conosceva alcuni tipi, a Milano, dei vecchi freaks come lui che avevano fatto fortuna col commercio, coi computers, ma erano rimasti degli accaniti fumatori di hashish, che li avrebbero pagati settecento euro l’uno senza battere ciglio. Sì, non aveva dubbi su questo: non potevano resistere al fascino di quegli oggetti. Gli altri quattro, più piccoli, e con decori più semplici, li avrebbe venduti a trecento l’uno. Era un businness di tutto rispetto, in totale poteva ricavarne più di quattromila euro. Ma c’era l’inghippo dei poliziotti: come si sarebbero comportati coi chilum tra le mani?&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;Ed eccoli, gli svizzeri in divisa: un biondastro con una faccia squadrata gli aveva ordinato di far passare lo zaino sotto il rilevatore a raggi. Dalla sua posizione poteva sbirciare nel video che si trovava in cabina, dove intravedeva lo zaino che diventava trasparente, un sacco grigio che conteneva involti informi, e quei tubi neri, inquietanti, così nitidi. Il poliziotto addetto al video fece un cenno verso lo schermo, un altro poliziotto osservò attentamente l’immagine e quindi, come da copione, gli fu intimato di svuotare lo zaino. A operazione ultimata il biondastro teneva in mano uno dei quattro più grossi, uno di quelli col serpente, e lo osservava accigliato.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;“Cosa è questo?” disse, ad alta voce, una sorta di ringhio.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;Cachi si fece piccolo. Mantieni la calma, si disse, tieni un profilo basso, non irritarli. “E’...” bofonchiò, con tono mite, troppo mite; non doveva esagerare col servilismo, quei tedeschi svizzeri sicuramente se la godevano a schiacciare un tipo molle. “Souvenir” disse, col tono più calmo che riuscì a trovare. In realtà lo sentiva debole, supplichevole. Ma Cachi era così, non poteva cambiare la sua natura. Era un buono, un pacifico, un mite, era incapace di fronteggiare un poliziotto, il suo avversario di sempre, con la dovuta dose di calma e di forza. &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;“Souvenir, eh?” disse il biondastro, duro. “Tu viene con me!” abbaiò.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;“Ma...” protestò Cachi, debolmente, “e... il mio zaino?”&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;“Tu viene con me!” ripeté il biondastro, senza degnare di uno sguardo lo zaino.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;Così Cachi seguì lo svizzero lungo un corridoio con grandi finestre che si affacciavano sulle piste. Camminava spinto da una sorta di rassegnazione, o fatalismo, appoggiandosi al bastone ripieno di afgano, pensando che ormai i giochi erano fatti, che era inutile opporsi, sperare in un miracolo. Intanto però faceva attenzione a non maltrattare il bastone, a non sbatterlo con forza sul pavimento: era cavo, poteva spezzarsi. E, anche se tutto sembrava ormai perduto, il suo fumo era sempre lì, al sicuro, al riparo dal fiuto di qualunque cane poliziotto, perché era un mito da sfatare...&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;“Tu aspetta qua!” gli intimò il biondastro indicando una panca fuori dal posto di polizia. Cachi gli lanciò un’occhiata interrogativa, ma lo svizzero era già entrato nell’ufficio, col suo passaporto.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;Affranto, Cachi si lasciò cadere sulla panca. Inutile soffrire, disperarsi. Pensa da indù, accetta la volontà del Cielo. Perché il Cielo ascolta i tuoi pensieri, sente la tua volontà, rispetta le tue speranze. &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;Intanto guardava il bastone ripieno del suo piccolo tesoro, lo soppesava. Sì, quello degli infallibili cani poliziotto era un mito che andava sfatato. Era sufficiente adottare alcuni accorgimenti. Il bastone per esempio: il fondo era sigillato col silicone, nessun cane avrebbe sentito il minimo odore. Poi bisognava lavarsi con cura le mani dopo avere manipolato il fumo, più volte, e non toccarne più una briciola per almeno 24 ore, e gli abiti che si indossavano durante la preparazione della roba andavano lavati. In questo modo i cani non sentivano alcun odore. L’aveva già sperimentato. La pubblicità intorno agli infallibili cani poliziotto era stata creata ad arte, per scoraggiare i corrieri.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;Il tempo passava, e Cachi avvertiva una sgradevole pressione contro le pareti dell’ano, e un senso di oppressione allo stomaco. Conosceva quei sintomi: la roba era dentro da troppe ore, tra poco avrebbe dovuto espellerla. C’era un limite alla resistenza. L’organismo non tollera troppo a lungo dei corpi estranei, lavora con sempre maggiore energia per liberarsene. E se non ci riesce, se qualcosa glielo impedisce, inizia a stare male, per indebolire la forza che si oppone alla sua liberazione. Cachi valutò che non gli restava molto tempo, forse un paio d’ore. E poi doveva bere, era riarso, disidratato. Pensò che, se l’avessero chiamato per una visita medica, si sarebbe liberato subito. E poi via in galera.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;Si alzò, per limitare la pressione della panca contro le natiche. Dalla cabina del posto di polizia non usciva nessun segnale. Il biondastro era sparito, nessuno si faceva vivo. Certo che quell’attesa era stressante, era una sofferenza. No, pensa da indù: se c’è da aspettare aspetta con calma. Non fare confusione, non spezzare l’equilibrio.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;Comunque doveva ammettere che era stanco di quei viaggi. La sofferenza che stava provando gli diceva che non era più tempo di inghiottire decine di boli avvolti nella plastica e di introdurre supposte giganti nell’ano. Erano anni che andava avanti così. Aveva bisogno di una svolta. Il suo organismo, e anche la sua psiche, lo reclamavano. Sì, anche la psiche: e non era solo per la violenza dell’introduzione dei corpi estranei, c’era dell’altro: era stufo di spacciare. Per due mesi doveva sbattersi con ritmi da incubo per vendere tutto il fumo, e gli acquirenti erano quasi esclusivamente i ragazzotti. Non li amava, anzi, ne aveva paura: ai giovinastri non gliene fregava un cavolo di niente e di nessuno, non erano affidabili. Prima o poi qualche testa di rapa avrebbe cantato e la polizia sarebbe venuta a cercarlo. Oppure, e questo se lo aspettava quasi ogni giorno, una masnada di piccoli delinquenti l’avrebbe pestato e derubato. Quelli erano i tempi, quelle erano le storie. Voleva piantarla con lo spaccio al dettaglio. Si stava avviando verso i cinquant’anni, un’età a dir poco impressionante. Se lo beccavano a spacciare a un minorenne l’avrebbero massacrato, specialmente in un paese proibizionista come l’Italia, specialmente se non aveva un ricco avvocato maneggione che lo tirava fuori. Doveva cambiare vita, sistemarsi. Doveva pensare in grande.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;Fece qualche passo. La supposta premeva, l’ano gli faceva male. Si guardò intorno: non vi era alcun posto appartato in cui evacuare, e magari abbandonare la roba. Quanta, non sapeva dirlo: la pressione della supposta era dovuta anche al fatto che parecchi boli erano transitati dallo stomaco all’intestino. Probabilmente più della metà dei boli erano già scesi. Beh, quelli poteva inghiottirli di nuovo. Forse solo la supposta era perduta. Già, ma dove andare?&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;Si affacciò timidamente sulla porta. Il biondastro era seduto dietro una scrivania di plastica, con alcuni documenti davanti a sé. Cachi si schiarì la gola. Il poliziotto alzò su di lui uno sguardo severo. “Cosa vuoi?” chiese. Cachi incurvò la schiena. “Ecco...” disse, con una vocetta che lui stesso stentava a riconoscere, “quanto... come... insomma quante tempo io...” Il biondastro storse la bocca. “Tu aspetta fuori!” urlò, puntandogli contro il dito indice. Cachi indietreggiò, tornò alla sua panca. Si sedette, ma si rialzò subito. Non sopportava più il contatto col duro legno sulle natiche, gli sembrava di scoppiare.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;Sospirò. Il cuore ebbe una improvvisa aritmia, sembrò uscirgli dalla gola. Ecco, erano i sintomi del malessere acuto. Doveva trovare una soluzione. Era urgente ormai. Rischiava di trovarsi in piena crisi tra non più di un’ora. &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;Tornò ad affacciarsi sulla porta del posto di polizia. Il biondastro lo squadrò come se non credesse ai propri occhi. “Ma cosa vuoi tu ancora?” gridò.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;Cachi prese a gesticolare. Aveva questo comportamento singolare quando si trovava in presenza di uno straniero di cui non parlava la lingua: cercava di esprimersi a gesti, come se di fronte a lui vi fosse la caricatura di un cavernicolo alle prese con la società moderna; in realtà era lui a sembrare tale. “Ecco... io avere bisogno... di bagno, toilette, wc...” &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;Il biondastro sembrò riflettere per un istante, poi fece un gesto brusco: “a destra!”. Cachi uscì dall’ufficio indietreggiando, come facevano i sudditi in presenza del re. Vide la doppia porta a vetri con la scritta &lt;i&gt;Toilet &lt;/i&gt;e la raggiunse con passo malfermo. Una fitta lancinante di emicrania lo fece gemere. Presto, doveva fare presto.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;Gettò alcune monete alla donna che sedeva con aria arcigna al banchetto ed entrò in uno dei gabinetti. Con gesti rapidi ed esperti strappò dei lunghi nastri di carta igienica che sistemò sul pavimento. Purtroppo non c’erano salviette, ma solo quegli odiosi asciugamani a getto d’aria. Poi si abbassò i pantaloni e si mise in posizione. Strinse gli occhi e trattenne il respiro, preparandosi a una sequenza di fitte dolorose, ma la supposta uscì di getto, quasi non se ne accorse. Purtroppo per i boli fu più complicato. Avanzavano lentamente nell’intestino, e si trascinavano dietro contrazioni atroci, che lo facevano sudare e stringere i denti per non urlare. L’evacuazione dei boli fu lunga, penosa. Per qualche attimo fu sul punto di venire meno, di cedere a un collasso che gli avrebbe fatto perdere conoscenza. &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;Quando si rialzò gli girava la testa, e fu costretto ad accucciarsi di nuovo per non cadere. Guardò il mucchietto della roba: la supposta era a posto, non c’erano neanche velature di feci. Aveva fatto le cose bene Cachi, come sempre: il giorno precedente l’introduzione era andato da un amico che un tempo, nella vecchia vita, era stato infermiere, che gli aveva ripulito l’intestino con un clistere, e il giorno dopo non aveva mangiato nulla di solido, limitandosi a bere tè. &lt;br /&gt;&amp;nbsp; Lavò la supposta con acqua corrente, poi contò i boli: trentaquattro. Quindi più metà del quantitativo era ancora nello stomaco, ma sarebbe sceso velocemente nelle prossime ore. E ora che fare con la supposta? In un primo momento aveva pensato di imboscarla per tentare di riprendersela in un secondo tempo, se e quando quella storia con la polizia si fosse conclusa bene. Ma imboscarla dove? No, doveva... la soppesò, la palpò a lungo, mentre un senso di disperazione gli chiudeva la gola: come poteva buttare un pezzo di fumo come quello? Afgano purissimo impastato a mano, un prodotto raro. No, escluso. Doveva reintrodurla, almeno tentare.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;Il sapone liquido sarebbe andato benissimo. Forse avrebbe bruciato un po’, ma funzionava come lubrificante. Sì, tre etti di Afgano valevano il disagio, forse il dolore. Inaudito, impensabile, offensivo buttarlo via. &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;Ma prima doveva bere. L’arsura era insopportabile. Inghiottì piccole sorsate, per non inondare lo stomaco ancora pieno di boli, e con altri boli da inghiottire. Poi cosparse la supposta di sapone liquido, si accucciò e... forse una lacrima, una sola sgorgò da un occhio febbricitante quando il grosso cilindro iniziò a farsi strada, ma quella sera tutto sembrava più leggero, meno grave, meno doloroso del previsto in quel tratto di vita di Cachiti Sandro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;Quanto tempo era passato? Cachi guardò l’orologio: le otto. Fuori era notte. Era bloccato su quella panca da cinque ore. Assurdo. Cosa facevano quei poliziotti? Cinque ore non erano sufficienti per controllare il suo passaporto? Era stanco, nervoso, e stava male. La gola gli bruciava per l’arsura, e la supposta ricominciava a premere; frequenti fitte sembravano tagliargli a fette l’intestino. Si affacciò di nuovo sulla porta del posto di polizia, e notò che gli agenti erano cambiati. Esprimendosi a cenni, coi suoi modi da uomo primitivo, disse che voleva andare in bagno. Un poliziotto anziano lo sogguardò stralunato, poi fece un cenno col mento in direzione della toilette. Cachi tornò in bagno e sorseggiò un po’ d’acqua, trattenendola a lungo in bocca, per permettere alle mucose di assorbirla, e inghiottirne così il meno possibile. Fu tentato di evacuare di nuovo, ma temeva di non riuscire più a introdurre la supposta. Tornò alla panca, cadde seduto e si appoggiò con la schiena al muro, sconfortato. Sentiva di non avere più energie. Non poteva trattenere la roba ancora per molto. Il fisico la rigettava, e anche la mente: non gli importava più nulla, voleva solo liberarsi, mangiare, bere, e dormire. Che andasse tutto al diavolo. Ora sarebbe tornato alla toilette e...&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;No. Non poteva farsi sopraffare dalla paranoia proprio adesso. Forse quel viaggio era una prova. O una dimostrazione. Era la conferma che quella storia era finita. Bisognava cambiare, adeguarsi ai tempi, e all’età. Basta coi piccoli quantitativi, con l’alto rischio per gli scarsi risultati. Era stato abile, certo, ma anche fortunato. Non era mai stato in galera, non aveva mai subito una perquisa, niente. Questi erano segnali, messaggi. Non abusare della buona sorte. Doveva fare il salto al quale pensava da anni.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;Tutti i suoi amici l’avevano fatto. Solo lui si ostinava a tirare avanti in quel modo. Il fatto era che... doveva riconoscerlo Cachi: non aveva una mente imprenditoriale. Gli piaceva la vita tranquilla, la sicurezza. Col grande businness invece... Primo, doveva avere la certezza assoluta degli approvvigionamenti. Non poteva muovere cinquanta chili di fumo dall’India, doveva per forza rifornirsi in Marocco. Conosceva qualcuno, certo, che poteva introdurlo nell’ambiente dei coltivatori ma... là era tutto controllato dalla malavita locale. Il contadino ti vendeva il fumo, del formidabile 0-0 sputnik di ottima qualità, roba potente, ultra speed, ma se eri un outsider poi informava il boss che aveva il controllo della sua zona. E il boss, per tenersi buona la pula, ti denunciava. Così ti sequestravano il fumo, ti sbattevano in galera, la polizia lo rivendeva a prezzi stracciati allo stesso boss e i giochi erano fatti. E in galera, se avevi soldi sopravvivevi, se no... I suoi amici glielo spiegavano di continuo, forse per esorcizzare la paura del pericolo che li minacciava ad ogni viaggio, anche se i loro rapporti coi contadini marocchini, vecchi di quasi vent’anni, li mettevano al riparo da questo rischio. Ma aprire un nuovo canale era estremamente rischioso. Poi, se l’acquisto andava bene, c’era il passaggio in Spagna e infine in Italia. E qui bisognava muoversi con estrema cura. I suoi amici usavano il trucco del camper: c’erano, in Spagna, alcune ragazze madri che, dietro adeguato compenso, si fingevano le tue compagne; così era una tranquilla famigliola quella che passava la frontiera in camper, mamma, papà, un figlio, o una figlia, e cinquanta chili di fumo nel doppiofondo. La storia comunque si faceva sempre più pesante. I pulotti non erano degli stupidi, conoscevano il trucco. Ma in assenza di spiate, o di indizi sicuri, non potevano mettersi a smontare tutti i camper. Tutto stava nella credibilità della situazione, nella cura dei particolari. Era ottimo, per esempio, coabitare veramente per qualche tempo con la donna e col bambino, per sintonizzarsi, per capirsi. Poi non si doveva fumare per almeno due settimane. Certo, questo non era facile; due settimane senza un solo tiro, era pesante. Ma la prospettiva del businnes ti dava la forza.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;Comunque se qualcosa doveva andare storto bisognava pregare gli dei di finire in galera in Spagna. Non si stava male, se non si era al verde. In Spagna gli occidentali erano in reparti tranquilli, dotati di sala cinematografica, palestra, biblioteca, e circolava pure il fumo. Bastava pagare. Un anno di galera in Spagna era una vacanza. Un suo vecchio amico ci aveva passato due anni, e quando finalmente la madre era riuscita a tirarlo fuori, pagando tra l’altro un sacco di soldi, lui era uscito malvolentieri. Uscire per cosa, uscire dove? In quel mondo schifoso in preda alla follia? Dentro non faceva nulla, fumava, giocava a scacchi, guardava dei film. Che c’era di meglio?&lt;br /&gt;&amp;nbsp; Fu scosso da una fitta orribile all’intestino. Stava ricominciando il rigetto pesante. I boli erano di nuovo scesi. Aveva la nausea. Si alzò, si affacciò sulla porta dell’ufficio di polizia, cercò di dire qualcosa, ma non sapeva cosa. Il poliziotto lo squadrava con aria sospettosa. Cachi iniziò a gesticolare, mentre un filo di bava schiumeggiava agli angoli della bocca. Il poliziotto scambiò un’occhiata col suo collega, che fece una faccia schifata. Cosa cercava di esprimere Cachi? Lui era il primo a non saperlo. Solo l’urgenza di sbloccare quella situazione assurda lo spingeva.&lt;br /&gt;“Insomma che vuoi?” gridò il poliziotto anziano. “Chi sei?”&lt;br /&gt;Cachi si paralizzò. Come chi era? Lo stavano trattenendo da ore e gli chiedevano anche chi era? Riprese a gesticolare. “Io...” balbettò, “io... volere chiedere quanto tempo ancora... perché io non stare bene...”&lt;br /&gt;Il poliziotto lo guardava senza capire. “Ma tu come ti chiami? Cosa tu fare qui?”&lt;br /&gt;Cachi stentava a capire. “Ma io... io essere là... là fuori, su panca, là fuori...” e continuava a indicare la porta con gesti teatrali, “io essere là fuori da...” guardò l’orologio: “da sei ore!” Si stupì di quella constatazione: sei ore su quella panca!&lt;br /&gt;Il poliziotto si alzò in piedi. “Ma come ti chiami?” esclamò, spazientito. “Dimmi tuo nome!”&lt;br /&gt;“Cachiti... Sandro” disse Cachi, con un filo di voce.&lt;br /&gt;Il poliziotto frugò tra le carte che aveva sulla scrivania. Cachi si agitò. Il suo passaporto non era su quel tavolo, ma su quello del collega. “Mio passaporto...” belò, indicando il tavolo giusto, “è lì mio passaporto, è lì...” L’altro poliziotto, un uomo tarchiato di circa trent’anni, afferrò il passaporto con una sorta di impazienza, lo sfogliò, scambiò alcune parole in tedesco, con tono duro, col collega. “Cachiti... Sandro...” farfugliò Cachi, quasi volesse aiutarlo a leggere il suo nome sul passaporto. Il poliziotto consultò un registro, poi armeggiò a lungo col computer. Infine, dopo avere nuovamente confabulato col collega, gli porse il passaporto. “Prendi!” gridò.&lt;br /&gt;Cachi restò per un attimo paralizzato, incapace di credere a quel gesto così semplice. Davvero gli stavano restituendo il passaporto? E allora tutta quell’attesa? Tutta quella tensione? Timidamente fece un passo verso il poliziotto, poi un altro, e, come un cane randagio e sospettoso che prende l’osso dalla mano dell’uomo, accolse nelle sue mani tese il suo prezioso, agognato passaporto.&lt;br /&gt;“Va’ via adesso!” disse brusco il poliziotto, senza guardarlo.&lt;br /&gt;Cachi esitò. Voleva andare via subito, fuggire, ma... “Ecco...” disse, riponendo il documento nel borsello di cuoio che portava appeso in cintura. &lt;br /&gt;Il poliziotto anziano lo squadrò nuovamente, con gli occhi sbarrati per l’esasperazione. “Cosa c’è ancora?”. Voleva andare via Cachi, voleva fuggire, ma guardava fisso in fondo alla stanza, verso un banco massiccio appoggiato al muro. “Cosa vuoi?” urlò il poliziotto tarchiato.&lt;br /&gt;“Mio zaino...” disse Cachi, indicandolo, alla base del banco. Temette di vomitare, così, all’improvviso. Si sentiva il volto esangue, senza calore, senza espressione. Si sentiva mancare.&lt;br /&gt;Il poliziotto guardò lo zaino, a lungo. “Quello tuo?” Cachi annuì con ampi cenni del capo. Troppo ampi, il movimento gli causò un conato di vomito che represse a fatica. Il poliziotto si alzò bruscamente in piedi, andò a prendere lo zaino, si diresse verso Cachi e glielo scaraventò sui piedi. &lt;br /&gt;Imperturbabile, Cachi si chinò e frugò dentro il sacco di tela militare che usava da vent’anni. La biancheria, il sacchetto degli effetti personali, i pantaloni di ricambio, il maglione, tutto sembrava a posto ma... i chilum erano spariti. Quegli oggetti meravigliosi, che erano costati tanto lavoro, tempo, e un lungo viaggio, erano spariti. Sentì un colpo al cuore. Amava quei chilum di un amore assoluto, forse persino più del fumo. Li aveva pensati, creati lui; ora erano in un posto di polizia svizzero, forse erano spezzati, sbriciolati, oppure li aveva presi quel poliziotto, chissà. Anche i poliziotti fumavano, in ogni parte del mondo, tutti lo sapevano. &lt;br /&gt;“Allora?” lo apostrofò il poliziotto tarchiato.&lt;br /&gt;Cachi si sentiva come paralizzato. Il suo temperamento sottomesso all’autorità, l’abitudine ormai acquisita di non fare mai, mai arrabbiare un uomo in divisa, gli impediva di esprimere la rabbia che sentiva dentro. “Cosa fai ancora qui?” gridò il poliziotto, osservandolo cupamente mentre continuava ossessivamente a frugare nello zaino.&lt;br /&gt;“No... niente...” disse Cachi, rialzandosi lentamente, barcollando per il violento capogiro. Si issò faticosamente lo zaino sulle spalle. Perduti, per sempre. Ma stava per andare via, finalmente. Stava per uscire da quel maledetto posto di polizia, da quell’aeroporto, da quella città, col passaporto in tasca, in salvo. E col fumo, tutto il fumo. Doveva essere contento, era andata bene. E i chilum... li avrebbe rifatti&lt;br /&gt;Si avviò verso l’uscita, malfermo sulle gambe. Doveva evacuare tutto entro mezz’ora, o sarebbe svenuto. Ora doveva solo cercare un taxi e correre alla stazione. Poteva, doveva farcela. &lt;br /&gt;La voce, alterata, furiosa, gli arrivò alle spalle come un calcio. “Cosa credi?” gridò il poliziotto tarchiato, “credi forse che il governo svizzero abbia soldi e tempo da perdere con uno come te? Vattene! Sparisci!”&lt;br /&gt;Quelle parole bruciavano come frustate. Uno come te. Per un attimo – forse per la prima volta nella sua vita – Cachi ebbe l’impulso di fermarsi, girarsi e rispondere a tono. Ma no, sei pazzo? Pensò. Vattene, corri via, verso la salvezza, che t’importa del disprezzo di costui? Costui non è nulla nell’immensità del Cielo, come te, come i chilum, come tutto su questa terra.&lt;br /&gt;E così Cachiti Sandro uscì all’aperto, respirò l’aria fresca della notte svizzera, strinse con forza il suo bastone istoriato imbottito di fumo, e trovò il suo taxi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-1830468050498124218?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/1830468050498124218/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=1830468050498124218' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/1830468050498124218'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/1830468050498124218'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2010/04/la-lunga-attesa-di-cachi.html' title='La lunga attesa di Cachi'/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/S9qxH-f9rqI/AAAAAAAAALo/TSckM5pRLOM/s72-c/alghe.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-2870896801541384480</id><published>2007-12-28T18:20:00.000+01:00</published><updated>2008-12-09T11:11:15.348+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/R3Uw13ReR6I/AAAAAAAAAGg/Fdoew8d9BcM/s1600-h/jimi.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5149075450896467874" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/R3Uw13ReR6I/AAAAAAAAAGg/Fdoew8d9BcM/s320/jimi.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Jimi Hendrix, Libero (Stone Free) - 1967&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Ogni giorno della settimana&lt;br /&gt;Sono in una città penosa&lt;br /&gt;Se ci sto troppo a lungo&lt;br /&gt;La gente cerca di buttarmi giù&lt;br /&gt;Parlano di me come di una bambola&lt;br /&gt;Parlano dei vestiti che indosso&lt;br /&gt;Ma non si rendono conto&lt;br /&gt;Di essere loro gli ottusi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco perché&lt;br /&gt;Non potete tenermi al laccio&lt;br /&gt;Non voglio essere controllato&lt;br /&gt;Devo andare avanti&lt;br /&gt;Oh!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho detto libero&lt;br /&gt;Di fare ciò che mi pare&lt;br /&gt;Libero&lt;br /&gt;Di cavalcare la brezza&lt;br /&gt;Libero&lt;br /&gt;Non posso rimanere&lt;br /&gt;Devo devo devo andare via&lt;br /&gt;Adesso&lt;br /&gt;Sì!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Va bene, senti questo piccola)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una donna qui, una donna là&lt;br /&gt;Cercano di tenermi in una gabbia di plastica&lt;br /&gt;Ma non si rendono conto&lt;br /&gt;Che è così facile fuggire&lt;br /&gt;Oh, ma qualche volta io sento...uh...&lt;br /&gt;Sento il mio cuore battere all’impazzata&lt;br /&gt;Ed è quando debbo muovermi&lt;br /&gt;Prima che mi prendano&lt;br /&gt;Ehi, ecco perché&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Ascoltami piccola!)&lt;br /&gt;Non puoi tenermi al laccio&lt;br /&gt;Non voglio essere legato&lt;br /&gt;Devo essere libero&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oh, ho detto libero&lt;br /&gt;Di fare ciò che mi pare&lt;br /&gt;Libero&lt;br /&gt;Di cavalcare la brezza&lt;br /&gt;Libero&lt;br /&gt;Non posso rimanere&lt;br /&gt;Devo devo devo andare via&lt;br /&gt;Sì! Oh!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Lasciami andare piccola!)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sì! Oh! Va bene!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oh sì, ho detto libero&lt;br /&gt;Di cavalcare la brezza&lt;br /&gt;Libero&lt;br /&gt;Di fare ciò che mi pare&lt;br /&gt;Libero&lt;br /&gt;Ma non posso rimanere&lt;br /&gt;Libero&lt;br /&gt;Devo devo devo andare via&lt;br /&gt;Libero&lt;br /&gt;Mene vado proprio ora piccola&lt;br /&gt;Non provare a trattenermi&lt;br /&gt;Me ne andrò per l’autostrada&lt;br /&gt;Sì!&lt;br /&gt;Libero&lt;br /&gt;Adesso me ne vado&lt;br /&gt;Addio piccola&lt;br /&gt;Oh!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-2870896801541384480?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/2870896801541384480/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=2870896801541384480' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/2870896801541384480'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/2870896801541384480'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2007/12/jimi-hendrix-libero-stone-free-1967.html' title=''/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/R3Uw13ReR6I/AAAAAAAAAGg/Fdoew8d9BcM/s72-c/jimi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-1726136211761208116</id><published>2007-12-27T19:06:00.000+01:00</published><updated>2008-12-09T11:11:15.465+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/R3PqMHReR5I/AAAAAAAAAGY/AQdYClnBQz8/s1600-h/copertina_baldrati_rid.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5148716292846274450" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/R3PqMHReR5I/AAAAAAAAAGY/AQdYClnBQz8/s320/copertina_baldrati_rid.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Segnalo che su &lt;a href="http://www.nazioneindiana.com/"&gt;Nazione Indiana &lt;/a&gt;sono stati raccolti e ordinati &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;tutti i miei scritti, in un Tag: &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://www.nazioneindiana.com/tag/mauro-baldrati/"&gt;http://www.nazioneindiana.com/tag/mauro-baldrati/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-1726136211761208116?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/1726136211761208116/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=1726136211761208116' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/1726136211761208116'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/1726136211761208116'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2007/12/segnalo-che-su-nazione-indiana-sono.html' title=''/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/R3PqMHReR5I/AAAAAAAAAGY/AQdYClnBQz8/s72-c/copertina_baldrati_rid.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-1405196113879620967</id><published>2007-12-06T15:50:00.000+01:00</published><updated>2008-12-09T11:11:15.552+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/R1gOFrO3ubI/AAAAAAAAAGQ/jCf6AmDIyx4/s1600-h/arcobaleno.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/R1gOFrO3ubI/AAAAAAAAAGQ/jCf6AmDIyx4/s320/arcobaleno.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5140874465310652850" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 0, 0);font-size:130%;" &gt;Red thing&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Questo è il logo della nuova formazione della sinistra, che comprende Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Verdi e i fuorisciti di sinistra dell'ex DS. Durante la trasmissione radiofonica &lt;a href="http://www.radio.rai.it/radio2/caterueb2006/millumino/index.cfm"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Caterpillar&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; Oliviero Toscani è inorridito per questa grafica, che trova rozza, scontata. Io invece più la guardo, più mi ci affeziono. E' semplice, un po' naif, con poche pretese, non artificiosa. Secondo me funziona.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-1405196113879620967?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/1405196113879620967/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=1405196113879620967' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/1405196113879620967'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/1405196113879620967'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2007/12/red-thing-questo-il-logo-della-nuova.html' title=''/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/R1gOFrO3ubI/AAAAAAAAAGQ/jCf6AmDIyx4/s72-c/arcobaleno.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-3544580937212997206</id><published>2007-12-04T22:36:00.000+01:00</published><updated>2008-12-09T11:11:15.637+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/R1XJK7O3uaI/AAAAAAAAAGI/ZiAM46cA4Pg/s1600-h/tuli.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5140235739249228194" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/R1XJK7O3uaI/AAAAAAAAAGI/ZiAM46cA4Pg/s320/tuli.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#990000;"&gt;&lt;strong&gt;Un centinaio di modi per vivere senza lavorare &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;di &lt;strong&gt;Tuli Kupferberg&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(New York, 1967)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Muori&lt;br /&gt;Qualcun altro muoia&lt;br /&gt;Trova un milione di dollari nella tazza di un cesso&lt;br /&gt;Sei l’unico che osa pescarlo fuori&lt;br /&gt;Mendica e smetti dopo 1 $ al giorno&lt;br /&gt;Ruba&lt;br /&gt;Entra negli affari&lt;br /&gt;Sposa un ricco omosessuale&lt;br /&gt;Sposa un ricco asessuale&lt;br /&gt;Sposa soldi&lt;br /&gt;Divorzia da qualcuno&lt;br /&gt;Fà del cinema&lt;br /&gt;Dormi al cinema&lt;br /&gt;Ruba pane ai piccioni&lt;br /&gt;Ruba piccioni&lt;br /&gt;Vestiti come un piccione e poi fatti anche&lt;br /&gt;Nutrire&lt;br /&gt;WPA&lt;br /&gt;CCC&lt;br /&gt;TVA&lt;br /&gt;BVD&lt;br /&gt;CHEKA&lt;br /&gt;FBI&lt;br /&gt;GPU&lt;br /&gt;GESTAPO&lt;br /&gt;Dipartimento di Polizia di new York&lt;br /&gt;Esercito&lt;br /&gt;Marina&lt;br /&gt;Marines&lt;br /&gt;Donne soldato&lt;br /&gt;Donne marinaio&lt;br /&gt;Pulci&lt;br /&gt;Vivi in un lago&lt;br /&gt;Stallone&lt;br /&gt;Sii una padrona o un padrone&lt;br /&gt;Diventa psicotico o&lt;br /&gt;Diventa uno psichiatra&lt;br /&gt;Fuma lunghe cicche&lt;br /&gt;Mangia alle Halles&lt;br /&gt;Mangia al Covent Garden&lt;br /&gt;Mangia da Henry Miller&lt;br /&gt;Usa gli scontrini&lt;br /&gt;Compera pane vecchio di un giorno il giorno prima&lt;br /&gt;E vendilo per pane molto fresco vecchio di un giorno&lt;br /&gt;Cioè sopra il valore nominale&lt;br /&gt;Mangia le ciambelle attorno ai buchi&lt;br /&gt;Diventa Re&lt;br /&gt;Fatti eleggere Re&lt;br /&gt;Traffica armi per gli Americani&lt;br /&gt;Vendi piani di Pearl Harbur ai Giapponesi&lt;br /&gt;Inventa la polvere da sparo&lt;br /&gt;Stampa la Bibbia di gutemberg&lt;br /&gt;Stampa banconote&lt;br /&gt;Ruba soldi&lt;br /&gt;Abbi soldi&lt;br /&gt;Barcamenati senza soldi&lt;br /&gt;Mangia merda&lt;br /&gt;Mangia un giorno sì e uno no&lt;br /&gt;Non giocare d’azzardo&lt;br /&gt;Gioca d’azzardo&lt;br /&gt;Vinci alla lotteria&lt;br /&gt;Vinci a poker&lt;br /&gt;Vinci al casinò&lt;br /&gt;Cadi dalla finestra e incassa l’assicurazione&lt;br /&gt;Cadi davanti alla metropolitana e incassa l’assicurazione&lt;br /&gt;Cadi davanti a un taxi e incassa l’assicurazione&lt;br /&gt;Incassa&lt;br /&gt;Sii un gangster&lt;br /&gt;Sii un poliziotto&lt;br /&gt;Sii un primo ministro&lt;br /&gt;Scommetti sul cavallo vincente&lt;br /&gt;Abbi un padre ricco&lt;br /&gt;Abbi una madre ricca&lt;br /&gt;Abbi un cugino ricco&lt;br /&gt;Prenditi un mal di schiena psicosomatico&lt;br /&gt;Prenditi un mal di stomaco psicosomatico&lt;br /&gt;Recensisci libri&lt;br /&gt;Ruba libri&lt;br /&gt;Scrivi libri&lt;br /&gt;Stampa libri&lt;br /&gt;Sii un ciclone&lt;br /&gt;Sii una locomotiva&lt;br /&gt;Sii un affamato artista&lt;br /&gt;Sii una fata &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Fatti i tuoi vestiti&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Cucina da te&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Accetta inquilini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Etc etc etc&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-3544580937212997206?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/3544580937212997206/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=3544580937212997206' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/3544580937212997206'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/3544580937212997206'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2007/12/un-centinaio-di-modi-per-vivere-senza.html' title=''/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/R1XJK7O3uaI/AAAAAAAAAGI/ZiAM46cA4Pg/s72-c/tuli.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-8952273503926174691</id><published>2007-11-26T10:43:00.000+01:00</published><updated>2008-12-09T11:11:15.779+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/R0qVqTX4X6I/AAAAAAAAAGA/mOMaMTKOPG4/s1600-h/aristotele.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/R0qVqTX4X6I/AAAAAAAAAGA/mOMaMTKOPG4/s320/aristotele.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5137082878956953506" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 0, 0);font-size:130%;" &gt;Perché preoccuparsi?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;O il problema ha una soluzione, ed è inutile preoccuparsi&lt;br /&gt;oppure il problema non ha una soluzione&lt;br /&gt;allora è inutile preoccuparsi.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Aristotele&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-8952273503926174691?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/8952273503926174691/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=8952273503926174691' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/8952273503926174691'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/8952273503926174691'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2007/11/perch-preoccuparsi-o-il-problema-ha-una.html' title=''/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/R0qVqTX4X6I/AAAAAAAAAGA/mOMaMTKOPG4/s72-c/aristotele.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-1765323641689161786</id><published>2007-11-19T12:00:00.000+01:00</published><updated>2008-12-09T11:11:15.931+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/R0FtrTX4X5I/AAAAAAAAAF4/kR2ypKZe4uY/s1600-h/argento.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/R0FtrTX4X5I/AAAAAAAAAF4/kR2ypKZe4uY/s320/argento.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5134505640881315730" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 0, 0);font-size:130%;" &gt;La Terza Madre&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Sull’ultimo capitolo delle tre madri (dopo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Inferno &lt;/span&gt;e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Suspiria&lt;/span&gt;), segnalo un pezzo su &lt;a href="http://www.carmillaonline.com/archives/2007/11/002442.html#002442"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Carmilla&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-1765323641689161786?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/1765323641689161786/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=1765323641689161786' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/1765323641689161786'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/1765323641689161786'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2007/11/la-terza-madre-sullultimo-capitolo.html' title=''/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/R0FtrTX4X5I/AAAAAAAAAF4/kR2ypKZe4uY/s72-c/argento.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-7305507100496288792</id><published>2007-11-19T09:38:00.000+01:00</published><updated>2008-12-09T11:11:16.316+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/R0FMDzX4X4I/AAAAAAAAAFw/y0pYYoKl_DQ/s1600-h/nottestellata.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/R0FMDzX4X4I/AAAAAAAAAFw/y0pYYoKl_DQ/s320/nottestellata.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5134468678392766338" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 0, 0);font-size:130%;" &gt;Lettera aperta al Ministro della Salute On.le Livia Turco.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;(questa lettera è apparsa &lt;a href="http://santebernardi.wordpress.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;qui&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Sono un malato di SLA (sclerosi laterale amiotrofica o malattia dei motoneuroni), mi chiamo Sante Bernardi, ho sessantasei anni e vivo a Roma.&lt;br /&gt;Com’è noto, è una malattia incurabile, con progressive e definitive paralisi degli arti superiori ed inferiori, fino a paralizzarli, per poi attaccare i polmoni; oltre ad una serie di difficoltà obiettive, legate alla sempre inamovibilità degli arti.&lt;br /&gt;Ho presentato un ricorso, ex art. 700, alla Magistratura del Lavoro, in data 7 luglio 2007, per ottenere anch’io, come altri malati di SLA l’erogazione, ad uso compassionevole, di una proteina americana ( rh IGF1- rh IGF1 BP3) che, quanto meno, ritarda gli effetti tragici della malattia.&lt;br /&gt;Ho ottenuto la pronuncia favorevole con un ordinanza, in data 31 agosto 2007 che, trasmessa alla mia ASL Roma D, avrebbe dovuto comportare anche per me l’agognata fornitura. Ma alcuni zelanti funzionari del suo Ministero hanno interposto appello all’ordinanza favorevole emessa precedentemente, appello svoltosi nell’udienza del 19 ottobre 2007 con sentenza della Magistratura del Lavoro che lo ha accolto, con conseguenze sul mio precario stato d’animo disastrose.&lt;br /&gt;I giudici che hanno esaminato il ricorso si sono rifatti ad una pronuncia dell’AIFA suggerita dal Ministero della Salute che sostiene che il preparato non è commercializzato neanche negli Stati Uniti, Paese d’origine dove viene prodotto, e di fatto ne ha impedito l’uso.&lt;br /&gt;Mi consenta il termine, ma e’ una grossa ignominia nei confronti di un malato di SLA che riponeva, giova ridirlo, le sue ultime speranze nell’acquisizione della proteina americana che paradossalmente è stata invece erogata ad altri malati in Italia che prima di me ne hanno usufruito con enormi vantaggi (i precedenti possono essere rilevati dal ricorso prodotto in prima istanza). In più l’errore proviene dalla mancata disposizione impartita alla ASL di RomaD da parte degli Organi Competenti in tempi brevi (quelli della prima sentenza). Tempi che allungandosi (ben due mesi) hanno provocato il ricorso in appello da parte dei suoi zelanti funzionari. Mi spieghi Lei perché mi devo ritrovare in una condizione così assurda?&lt;br /&gt;Da una parte ho un’ordinanza che se fosse stata esperita nei tempi dovuti ossia prima del ricorso presentato dai suoi funzionari sarebbe già operativa e non sarei qui a raccontarLe la mia disgrazia, dall’altra c’è in gioco la mia vita che per via di un ricorso rigettato è appesa ad un filo. Aggiungo inoltre che è la prima volta che si verifica in appello che dopo un’ordinanza favorevole, come nel mio caso, ci sia il rigetto della pronuncia precedente.&lt;br /&gt;La pregherei di intervenire tempestivamente e provvedere a districare questa subdola matassa e riesaminare al più presto i tempi in cui si sono svolti i fatti senza generalizzare più di tanto, poiché ciò che accomuna noi malati di SLA è l’essere destinati a fare una fine orrenda.&lt;br /&gt;Tenga presente, per quanto Le è possibile, che ognuno di noi si trascina una propria storia, sulla quale non è giusto fare di ogni erba un fascio.&lt;br /&gt;La ringrazio per quello che farà per me. Vorrei firmare di mio pugno ma non posso farlo e a mio nome firmerà mia moglie.&lt;br /&gt;Sante Bernardi&lt;br /&gt;Via Corinna,20&lt;br /&gt;00125 Roma&lt;br /&gt;cell.: 3468563251&lt;br /&gt;tel: 06\52358254 &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-7305507100496288792?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/7305507100496288792/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=7305507100496288792' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/7305507100496288792'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/7305507100496288792'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2007/11/lettera-aperta-al-ministro-della-salute.html' title=''/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/R0FMDzX4X4I/AAAAAAAAAFw/y0pYYoKl_DQ/s72-c/nottestellata.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-3459969072044931826</id><published>2007-11-14T09:45:00.000+01:00</published><updated>2008-12-09T11:11:16.377+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/Rzq2fcHhBTI/AAAAAAAAAFo/low0ck-MTGs/s1600-h/biondillo.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/Rzq2fcHhBTI/AAAAAAAAAFo/low0ck-MTGs/s320/biondillo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5132615376582018354" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 0, 0); font-style: italic;font-size:130%;" &gt;Per cosa si uccide&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;di Gianni Biondillo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ezio Tarantino&lt;/span&gt;  con “controcanto critico” di Gianni Biondillo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Ma insomma, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Per cosa si uccide&lt;/span&gt; di Gianni Biondillo è un romanzo di genere, oppure no?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Io direi di sì, che lo è. Di quale genere? All’ingrosso: è un poliziesco all’americana; ancora meglio: un poliziesco alla milanese – Carlo Manzoni, qualcuno l’ha letto? spassosissimo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Per cosa si uccide fa sue alcune caratteristiche che mi paiono imprescindibili perché un romanzo possa definirsi di genere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Continua a leggere su &lt;a href="http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2007/11/13/double-face-2-per-cosa-si-uccide-di-gianni-biondillo/#more-3375"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La Poesia e lo Spirito&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-3459969072044931826?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/3459969072044931826/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=3459969072044931826' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/3459969072044931826'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/3459969072044931826'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2007/11/per-cosa-si-uccide-di-gianni-biondillo.html' title=''/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/Rzq2fcHhBTI/AAAAAAAAAFo/low0ck-MTGs/s72-c/biondillo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-4312282167074233434</id><published>2007-11-10T23:23:00.000+01:00</published><updated>2008-12-09T11:11:16.563+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RzYv82oRWTI/AAAAAAAAAFg/9YwMBhk_o4M/s1600-h/fugs.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5131341547938339122" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RzYv82oRWTI/AAAAAAAAAFg/9YwMBhk_o4M/s320/fugs.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#cc0000;"&gt;&lt;strong&gt;Mattina Mattina&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;di &lt;strong&gt;Tuli Kupferberg&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Mattino mattino&lt;br /&gt;Mi sento così solo al mattino&lt;br /&gt;Mattino mattino&lt;br /&gt;Il mattino mi porta dolore&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Luce del sole luce del sole&lt;br /&gt;La luce del sole mi ride in faccia&lt;br /&gt;E lo splendore che cresce&lt;br /&gt;Mi mette al mio posto marcio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sera sera&lt;br /&gt;Mi sento così solo la sera&lt;br /&gt;Sera sera&lt;br /&gt;La sera mi porta dolore&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiaro di luna chiaro di luna&lt;br /&gt;Il chiaro di luna droga con grazia le colline&lt;br /&gt;E il segreto del chiarore&lt;br /&gt;Cerca di rompere la mia semplice faccia&lt;br /&gt;Notte notte&lt;br /&gt;Uccide il sangue sulla mia guancia&lt;br /&gt;Notte notte&lt;br /&gt;Non mi porta sollievo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Luce di stelle luce di stelle&lt;br /&gt;Mi sento così innamorato nella luce di stelle&lt;br /&gt;Luce di stelle luce di stelle&lt;br /&gt;Amore baciami mentre piango&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-4312282167074233434?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/4312282167074233434/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=4312282167074233434' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/4312282167074233434'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/4312282167074233434'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2007/11/mattina-mattina-di-tuli-kupferberg.html' title=''/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RzYv82oRWTI/AAAAAAAAAFg/9YwMBhk_o4M/s72-c/fugs.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-6310724087358665544</id><published>2007-11-07T11:14:00.000+01:00</published><updated>2008-12-09T11:11:16.687+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RzGQupvneBI/AAAAAAAAAFY/lZNUdUNVBJs/s1600-h/marescotti.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RzGQupvneBI/AAAAAAAAAFY/lZNUdUNVBJs/s320/marescotti.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5130040581705660434" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 0, 0);font-size:130%;" &gt;Un padre e la libertà&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);"&gt;(stamattina, mentre bevevò un caffè, ho letto in un bar quest'articolo dell'attore &lt;a href="http://www.ivanomarescotti.it/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ivano Marescotti&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; su &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(0, 102, 0);"&gt;Il Bologna&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);"&gt;, un giornale locale della mia città)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell’estate del 1928 mio padre Amleto aveva 18 anni, un ragazzino. Un giorno, falce in mano, con altri braccianti agricoli, stava mietendo in un campo di grano fischiettando un motivetto che aveva ascoltato in giro: “L’Internazionale”. Ma le orecchie delle spie fasciste erano in ascolto e così fu denunciato per propaganda comunista. Il Tribunale Speciale decretò: “Chi fischia l’Internazionale è comunista! Condannato al confino per 5 anni”. Nel ’35 mio nonno entrò nel cortile di casa in bicicletta portando sul manubrio un sacchetto con qualche chilo di farina. Mio padre gli chiese: “e questa da dove viene?” – “E’ il pacco del Duce” rispose il nonno. Era la generosità fascista. “Porta indietro ‘sta roba e dì loro che non abbiamo bisogno della loro carità, ma di lavoro!” Mio nonno così fece e il giorno dopo mio padre fu arrestato di nuovo e si beccò altri 8 anni di “vacanza” sulle isole, più un anno di galera per attività sovversiva comunista. Nel ’43 Amleto imbracciò il fucile per combattere il nazifascismo nelle formazioni partigiane guidate dal grande Bulow. Una generazione senza giovinezza per offrire la libertà alla nostra. Mio padre è morto a 83 anni sottraendosi alla vigliaccheria dei politici di oggi. Tal Luca Volontè alto dirigente dell’Udc, ha proposta “una legge di riforma costituzionale per inserire il divieto di apologia del comunismo insieme al reato già previsto per il fascismo”. Costui, dunque, se fosse vissuto durante il fascismo, piuttosto che combatterlo insieme ai comunisti sarebbe stato rintanato in casa ad aspettare che mio padre gli permettesse di riacquistare quella libertà che ora usa per insultarlo. E oggi, coraggiosamente, vuole finalmente “stanare i comunisti uno per uno” (sic) e fargliela pagare. Quest’uomo, da compatire, mi getta nello sconforto, e così devo ricorrere a un dirigente democristiano per trovare un minimo di consolazione. Dice Rotondi, che ringrazio: “Il comunismo italiano non ci ha negato la libertà, ma ce l’ha portata col sangue dei partigiani”. La Costituzione italiana, infatti, porta due firme. Una è quella del democristiano De Gasperi, l’altra è quella di Terracini, incarcerato dai fascisti per 17 anni, comunista. Ce n’è un’altra lì accanto, quella di Amleto. Anche se non si vede. Scusaci babbo, se puoi.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-6310724087358665544?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/6310724087358665544/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=6310724087358665544' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/6310724087358665544'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/6310724087358665544'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2007/11/un-padre-e-la-libert-stamattina-mentre.html' title=''/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RzGQupvneBI/AAAAAAAAAFY/lZNUdUNVBJs/s72-c/marescotti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-4367248902272423220</id><published>2007-10-31T12:01:00.000+01:00</published><updated>2008-12-09T11:11:16.898+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RyhhAZvneAI/AAAAAAAAAFQ/7Ia58L3aUqE/s1600-h/cravatta.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RyhhAZvneAI/AAAAAAAAAFQ/7Ia58L3aUqE/s320/cravatta.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5127454835299809282" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 0, 0);font-size:130%;" &gt;Cravatte&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Sulle recenti vicende politiche che, ancora una volta, (s)qualificano il nostro paese, segnalo un articolo su &lt;a href="http://www.ilprimoamore.com/testo_635.html"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;primo amore.&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-4367248902272423220?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/4367248902272423220/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=4367248902272423220' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/4367248902272423220'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/4367248902272423220'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2007/10/cravatte-sulle-recenti-vicende.html' title=''/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RyhhAZvneAI/AAAAAAAAAFQ/7Ia58L3aUqE/s72-c/cravatta.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-5493190873562422193</id><published>2007-10-16T14:43:00.001+02:00</published><updated>2008-12-09T11:11:16.996+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RxTKJEuWcAI/AAAAAAAAAFI/SdqnrMdNh_A/s1600-h/badtrip.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RxTKJEuWcAI/AAAAAAAAAFI/SdqnrMdNh_A/s320/badtrip.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5121940933462880258" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 0, 0);font-size:130%;" &gt;Il testo che segue&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-size:85%;"&gt;pubblicato quasi cinquant’anni fa, rappresenta un commento visionario al tripudio di sangue, omicidi seriali, voyeurismo necro che infesta i TG delle nostre televisioni, pubbliche e private.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;... che cos’è che vogliono populo e l’élite? Il Circo!... esecuzioni sgocciolanti!... rantoli veri, torture, trippa riempilarena!... mica più mezzecalze di seta, false tette, sospiri e mustacchi, Romei, Camelie, Cornuti... no!... una Stalingrado!... carrettate di teste mozze!... eroi col cazzo in bocca!... tornarsene a casa dai gran festival con una carriola piena d’occhi... mica più programmi taglio in oro! Roba seria, sanguinolenta... basta coi trucchi pancrazi “ripetuti”, niente!... il Circo farà chiudere tutti i teatri... farà furore la moda dimenticata... gli anni trecento prima di Gesù! l’abito da sera è di rigore? Ma no! no! “la vivisezione dei feriti”... ecco, tant’arte, secoli di sedicenti capolavori per niente! bufale! crimini!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Louis-Ferdinand Céline, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Nord&lt;/span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-5493190873562422193?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/5493190873562422193/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=5493190873562422193' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/5493190873562422193'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/5493190873562422193'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2007/10/il-testo-che-segue-pubblicato-quasi.html' title=''/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RxTKJEuWcAI/AAAAAAAAAFI/SdqnrMdNh_A/s72-c/badtrip.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-5339950858064953414</id><published>2007-10-09T16:02:00.000+02:00</published><updated>2008-12-09T11:11:17.124+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RwuLoEuWb_I/AAAAAAAAAFA/ipxF-unYEfY/s1600-h/char.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5119338922015879154" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RwuLoEuWb_I/AAAAAAAAAFA/ipxF-unYEfY/s320/char.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;René Char, un secolo di poesia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;a cura di &lt;strong&gt;Loris Pattuelli&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;L’anno che tra un paio di mesi ci lasceremo alle spalle avrebbe dovuto celebrare anche il primo centenario di René Char..&lt;br /&gt;Qui da noi se ne sono accorti in pochi, in Francia si sono sforzati un po’ di più, ma neanche poi tanto a giudicare da quello che si è visto in giro.&lt;br /&gt;Per quanto riguarda il nostro paese, bisogna invece dire che questo anniversario a qualcosa è servito: Einaudi ha finalmente ristampato &lt;em&gt;Fogli d’Ipnos&lt;/em&gt;, mentre per &lt;em&gt;Ritorno Sopramonte&lt;/em&gt; pare che Mondadori stia per fare altrettanto.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Fogli d’Ipnos&lt;/em&gt; è il più originale e prezioso diario poetico della Resistenza che sia mai stato scritto, &lt;em&gt;Ritorno Sopramonte&lt;/em&gt; è una straordinaria raccolta di testi degli anni sessanta e settanta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco alcuni frammenti da &lt;em&gt;Fogli d’Ipnos&lt;/em&gt; e poi &lt;em&gt;Annullarsi del pioppo&lt;/em&gt; da &lt;em&gt;Ritorno Sopramonte&lt;/em&gt;, con un commento di Jean Starobinski.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Fogli d’Ipnos&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;42&lt;br /&gt;Tra i due spari che decisero la sua sorte, ebbe il tempo di chiamare una mosca: “signora”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;62&lt;br /&gt;La nostra eredità non è preceduta da alcun testamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;63&lt;br /&gt;Ci si batte bene solo per le cause modellate con le proprie mani e in cui identificandosi si brucia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;73&lt;br /&gt;A dar retta al sottosuolo dell’erba dove una coppia di grilli cantava stanotte, la vita prenatale doveva essere ben dolce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;81&lt;br /&gt;L’assenso illumina il volto. Il rifiuto gli dona bellezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;86&lt;br /&gt;I raccolti più puri sono seminati in un suolo che non esiste. Eliminano la gratitudine e sono in debito solo con la primavera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;120&lt;br /&gt;Voi accostate alla lampada un fiammifero e quel che s’accende non rischiara. Lontano, molto lontano da voi, il cerchio illumina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;129&lt;br /&gt;Siamo come quei rospi che nell’austera notte delle paludi si chiamano e non si vedono, piegando al loro grido d’amore tutta la fatalità dell’universo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;131&lt;br /&gt;A tutti i pasti consumati assieme, invitiamo la libertà. Il posto rimane vuoto ma il piatto resta in tavola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;156&lt;br /&gt;Accumula, poi distribuisci. Sii la parte più densa dello specchio dell’universo, la più utile e la meno appariscente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;161&lt;br /&gt;Mantieni di fronte agli altri quel che hai promesso a te solo. Questo il tuo contratto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;165&lt;br /&gt;Il frutto è cieco. Chi vede è l’albero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;169&lt;br /&gt;La lucidità è la ferita più prossima al sole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;187&lt;br /&gt;L’azione che ha un senso per i vivi ha valore solo per i morti e compimento solo nelle coscienze che ne sono eredi e l’interrogano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;197&lt;br /&gt;Partecipa allo slancio. Non al festino, suo epilogo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;201&lt;br /&gt;La strada del segreto danza nella calura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;203&lt;br /&gt;Ho vissuto oggi l’attimo della potenza e invulnerabilità assoluta. Ero un alveare migrante verso le fonti dell’alto con tutto il suo miele e le sue api.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;211&lt;br /&gt;I giustizieri dileguano. Ecco i cupidi volgere le spalle alle brughiere ariose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;227&lt;br /&gt;L’uomo è in grado di fare ciò che non è in grado di immaginare. Il suo capo solca la galassia dell’assurdo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;237&lt;br /&gt;Nelle nostre tenebre non c’è un posto per la bellezza. Tutto il posto è per la bellezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Ritorno Sopramonte&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così, in un testo recente, l’annullarsi del pioppo dirà l’annullarsi stesso del poeta: mirabile modo di ripetere che “ in poesia si abita solo nel luogo che si lascia, si crea solo l’opera da cui ci si stacca, si attinge alla durata solo con la distribuzione del tempo”. Rileggiamo &lt;em&gt;Effacement du peuplier&lt;/em&gt;, questo testo così laconico e così spazioso, in cui oltre ai quattro elementi, compaiono la verità e l’inganno, la violenza e la tenerezza, la natura e l’uomo uniti:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spoglia i boschi l’uragano.&lt;br /&gt;Io sopisco la folgore dagli occhi teneri.&lt;br /&gt;Lasciate il gran vento in cui tremo&lt;br /&gt;unirsi alla terra in cui cresco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Affila la mia guardia il suo respiro.&lt;br /&gt;Il cavo dell’inganno com’è torbido&lt;br /&gt;della sorgente dai fondi imbrattati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una chiave sarà mia dimora,&lt;br /&gt;finta di un fuoco che il cuore accerta;&lt;br /&gt;e l’aria che la tenne nella sua morsa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’uragano è libertà scatenata, col flusso inesauribile del vento e il fuoco della folgore. Ma l’albero che sopporta, nella sua crescita ostinata, sopisce la folgore: che è chiamata “la folgore dagli occhi teneri”, la dolcezza si mescola alla violenza. Se ascoltiamo l’ingiunzione dell’albero, la furia mobile dell’uragano s’unirà alla terra immobile. L’albero appartiene nel medesimo tempo all’aria e alla terra. Il conflitto degli elementi gli infligge la passione, ma esso è simultaneamente il conciliatore. Sta ritto, ancorato al suolo stabile, ma trema in balia dell’uragano. Il suo fremito è indizio della duplice appartenenza. Perché tremare è un movimento statico, in cui si esprime insieme l’ubbidienza alla terra e quella al vento. Così il pioppo è partecipe del flusso vagabondo e resta imprigionato nel suo luogo. Nella sua sommossa verticalità, con la cima drizzata al cuore del tumulo aereo, il pioppo rifiuta il destino neghittoso della sorgente: il segno della altitudine ridestata (la “guardia”) si oppone all’immagine di una torbida origine mescolata all’humus. (La figura dell’albero ritto nell’aria tumultuosa s’apparenta a altre figure della libertà in contatto con l’elemento antagonista: quella sopratutto del remo nell’oceano).&lt;br /&gt;“Una chiave sarà mia dimora.” La parola dell’albero diviene qui la parola del poeta. Perché il poeta è l’uomo dell’apertura, colui che rifiuta di stabilirsi. “Una chiave sarà mia dimora”: questa parola può sembrare enigmatica; il laconismo di Char giunge fino all’emblema e al motto; la parola non consente di decifrare subito il suo intento singolare e la sua portata universale. Eppure, per illuminarsi, essa richiede soltanto la pazienza e il sostegno del nostro sguardo; e si scopre che definisce il luogo della poesia e che fa appello, ancora una volta all’unione dei contrari. Char ci dice con forza che la sola dimora del poeta è lo strumento del passaggio, ciò che fa sì che una soglia possa essere varcata. (“Sposala la tua casa e non sposarla” dice altrove.) Il poema è questa chiave, -una chiave che ci libera, noi lettori, - mentre il poeta resta consegnato alla sua veglia. Ora, la chiave è stata forgiata da “un fuoco che il cuore accerta”, e, d’altro canto, essa appartiene anche alla forza sovrana del vento (“che la tenne nella sua morsa”). Come dir meglio, che il poema , cosa finta, oggetto immaginario, ha come garanzia della sua verità il fuoco interno dell’uomo e il regno esterno del vento? Che così, sotto questo duplice auspicio, la parola poetica non può smarrirci, per quanto lontana essa ci conduca dai nostri alloggi consuetudinari? Il poema, esile e forte chiave, ci dona una più vasta dimora sotto il cielo comune; ci fa accedere a quel focolare istantaneo “dove la bellezza, dopo essersi a lungo fatta attendere, sorge dalle cose comuni, attraversa il nostro campo radioso, lega tutto ciò che può essere legato, accende tutto ciò che deve essere illuminato del nostro fascio di tenebre”. (Jean Starobinski)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-5339950858064953414?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/5339950858064953414/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=5339950858064953414' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/5339950858064953414'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/5339950858064953414'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2007/10/ren-char-un-secolo-di-poesia-cura-di.html' title=''/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RwuLoEuWb_I/AAAAAAAAAFA/ipxF-unYEfY/s72-c/char.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-2262931256575530870</id><published>2007-10-06T18:42:00.000+02:00</published><updated>2008-12-09T11:11:17.272+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/Rwe7VkuWb9I/AAAAAAAAAEw/XPrH6BV47jk/s1600-h/manovalerid.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5118265480839589842" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/Rwe7VkuWb9I/AAAAAAAAAEw/XPrH6BV47jk/s320/manovalerid.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#cc0000;"&gt;&lt;strong&gt;Questo pezzo&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; è uscito oggi su &lt;em&gt;Liberazione&lt;/em&gt; e costituisce un ottimo commento alla vicenda dell’accordo su Welfare e lavoro in discussione in questi giorni nelle assemblee dei lavoratori. E’ scritto da &lt;strong&gt;Don Gianni Oderda&lt;/strong&gt;, prete operaio e delegato Fiom di Rivalta all’Avio.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Romano Prodi questa mattina è venuto a Rivalta all’Avio. Alcuni lavoratori hanno distribuito il volantino: “C’è chi dice no!!!”. All’ingresso dello stabilimento abbiamo atteso l’arrivo del Presidente del Consiglio e per un’occasione favorevole mi sono trovato di fronte a lui. Gli ho consegnato il volantino delle nostre Rsu per il No. I lavoratori fanno fatica a comprendere certi disegni politici che li penalizzano gravemente. Ho detto a Prodi che sappiamo della sua convinzione religiosa e gli ho detto che un cristiano non può eludere il vangelo nelle sue scelte di vita. E’ fondamentale tutelare i lavoratori più deboli e come battuta (ma non era una battuta!) gli ho detto che il vangelo ci impedisce di privilegiare l’interesse di una parte calpestando i più deboli. Naturalmente Prodi ha accettato il volantino. Speriamo ricordi che se lo è messo nella tasca sinistra della giacca.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-2262931256575530870?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/2262931256575530870/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=2262931256575530870' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/2262931256575530870'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/2262931256575530870'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2007/10/questo-pezzo-uscito-oggi-su-liberazione.html' title=''/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/Rwe7VkuWb9I/AAAAAAAAAEw/XPrH6BV47jk/s72-c/manovalerid.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-4380571025020575801</id><published>2007-10-05T09:10:00.000+02:00</published><updated>2008-12-09T11:11:17.387+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RwXj1EnI4AI/AAAAAAAAAEo/d8X6X2T6cZE/s1600-h/jefferson.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RwXj1EnI4AI/AAAAAAAAAEo/d8X6X2T6cZE/s320/jefferson.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5117747052486909954" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 0, 0);font-size:130%;" &gt;Poesia d'amore&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Richard Brautigan&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;S. Francisco, 1968     &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;E’ così bello&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Svegliarsi alla mattina&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;      Tutto solo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;E non dover dire a nessuno&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;      Che l’ami&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Quando non l’ami&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;      più.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-4380571025020575801?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/4380571025020575801/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=4380571025020575801' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/4380571025020575801'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/4380571025020575801'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2007/10/poesia-damore-di-richard-brautigan-s.html' title=''/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RwXj1EnI4AI/AAAAAAAAAEo/d8X6X2T6cZE/s72-c/jefferson.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-9121289485112237244</id><published>2007-09-26T10:23:00.000+02:00</published><updated>2008-12-09T11:11:17.593+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RvoXYEnI3_I/AAAAAAAAAEc/-cb2Srbs-RY/s1600-h/giugennaimghome.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RvoXYEnI3_I/AAAAAAAAAEc/-cb2Srbs-RY/s320/giugennaimghome.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5114426029154820082" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 0, 0);font-size:130%;" &gt;Saluti traumatici&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Interrompo lo stato di semi-sonno di Baldrus (è un periodo così, troppi impegni,  energie insufficienti, ma spero comunque che i lettori ogni tanto buttino un occhio, perché qualche aggiornamento viene fuori) per riprodurre il passo di un intervento che Giuseppe Genna ha pubblicato su &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Nuovi Argomenti&lt;/span&gt;. E’ la più bella, perché la più semplice, definizione di trauma psichico che mi sia mai capitato di leggere. Per l’intero intervento cliccare &lt;a href="http://www.giugenna.com/interventi/dalla_letteratura_alla_cura_es.html"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;qui&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il trauma non sarebbe altro che un’esperienza come le altre, cioè un pacchetto di informazioni percettivo-emotive, che giunge al cervello come fosse una cartellina del nostro pc, contenente i suoi bei files e che viene aperta dal cervello, il quale legge e controlla i files e la stipa laddove è opportuno: nel conscio, nell’inconscio, nel subconscio. Non c’è domanda su cosa sia conscio o inconscio: ciò va sottolineato. Il trauma è una cartellina che, aperta dal cervello, si mostra vuota: nel momento in cui è stata aperta, i files sono spariti, sono finiti in zone che non si conoscono. Curare dal trauma significa riportare i files nella cartellina, in modo che l’esperienza traumatica diventi equivalente a una qualunque esperienza e subisca il suo metabolismo normale, destinale. L’EMDR (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Eyes Movement Desensization and Reprocessing&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;, una tecnica psicoterapeutica antitrauma sviluppata dagli americani per curare i reduci di guerra ndr) è una pratica che, attraverso un numero impressionante di abreazioni (il modo di recuperare i files) ottenute in un tempo ristrettissimo, permette di rivivere l’esperienza traumatica (non necessariamente come scena immaginale) e di liberarsi dal recalling del trauma, che sarebbe il blocco di quella cartellina non digerita dal cervello, la quale va in risonanza con esperienze simili, finché non sia stata definitivamente assorbita. Il secondo elemento fondamentale è che aumenta la presenza di sé a sé e che si finisce quasi sempre in una visione sensitiva interna vuota, colorata ma vuota. Non esiste indagine sulla valenza dei diversi colori che appaiono come stati certificanti il metabolismo definitivo dell’esperienza traumatica.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-9121289485112237244?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/9121289485112237244/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=9121289485112237244' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/9121289485112237244'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/9121289485112237244'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2007/09/saluti-traumatici-interrompo-lo-stato.html' title=''/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RvoXYEnI3_I/AAAAAAAAAEc/-cb2Srbs-RY/s72-c/giugennaimghome.gif' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-1547752836610369045</id><published>2007-07-24T17:59:00.000+02:00</published><updated>2008-12-09T11:11:17.933+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RqYi_OnFoDI/AAAAAAAAAEU/ORyp7JHogkI/s1600-h/tuffo.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5090794898438070322" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RqYi_OnFoDI/AAAAAAAAAEU/ORyp7JHogkI/s320/tuffo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="font-size:130%;color:#cc0000;"&gt;&lt;strong&gt;VACANZE&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Anche quest'anno andremo in vacanza. Gargano, per la terza volta di seguito. Gargano in agosto, grande baraonda, animatori scatenati, &lt;em&gt;ciapa la galeina coccodè&lt;/em&gt; e compagnia bella. Io, per me, andrei in vacanza in settembre, o in giugno, ma un concorso di forze di grande potenza fa sì che i miei desideri passino in secondo piano. Ma sono veri desideri? Stare lontano dalla gente, il mito di un soggiorno in solitudine, è vero desiderio o sentimento di fuga, fantasia che si scontra con la realtà?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Chissà.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Intanto si parte e ci risentiamo a fine agosto o settembre, un caro saluto a tutti dal Baldrus balneare.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-1547752836610369045?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/1547752836610369045/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=1547752836610369045' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/1547752836610369045'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/1547752836610369045'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2007/07/vacanze-anche-questanno-andremo-in.html' title=''/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RqYi_OnFoDI/AAAAAAAAAEU/ORyp7JHogkI/s72-c/tuffo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-3435024936843831888</id><published>2007-07-11T22:20:00.000+02:00</published><updated>2008-12-09T11:11:18.022+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RpU8S2gEVbI/AAAAAAAAAEM/IfcAYYgoZaw/s1600-h/rogo_eretici.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5086037648750171570" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RpU8S2gEVbI/AAAAAAAAAEM/IfcAYYgoZaw/s320/rogo_eretici.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#cc0000;"&gt;&lt;strong&gt;Il santo rogo&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#cc0000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Giordano Bruno frate apostata da Nola&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(Verbale della Santa Romana Inquisizione)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;Giovedi a dì 16 febbraio 1600&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A hore due di notte fu intimato alla Compagnia che la mattina si dovea far giustizia d’un in Ponte, et però alle 6 ore di notte radunati li confortatori e cappellano in Sant’Orsola, et andati alla carcere di Torre di Nona, entrati nella nostra cappella e fatte le solite orazioni ci fu consegnato il sottoscritto a morte condannato videlicet.&lt;br /&gt;Giordano del quondam Giovanni Bruni frate apostata di Nola di Regno, eretico impenitente; il quale esortato da nostri fratelli con ogni carità e fatti chiamare due padri di San Domenico, due del Giesù, due della Chiesa Nuova e uno di San Girolamo, i quali con ogni affetto e con molta dottrina mostrandoli per l’error suo, finalmente stette sempre nalla sua maledetta ostinazione, aggirandosi il cervello e l’intelletto con mille errori e vanità, et anzi perseverò nella sua ostinazione che da ministri della giustizia fu condotto in Campo di Fiore e quivi spogliato nudo e lagato a un palo fu brusciato vivo, accompagniato sempre dalla nostra Compagnia cantando le letanie e li confortatori sino al ultimo punto confortandolo a lassar la sua ostinazione, con la quale finalmente finì la sua misera et infelice vita.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-3435024936843831888?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/3435024936843831888/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=3435024936843831888' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/3435024936843831888'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/3435024936843831888'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2007/07/il-santo-rogo-giordano-bruno-frate.html' title=''/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RpU8S2gEVbI/AAAAAAAAAEM/IfcAYYgoZaw/s72-c/rogo_eretici.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-3775665746306789043</id><published>2007-07-05T15:49:00.000+02:00</published><updated>2008-12-09T11:11:18.106+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/Roz4K2gEVaI/AAAAAAAAAEE/1482yVa6ssY/s1600-h/sab.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5083710944706844066" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/Roz4K2gEVaI/AAAAAAAAAEE/1482yVa6ssY/s320/sab.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#cc0000;"&gt;&lt;strong&gt;A piedi è meglio ?&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#cc0000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;di &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.sabellifioretti.it/"&gt;Claudio Sabelli Fioretti&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#006600;"&gt;&lt;em&gt;(Come già scritto Claudio Sabelli e Giorgio Lauro sono in viaggio a piedi da Lavarone a Vetralla. Ecco un aggiornamento).&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Lattine di Coca Cola, bottiglie di birra, pacchetti vuoti di Marlboro e Ms, cicche, Fanta, Gatorade, scatole di Daygum, bicchieri di Estathè, un'infinità di bottigliette di plastica di acqua minerale. Tutta roba cotta dal sole, una lunga corsia di monnezza che costeggia le strade italiane senza che alcuno si faccia carico di ramazzarla e portarla in qualche piattaforma ecologica. E così noi possiamo inventarci sociologi e fare un inventario che ci consente di tracciare la mappa dei consumi degli automobilisti italiani e della loro maleducazione. Abbiamo trovato anche una confezione di Viagra, due guanti da pittore, qualche pannolino in attesa di essere biodegradato. Nessun preservativo. Viene da chiedersi che cosa pensino i nostri concittadini quando aprono il finestrino e svuotano le loro linde macchinette. E' vero che sono tutti prodotti usa e getta. Ma dopo averli usati, devono proprio gettarli dove capita?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;I bordi delle strade provinciali e statali che stiamo percorrendo sono un letamaio. Quand'è che qualcuno si prenderà la briga di pulirli dai tanti cadaveri di ricci finiti sotto le ruote delle macchine? Abbiamo visto bisce, serpentelli, vipere, rospi, topi. Oggi vediamo anche una piccola volpe, lì, in attesa di decomporsi. Sembra che dorma, poverina. Nessun gatto, nessun cane. Si sono fatti furbi? Oppure per loro la pietà umana prevede che vengano spostati? Fine del pippone socio-ecologico.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Le strade, che una volta erano il regno dei pedoni, oggi sono la proprietà esclusiva delle quattro ruote. Le macchine sfrecciano a pochi centimetri dai nostri gomiti e spesso leggiamo sguardi di fastidio negli occhi degli autisti.Qualche volta ci fanno dei gestacci, spesso ci suonano il clacson per invitarci a spostarci ulteriormente, magari dentro la roggia o dentro il fosso. Siamo una presenza fastidiosa, inopportuna, invadente. E' una legge non scritta: le strade non sono per i pedoni, tantomeno per i viandanti. "Ma quand'è che è avvenuto il cambiamento?", chiedo a Giorgio. "Quand'è che le strade sono state scippate ai camminatori?" Giorgio ci pensa un po', aggrotta le ciglia, sembra cercare nella memoria e poi dice: "Non lo so. Sicuramente io non ero ancora nato ma tu forse sì".&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;In preda a questi pensieri profondi percorriamo lunghi rettifili che ci portano dalla provincia senese a quella perugina. Passiamo il confine regionale. E' la nostra quinta regione, dopo Trentino Alto Adige, Veneto, Emilia Romagna e Toscana. "Un quarto delle regioni italiane", pensiamo con orgoglio. Il grande tempo libero che abbiamo a disposizione ci spinge a fare fondamentali calcoli. Quante province abbiamo passato? Dieci? Quindici? Quanti passi abbiamo fatto? Più o meno di un milione per uno? Quanti litri di acqua avremo bevuto? 100? 150? Domande senza utilità per risposte che non avremo mai.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-3775665746306789043?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/3775665746306789043/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=3775665746306789043' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/3775665746306789043'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/3775665746306789043'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2007/07/piedi-meglio-di-claudio-sabelli.html' title=''/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/Roz4K2gEVaI/AAAAAAAAAEE/1482yVa6ssY/s72-c/sab.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-6461487699529633437</id><published>2007-07-05T15:13:00.000+02:00</published><updated>2008-12-09T11:11:18.232+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RozuxGgEVZI/AAAAAAAAAD8/Bxje5OmO4Bo/s1600-h/umarells.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5083700606720562578" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RozuxGgEVZI/AAAAAAAAAD8/Bxje5OmO4Bo/s320/umarells.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="font-size:130%;color:#cc0000;"&gt;&lt;strong&gt;Umarells&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;su la &lt;a href="http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/"&gt;poesia e lo spirito&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-6461487699529633437?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/6461487699529633437/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=6461487699529633437' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/6461487699529633437'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/6461487699529633437'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2007/07/umarells-su-la-poesia-e-lo-spirito.html' title=''/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RozuxGgEVZI/AAAAAAAAAD8/Bxje5OmO4Bo/s72-c/umarells.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-1244454789501988526</id><published>2007-07-02T10:17:00.000+02:00</published><updated>2008-12-09T11:11:18.361+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/Roi2v2gEVYI/AAAAAAAAAD0/DaMq5CToA58/s1600-h/beatles.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5082513112687728002" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/Roi2v2gEVYI/AAAAAAAAAD0/DaMq5CToA58/s320/beatles.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#cc0000;"&gt;&lt;strong&gt;I 33 dischi&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;di &lt;strong&gt;Loris Pattuelli&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;33 dischi senza i quali non si può vivere&lt;/em&gt; di Ernesto Assante e Gino Castaldo (Einaudi Stile Libero 2007) è uno di quei libri che non mettono mai fretta al lettore. Sembra incredibile, ma con la scusa dei 33 dischi da salvare si può parlare di tutto, proprio di tutto. L’eroe di questo libro è un supporto fonografico chiamato ellepì (long playing) che, detto tra noi, è anche la merce più anticonvenzionale che si sia mai vista in giro, una specie di bene primario mezzo individualista e mezzo collettivista, mezzo gaudente e mezzo sacro. E’ prima di tutto un omaggio affettuoso al vecchio disco, all’&lt;em&gt;album&lt;/em&gt;: "Noi ragazzi degli anni cinquanta siamo stati testimoni della nascita, dello sviluppo, del successo, del declino e della morte di un supporto che si era confuso completamente con l'opera che conteneva, il disco. E oggi siamo testimoni della nascita , dello sviluppo e del successo di una musica digitale che vive in mille supporti differenti, anche nei dischi ovviamente, ma in un ruolo secondario, minore, sempre più irrilevante. Il nostro libro, insomma, odora di vinile, racconta un'epoca , una maniera di far musica, che in qualche modo è finita. E della quale, almeno per noi, è difficile fare a meno".&lt;br /&gt;Ritornando al libro, la prima cosa da fare (io non ci sono riuscito) è proprio quella di evitare di fargli le bucce, di irrigidirsi sull’essenziale che inevitabilmente manca. Gli autori, com’è giusto, hanno fatto scelte molto personali, molto rispettose di quella cosa chiamata arte pop. Però manca &lt;em&gt;Sergent pepper&lt;/em&gt; dei Beatles, manca &lt;em&gt;Hot rats&lt;/em&gt; di Frank Zappa, &lt;em&gt;Music for 18 musicians&lt;/em&gt; di Steve Reich, &lt;em&gt;My life in a bush of ghosts&lt;/em&gt; di Brian Eno e David Byrne; manca quello che, per me (ma soltanto per me), è il più bel disco degli ultimi vent’anni. Fuori il titolo? Eccolo: Michey Hart &lt;em&gt;At the edge&lt;/em&gt; Rykodisc rcd 10124.&lt;br /&gt;A questo punto mi permetto di elencare alcune scelte particolarmente azzeccate: &lt;em&gt;Pet sounds&lt;/em&gt; dei Beach Boys, &lt;em&gt;Koln concert&lt;/em&gt; di Keith Jarrett, &lt;em&gt;Kind of blue&lt;/em&gt; di Miles Davis, &lt;em&gt;Electric ladyland&lt;/em&gt; di Jimi Hendrix, &lt;em&gt;A rainbow in a curved air&lt;/em&gt; di Terry Riley, &lt;em&gt;If i could only remember my name&lt;/em&gt; di David Crosby, &lt;em&gt;Highway 61 revisited&lt;/em&gt; di Bob Dylan. Ma, visto che ci sono, vorrei anche sapere come si fa a non mettere in lista &lt;em&gt;I am the blues&lt;/em&gt; di Willie Dixon: in questo disco il bluesman più saccheggiato dal rock canta e dirige la più sensazionale e gioiosa piccola orchestra mai apparsa sulla faccia della terra. E poi come si possono dimenticare i &lt;em&gt;29 blues&lt;/em&gt; di Robert Johnson? Qui c’è tutto quello che un eventuale marziano dovrebbe sapere di noi terrestri. E &lt;em&gt;Satisfaction&lt;/em&gt; dei Rolling Stones? Qualcuno sa dirmi in quale album era? Io non lo so e non lo voglio neanche sapere. Era un 45 giri, sicuramente il 45 giri più sconvolgente di tutto il rock’n’roll. Chissà se qualcuno ha mai stampato un ellepì con soltanto questa canzone. Satisfaction e poi il silenzio per tutto il resto del disco. Più o meno come &lt;em&gt;un coup de dés&lt;/em&gt; di Mallarmé: 10 pagine di versi e un altro centinaio di fogli bianchi per le note del lettore.&lt;br /&gt;Il libro di Assante e Castaldo è proprio un gran bel libro. Io ogni tanto lo sfoglio come un almanacco, poi mi metto a sognare e a sragionare senza tanti scrupoli. Prendiamo la pagina dedicata a &lt;em&gt;Revolver&lt;/em&gt; dei Beatles. Non è vero che il destino dei sogni è sempre quello di diventare incubi. I quattro di Liverpool la rivoluzione l’hanno fatta sul serio e l’hanno pure vinta, se è per questo: "La più smagliante qualità del gruppo era saper inventare forme del tutto inedite, a volte addirittura sconcertanti, con una sensazione di semplicità, una sorta di avanguardia messa gioiosamente al servizio delle masse. Di più, con loro si compie definitivamente la rivoluzione che era rimasta implicita alla musica popolare, la trasformazione da artigianato ad arte". Mi sono soffermato anche su &lt;em&gt;Remain in light&lt;/em&gt; dei Talking Heads e, memore delle mille apocalissi della nostra trasognata quotidianità, ho iniziato a canticchiare qualche ritornello particolarmente azzeccato di questa straordinaria band newyorkese. Eccone uno che, lo confesso, mi ha fatto sentire prima iridescente, poi trasparente, e infine assente. "Come sono arrivato qui?" grida David Byrne. "Una volta nella vita devi farti questa domanda!", risponde il coro. &lt;em&gt;Remain in light&lt;/em&gt; è la tribalità che si mischia con l’elettronica, la metropoli che si sposa con il deserto. E come non esaltarsi davanti a &lt;em&gt;My favorite things&lt;/em&gt;, l’opera che John Coltrane ha continuamente reinventato negli ultimi sette anni della sua vita?&lt;br /&gt;Il libro di Assante e Castaldo parla dei 33 dischi senza i quali non si può vivere. Meglio dargli un’occhiata ogni tanto, inserirlo nel circuito delle nostre piacevoli abitudini. Intorno a questo pezzo di cartone con dentro un pezzo di plastica c’è ancora molto da dire e da ridire. Potrebbe anche essere un buon inizio. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(Pubblico questo pezzo in contemporanea con &lt;a href="http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/"&gt;&lt;strong&gt;la poesia e lo spirito&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-1244454789501988526?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/1244454789501988526/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=1244454789501988526' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/1244454789501988526'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/1244454789501988526'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2007/07/i-33-dischi-di-loris-pattuelli-33.html' title=''/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/Roi2v2gEVYI/AAAAAAAAAD0/DaMq5CToA58/s72-c/beatles.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-5767718584652383016</id><published>2007-06-22T12:32:00.001+02:00</published><updated>2008-12-09T11:11:18.503+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RnulbqyGlEI/AAAAAAAAADs/Z3RgrDFVzfE/s1600-h/santoro.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RnulbqyGlEI/AAAAAAAAADs/Z3RgrDFVzfE/s320/santoro.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5078834899549852738" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 0, 0);font-size:130%;" &gt;Giù a picco&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;Ultima puntata ieri sera di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Anno zero&lt;/span&gt;, prima della cosidettra “pausa” estiva, cioè il vuoto assoluto fatto di telefilm visti e rivisti, repliche di trasmissioni-trash, il tutto in una televisione pubblica per la quale paghiamo fior di canone. La puntata era sull’ambiente, i disastri, le rapine, l’apatia. Angosciante. Certo, Santoro di solito spinge, estremizza, enfatizza: però era impressionante il Po in secca col Lambro che fa confluire liquami immondi che poi finiscono in mare, scarichi prodotti da una metropoli, Milano, che pretende di insegnare la modernità e non ha uno straccio di depuratore. Poi la cascata delle chiacchiere, il volume denso del parlato: tutti discorsi giusti, condivisibili: faceva impressione Rutelli con la sua tecnica raffinata di neodemocristiano: dare ragione all’intervistatore, riconoscere l’entità del disastro, l’assurdità di un’inedia politica che tutto fa marcire: poi l’incalzare del positivismo dei “piccoli passi”: insomma, la situazione è drammatica, però facciamo, proviamo, ci diamo da fare. Una tecnica dialettica collaudata che conquista la complicità dei telespettatori, che dicono “ehi, come parla bene, ha ragione”; poi però arrivava Dario Fo che, fuori dagli schemi, diceva accidenti è da quando ero piccolo che sento parlare di “situazione insostenibile” per gli scavi, le trivellazioni, e siamo ancora qua; poi arrivava Sgarbi abbaiante, che usava parole come “inculati” e via discorrendo; e Marco Travaglio, con la sua sferza, lucido, tagliente; l’unico che diceva cose concrete era il figlio di Dario Fo, Jacopo, che ha raccontato di un gruppo di acquisto per i pannelli fotovoltaici; eppure... eppure erano chiacchiere, parole liberate, retorica. Intanto le parole di Dario Fo - parole, parole nel coro - si abbattevano come una scure sul cicaleccio: è da una vita che si dicono sempre le stesse cose, che non si può andare avanti, eppure si va avanti, si affonda, e si sprofonda. &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-5767718584652383016?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/5767718584652383016/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=5767718584652383016' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/5767718584652383016'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/5767718584652383016'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2007/06/gi-picco-ultima-puntata-ieri-sera-di.html' title=''/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RnulbqyGlEI/AAAAAAAAADs/Z3RgrDFVzfE/s72-c/santoro.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-6956057958851075908</id><published>2007-06-20T12:18:00.000+02:00</published><updated>2008-12-09T11:11:18.619+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/Rnj_cqyGlDI/AAAAAAAAADk/zIASPf5NqgM/s1600-h/bob_dylan-66.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/Rnj_cqyGlDI/AAAAAAAAADk/zIASPf5NqgM/s320/bob_dylan-66.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5078089447846089778" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 0, 0);font-size:130%;" &gt;Ho dormito?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Mentre guardavo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;No Direction Home&lt;/span&gt;, il bellissimo film di Scorsese su Bob Dylan, con quelle interviste laconiche, ironiche, dove un Bob Dylan scontroso parla pochissimo, perlopiù con battute che prendono in giro l’intervistatore, e smorza ogni slancio retorico, pensavo ai nostri gruppi e cantanti intervistati su Videomusic, dove traspare l’ansia o il piacere di apparire, di compiacere l’intervistatore e il pubblico, e fanno i bravi, i simpatici, i brillanti. E mi sono chiesto: ma è lo stesso mondo? Oppure mi sono addormentato e mi sono svegliato in un altro segmento spazio-temporale?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-6956057958851075908?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/6956057958851075908/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=6956057958851075908' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/6956057958851075908'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/6956057958851075908'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2007/06/ho-dormito-mentre-guardavo-no-direction.html' title=''/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/Rnj_cqyGlDI/AAAAAAAAADk/zIASPf5NqgM/s72-c/bob_dylan-66.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-5684728191007048458</id><published>2007-06-15T12:49:00.000+02:00</published><updated>2008-12-09T11:11:18.746+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RnJv6KyGlCI/AAAAAAAAADc/7-51IFIvPCw/s1600-h/MontereyPopFestival.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RnJv6KyGlCI/AAAAAAAAADc/7-51IFIvPCw/s320/MontereyPopFestival.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5076242775117567010" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);font-size:130%;" &gt;Una estate di molti anni fa&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;di Loris Pattuelli&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;da sabato 16 giugno su &lt;a href="http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;la poesia e lo spirito&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-5684728191007048458?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/5684728191007048458/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=5684728191007048458' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/5684728191007048458'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/5684728191007048458'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2007/06/una-estate-di-molti-anni-fa-di-loris.html' title=''/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RnJv6KyGlCI/AAAAAAAAADc/7-51IFIvPCw/s72-c/MontereyPopFestival.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-145892159727677469</id><published>2007-06-14T09:27:00.000+02:00</published><updated>2008-12-09T11:11:18.856+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RnDuY6yGlBI/AAAAAAAAADU/UltTte0AErM/s1600-h/panchina.rid.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5075818891910222866" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RnDuY6yGlBI/AAAAAAAAADU/UltTte0AErM/s320/panchina.rid.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#cc0000;"&gt;&lt;strong&gt;Prima di tutto La Luigiona&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;su &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.nazioneindiana.com/"&gt;Nazione Indiana&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-145892159727677469?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/145892159727677469/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=145892159727677469' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/145892159727677469'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/145892159727677469'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2007/06/prima-di-tutto-la-luigiona-su-nazione.html' title=''/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RnDuY6yGlBI/AAAAAAAAADU/UltTte0AErM/s72-c/panchina.rid.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-3777313450629360956</id><published>2007-06-11T11:14:00.000+02:00</published><updated>2008-12-09T11:11:18.968+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/Rm0S2qyGlAI/AAAAAAAAADM/Zw6_gbbq5BI/s1600-h/sabelli.bmp"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/Rm0S2qyGlAI/AAAAAAAAADM/Zw6_gbbq5BI/s320/sabelli.bmp" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5074733085523088386" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 0, 0);font-size:130%;" &gt;A piedi è meglio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.sabellifioretti.it/"&gt;Claudio Sabelli Fioretti&lt;/a&gt;, già direttore di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Cuore&lt;/span&gt;, e mio direttore ai tempi di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Panorama Mese&lt;/span&gt; quando io ero uno dei fotografi di redazione, è partito per un viaggio a piedi da Lavarone, dove vive, a Roma, insieme all’amico Giorgio Lauro (uno dei redattori di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Catersport&lt;/span&gt;, il programma sportivo di Radio 2). Poiché ricevo un diario di viaggio sotto forma di mail, ho pensato di pubblicare questi tre pezzulli; i numeri 2 e 3 riguardano l’acquisto e la preparazione dello zaino, evento fondamentale e delicatissimo per ogni viaggiatore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) Chissà perché quel giorno io gli dissi: "Mi piacerebbe andare a Roma a&lt;br /&gt;piedi". Di cazzate io ne dico spesso. La settimana prima avevo detto:&lt;br /&gt;"Vorrei fare la transiberiana da Leningrado a Pechino". E la settimana&lt;br /&gt;prima andavo dicendo: "Compro un camper di lusso e giro per un anno&lt;br /&gt;l'Africa". Oppure: "Prendo un aereo per la Norvegia e mi faccio tutte&lt;br /&gt;le tappe della nave postale". Nessuno mi dava retta e nessuno mi&lt;br /&gt;rispondeva. Al massimo qualcuno si faceva una risata e mi diceva: "Io&lt;br /&gt;invece vado al Polo Sud". Gente che non sa sognare. Invece quel giorno&lt;br /&gt;che gli dissi che avrei voluto andare a Roma a piedi Giorgio Lauro mi&lt;br /&gt;ascoltò con grande attenzione e mi rispose: "Anche io". Bastano due&lt;br /&gt;parole a volte per dare una svolta alla propria vita. Figuriamoci se&lt;br /&gt;non bastano a cambiare il programma di un'estate. E allora niente&lt;br /&gt;fiordi, niente camper, niente transiberiana. Via verso la Capitale. A&lt;br /&gt;piedi. Lentamente.&lt;br /&gt;Con Giorgio non è difficile mettersi d'accordo. Ma mentre io sono in&lt;br /&gt;anno sabbatico, lui lavora. "Fino a quando?", chiedo. "L'ultima&lt;br /&gt;partita è mercoledì 6 giugno", dice Giorgio. La vita di Giorgio è&lt;br /&gt;scandita dal campionato di calcio. Ci sono disgrazie peggiori ma mica&lt;br /&gt;tante. Giorgio, insieme a Sergio Ferrentino e Marco Ardemagni, tutte&lt;br /&gt;le domeniche che dio manda in terra, e quasi tutti i mercoledì, si&lt;br /&gt;occupa di calcio. Lo pagano per questo. E anche bene. Ma basta per&lt;br /&gt;rovinarsi l'esistenza? L'umanità ha questa splendida vocazione ad&lt;br /&gt;autodistruggersi, il calcio. "Bene", dico io. "Si parte l'otto&lt;br /&gt;giugno". "No", dice lui. "Partiamo il sette". Guai a perdere un&lt;br /&gt;giorno. Le Grandi Scelte hanno bisogno di tempi rapidi. Cotte e via.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2) E così siamo partiti il 7 giugno 2007. O meglio, abbiamo deciso che saremmo partiti il 7 giungo 2007. Giorgio mi aveva detto: "Stai tranquillo, arrivo la notte prima, appena finita la partita della nazionale contro la Lituania. Dormiamo e la mattina dopo facciamo gli ultimi preparativi e verso mezzogiorno partiamo". Si è presentato la mattina dopo a mezzogiorno. Ha parcheggiato la macchina, è sceso e ha detto: "Un attimo, devo prendere il mostro". Il mostro è il suo zaino. Il mio zaino invEce si chiama Millet. E' grigio ed ha dovuto superare un'incredibile serie di esami. Doveva essere leggero, grande, pieno di tasche, elegante, economico. Comprare uno zaino è un'arte. Un'arte nella quale ci sono degli esperti tremendi e pignolissimi. Ne avevo trovato uno bellissimo che soddisfaceva a tutti i requisiti. Ma era nero, calamita per tutti i calori che si aggirano dalle parti dei camminatori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Niente. Nero non si può, ha sentenziato mia moglie e ne ha proposto uno chiaro, stupendo e molto raffinato. Ho cominciato a riempirlo e mi sono fermato subito. Erano rimasti fuori: golf rosso, computer, materassino autogonfiabile, sacco a pelo. Non va bene, ho sentenziato io. Lei è uscita ed è tornata col Millet. Ho detto: "Splendido".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3) Insomma siamo partiti, come dio ha voluto, il 7 giugno alle due e mezza. Il meteo, ossessione di Giorgio, ci aveva avvertiti. Temporale a mezzogiorno. Il meteo è un sistema per dividere gli ottimisti dai pessimisti. Gli ottimisti leggono il meteo che dice "Tifone" e commentano: "Vedrai, ci sarà un sole splendente". I pessimisti dicono: "Se dice tifone sarà tifone". Così all'ennesimo tentennamento di Giorgio io la sparo: "Il meteo, qui a Lavarone, non ci becca mai". E gongolo quando a mezzogiorno compare il sole. Ci dedichiamo così alla preparazione degli zaini. Anche la preparazione dello zaino divide gli ottimisti dai pessimisti. L'ottimista compra uno zaino piccolo e dice: "Ci starà tutto". Il pessimista compra uno zaino enorme e poi lo chiama "mostro". L'ottimista, una volta verificato che nel suo zaino non ci sta niente, ne compra uno più grosso. Ma sempre più piccolo di quello del pessimista. Alla fine però ce l'ho fatta. Mutande due, pantaloni tecnici due, magliette tecniche due, t-shirt tecniche due, calzini tre, fazzoletti due, mantella impermeabile, coprizaino, cachimiro rosso, ventina, cappello, foulard da esploratore sahariano, crema solare, autan, piastrine e macchinetta antizanzare, sandali mefisto, corda per stendere i panni, blixen, aciclovir, shampo, beauty, tenda di emergenza, racchetta da trekking, sacco a pelo e materassino autogonfiabile. E poi l'elettronica: videocamera, macchina fotografica, registratore, telefonino. E l'ossessione dei viaggiatori leggeri: i caricabatteria. Quattro. All'inizio pensavo che me la sarei cavata con quattro chili. Sono arrivato a dieci chili di zaino e tre chili di grosso marsupio addominale. E col miracolo della compenetrazione dei corpi c'è stato tutto. Sapete come si fa a fare entrare tutto in uno zaino? Bisogna parlarci e convincerlo. Una volta visto che rimane fuori un po' di roba bisogna svuotarlo completamente e riempirlo di nuovo dopo averlo pregato di impegnarsi di più. La seconda volta ci sta tutto. Giorgio che se la tira con i libri che ha letto e mi ricopre di noiosissime citazioni ne spara una di qulle che abbaterebbero un elefante. Ha letto anche un fondamentale testo per i camminatori quello di Le Breton che a sua volta cita Toeffer: "un uomo si riconosce dal suo zaino". A me sembra una stronzata ma non mi sento di dirglielo.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-3777313450629360956?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/3777313450629360956/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=3777313450629360956' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/3777313450629360956'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/3777313450629360956'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2007/06/piedi-meglio-claudio-sabelli-fioretti.html' title=''/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/Rm0S2qyGlAI/AAAAAAAAADM/Zw6_gbbq5BI/s72-c/sabelli.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-2407337773558836125</id><published>2007-06-03T16:46:00.000+02:00</published><updated>2008-12-09T11:11:19.216+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RmLU9XCiIVI/AAAAAAAAADE/KdEBFKXp4zQ/s1600-h/dylan3.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5071850280994349394" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RmLU9XCiIVI/AAAAAAAAADE/KdEBFKXp4zQ/s320/dylan3.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;div&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#cc0000;"&gt;&lt;strong&gt;Imperdibile Dylan&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Per ora sono usciti due dei tre &lt;em&gt;bootleg series&lt;/em&gt; di Bob Dylan allegati all’&lt;em&gt;Espresso&lt;/em&gt; + &lt;em&gt;Repubblica.&lt;/em&gt; In teoria bisogna acquistare l’intero pacchetto, ma se si trova un edicolante anticonformista si può avere il solo CD per euro 6.90 senza l’aggravio del settimanale più quotidiano. E vale la pena. Sono due dischi interessantissimi, direi imperdibili per gli appassionati di Dylan. Il primo è tutto acustico, duro e puro, pezzi del 1962, 1963, atmosfere da club n ewyorkese, c’è il Dylan guthriano, chitarra, voce, armonica, scarno, tirato, rauco, distratto, freddamente rabbioso. Il secondo ha una parte acustica e una elettrica, arriva fino al 1974, e contiene pezzi stratosferici con Mike Bloomfield alla chitarra, inconfondibile, e Al Kooper all’organo. E’ il Dylan del '65 che faceva impazzire il giovane Jimi Hendrix vagabondo al Greenwech Village, che lo faceva vestire e pettinare con la messa in piega come lui, che gli faceva scrivere cover come &lt;em&gt;Like A Rolling Stones,&lt;/em&gt; come &lt;em&gt;All Along The Watchtower&lt;/em&gt;. Superlativa una versione di &lt;em&gt;It Takes a Lot To Laugh, It Takes A Train To Cry&lt;/em&gt;, che sarà ripresa dal trio Bloomfiel-Kooper-Stills nel leggendario &lt;em&gt;Super Session&lt;/em&gt;, da strippo &lt;em&gt;I Shall Be Released&lt;/em&gt;. Ascoltare questi dischi è, in fondo, compiere un’operazione letteraria: sono registrazioni realizzate nel corso dei lavori per gli album &lt;em&gt;The Freewelin’ Bob Dylan, The Times They Are A Changin’, Bringing It All Back Home, Higway 61 Revisited, Blonde On Blonde&lt;/em&gt;; si riconoscono sonorità, ritmi di molte canzoni poi raccolte dei dischi. Insomma, è come stare nel back stage di un grande romanzo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-2407337773558836125?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/2407337773558836125/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=2407337773558836125' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/2407337773558836125'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/2407337773558836125'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2007/06/imperdibile-dylan-per-ora-sono-usciti.html' title=''/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RmLU9XCiIVI/AAAAAAAAADE/KdEBFKXp4zQ/s72-c/dylan3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-799922966921975341</id><published>2007-05-30T12:29:00.001+02:00</published><updated>2008-12-09T11:11:19.488+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/Rl1SFrMqVgI/AAAAAAAAAC0/-iUuthH6SUQ/s1600-h/Galassia.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/Rl1SFrMqVgI/AAAAAAAAAC0/-iUuthH6SUQ/s320/Galassia.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5070299012937700866" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 0, 0);font-size:130%;" &gt;Rapporto da Alpha Centauri&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;su&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 0, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;a href="http://www.nazioneindiana.com"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;Nazione Indiana&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-799922966921975341?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/799922966921975341/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=799922966921975341' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/799922966921975341'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/799922966921975341'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2007/05/rapporto-da-alpha-centauri-su-nazione.html' title=''/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/Rl1SFrMqVgI/AAAAAAAAAC0/-iUuthH6SUQ/s72-c/Galassia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-1953451765301014589</id><published>2007-05-29T15:55:00.000+02:00</published><updated>2008-12-09T11:11:19.625+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RlwxObMqVfI/AAAAAAAAACs/zTfb6pPQrNI/s1600-h/fannulloni.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RlwxObMqVfI/AAAAAAAAACs/zTfb6pPQrNI/s200/fannulloni.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5069981404401128946" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 0, 0);font-size:130%;" &gt;Indietro tutta&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Piccolo scorcio su un pezzo di società italiana: i cosiddetti “statali” (termine improprio usato dai media per descrivere tutti coloro che lavorano nel settore pubblico, con condizioni economiche e lavorative molto diverse), e il contratto dei pubblici dipendenti di cui si è tanto parlato (i famosi 101 euro). Stanotte si sono concluse le trattative. In sintesi, sono stati concessi i 101 euro promessi (lordi, vanno decurtati di circa il 30%), ma è partita una &lt;span style="font-style: italic;"&gt;sperimentazione &lt;/span&gt;che porta la durata dei contratti da biennale a triennale. Ci sono pochi dubbi sul fatto che un anno in più significa una perdita dei salari (che non vengono adeguati anche per il terzo anno); salari che, ricordiamo, sono da fame: attualmente un dipendente comunale di categoria C con cinque anni di servizio (ex sesto livello) guadagna circa 1000 euro; uno di categoria D (ex settimo, per accedere dall’esterno è richiesta la laurea) non arriva a 1200. Ci si chiede perché il sindacato arretri di continuo; per debolezza? Perché è in atto un attacco mediatico, molto violento nei toni, contro tutto ciò che è pubblico (le polemiche demagogiche sugli “statali fannulloni ” che lavorano “la metà” dei privati)? Oppure - ed è un’ipotesi particolarmente inquietante - perché c’è il governo amico? E’ certamente l’ipotesi del sindacato autonomo RDB, molto critico verso il sistema, e nel sistema inserisce anche il sindacato confederale. Ecco il comunicato RDB:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;UN ACCORDO INDEGNO&lt;br /&gt;NO AI CONTRATTI DI TRE ANNI !!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cgil, Cisl,Uil e Governo Prodi hanno firmato un accordo che modifica e peggiora la struttura dei contratti, oggi per i lavoratori del pubblico impiego, domani per tutti gli altri.&lt;br /&gt;Un accordo che trasformando i contratti attualmente biennali, in triennali diminuisce i salari e calpesta la dignità dei lavoratori.&lt;br /&gt;Il Governo smentisce quanto sottoscritto con l'accordo del 6 aprile scorso in cui si manteneva l'assetto contrattuale e le risorse dei contratti per i dipendenti pubblici riguardavano tutto il 2007.&lt;br /&gt;E' chiaro che le chiacchiere sulla “sperimentazione” e sul fatto che riguarderà solo i lavoratori del pubblico impiego non reggono: un tale accordo e la previsione di rivedere l'intera struttura del contratto entro dicembre si riferiscono ovviamente a tutto il mondo del lavoro&lt;br /&gt;La triennalizzazione dei contratti era un obbiettivo perseguito da tempo da Confindustria su cui si era già cimentato senza successo Berlusconi, ci volevano un Governo di centro sinistra e i sindacati "amici" per riuscire in questo capolavoro!&lt;br /&gt;La mancanza di uno strumento di adeguamento automatico dei salari all’inflazione reale (la scala mobile) rende l'allungamento dei contratti di un anno un elemento di ulteriore impoverimento delle famiglie dei lavoratori dipendenti che già non arrivano alla quarta settimana.&lt;br /&gt;Apriamo immediatamente la mobilitazione in ogni luogo di lavoro e respingiamo questo accordo vergognoso.&lt;br /&gt;Chiediamo l’immediato avvio della discussione in Parlamento della legge di iniziativa popolare per una nuova scala mobile su cui abbiamo raccolto e consegnato al Senato oltre 100.000 firme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco invece un passo del freddo, burocratico comunicato del sindacato confederale CGIL CISL e UIL:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“L’essere  riusciti a  salvaguardare  questo patrimonio, ed anzi,  grazie proprio  a questo straordinario fattore, essere riusciti a raggiungere l’accordo tra mille difficoltà e tensioni,  che  pure  fino all’ultimo  hanno traversato il tavolo, è per noi motivo di orgoglio e di fiducia  per il lavoro che ci aspetta a partire dalle prossime ore”.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-1953451765301014589?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/1953451765301014589/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=1953451765301014589' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/1953451765301014589'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/1953451765301014589'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2007/05/indietro-tutta-piccolo-scorcio-su-un.html' title=''/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RlwxObMqVfI/AAAAAAAAACs/zTfb6pPQrNI/s72-c/fannulloni.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-7378490774506320860</id><published>2007-05-25T10:30:00.000+02:00</published><updated>2008-12-09T11:11:19.721+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RlafQLMqVeI/AAAAAAAAACk/sgnBjiif0jc/s1600-h/montezemolo.jpeg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RlafQLMqVeI/AAAAAAAAACk/sgnBjiif0jc/s320/montezemolo.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5068413530884691426" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 0, 0);font-size:130%;" &gt;Ricconi-smart&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il presidente-smart degli industriali italiani, i peggiori d’Europa come li ha definiti una volta Prodi (che li conosce bene perché ci ha pomiciato per tutta la vita), i peggiori del mondo dico io, tra le altre cose ha detto che loro hanno “dato” molto, e ora tocca alla politica &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:85%;" &gt;dare &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(a loro), perché nella barca sono quelli "che remano". Ma guarda un po’. Credevo che avessero soprattutto “preso” nella lunga storia di finanziamenti a fondo perduto, assistenzialismo selvaggio, cassa integrazione a volontà con la quale hanno devastato l’INPS, attentati ai diritti del lavoro, truffe mondiali come il caso Parmalat e molto altro. Deve essere come scrivono i giornali, cioè che il presidente-smart, dopo varie soffiate, allusioni, e continue smentite da parte sua, sta davvero per entrare in politica. Così alle prossime elezioni dopo Briatore questo paese dovrà farsi carico anche del presidente-smart. Che avrà un successo clamoroso, perché è noto che noi italiani adoriamo i ricchi, i potenti, diamo fiducia a chi ostenta il lusso, lo sfarzo. Li ammiriamo e li votiamo. Infatti siamo l’unico paese al mondo ad avere ancora un sultano.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-7378490774506320860?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/7378490774506320860/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=7378490774506320860' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/7378490774506320860'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/7378490774506320860'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2007/05/ricconi-smart-il-presidente-smart-degli.html' title=''/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RlafQLMqVeI/AAAAAAAAACk/sgnBjiif0jc/s72-c/montezemolo.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-4219558222482048293</id><published>2007-05-01T18:28:00.000+02:00</published><updated>2008-12-09T11:11:19.811+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RjdrFaxICjI/AAAAAAAAACc/SYTsaf03d-M/s1600-h/ladri_di_biciclette.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5059630447202929202" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RjdrFaxICjI/AAAAAAAAACc/SYTsaf03d-M/s320/ladri_di_biciclette.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="font-size:130%;color:#cc0000;"&gt;&lt;strong&gt;Centosette/biciclette&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;dal 2 maggio su&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;La poesia e lo spirito&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-4219558222482048293?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/4219558222482048293/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=4219558222482048293' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/4219558222482048293'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/4219558222482048293'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2007/05/centosettebiciclette-dal-2-maggio-su-la.html' title=''/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RjdrFaxICjI/AAAAAAAAACc/SYTsaf03d-M/s72-c/ladri_di_biciclette.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-5335142667661776377</id><published>2007-04-20T09:50:00.000+02:00</published><updated>2008-12-09T11:11:19.935+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RihxqNkHZqI/AAAAAAAAACU/soC9YKl0jbk/s1600-h/manet_bar.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5055415551732967074" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RihxqNkHZqI/AAAAAAAAACU/soC9YKl0jbk/s320/manet_bar.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#cc0000;"&gt;&lt;strong&gt;L'informazione al Bar Sport&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Leggo, sul numero 17 de &lt;em&gt;L’Espresso&lt;/em&gt;, in un articolo intitolato “Lo statale non fa la dieta”, a firma di Paola Pilati: “Dimagrire, che impresa impossibile. Soprattutto per la pubblica amministrazione, sebbene sia provato che, su dieci dipendenti, quattro lavorano per far funzionare il resto dell’apparato, cioè gli altri sei, mentre nel settore privato ne bastano due”. Alla parola “provato” ho avuto un sobbalzo: provato da chi, e come? Non viene citato alcuno studio, o ricerca, che possa “provare” quest’affermazione così d’effetto. Ma poi, quale studio serio arriverebbe a una tesi del genere? E a chi si riferisce? La polizia? L’esercito? La sanità? Quindi, su dieci poliziotti ne andrebbero eliminati sei; su dieci infermieri, idem. Vorrei vedere poi la sorte dei malati negli ospedali. Il fatto è che &lt;em&gt;L’Espresso&lt;/em&gt;, che pure è un giornale con grandi reportages (poco più in là leggiamo un buon articolo sugli ogm), è da tempo in prima fila in una battaglia demagogica contro “gli statali”, e invoca a gran voce la possibilità di licenziare “i fannulloni”; questa campagna – politica – è partita dalla destra, e viene cavalcata con entusiasmo da alcuni giornali, per conto, ovviamente, di larghi settori del capitalismo nostrano, che vedono nello smantellamento di ciò che resta di pubblico grandi e ghiotte occasioni di business. Intanto l’informazione va allo sfascio, e alla notizia, al commento serio, vengono sostituiti il proverbio e il pettegolezzo da Bar Sport.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-5335142667661776377?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/5335142667661776377/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=5335142667661776377' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/5335142667661776377'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/5335142667661776377'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2007/04/linformazione-al-bar.html' title=''/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RihxqNkHZqI/AAAAAAAAACU/soC9YKl0jbk/s72-c/manet_bar.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-4355232892869321571</id><published>2007-04-17T11:38:00.000+02:00</published><updated>2008-12-09T11:11:20.056+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RiSVq6FDfEI/AAAAAAAAACM/n_m1zJM5IXA/s1600-h/proust_gilberte.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RiSVq6FDfEI/AAAAAAAAACM/n_m1zJM5IXA/s320/proust_gilberte.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5054329246194039874" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Alcuni personaggi (veri) della Ricerca&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;su &lt;a href="http://vibrissebollettino.net"&gt;vibrisse&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-4355232892869321571?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/4355232892869321571/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=4355232892869321571' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/4355232892869321571'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/4355232892869321571'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2007/04/alcuni-personaggi-veri-della-ricerca-su.html' title=''/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RiSVq6FDfEI/AAAAAAAAACM/n_m1zJM5IXA/s72-c/proust_gilberte.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-2820540860789946565</id><published>2007-04-12T11:25:00.000+02:00</published><updated>2008-12-09T11:11:20.138+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/Rh39IKFDfDI/AAAAAAAAACE/WzJpVZuJboo/s1600-h/velata_rid.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/Rh39IKFDfDI/AAAAAAAAACE/WzJpVZuJboo/s320/velata_rid.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5052472673565899826" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 0, 0);font-size:130%;" &gt;Va' pensiero&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Noi controlliamo i nostri pensieri? Sì, ma non totalmente. La psicanalisi ci ha insegnato che esistono le ossessioni, le pulsioni, che sono dinamiche prodotte dal cervello ma che possono assumere forme proprie, sorta di personalità ospiti della struttura madre, cioè noi stessi.&lt;br /&gt;Sta di fatto che spesso, camminando, o lavorando, o in autobus, mi accorgo che i pensieri se ne vanno per strade ignote o eccentriche, e mi stupisco della stranezza dei percorsi.&lt;br /&gt;Per esempio, se cammino lungo il fiume immagino di vedere una persona che si dibatte in acqua, e chiede aiuto. Io mi butto nella corrente gelida, e a rischio della mia vita riesco a tirarlo a riva. Chiamo un’ambulanza, e l’uomo – perché è un uomo, mai una donna – si salva. Qualche giorno dopo arriva una grossa berlina scura a prendermi sotto casa e scopro che l’uomo è un famoso imprenditore, ricchissimo e potente. Vengo condotto al suo cospetto e lui, gentile, anche se ancora provato dalla terribile esperienza, dice che mi deve la vita, mi chiede di cosa ho bisogno, qualsiasi cosa. Io dico che  mi sono buttato per salvare una persona senza conoscerne l'identità, che non mi deve niente. Lui dice che questo mi fa onore, ma insiste, dice che senza di me ora lui non sarebbe qui a parlare. Ed io, alla fine, gli chiedo una casa. Sì, una casa, finalmente, per uscire dalla schiavitù dell’affitto. E lui solleva il telefono, scambia poche parole e stringendomi la mano dice di rivolgermi alla tale agenzia per ottenere qualsiasi tipo di casa io desideri, appartamento, villa, tutto.&lt;br /&gt;Mica male, eh?&lt;br /&gt;Oppure penso che ho un documento word importante, che serve per una indagine delicata. Non sono un poliziotto, né un magistrato, però sono coinvolto nell’indagine, non so perché. E’ un dettaglio insignificante. Ma il doc è protetto da password, una complessa sequenza alfanumerica andata smarrita. La polizia postale tenta senza successo di aprirlo, ma i tempi incalzano, così viene spedito in America, all’FBI, ma neanche lì riescono. Solo alla Microsoft, pare, sono in grado. Per questo dovrò andare a parlare con Bill Gates.&lt;br /&gt;Questi pensieri strampalati emergono da chissà dove, spesso mentre cammino nel parco. Rido, ma non so se devo anche preoccuparmi.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-2820540860789946565?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/2820540860789946565/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=2820540860789946565' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/2820540860789946565'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/2820540860789946565'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2007/04/va-pensiero-noi-controlliamo-i-nostri.html' title=''/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/Rh39IKFDfDI/AAAAAAAAACE/WzJpVZuJboo/s72-c/velata_rid.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-2442183086520740498</id><published>2007-04-11T08:59:00.000+02:00</published><updated>2008-12-09T11:11:20.268+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RhyHv6FDfCI/AAAAAAAAAB8/ig3bhNW8LUs/s1600-h/manray2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5052062139116911650" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RhyHv6FDfCI/AAAAAAAAAB8/ig3bhNW8LUs/s320/manray2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#cc0000;"&gt;Occhi tristi in discoteca&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;su &lt;strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.nazioneindiana.com"&gt;Nazione Indiana&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-2442183086520740498?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/2442183086520740498/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=2442183086520740498' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/2442183086520740498'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/2442183086520740498'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2007/04/occhi-tristi-in-discoteca-su-nazione.html' title=''/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RhyHv6FDfCI/AAAAAAAAAB8/ig3bhNW8LUs/s72-c/manray2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-4489229055703841393</id><published>2007-03-28T10:25:00.000+02:00</published><updated>2008-12-09T11:11:20.445+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RgomoEHPEkI/AAAAAAAAABw/aSoC_xxshPA/s1600-h/demone_web.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RgomoEHPEkI/AAAAAAAAABw/aSoC_xxshPA/s320/demone_web.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5046888802162774594" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 0, 0);font-size:130%;" &gt;Il demone&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;su &lt;a href="http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2007/03/28/il-demone/#more-1052"&gt;&lt;span style="text-decoration: underline; color: rgb(51, 51, 255);"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La poesia e lo spirito&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-4489229055703841393?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/4489229055703841393/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=4489229055703841393' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/4489229055703841393'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/4489229055703841393'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2007/03/il-demone-su-la-poesia-e-lo-spirito.html' title=''/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RgomoEHPEkI/AAAAAAAAABw/aSoC_xxshPA/s72-c/demone_web.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-4341751272394466952</id><published>2007-03-26T12:47:00.000+02:00</published><updated>2008-12-09T11:11:20.524+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RgelI-UkkqI/AAAAAAAAABo/oJGGSTbDxhg/s1600-h/rose_rid.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RgelI-UkkqI/AAAAAAAAABo/oJGGSTbDxhg/s320/rose_rid.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5046183481078747810" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Navigazioni&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Sempre più frequenti le integrazioni tra editoria e web. Esiste una casa editrice unicamente in rete, &lt;a href="http://www.vibrisselibri.net/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;vibrisse libri&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, che ha pubblicato quattro opere, scaricabili gratuitamente in formato pdf; ma le integrazioni, o commistioni, o contaminazioni, sono nel sito di wu ming sull’ultimo romanzo storico &lt;a href="http://www.manituana.com/section/76"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Manituana&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, dove è possibile leggere lavorazioni parallele al romanzo, racconti laterali, non inseriti nel libro, ma che permettono una ulteriore navigazione nel testo. Vi è poi &lt;a href="http://www.giugenna.com/"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Medium&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, romanzo on line di Giuseppe Genna, con una serie di collegamenti ipertestuali che rende questo testo praticamente sterminato. Insomma, scrittura è mobile.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-4341751272394466952?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/4341751272394466952/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=4341751272394466952' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/4341751272394466952'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/4341751272394466952'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2007/03/navigazioni-sempre-pi-frequenti-le.html' title=''/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RgelI-UkkqI/AAAAAAAAABo/oJGGSTbDxhg/s72-c/rose_rid.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-5511740682379767281</id><published>2007-03-26T11:19:00.000+02:00</published><updated>2008-12-09T11:11:20.618+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RgeQLuUkkpI/AAAAAAAAABg/xSYWnbST9iw/s1600-h/300_rid.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RgeQLuUkkpI/AAAAAAAAABg/xSYWnbST9iw/s320/300_rid.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5046160438579204754" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Eran trecento, eran giovani e forti...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;su &lt;a href="http://www.vibrissebollettino.net"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 51, 255);"&gt;vibrisse&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-5511740682379767281?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/5511740682379767281/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=5511740682379767281' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/5511740682379767281'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/5511740682379767281'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2007/03/eran-trecento-eran-giovani-e-forti.html' title=''/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RgeQLuUkkpI/AAAAAAAAABg/xSYWnbST9iw/s72-c/300_rid.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-8918801338984772185</id><published>2007-03-23T11:17:00.000+01:00</published><updated>2008-12-09T11:11:20.846+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RgOpqeUkkoI/AAAAAAAAABY/kABXJHcMXPA/s1600-h/manituania.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5045062554744033922" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RgOpqeUkkoI/AAAAAAAAABY/kABXJHcMXPA/s320/manituania.bmp" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Su &lt;em&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;&lt;strong&gt;Manituana&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;, l'ultimo libro dei Wu Ming appena uscito in libreria, segnalo una interessante intervista agli autori su &lt;strong&gt;&lt;a href="http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/"&gt;Lipperatura&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-8918801338984772185?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/8918801338984772185/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=8918801338984772185' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/8918801338984772185'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/8918801338984772185'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2007/03/su-manituania-lultimo-libro-dei-wu-ming.html' title=''/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RgOpqeUkkoI/AAAAAAAAABY/kABXJHcMXPA/s72-c/manituania.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-673875575043372226</id><published>2007-03-21T12:19:00.000+01:00</published><updated>2008-12-09T11:11:20.970+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RgEVEeUkknI/AAAAAAAAABQ/oW_nvVjuAcY/s1600-h/sircanaB.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RgEVEeUkknI/AAAAAAAAABQ/oW_nvVjuAcY/s320/sircanaB.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5044336224234672754" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 0, 0);font-size:130%;" &gt;Nuovi fondamentalismi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Spaventosa &lt;/span&gt;– e mi scuso per questo termine che può apparire eccessivo – la vicenda di Sircana ricattato per alcune foto che lo ritraggono mentre a bordo della sua auto si ferma per parlare con un trans. Spaventoso il fango che viene sparso dai soliti giornali fogna che alludono, fanno l’occhiolino, fingono di indignarsi. Spaventosa la malafede, la falsa morale, la creazione dello scandalo sul nulla. Ma la cosa più spaventosa è che anche in Italia ora si speculi sui comportamenti privati di qualcuno. Tempo fa da noi si rideva degli scandali americani o inglesi, dove vige da sempre un certo riserbo pruriginoso e ipocrita, derivato dal puritanesimo (gli americani sono i maggiori produttori mondiali di film ed editoria pornografica); da noi, si diceva, popolo di libertini, questa robaccia non avrebbe seguito, perché ognuno, nel suo privato, è libero di fare ciò che vuole; del sesso, poi, non ne parliamo. Spaventoso è che questo scandalismo invece stia sfondando, che venga usato come arma di ricatto. Sono i fondamentalismi che avanzano, l’aggressività rinnovata delle false morali, di chi manovra le religioni, sono gli effetti degli attacchi alle unioni “contronatura”. E’ la caduta a picco, in atto da anni, nell’involuzione sociale, politica, culturale. &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-673875575043372226?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/673875575043372226/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=673875575043372226' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/673875575043372226'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/673875575043372226'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2007/03/nuovi-fondamentalismi-spaventosa-e-mi.html' title=''/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RgEVEeUkknI/AAAAAAAAABQ/oW_nvVjuAcY/s72-c/sircanaB.gif' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-298672304633345051</id><published>2007-03-19T11:48:00.000+01:00</published><updated>2008-12-09T11:11:21.172+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/Rf5q2JL9DvI/AAAAAAAAABI/SzzHFY9WAkI/s1600-h/bellezza4bis.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5043586111113072370" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/Rf5q2JL9DvI/AAAAAAAAABI/SzzHFY9WAkI/s320/bellezza4bis.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;I luoghi oscuri&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;su &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;&lt;a href="http://www.nazioneindiana.com"&gt;nazione indiana&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-298672304633345051?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/298672304633345051/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=298672304633345051' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/298672304633345051'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/298672304633345051'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2007/03/i-luoghi-oscuri-su-nazione-indiana.html' title=''/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/Rf5q2JL9DvI/AAAAAAAAABI/SzzHFY9WAkI/s72-c/bellezza4bis.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-5510331969128311822</id><published>2007-03-05T12:18:00.000+01:00</published><updated>2008-12-09T11:11:21.388+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/Rev9atRqfnI/AAAAAAAAABA/OO6lJ2n2t74/s1600-h/velo_dipinto.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5038399243416141426" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/Rev9atRqfnI/AAAAAAAAABA/OO6lJ2n2t74/s320/velo_dipinto.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#cc0000;"&gt;&lt;strong&gt;Il velo dipinto, di W. Somerset Maugham&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Chi ha amato Jane Austen apprezzerà la prima parte di questo libro. Vi è, infatti, una narrazione molto inglese sui rapporti familiari e matrimoniali, all’interno del sistema convenzionale e formale britannico che tutto modella e plasma: quell’&lt;em&gt;aplomb&lt;/em&gt; all’apparenza garbato e signorile che in realtà è totalitario e violento, perché soffoca le emozioni, i desideri, gli ideali, le speranze. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Da Jane Austen sappiamo che una donna, nell’Inghilterra dell’Ottocento, aveva come unica possibilità di realizzazione quella di sposarsi. Da sola, era perduta; una delle grandezze della Austen è di avere mostrato donne indipendenti, tenaci, anche se bene inserite nel sistema. La storia – ci racconta Somerset Maugham – non è affatto cambiata nel primo Novecento, l’epoca in cui è ambientato &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.libreriauniversitaria.it/BIT/8845920496/Il_velo_dipinto.htm"&gt;Il velo dipinto&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;, famoso romanzo apparso nel 1925 dal quale fu tratto un film interpretato da Greta Garbo, e un &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://www.close-up.it/page.php?article2463"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;remake &lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;da poco uscito nelle sale. &lt;/span&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Kitty è giovane, bella, brillante, spiritosa, e deve – assolutamente deve – sposare un buon partito. L’ha deciso la madre, una donna dura, caparbia, che si consuma nell’insoddisfazione, col marito giudice che non riesce ad avere un incarico abbastanza elevato che gli/le permetta, finalmente, di salire la ripida scala sociale. Kitty va ai balli, ai ricevimenti, ma il tempo passa e nessun pretendente degno di rispetto si fa avanti: solo sbarbatelli spiantati o uomini maturi, vedovi con figli a carico. Ma com’è possibile? si adira la madre. Intanto la sorella minore, più bruttina, e scialba, sposa addirittura un baronetto. Kitty ha già 25 anni, un’età pericolosa, perché si avvicina quella tragica della zitella ormai irrecuperabile. La madre è di pessimo umore, atterrita all’idea di ritrovarsi una figlia anziana tra i piedi. Così fa pressione sulla figlia. Vuole decidersi a sposarsi? Kitty avverte questa pressione su di sé, e va in crisi, ma non può materializzare dal nulla un valido uomo inglese con una professione abbastanza prestigiosa e un solido conto in banca.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Poi arriva Walter Fane. E’ "un batteriologo" (oggi si direbbe virologo), il che non è certo il massimo per le ambizioni della madre. Inoltre è un tipo poco brillante dal punto di vista mondano, è un tipo chiuso, modesto; però ama Kitty, e poi non si può andare tanto per il sottile, vista l’età non più giovanissima della figlia. Inoltre Walter lavora nella colonia cinese, a Hong Kong, e se la porterebbe via, eviterebbe la minaccia di una figlia non sposata in giro per casa. Il matrimonio viene combinato e Kitty parte per la Cina.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;E qui inizia la seconda parte, quella che viene definita "esotica". Troviamo Kitty amante del più bel tomo di Hong Kong, Charles Townsend, il vicesegretario della colonia, un incarico che promette un futuro radioso. I loro incontri avvengono in una stamberga in affitto, ma talvolta anche nella casa di lei, quando il marito è al lavoro. Ma Walter, che non è uno stupido, mangia la foglia, e le dà un ultimatum: o la segue in una città dell’interno, dove è in atto una grave epidemia di colera, oppure chiederà il divorzio, tirando dentro anche Townsend. Kitty è adirata, ma anche disperata. Un divorzio significherebbe tornare a Londra, dalla madre. Così ne parla a Charles, che l’ama follemente: perché non accettare il divorzio, e coronare così il loro sogno d’amore? Ma Charles, come da copione, rivela la sua vera natura: un divorzio? Uno scandalo? E il lavoro? E i figli? Insomma, Kitty deve adeguarsi, non deve avere atteggiamenti estremi. Kitty capisce che Charles è in realtà un mollusco, un essere meschino, ed è stata una sciocchezza credere in lui. Amareggiata, delusa, decide di seguire Walter.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;A questo punto passiamo alla terza parte, la più dura. Il romanzo infatti assume le sembianze di trattato edificante, la morte, la sofferenza, e la lotta senza quartiere contro il male. Ci sono le suore, che mettono a repentaglio la loro vita, col personaggio trasfigurato della Madre Superiora, descritta come una figura sovrumana, sia nel carattere sia nell’aspetto fisico: la sua faccia è sempre "bella" e "austera" e "maestosa", mentre la sua personalità "era simile a una terra che al primo approdo appare grande ma inospitale, e in cui poi si scoprono piccoli villaggi ridenti in mezzo agli alberi da frutta nei recessi delle montagne maestose, e fiumi leggiadri che scorrono lenti tra praterie rigogliose". E’ il corpo centrale del libro, il più problematico, perché i numerosi, imbarazzanti virgulti lirici spingono ad abbandonare la lettura. Infastidisce anche un certo razzismo serpeggiante, i cinesi sono sempre e solo i musi gialli, i "coolie", figure indistinte, ombre senza identità, mentre il mondo è rappresentato unicamente dagli algidi inglesi, anche se descritti in tutte le loro bassezze e contraddizioni. Il racconto prende un po’ di respiro quando si addentra nel rapporto tra Kitty e Walter, un rapporto senza amore, fatto di silenzi, incomprensioni, rancori, e procede con alti e bassi fino al finale, prevedibile, particolarmente adatto a un dramma da trasporre nella versione cinematografica.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-5510331969128311822?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/5510331969128311822/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=5510331969128311822' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/5510331969128311822'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/5510331969128311822'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2007/03/il-velo-dipinto-di-w.html' title=''/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/Rev9atRqfnI/AAAAAAAAABA/OO6lJ2n2t74/s72-c/velo_dipinto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-1921117919686489175</id><published>2007-02-27T15:51:00.001+01:00</published><updated>2008-12-09T11:11:21.589+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/ReRGOXu8VoI/AAAAAAAAAAw/PLcKfuYvJW0/s1600-h/manray2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/ReRGOXu8VoI/AAAAAAAAAAw/PLcKfuYvJW0/s320/manray2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5036227496010077826" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0); font-weight: bold;font-size:130%;" &gt;A tutti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);font-size:85%;" &gt;Mi scuso coi lettori e gli amici di Baldrus, ma sto trascurando questo spazio. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);font-size:85%;" &gt;Impegni, deliri vari mi sottraggono tempo ed energie. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);font-size:85%;" &gt;Non è facile mantenere alta la tensione. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);font-size:85%;" &gt;Però sono sempre qui, anche se in stato di semisonno. Ogni tanto emergo dalle nebbie. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);font-size:85%;" &gt;Come si suol dire, teniamoci in contatto. Restiamo connessi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);font-size:85%;" &gt;Un caro saluto a tutti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-1921117919686489175?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/1921117919686489175/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=1921117919686489175' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/1921117919686489175'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/1921117919686489175'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2007/02/tutti-mi-scuso-coi-lettori-e-gli-amici.html' title=''/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/ReRGOXu8VoI/AAAAAAAAAAw/PLcKfuYvJW0/s72-c/manray2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-1001095374279057822</id><published>2007-02-14T18:35:00.000+01:00</published><updated>2008-12-09T11:11:21.695+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RdNJNDyESXI/AAAAAAAAAAk/1UwvWCuw66s/s1600-h/tele.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5031445697405405554" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RdNJNDyESXI/AAAAAAAAAAk/1UwvWCuw66s/s320/tele.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#cc0000;"&gt;&lt;strong&gt;Criptoblog&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Loris Pattuelli&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Cucù. Cucù. E se spengo la televisione cosa succede? "Affari tuoi", dice il coro di &lt;em&gt;with a little help from my friends&lt;/em&gt;. Ne convengo. Accendo internet explorer e faccio un giro per i blog letterari. Questa sera ho voglia di frugare nei cassetti degli altri, voglio vedere se c'è ancora qualche scarabocchio da leggere. Buon Natale, buon Natale per tutto l'anno. Il coro di &lt;em&gt;with a little help from my friends&lt;/em&gt; dice che sono "affari miei", ma io non demordo. Quando spegni la luce, queste cose esistono, incominciano ad esistere per davvero. "Je suis jeune, tendez moi la main", diceva Rimbaud. Io entro nei blog in un modo non molto diverso da come entro nelle botteghe dei barbieri. E cioè spero che il titolare non abbia mai letto i &lt;em&gt;Delitti esemplari&lt;/em&gt; di Max Aub. Per adesso mi è andata bene, ma non si sa mai. La letteratura fa meraviglie. Le fa sopratutto con i suoi homeless più rinomati. Entro nei blog e cosa succede? "Affari tuoi", dice il coro di &lt;em&gt;with a little help from my friends.&lt;/em&gt; Vado avanti. Ma siccome Rimbaud è così giovane e ha ancora bisogno che qualcuno gli tenda una mano, forse è il caso di ricordare che la televisione fa molta luce ma non abbronza e che le botteghe dei barbieri e delle parrucchiere sono sempre piene di debuttanti assoluti. Per il resto è notte, notte fonda. Basta un piccolo cambio di consonante e il blog diventa un blob. E il mondo va avanti, avanti, sempre più avanti. Stesse compagnie di giro, stesse ronde, stesse comari armate di spranga e cestino della merenda. E poi che altro, perché c'è dell'altro, non è vero? Adesso faccio un complimento a Baricco, a Faletti, a Serra, a Sofri, a Galimberti e vediamo chi abbattono per primo. Cucù. Cucù. E se li mandassimo tutti in gita da Bruno Vespa?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-1001095374279057822?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/1001095374279057822/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=1001095374279057822' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/1001095374279057822'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/1001095374279057822'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2007/02/criptoblog-loris-pattuelli-cuc.html' title=''/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RdNJNDyESXI/AAAAAAAAAAk/1UwvWCuw66s/s72-c/tele.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-2921130359015829900</id><published>2007-02-04T18:30:00.000+01:00</published><updated>2008-12-09T11:11:21.825+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RcYZr72bJdI/AAAAAAAAAAU/5kicUBS4-Bg/s1600-h/weegee-_il_-morto.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5027734276596770258" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RcYZr72bJdI/AAAAAAAAAAU/5kicUBS4-Bg/s320/weegee-_il_-morto.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#cc0000;"&gt;Fuga&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#000099;"&gt;Quello che sto per dire non è una boutade o un artificio letterario ma la pura verità. Rovistando in uno scatolone ho trovato una busta con dentro un dattiloscritto di tre facciate. La carta era ingiallita, i caratteri quelli di una macchina per scrivere che corrispondono a quelli della macchina che avevo prima di passare il computer. In cima il titolo “Fuga”, in coda una data: ottobre 1970. L’ho letto con emozione e con stupore. Sono quasi certo di averlo scritto io all’età di 17 anni e quattro mesi, ma non ne sono assolutamente sicuro. Ho un vago ricordo di me stesso che sto scrivendo questo racconto, ma potrei sbagliarmi. Sembra strano ma è così. L’ho ricopiato integralmente e così lo pubblico, anche se avrebbe bisogno di qualche intervento – seppure lieve – di editing.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non eravamo mai stati in Città prima d’ora, Johnny ed io, i due lupi fottuti.&lt;br /&gt;“Senti, io non mi sono ancora ripreso, ho bisogno di farmi curare” disse con la sua barba unta.&lt;br /&gt;“Mi spiace, ma temo che si dovrà aspettare. Siamo appena arrivati, non possiamo bussare alla prima porta che capita.”&lt;br /&gt;Guardai i suoi occhi vitrei, secchi di lacrime e di espressione, osservai il pallore del suo volto.&lt;br /&gt;“Dico sul serio...” ansimò, “hai visto la mia colica”.&lt;br /&gt;“Ora vediamo cosa si può fare”.&lt;br /&gt;Ficcai una mano in tasca estraendone un foglietto sbrindellato.&lt;br /&gt;“Ecco, questo è un indirizzo che mi ha dato un tipo. Pare che abbia certe conoscenze”.&lt;br /&gt;Ci fermammo nel grigiore di una piazza e appoggiammo pesantemente a terra il nostro bagaglio.&lt;br /&gt;“Aspetta” dissi a Johnny mentre si accoccolava tremante, “ora ti compro una porcheria calda”.&lt;br /&gt;Mi diressi verso un sudicio bar, una specie di tavola calda col pavimento cosparso di segatura, dove una baldracca arruffata sciacquava bicchieri lanciando occhiate folli a destra e a manca. Le porsi la mia borraccia pregandola di riempirla di brodo caldo; me la strappò dalle mani e prima di rendermela volle accertarsi che il pagamento fosse corretto.&lt;br /&gt;Uscii nuovamente in quella tragica piazza rabbrividendo a una folata gelida e umida. Johnny era piccolo, piccolo, con la testa tra le mani, e si dondolava tristemente fra i due grossi sacchi da montagna. La gente passava, chi col cappello sugli occhi chi col bavero alzato e i pugni in tasca. Nessuno si curava di lui. Notai che aveva vomitato.&lt;br /&gt;“Cristo, bevi, ma lentamente. Ora si va da costui” dissi guardando il foglietto.&lt;br /&gt;Non mostrò di avere udito la mia voce. Sussultava e tossiva. Sorbì penosamente un sorso di brodo.&lt;br /&gt;“Andiamo via” disse con gli occhi fissi a terra, “via, via! Fa un freddo fottuto. Oh, sono stufo di continuare così. Voglio fermarmi per un po’. Penso...”&lt;br /&gt;“Piantala ora. Qui è freddo. Dici giusto, ma ne parleremo più tardi. Andiamo”.&lt;br /&gt;Lo aiutai a rialzarsi in piedi e presi anche il suo bagaglio. Ora si doveva trovare quell’indirizzo. Ci vollero quasi tre ore, tutti coloro cui chiedevo passavano oltre cercando goffamente di non sentire i miei “scusi”, o scuotevano la testa spaventati o isterici. Di tanto in tanto Johhny restava indietro squassandosi il petto tossendo. Finalmente suonai il campanello di un palazzone scuro, con tutte le finestre accuratamente sbarrate. Suonai una, due, tre volte senza risultato. Eppure dall’interno giungevano voci, musica,. Stavo per fare il giro della casa quando il portone si spalancò con violenza e un gigante biondo, sudaticcio e barcollante, con la faccia violacea a egli occhi ebeti, apparve sulla soglia con un rutto disumano. Una valanga di urla, fumo, musica e tintinnare di bicchieri precipitò fuori dal portone spalancato, infrangendo il silenzio nebbioso e innaturale del quartiere.&lt;br /&gt;“Ehm” attaccai, muovendo un passo verso di lui, “ci dispiace disturbare durante una festa, ma il mio amico non si sente bene. Questo indirizzo mi è stato dato...”&lt;br /&gt;“Bah!” mi interruppe boccheggiante, “entrate, un bicchiere e tutto passerà”.&lt;br /&gt;Entrammo cauti e Johnny, che durante tutto il tempo aveva continuato a tossire, sputare e gemere, stramazzò come un cencio.&lt;br /&gt;Corsi a sollevargli la testa e mi girai per chiedere aiuto al tipo di prima, ma lo vidi tuffarsi tra le braccia di una ragazza muscolosa, e sparirono come risucchiati dal mucchio. Fu allora che mi soffermai a guardare all’interno dello stanzone, con la testa inerte di Johhny sul palmo della mia mano.&lt;br /&gt;Non una sola persona era in piedi, ed erano tante, tante, e mi parve che nessuno fosse completamente vestito. Una magnifica donna coi riccioli rossi, sfolgoranti sotto il pazzesco lampeggiare di luci colorate, ballava, o meglio, si contorceva, sulla superficie lucida di un enorme tavolo rotondo. Un grassone ingioiellato fino alle caviglie le solleticava le natiche con un bastone da passeggio. Alcuni battevano il tempo con le mani, i piedi, i bicchieri, di una muscia indefinibile, inascoltabile per il volume assurdo. Un ragazzino esile, dallo sguardo frenetico e sanguigno, tracannava un liquido rossastro, gettando via il bicchiere ogni volta. I mobili erano pochi, ma tutti molto grandi: un tavolaccio rustico, lunghissimo, qualche cassapanca massiccia, ripiani carichi di bicchieri, bottiglie e siringhe; poi c’era un lugubre credenza e tante sedie rovesciate. E poi il mucchio: una catasta di carne guizzante in pozze di liquidi, vetro, sangue, capelli fradici, mani adunche, bocche bavose e scene di un erotismo agghiacciante.&lt;br /&gt;I tremiti di Johhnny mi scossero da quella fissità. Una bava verdastra gli orlava le labbra. Gli sistemai qualcosa sotto la testa e mi avventurai in quella palude umana, alla ricerca di un goccio di cognac. Mi feci strada con calci, spinte, sottraendomi a fatica a tutte quelle braccia viscide che tentavano di afferrarmi. Scovai una bottiglia e tornai nel vestibolo. Accanto a Johhnny c’era un uomo, nudo all’infuori di una lunga pezza rossa infilata in una cintura di stoffa. Non sembrava sbronzo, solo un po’ alticcio. Una guancia era segnata da un profondo graffio.&lt;br /&gt;“Eroina?” disse indicando il corpo esangue con un cenno del capo.&lt;br /&gt;Negai con un rapido cenno del capo.&lt;br /&gt;“Non dovresti farlo bere, gli fa male”.&lt;br /&gt;“E cosa dovrei fare? Lasciarlo crepare? O portarlo in ospedale, per vederlo trasportare in galera? Mi è stato detto che qui avrei ricevuto aiuto...”&lt;br /&gt;L’uomo sospirò, fissando lo sguardo nello stanzone.&lt;br /&gt;“Foste arrivati solo stamattina... guarda, quello è un medico, pensi che potrebbe aiutarlo? Guardalo, quello con la canottiera rossa”.&lt;br /&gt;Supino, l’uomo che mi aveva indicato succhiava il collo di un fiasco ormai vuoto, allungando ogni tanto un ceffone a un altro individuo quasi privo di sensi.&lt;br /&gt;“Comunque vedo se trovo qualcosa” disse l’uomo scomparendo nella stanza.&lt;br /&gt;Cercai di praticare un po’ di respirazione artificiale a Johhnny. Sempre più smunto e inerte. Forse conveniva portarlo davvero in ospedale, sembrava in agonia. Forse avevo sbagliato tutto, ancora una volta. Sorseggiai del cognac, cercando di riflettere, ma tutto quel rumore, quel fumo denso... lo guardai con indifferenza: da quando eravamo insieme mi aveva dato solo un sacco di grane.&lt;br /&gt;Il campanello suonò, come una fucilata. Chi poteva essere? Udii una voce secca e balzai in piedi. Polizia! Il campanello suonò ancora, doloroso, assassino. Poi, silenzio. Un istante dopo sentii rumore di vetri infranti, e da un finestrone irruppero cinque o sei giganti in divisa, afferrando i presenti terrorizzati per i capelli. Ecco, quello che temevo stava accadendo: farmi pizzicare stupidamente, senza difese. Dovevo svignarmela. Ma come? E Johnny? Lo coprii con alcuni cappotti. Non potevo portarlo con me. Raggiunsi una porticina, sganciai il catenaccio e socchiusi il portone. Tre di loro erano lì. Allora mi nascosi alla meglio tra i soprabiti nell’attaccapanni. Come prevedevo un poliziotto dall’interno andò a chiamare gli altri, che entrarono sbuffanti, fermandosi nell’atrio a godersi il pestaggio.Ecco il momento buono. Impegnati dalla scena e dalle urla non guardavano l’uscita e sgattaiolai fuori. Un altro poliziotto stava facendo il giro della casa. Aspettai nell’ombra e poi via!&lt;br /&gt;Fuori, una notte gelida, maligna, deserta. Le luci delle case erano assediate dalla nebbia, dalla solitudine delle strade, delle piazze. Nelle case si mangiava, si parlava, si stava nascosti. Uno sparo proveniente dal palazzo si rifiutò di lacerare l’abbraccio freddo e nero del silenzio e morì nel vuoto.&lt;br /&gt;La notte mi risucchiò senza curarsi di me.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-2921130359015829900?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/2921130359015829900/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=2921130359015829900' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/2921130359015829900'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/2921130359015829900'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2007/02/fuga-quello-che-sto-per-dire-non-una.html' title=''/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_RstSmeelwD0/RcYZr72bJdI/AAAAAAAAAAU/5kicUBS4-Bg/s72-c/weegee-_il_-morto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-117010226218666964</id><published>2007-01-29T21:17:00.000+01:00</published><updated>2007-01-29T21:24:22.206+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/4430/851/1600/498636/Biancaneve_spoleto.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/4430/851/320/163783/Biancaneve_spoleto.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;La &lt;span style="color:#000099;"&gt;Prima&lt;/span&gt; &lt;span style="color:#cc33cc;"&gt;Repubblica&lt;/span&gt; &lt;span style="color:#cc9933;"&gt;Marinara&lt;/span&gt; di &lt;span style="color:#666600;"&gt;Montagna&lt;/span&gt; &lt;span style="color:#330099;"&gt;di &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#009900;"&gt;Frigolandia&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#333333;"&gt;(nella foto: il Presidente e Fondatore Vincenzo Sparagna&lt;br /&gt;con un gruppo di bambini durante una installazione a Spoleto &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#333333;"&gt;curata &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;da alcuni artisti della Repubblica).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;su&lt;/span&gt; &lt;span style="color:#000099;"&gt;&lt;a href="http://www.vibrissebollettino.net"&gt;vibrisse&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-117010226218666964?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/117010226218666964/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=117010226218666964' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/117010226218666964'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/117010226218666964'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2007/01/la-prima-repubblica-marinara-di.html' title=''/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-10805580.post-116945873754629016</id><published>2007-01-22T10:33:00.000+01:00</published><updated>2007-01-22T10:38:57.586+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/4430/851/1600/844482/007.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/4430/851/320/513219/007.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(153, 0, 0);font-size:130%;" &gt;Ci accontentiamo?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Bisogna prendere &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:85%;" &gt;Casino Royale&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; per quello che è: un film commerciale, un po’ &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:85%;" &gt;cartoon &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;e gioco &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:85%;" &gt;playstation&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;, con buoni effetti speciali, buona fotografia, buon ritmo, zeppo di primissimi piani degli attori-star, come vanno di moda oggi i pizzardoni hollywodiani; tuttavia è meno peggio di come molti, forse, si aspettano. Dopo le varie parodie di 007 che hanno rovinato irrimediabilmente il personaggio interpretato da Sean Connery, questo nuovo episodio è un &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:85%;" &gt;action-movie&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; con caratteristiche di &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:85%;" &gt;spy-story&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; (mi scuso per il tripudio di termini inglesi, ma come tradurre &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:85%;" &gt;spy-story&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;? Storia di spie?) di buona qualità, interpretato con discreta classe da un attore che lo rende serio, con qualche sfumatura &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:85%;" &gt;dark &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(e come tradurre &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:85%;" &gt;dark&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;?). Certo, la sceneggiatura ha dei buchi, delle sciatterie, e ogni tanto perdiamo il filo, o sorridiamo per le ingenuità; gli inseguimenti, ormai inflazionati, sfiorano la noia (però non si sbraca eccessivamente), e le marche, delle auto, dei telefonini, degli orologi (ma che orologio hai? chiedono a 007, un Rolex? E lui, no, un Omega) imperversano; però se l’accettiamo per quello che è, un prodotto di pura evasione, con tutte le componenti che ci divertono, azione, violenza, bellezza degli attori, abbastanza al punto giusto, in mancanza di meglio – e purtroppo siamo in tempi di cronica mancanza di meglio – possiamo trascorrere un paio d’ore tutto sommato non-sgradevoli, e quando usciamo dal film, se non abbiamo dormito, ci sentiamo persino moderatamente non-insoddisfatti.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/10805580-116945873754629016?l=baldrus.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://baldrus.blogspot.com/feeds/116945873754629016/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=10805580&amp;postID=116945873754629016' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/116945873754629016'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/10805580/posts/default/116945873754629016'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://baldrus.blogspot.com/2007/01/ci-accontentiamo-bisogna-prendere.html' title=''/><author><name>Baldrus MC</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16'
