mercoledì, luglio 27, 2005

Very italiano

Un nuovo aggettivo andrebbe inserito nel cosiddetto vocabolario internazionale, il dizionario interlingue, insieme a look, relax, smart, rauss, pizza e altre parole prese da lingue diverse che sono entrate, ormai, nelle lingue di tutto il mondo, ed è italiano. Il significato di italianità, inteso nel suo aspetto più pecoreccio, albertosordiano, è noto a tutti: evoca cialtroneria, ipocrisia, doppio e triplo gioco, menefreghismo, opportunismo, viltà e una lunga lista di eccetera eccetera (poi gli aspetti positivi vengono sottolineati dalle star americane in visita: come si mangia bene, com'è "meravigliosa" [lovely, beatiful] la gente e via discorrendo). Già Henry James nel Carteggio Aspern a proposito del palazzo veneziano in cui vivono le due signore tenutarie del mitico carteggio, parla di "basso standard italiano". Non è razzismo, è un dato di fatto. Basta vedere la classe politica che ci ritroviamo. L’ultimo esempio di very italian è questa storia della pizza e birra a sette euro, presentata in pompa magna alla stampa dalla Confcommercio con grandi paroloni e marce trionfali. Uno si chiede, dove sono queste pizzerie che aderiscono all’iniziativa? Io non ne ho mai vista una. Allora ho cercato in internet, sul sito della Conf: rimanda a un sito apposito (qui) che dovrebbe contenere la lista. Bene, non è mai entrato in funzione. E’ da sempre in aggiornamento. Non è stupendamente italiano tutto questo?

1 commento:

sergio pasquandrea ha detto...

Non vorrei stare a ripetere luoghi comuni, ma mi ricordo chiaramente che fino a 5-6 anni fa pizza e bibita costavano intorno alle 10mila lire (5 euro, più o meno).
Oggi è una notiziona metterli a 7, visto che in media ne costano almeno 10 (20mila lire).
Ma si sa, l'inflazione è percepita, non reale. Anche questo è molto molto italiano.