giovedì, novembre 16, 2006


Con le spalle al muro

Mia figlia, che ha 12 anni, con altre ragazzine ha visto, durante una festicciola per Halloween, L’Esorcista. E’ stata una visione sconvolgente. Una di loro lo guardava in piedi vicino alla porta, e ogni tanto usciva, quando non reggeva certe scene. Le altre si coprivano gli occhi, e si facevano coraggio a vicenda con grida e abbracci. Erano sole, perché la madre della ragazzina padrona di casa era al lavoro.
Mia figlia continua a essere impressionata, e alla sera non vuole andare a letto con la luce spenta.
Noi non siamo per nulla contenti di questa storia, e siamo un po’ irritati con la madre padrona di casa perché le ha mollate a loro stesse con quella cassetta.
E’ un film, questo, che suscita fortissimi sensi di colpa. E’ questo il suo segreto, il segreto della paura che evoca e del suo successo. Mia figlia continua a fare domande sul diavolo, e non è facile dare delle risposte. Io dico con estrema nettezza che il diavolo non esiste, che è tutta un’invenzione delle religioni, che sono state inventate dall’uomo. Ma sono spiegazioni che non convincono (me stesso per primo), perché il film ha smosso paure che vengono dal profondo. Mia moglie, che è psicologa, fa un discorso più complesso, che verte sostanzialmente sul fatto che sono tematiche che non riguardano nostra figlia, perché la cosa fondamentale è condurre una vita serena, una vita allegra a contatto con la realtà quotidiana. In questo modo nessun diavolo potrà mai minacciarla. Cerca, insomma, di agire sul senso di colpa perché, dice, dichiarare semplicemente che il diavolo non esiste, in questa fase, non serve a nulla. E credo che abbia ragione, perché nostra figlia alle mie dichiarazioni reagisce con una non-reazione, mentre cerca di parlarne con sua madre. Perché ha bisogno di scaricare tensione, di parlare della sua paura, mentre la mia posizione finisce per essere una censura.
Poi è tornata a casa schifata perché un ragazzino suo coetaneo ha dei filmati porno scaricati nel telefonino. "Ma che schifo!" dice, e chiede, pur senza chiederlo apertamente, se io e sua madre facciamo quelle stesse cose "schifose".
E’ tutto maledettamente difficile, perché ci sono da prendere delle posizioni che non sono per nulla chiare. Poi viene un senso di rabbia, perché dei ragazzini di questa età dovrebbero avere contatti meno traumatici con questi aspetti della vita e delle emozioni così violentemente cannibalizzati dal mercato dello show-businness.

4 commenti:

sergio pasquandrea ha detto...

Non ti invidio, Baldrus.
Quanto all’Esorcista, onestamente penso anch’io che dire “Il diavolo non esiste” sia una semplificazione: se tua figlia, che pure (credo) è cresciuta in una famiglia laica e non è stata assillata fin da piccola con diavoli cornuti e Padreterni occhiuti, è stata così impressionata dal film, è perché i meccanismi su cui fa leva sono ben radicati nella psiche umana, come tu stesso riconosci. Probabilmente le streghe e i lupi delle favole non sono poi meno paurosi del demonio dell’Esorcista (che, per inciso, non ho mai visto), solo che le favole permettono un maggior grado di elaborazione fantastica e non ti spiattellano in faccia vomiti verdi e teste rovesciate.
Certo, capisco che non si può fare un discorso di psicoanalisi junghiana a una ragazzina appena adolescente…
Quanto al sesso, pare che a fare discorsi contro la pornografia oggigiorno si passi per bacchettoni o per ipocriti: e vabbè, il giornaletto sottobanco a scuola ce lo siamo passati tutti, abbiamo tutti sbirciato le pagine di biancheria intima di Postalmarket o guardato su Telenorba le varie Tini Cansino, Gloria Guida o Edvige Fenech, e così via. Però, certo: se penso che oggi un ragazzino di 10 anni può aprire internet e trovare centinaia di immagini di sesso zoofilo o di orge bisessuali, mi pare si sia un pochettino passato il segno. Fatto salvo il diritto di chiunque, adulto e consenziente, a vivere la sua vita sessuale come più gli aggrada.
Tanto per concludere: c’era un alunno, nella scuola dove insegnavo qualche anno fa, che a 11 anni non faceva che chiedere alle ragazzine se scopavano con i fidanzati o se si portavano dietro il preservativo quando uscivano la sera. Io a quell’età giocavo ancora con i Big Jim. E ce n’era un altro, sempre in prima media, il cui passatempo preferito era avvicinarsi a una compagna con 3 o 4 amici, chiuderla in un angolo e provare a palparla. Se provavi a spiegargli che quella ragazza non era un oggetto o una bambola, ti guardava senza capire.
Vabbè, mi si dirà, gli stupratori e i maniaci sessuali sono sempre esistiti, e demonizzare il sesso non è una soluzione, e la “famiglia tradizionale” non è certo un nido di bambagia. Però penso sempre a quello che diceva Leonard Cohen: “la cultura dev’essere la manicure sugli artigli dell’umanità”. Se prendi le pulsioni di un tredicenne, sottrai quel po’ di razionalità che può avere un adulto, e moltiplichi il tutto per tutte le volte che quel tredicenne può vedere una gangbang su internet, vedi un po’ tu qual è il risultato…
Un caro saluto
Sergio

baldrus ha detto...

Grazie del contributo, Sergio. E' difficile l'impatto con la preadolescenza. Ed è soprendente per me pensarlo, perché sono stato un adolescente ultraturbolento, e la stessa cosa dicevano i nostri genitori. Tuttavia oggi i messaggi, ma anche le aggressioni, i pericoli, sono molto più aspri e violenti di un tempo (tu giustamente poni l'attenzione sul fatto che con un computer si può navigare in una giungla), e ci si sente inadeguati. Per esempio, le ultime notizie, arrivate per una confidenza riservatissima di una ragazzina compagna di scuola di mia figlia, sono che esisterebbe un locale, proprio qua nel bolognese, nel quartiere dove talvolta il sabato escono per un film, dove le ragazzine di terza media ballano la lap dance con tanto di pertica (come nei film) e i ragazzini coetanei ballano e si impasticcano. Sarebbe un locale che è già stato chiuso per ben due volte per questo motivo (ragazzi minorenni). Non sappiamo se sia tutto vero, perché il passaparola dei ragazzini talvolta si intreccia con la fantasia, però sorgono delle preoccupazioni piuttosto angoscianti. E in un ex fricchettone come me, che teorizzava la libertà ecc., sono molto squilibranti.

Anonimo ha detto...

Se non disturba un commento di passaggio: l'Esorcista è l'*unico* film, diciamo così, "dell'orrore" che mi abbia messo addosso una paura autentica, strana, come se andasse davvero a smuovere qualche specie di archetipo profondo e dimenticato. Parte del suo effetto penso sia legato al forte realismo di tutta la prima parte, che non lascia trapelare alcuno di quei segnali quasi convenzionali, quelle connotazioni, piccole esagerazioni o coincidenze improbabili, dialoghi "forzati", che di norma contrassegnano la finzione filmica. Così, quando irrompe l'incubo, siamo come particolarmente predisposti a prenderlo "sul serio". Un grandissimo film (senza le ultime aggiunte) ma per persone mature.
Ciao
Elio

cristiano prakash dorigo ha detto...

io lavoro con i preadolescenti e ho una figlia di otto e mezzo e sono stato anch'io un giovane ribelle con l'urlo sulla pelle e ho sofferto fino a quasi lasciarci la pelle. e ora vedo mia figlia che soffre,e non sa come fare. e vedo me che cerco di essere pronto quando chiama e di lasciarle fare esperienza quando ce n'è bisogno. non ci possiamo sostituire a loro: possiamo essere dei buoni esempi; non possiamo spiegare tutto, dobbiamo lasciar loro scoprire. e quando serve, saper dire la verità: che non siamo onnipotenti, e che nessuno lo è e che l'esperienza, è l'unico modo di introiettare la propria verità.
dopo di che, è davvero un mondo difficile e annichilente. ora, e in particolare dal prossimo anno, mi occuperò di giovani adulte: neo maggiorenni che vengono da famiglie disastrate. e come dire, sarà una consolazione, ma ti posso assicurare che stanno aumentando i casi di maltrattamenti e abusi; e che questi di solito avvengono in famiglia. e queste ragazze sono comunque giovani donne che vanno avanti, con i loro sogni e i loro incubi. mi par di capire che, almeno questo, le nostre figlie non l'han vissuto.
ciao