giovedì, ottobre 13, 2005

Il bell’Enzo Paolo

Ho un rapporto affettivo con L’Isola dei famosi. Quando è uscita la prima edizione ero in ospedale per un ricovero pesante; col mio compagno di stanza, un signore di Salerno che stava molto male, malissimo – poi ho saputo che non ce l’ha fatta – alle 19 in punto aprivamo la tele perché scoccava "l’ora delle cazzate di Pappalardo". Quel programma era una compagnia, un piccolo appuntamento luminoso nel ritmo piatto, nella sequenza di riti del reparto ospedaliero, nel malessere e nella febbre. Il cicaleccio di quei personaggi "famosi", anche se di una fama media, piccola, quel loro desiderio ossessivo di mostrarsi, di essere in TV, mi ricordava, non so perché, la voce collettiva triste, un po’ folle, dell’Antologia di Spoon River. Poi, una volta dimesso, non l’ho quasi più guardato, anche se un’occhiata ogni tanto si allunga sul video, una breve incursione è talvolta piacevole. E’ quanto è accaduto l’altra sera, quando ho assistito allo sfogo psicologico di un ex ballerino coi capelli ossigenati di nome Enzo Paolo Tuchi, marito di un’ex ballerina, pure lei coi capelli ossigenati, che era nell’edizione di un anno fa, di nome Carmen Russo. L’Enzo Paolo, parlando con la moglie in studio, è scoppiato in lacrime e ha detto "ti prego, se mi vuoi bene fammi tornare!" Fammi tornare: e l’ha ripetuto più volte, con la voce rotta dai singhiozzi: la supplicava di riprenderlo tra le sue braccia, come un bambino supplica la mamma di accoglierlo, dopo averlo perdonato. Il fatto è che l’Enzo Paolo non reggeva le angherie di Al Bano, che è un tipo legnoso, polemico, prepotente, graffiante, e, a quanto pare, freddo, insensibile. Allora la produzione, per tentare di arginare la crisi (e la fuga), l’ha mandato tra le donne, perché donne e uomini erano, appunto, divisi; l’Enzo Paolo lontano dagli uomini cattivi è subito rinato, è rifiorito; ma ecco che il gruppo promiscuo è stato riformato e lui è nuovamente entrato in crisi: gli è venuta la diarrea ed è tornato subito a casa, accolto a braccia aperte dalla sua Carmen che ha superato la delusione di vedere il suo uomo così debole, così poco macho.
Proprio questo è il punto: l’Enzo Paolo ha dato un’immagine così poco "gallesca", così poco da duro, che, in un paese come il nostro, dove le icone sono i vari Costantino, Daniele Interrante (pure presente nel programma), mi ha ricordato Il bell’Antonio. Nel paese del "ce l’ho sempre duro" il poverone Enzo Paolo, il maschio che cede, si spezza, che non regge la competizione, si espone abbastanza pesantemente, come ha dimostrato il disagio – forse la vergogna - della Carmen di fronte al suo pianto dirotto. Infatti la Ventura continuava a strillare "ma come sei sensibile" e "quanta tenerezza". E lui a scuotere i capelli ossigenati, a cercare di ridere quando la Ventura ha chiesto alla coppia ossigenata riunita: "ma in casa vostra chi porta i pantaloni?".

5 commenti:

Spy ha detto...

Voglio dire, Baldrus, L’Isola è una boiata pazzesca. Tutti lì a fare finta di essere da soli sull’isola, e il pubblico che ci crede, mentre c’è un esercito di cameramen, produttori, segretarie e altro. E poi tutte quelle storie in diretta, la ipocrita Ventura che dice a Al Bano che la moglie l’ha lasciato, sempre tutto in diretta, coi faccioni sul video, e i pianti, è la spazzatura più spazzatura del mondo.

Anonimo ha detto...

"I Romani hanno inventato il circo e i giochi, oggi avete i reality show.
Distraetevi così e non pensate."

Leggendo qua e là sulla rete.

Baldrus ha detto...

Sono d'accordo, ci mancherebbe. A me comunque interessava parlare soprattutto di un altro aspetto, la caduta del gallismo nel paese del Bell'Antonio. Però... talvolta la mente elabora una teoria, un giudizio, ma il resto del sistema, i polmoni, le labbra, il cuore, si lasciano un po' andare e si ghigna e si spara anche qualche cazzata.

Anonimo ha detto...

infatti bisogna lasciarsi un po' andare senza paura di sentirsi stupidi.
E a leggere attentamente il blog si capiva molto bene cosa si voleva dire e che, anche per Baldrus, l'isola e'una boiata.
O no?
pap

maline ha detto...

Il grande problema della nostra società è come sbarazzarsi della spazzatura prodotta dal bisogno di produrre (cosa è secondario) -considerato che, esistesse ancora una cultura degna di questo nome, la produzione di rifiuti verrebbe notevolmente ridotta... Pare proprio la TV sia un luogo ideale: i telespetteccetera (come li chiamò una volta Pazienza in una bellissima vignetta) ingoiano, sublimano e la riportano riciclata e filtrata dalle loro teste in circolazione -quasi fosse cosa su cui davvero valesse la pena di perderci tempo, nella chiacchiera.
Quanto al gallismo... Ha smesso anche quello ormai di essere una (sotto)cultura, su cui almeno si poteva ridere. Ma in TV si ride sempre meno -scordando che il riso è una delle cose che ci differenzia dagli animali. La (finta) lacrima, il cuore in mano, il mettersi in piazza sono di turno. Ma non sarà forse anche questa una forma (riveduta e corretta) di gallismo? Qualche sospetto l'ho. Gli americani poi hanno propagato l'intelligenza emozionale e nessuno (in prima linea gli uomini) si vergogna più di mettersi in ginocchio davanti ad una telecamera e di farsi ammirare quale essere sensibile -cosa che dubito farà poi mai a casa tra le domestiche pareti, se non per fini... immediati: lì infatti, non accorgendosene nessuno, non c'è nulla da vendere.
Come cantava Paolo Conte? "È tutto cinema, cinema, cinema, come back to my Chinatown..."

maline