martedì, febbraio 07, 2006


Un vino ottagonale?
Trovo sempre divertente leggere le etichette dei vini, quelle dove, con una breve frase, si vuole definire il sapore, la caratteristica, l’abbinamento del vino che stiamo esaminando. Trovo particolarmente divertenti gli aggettivi. Alcuni sono semplici, ovvii, come “fruttato” o “vivace”, altri sono davvero eccentrici, così strampalati che non si capisce come possano essere riferiti a un vino. C’è come una ricerca esasperata verso nuovi termini, ma l’argomento non offre poi tante possibilità. Inoltre è curioso come gli stessi aggettivi vengano riferiti a vini diversissimi tra loro, sia bianchi sia rossi. Eccone alcuni, presi qua e là: “sottesa sensazione minerale”; “finale amabile”; “finale lungo”; “opulento e setoso”; “tessitura lenta”; “buona rotondità”; “rotondo”. Ma l’aggettivo più strambo l’ho sentito in televisione l’altro giorno, per bocca di una signora sommelier che commentava un rosso friulano: “molto verticale”. Mi sono chiesto, con tutta la buona volontà, come possa un vino essere verticale. A quando un bianco triangolare, pentagonale, esagonale?

2 commenti:

sergio pasquandrea ha detto...

Beh, io ho un amico che è un contrabbassista jazz. Mi è capitato di leggere una recensione di un suo disco in cui veniva definito "bassista elastico e vaporoso". Non ti dico le sue risate quando l'ha letta...

Baldrus ha detto...

Ci può essere un uso creativo degli aggettivi. Per esempio se leggo che un personaggio ha una “barba tempestosa” mi intrigo. Ma un “bassista vaporoso”, oppure, mentre sorseggio un vinello, penso che ha un “gusto rotondo”, no, non ci arrivo.