Prepararsi all'eventoBisogna prepararsi. E’ possibile che l’Italia vinca la finale e quindi il mondiale. Questa non è una previsione ma una semplice constatazione che la Nazionale può competere ad armi pari con la Francia. La TV ci ha mostrato le “feste” nelle piazze d’Italia, dove centinaia di migliaia di persone – soprattutto giovani e giovanissimi – in stato di fortissima alterazione manifestavano la loro “gioia” per le vittorie della squadra.
Se vinciamo la finale questa “gioia” salirà a livelli di parossismo, con episodi anche critici di fanatismo di massa ecc. Ora questo fatto mi induce a una riflessione: qua a Bologna ci sono state polemiche molto accese sul Rave Party che ha sfilato per la città. Musica ad alto volume, gente che grida, balla, espleta bisogni fisiologici, getta rifiuti. La Giunta ha tentato di negareil permesso, adducendo motivi di quiete pubblica, e l’emergenza rifiuti (in sostanza, chi paga per la pulizia); tutte problematiche e obiezioni che hanno riscosso un altissimo consenso da parte dei cittadini.
Dunque, il Rave è rumore, rifiuti. E le notti di baldoria dei dopo-partita? Sempre la TV ha mostrato le piazze letteralmente cosparse di rifiuti. Chi ha pagato? Chi pagherà se la Nazionale vince? E il rumore?
Ma non vi è obiezione che tenga. Il Rave è degrado, mentre le notti di baccanale dei dopo partita, con tutti i loro carichi di rumore, fumogeni, clacson, addirittura gimkane con moto nelle zone pedonali, sono “festa” e “gioia”.
Ma come sarà?
La sindrome di GastoneQuando io e il vecchio Loris, il mio grande amico del 1970, partimmo in autostop verso Amsterdam, non potevamo immaginare ciò che sarebbe successo. Eravamo non solo amici, ma anche soci: soci nel condividere la scelta culturale di quel periodo, una scelta
freak, undergound-letteraria, una scelta di rifiuto radicale del Sistema. Io ero kerouchiano, lui ginsberghiano; io ero per una scrittura classica, una scrittura narrativa, lui un surrealista poetico; ci univa l’adorazione per Jimi Hendrix (io poi lo imitavo anche nell’aspetto, e il mio soprannome tra gli amici era proprio
Jimi), l’amore per la libertà, per l’apertura delle coscienze.
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vibrisse)