sabato, marzo 24, 2012

Immagini dal Buio

Se un'azienda decide di licenziare un lavoratore perché è troppo attivo sindacalmente non lo farà per questo motivo, perché sarebbe un licenziamento "discriminatorio", ma elaborerà una problematica "economica", ovvero il posto di lavoro in questione che non è più necessario, bisogno di diversificare la produzione ecc, coi vari cavilli studiati dai consulenti. Con la normativa attuale se il giudice ritiene che non vi sia giusta causa - cioè che il motivo economico non sia valido - il lavoratore sarà reintegrato; con la riforma il lavoratore dovrà sobbarcarsi un procedimento legale (con relative spese) e se il giudice prenderà la stessa decisione - ovvero non ricoscerà la giusta causa - non potrà reintegrarlo ma farà pagare all'azienda una somma di buonauscita, fino a 27 mensilità. E il lavoratore si troverà licenziato. Il resto sono tutte chiacchiere, comprese quelle di Santo Napolitano, che non perde mai un'occasione per stare zitto. Questo governo fa sul serio, non come quello del saltimbanco di ieri, che per questa sua inerzia è stato mandato via dai veri padroni. Gli stessi di oggi. La Fiat soprattutto, le banche, i finanzieri. Questo governo è composto da impiegati di questi padroni, solerti e zelanti. Lavora con impegno per distruggere ciò che resta dei diritti. Ci mette la faccia delle signore del bel mondo, così gentili, così garbate. Questo governo mi ha rubato circa quattro anni di età pensionabile, molte centinaia di euro l'anno (devo ancora quantificarli, ma superano abbondantemete i 1.000) di taglio dello stipendio, oltre alle centinaia di euro da spendere in nuove tasse. Tutto per il bene nazionale. Nazionale dei suoi padroni. Sostenuto da una campagna mediatica che non ha precedenti se non nel periodo fascista dell'EIAR.

venerdì, marzo 23, 2012

Born to run

Da tempo vorrei scrivere un pezzo su correre, born to run, ma ogni volta qualcosa mi blocca. E’ un argomento che richiede una trattazione profonda, una ricerca di significanze nascoste sotto i veli dell’apparenza. Ci ho provato con “camminare”, qui. E’ un argomento già oggetto di narrazioni “altissime” come quella di Thoreau, e un’antologia interamente dedicata alla nobile arte rimbaldiana curata dal mio amico Pierfrancesco. Correre è forse più rigoroso, diciamo più militare, perché richiede un maggior consumo di risorse fisiche in un tempo più breve. Apparentemente correre lascia meno spazio all’interazione con l’ambiente, alla contemplazione, perché siamo concentrati sulla respirazione, sulla muscolatura, su un obiettivo, che può essere temporale (mezz’ora, un’ora ecc) o spaziale (in chilometri). Correre è anche oggetto di sofferenza e di noia, perché quel preciso momento chiamato “rompere il fiato”, che arriva quando inizia la ventilazione-iper e l’organismo supera il bisogno urgente di ossigeno, è duro da raggiungere, bisogna superare una specie di soglia di disperazione, per cui è alta la tentazione di lasciare perdere.

Camminare è più epico, più eroico. Esistono itinerari classici, seguiti da migliaia di persone, come Santiago di compostela, gli antichi pellegrinaggi, una “via degli dei” che collega Firenze a Bologna, e molto altro. Esiste anche un sito interamente dedicato al camminare come stile di vita, come aggregazione sociale, qui.

mercoledì, marzo 21, 2012

Love Out sul web 2


Segnalo due interessanti recensioni, una di Flavio Camilli sulla rivista on-line romana Fuori le 
Mura: "L’amore se esistesse. Con un titolo, Gilda Policastro – una delle penne di Love Out, raccolta di racconti e poesie dedicati al sentimento più famoso – riesce a sintetizzare molto di quel che c’è da dire. In quell’ipotesi c’è la speranza, la disilluzione – e anche, quindi, l’illusione – e tutto un mondo di possibilità che la frase, comunque, non riesce, non può, non sa negare pienamente." (Continua a leggere sul sito)

martedì, marzo 20, 2012

Viva la muerte dei demoni

Supernatural è un telefilm americano nato nel 2005, arrivato alla settima stagione. Due fratelli, Sam e Dean, girano l'America cacciando demoni e tutte le creature maligne e negative del regno del Buio che hanno come obiettivo l'avvento del Male. Ha caratteristiche horror, ma con frequenti virate nel grotesque, nel grand guignol, e nell'ironia. Non è sempre al massimo ma è comunque un prodotto ottimo, che seguo spesso su RAI 4 (canale 21) alle 20 circa, una rete diretta da Carlo Freccero che si distingue anche per altri telefilm di alta qualità, trasmessi in chiaro nell'ora dei filmastri mainstream delle altre reti.

lunedì, marzo 19, 2012

La disfida degli onesti

Disonesto è colui “che compie azioni illecite o immorali per interesse” (dizionario Sabatini-Colletti); colui “che è privo di probità, onore, rettitudine” (Hoepli); colui “che spaccia una cosa per un’altra, quest’ultima generalmente ritenuta – da lui stesso o dal sentire comune – superiore da un punto di vista morale, economico, sociale, alla prima” (Baldrus).

Sono onesti i registi di film d’evasione che accettano il loro ruolo, gli scrittori di romanzi di genere che non cercano di vendere se stessi come autori “elevati” (considerati tale dal sentire comune) ma si propongono per quello che sono. Cioè non spacciano una cosa per un’altra, per non finire negli scaffali dei “gialli”, o della “fantascienza”, ma in quelli centrali e ben visibili delle “novità”. Per capirci, Jean Patrick Manchette di solito è nella nicchia  dei “gialli” o “thriller”, mentre Silvia Avallone la troviamo negli scaffali all’ingresso degli scrittori-scrittori.
Per questo ho sempre rispettato Giorgio Faletti perché in una intervista televisiva si definì “autore commerciale”. Mi sembrò onesto. Sono commerciale, scrivo per vendere, per avere successo. Non si atteggiava a Dostoevskj, a trasmettitore dei segni dell’arte, come avrebbe detto Deleuze. Questa era esattamente l’idea che avevo di lui dopo avere letto Io uccido, un libro sovradimensionato per fare volume, come vuole il mercato, con circa metà foliazione superflua, dialoghi preconfezionati, una storia d’amore posticcia, interminabile. Un’operazione commerciale dichiarata apertamente, con onestà. Io scrivo Io uccido per vendere decine, centinaia di migliaia di copie, non per entrare nella storia della letteratura.

venerdì, marzo 16, 2012

Una serata da non ripetere

L’altra sera abbiamo festeggiato il diciottesimo compleanno di un’amica d’infanzia di mia figlia. Chiara, questo il suo nome, per un periodo è stata come una seconda figlia per noi, e quindi una sorella di Beatrice. Quando era bambina suo padre stava attraversando un periodo difficile, era senza lavoro, viveva come uno sbandato; sua madre lavorava 10 ore al giorno in un albergo, compresi i turni di notte, così Chiara dormiva spesso a casa nostra. L’abbiamo anche portata in vacanza al mare per due estati, e alcune domeniche in Romagna dai miei genitori, come se andasse dai nonni. Poi suo padre si è lentamente ripreso, ha trovato un lavoro e sua madre ha cambiato albergo e turni. Hanno acquistato una casa in una cittadina a circa 15 chilometri da Bologna, per cui le due ragazze si sono perse di vista, pur restando legate da un affetto consolidato.

mercoledì, marzo 14, 2012

Una vacanza premio in Italy


Terminata l’incursione nel super-mainstream – Fabio Volo, De Carlo – con alcuni danni collaterali tutto sommato abbastanza trascurabili, mi appresto a tornare ai miei rassicuranti noir-thriller. E’ bello sapere che c’è sempre una ritirata a disposizione. Dà sicurezza. Il mio vecchio amico Pierfrancesco, che non ama troppo le avventure ma preferisce stare sul sicuro, è appassionato di thriller nordico. Anche in questo senso potremmo definirlo un genere mainstream, e in effetti lo è, però è onesto, scrittura di evasione pura senza pretese artistiche sui grandi sistemi della vita e dell’amore ecc. Quindi non inganna, non seduce per poi tradire. E nel noir non è raro trovare una profondità nei personaggi e nelle storie talvolta di molto superiori ai mainstream con pretese artistiche.

L’ultima sua passione si chiama Jo Nesbø, scrittore norvegese cinquantaduenne, il titolo del libro è La stella del diavolo (Piemme 2010). E’ ambientato a Oslo, una storia di omicidi seriali. Nulla di nuovo si dirà, gli scaffali traboccano di serial killer. Una vera inflazione. Ma l’importante non è il contenuto, è lo stile col quale viene raccontato, la capacità dell’autore di coinvolgerci, di stupirci, di spaventarci, di farci affezionare ai suoi eroi. Se condotta bene ogni avventura è una nuova avventura.

lunedì, marzo 12, 2012

Picchì Gwyneth?

Mia figlia è tornata dalla gita scolastica a Monaco di Baviera, con visita al lager di Mauthausen, ammalata. Bronchite, mal di gola, febbre. Normale, da quando ha fatto la scelta sconsiderata di fumare sigarette si ammala spesso di bronchi. Ma può avere influito anche ciò che ha visto e sentito. Non riusciva a credere a certi episodi. Neanch’io. Ascoltandola, guardando le foto del lager mi sono venuti dei dubbi sull’opportunità che la nostra specie continui a esistere su questo pianeta.

Da due giorni era costretta in casa, e il sabato sera stava entrando in depressione. Le amiche e gli amici in giro e lei sul divano. Poiché mia moglie aveva un impegno si è stabilito che avrei passato la serata con lei. E di guardare un film insieme, visto che la televisione sembra essere una infermiera ideale. Così sono stato incaricato di andare da Blockbuster per noleggiarne uno. La cosa mi andava più che a genio, una bella passeggiata di 5 + 5 chilometri tutti in pista pedonale, perfetta per un camminatore professionista come me.

giovedì, marzo 08, 2012

La società civile, contro il Pensiero Unico

Sulla manifestazione di domani a Roma indetta dalla FIOM segnalo questo articolo di Valerio Evangelisti , che sottoscrivo fino all'untima parola.

Dopo il governo della volgarità populista, ecco quello dell’astuzia conservatrice. Cambia lo stile, è indubbio, ma non cambiano le finalità. Persone garbate e distinte ribadiscono che la crisi la devono pagare coloro che non l’hanno mai provocata: gli operai, i lavoratori dipendenti, gli studenti, il commercio al minuto, i precari, l’impresa artigiana, persino gli immigrati. Come contentino, blitz ridicoli – ma amplificati a livello mediatico – su centri di vacanze di lusso, da cui, dopo l’infinito iter del contenzioso tributario, si tireranno su quattro soldi.
Ciò per poter dire che si è colpita («dolorosamente») ogni classe. Con l’autorevole avallo del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Il quale, impossibilitato a starsene zitto almeno un giorno, afferma che al risanamento del paese devono contribuire abbienti e non abbienti.


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Firma qui l'appello La società civile con la FIOM

martedì, marzo 06, 2012

Il linguaggio della destra

Il linguaggio parlato dalla destra, italiana o globalizzata, è uno solo: violenza. E’ una lingua violenta, sia che insulti apertamente, o che alluda, o che utilizzi la calunnia, la menzogna, la demagogia, perché questa è la sua natura. Una natura violenta. Si innesta con la componente violenta che ognuno di noi reca in sé, secondo vari livelli individuali, e lancia i suoi codici, i suoi richiami. Energia malata, energia negativa, che vive grazie a un’enfasi sulla malattia e sulla negatività. In una società in crisi, vuota di ideali e piena di paura, questo processo in negativo aumenta, acquista potenza. Lo insegna la storia, con l’avvento delle dittature che si sono innestate all’interno di società indebolite dalla crisi economica e dall’incertezza per il futuro.

Il linguaggio della destra di tutto il mondo è violento. Così negli Stati Uniti, dove le destre sono particolarmente virulente, il noto conduttore radiofonico Rush Limbaugh ha insultato una studentessa di nome Sandra Fluke, che aveva invocato la copertura sanitaria per gli anticoncezionali, con l’epiteto di “puttana”, perché “vuole essere pagata per fare sesso.”

Ma il linguaggio della destra non è solo violento, è anche ipocrita. Infatti, dopo che diversi sponsor hanno ritirato le inserzioni dal The Rush Limbaugh Show, l’uomo si è profferto in una serie di scuse - rifiutate dalla studentessa in una intervista alla rete televisiva ABC, in quanto “non valgono nulla soprattutto se dettate dalla fuga degli sponsor”.

lunedì, marzo 05, 2012

Dalla piazza


Sabato e domenica il centro di Bologna era invaso da una folla oceanica per l’estremo saluto a Lucio Dalla (sabato) e per il funerale (domenica). Essendo un personaggio ad alta esposizione mediatica, oltre che un musicista, la sua scomparsa ha avuto uno spazio enorme sui media. E come sempre dilagano le apologie. Io sottoscrivo il post di Tiziano Scarpa su il primo amore. Anch’io ho amato Dalla ai tempi di Com’è profondo il mare, ma l’ho dimenticato poco dopo. Ora assistiamo alla consueta santificazione acritica, la roboante retorica, coi giornalisti che fanno a gara per cercare di capitalizzare un po’ del successo della star, il copione di sempre.

domenica, marzo 04, 2012

Ce la posso fare?

Sono in dirittura finale. Sto lottando per concludere, per non mollare la lettura. Arrivati a questo punto, a pag. 454, sarebbe fastidioso. Inoltre vorrei scoprire questo finale “hollywoodiano” di cui si è detto, anche se credo di immaginarlo. E poi, si può mollare a pag. 454 quando non è successo ancora un cazzo (nel senso proprio letterale), come quando ero a pag. 374?
Intanto Daniel Deserti è andato avanti con le sue prediche, con le conferenze che fa a Clare trattata da spalla, come in teatro, mentre noi seguiamo lei e lui in un interminabile giro in Francia, dove lui le dediche pagine e pagine di complimenti (sei fantastica, hai un viso orientale, hai degli occhi luminosi, sei speciale, sei radiosa, che si ricollegano alle pagine passate dove lei aveva questo modo di stare seduta, e questo modo di stare in piedi, e questo modo di toccare gli oggetti, e questo modo di prendere le posate ecc mentre lui visto con gli occhi lei ha questo modo di muoversi, così maschile, solido, adulto, pericoloso – sì, proprio pericoloso, scritto almeno due volte). Insomma, Andrea De Carlo non appartiene di sicuro al gruppo di scrittori che sanno scrivere ma anche tacere. Questa forma d’arte, così sottile e delicata, gli è ignota. Al contrario, si accanisce a scrivere tutto, a descrivere ogni dettaglio, ogni singolo gesto, quasi fosse un entomologo, e trasforma noi - noi lettori - in guardoni.

venerdì, marzo 02, 2012

Verso l'iperspazio del Caos


Giacomo Leopardi, durante i brevi soggiorni a Bologna del 1825-26, rimase colpito dalla città e dai suoi abitanti: da un lato negativamente e dolorosamente, per gli sbalzi del clima e il freddo umido (il “bestialissimo freddo”, micidiale per la sua debole costituzione); dall’altro positivamente e gioiosamente per il carattere “allegrissimo, ospitalissimo” dei suoi abitanti. A Bologna, scriveva in una delle lettere milanesi, “nel materiale e nel morale tutto è bello, e niente è magnifico”.
Nel materiale: Leopardi aveva ragione. Bologna medievale, con le sue strade strette, tortuose, fasciate da portici lunghissimi, con le piazzette e le chiese, i giardini interni delle case nobiliari belli ma non splendidi come quelli milanesi, o romani, è molto bella, con straordinarie miniature, tonalità affascinanti, ma non magnifica. Non può competere con Firenze, o Venezia.

mercoledì, febbraio 29, 2012

La governance è un feuilleton noir?

 [Non solo il Presidente del Consiglio non vi dirà certe cose, ma non ve le diranno i cosiddetti "organi di informazione" essendo noi italiani in mano a un Pensiero Unico che non ha precedenti se non nel ventennio dell'EIAR. Monti è il salvatore della patria, Monti ha la fiducia degli italiani (con un uso dei sondaggi alquanto inquietante che evoca un nostro passato recente), Monti ha stile, Monti è un vero leader europeo e così via. Chi la pensa diversamente non ha spazi, oppure è rinchiuso in nicchie, o ghetti. Quello che passa è la propaganda roboante, la persuasione di massa. Una giovane economista siciliana ci informa di quello che sta accadendo sulle nostre teste, a nostra insaputa, mentre siamo impegnati a godere dello stile europeo del nostro caro leader. Ho trovato queste informazioni sul blog di Valter Binaghi.]

di Lidia Undiemi


Immunità e privilegi, “scudi” patrimoniali, condoni fiscali e potenti protetti da eventuali interventi giudiziari, soci e finanziatori di un organismo intergovernativo che interferiscono nella scelta delle politiche economiche nazionali ed operazioni finanziarie coperte da segreto. Questa non è fantapolitica, questo è il futuro dell’Europa progettato dai leader dei paesi europei che stanno tentando, in fretta e furia, di portare a regime il trattato che istituisce il Meccanismo Europeo di Stabilità (ESM).

martedì, febbraio 28, 2012

Lonely Boy


Guardando questo video, che ogni tanto passa su Virgin Television, mi viene da ridere. Non perché sia ridicolo, ma perché è così minimalista, underground, low cost, paradossale con questo ragazzo per niente alla moda che balla nel corridoio di un ufficio chiuso, così indifferente ai dettami del mercato, ai modelli rutilanti delle varie star con megaproduzioni alle spalle, che avremmo potuto girarlo noi di Frigidaire, ai nostri tempi. Così ho raccolto qualche informazione sul gruppo, The Black Keys. Si sono formati a Akron, Ohio,e questo mi piace assai, essendo la città dove nacquero i Devo (1972), uno dei gruppi più interessanti della new wave; ho appreso che tra i loro gruppi di riferimento c'è Jimi Hendrix, e questo me li rende particolarmente attraenti. Insomma, un gruppo da tenere d'occhio. Qui il duo, formato da David Auerbach e Patrick Carney, ospite di David Letterman.

lunedì, febbraio 27, 2012

Love Out sul web


Segnalo un articolo di Pierfrancesco Pacoda su Nazione Indiana: "C’è una doppia, possibile interpretazione del titolo della raccolta che Mauro Baldrati ha curato per Transeuropa, Love out. Potrebbe essere, la frase, un riferimento alla ‘banalità’ del bene, alla sua assordante normalità, quasi che potessimo ragionare di sentimenti adattando a essi la forza ‘fredda’ delle emoticons. Potrebbe però essere, Love out, un invito a fare outing, a rompere l’isolamento della passione, a riappropriarsi, togliendone il predominio alle boutique del centro, della sconcertante carica in movimento del cuore." Continua a leggere su NI

E la rubrica di Marilù Oliva sulla letteratura terapeutica su Thriller Magazine.

E una intervista su Books Blog.

domenica, febbraio 26, 2012

Coriandolina va in pineta

[Pubblico la fiaba contenuta nell'antologia C'era (quasi) una volta, Senzapatria 2011. Quando Marino Magliani, il curatore, mi chiese una fiaba ambientata in una città (si trattava di una raccolta di racconti che spaziava a 360° nel territorio nazionale), pensai subito alla storia che raccontavo a mia figlia Beatrice, che ogni volta si modificava. Così la trascrissi. Questa è una versione-tipo, direi quella riuscita meglio, ambientata a Cervia di Ravenna.  Proprio come Céline col piccolo Mouck, la favola che raccontava alla figlia Colette, tanto per mescolare il sacro col profano...]


Beatrice salutò la mamma, che le aveva appena dato il bacio della buonanotte, e chiuse gli occhi. Ma non aveva sonno. Erano iniziate le vacanze, non vedeva l’ora di andare al mare, in spiaggia, dove c’erano tanti giochi nuovi, gli scivoli, il castello…
D’un tratto sentì picchiettare alla finestra. Riconosceva quel ticchettìo. Alberino era tornato a trovarla.
Balzò giù dal letto e correndo a piedi scalzi sul pavimento di legno andò alla finestra.
Alberino le sorrideva. Vide la bocca di muschio che si allungava sulla faccia di corteccia, coi capelli di foglie verdi che scendevano a cascata come l’edera. Le lunghe dita di giunco stavano ancora tamburellando sul vetro. Beatrice aprì la finestra e Alberino si affacciò.
“Ciao Coriandolina, posso entrare?” disse con la sua voce, che sembrava il vento quando fa stormire le foglie.

venerdì, febbraio 24, 2012

La marcia globale per Gerusalemme

Domani, sabato 25, partirà la delegazione italiana del Convoglio Wafaa, che si riunirà al Cairo con le altre provenienti da vari paesi europei. Il gruppo, composto da un centinaio di persone, entrerà nella striscia di Gaza domenica. Tutto ciò in preparazione della grande marcia per Gerusalemme, in sostegno al popolo palestinese, che si terrà il prossimo 30 marzo. Qui l’appello, firmato da: Alex Zanotelli, sacerdote cattolico e missionario, Margherita Hack, Astrofisica, Danilo Zolo, filosofo del diritto, Giorgio Parisi, fisico nucleare, Massimo De Santi, Comitato Int. Educazione per la Pace, Angelo Baracca, fisico nucleare, Giulietto Chiesa, presidente di Alternativa, Moreno Pasquinelli, Campo Antimperialista, Manlio Dinucci, giornalista, Massimo Zucchetti, Università di Torino, Jacopo Venier, giornalista, Leonardo Mazzei, Movimento Popolare di Liberazione, Domenico Losurdo, Università di urbino, Aldo Bernardini, Università di Teramo, Costanzo Preve, filosofo, Hamza Piccardo, editore, fondatore U.C.O.I.I. (Comunità Islamiche in Italia), Giovanni Bacciardi, Partito dei Comunisti Italiani, Ugo Giannangeli, Giurista, Marino Badiale, Università di Torino, Maurizio Fratta, Rivoluzione Democratica.

giovedì, febbraio 23, 2012

Con te in due città

di Paola Ronco

(pubblico il racconto di Paola Ronco contenuto nell'antologia Love Out. Sono molto affezionato a questo testo breve, per la sua delicatezza, ma anche per la sua profondità. L'autrice è nata a Torino nel 1976 e vive a Genova.  Nel 2009 ha pubblicato il romanzo Corpi Estranei, per Perdisa Pop. Il suo primo romanzo, ancora inedito, è stato finalista al Premio Calvino 2006. Ha partecipato con un racconto alla raccolta Tutti giù all'inferno (Giulio Perrone Editore, 2006, a cura di Monica Mazzitelli). Altri suoi racconti sono stati pubblicati sulla rivista Carta e su alcuni web-magazine. )

Sei lì che dormi e russi in quella tua maniera sommessa e scomposta, i lembi del piumino incastrati sotto il fianco, a creare un bozzolo inespugnabile; ti muovi appena quando mi senti alzarmi, una specie di sbuffo lasciato a metà.
Pure io, penso, rimarrei volentieri in quella specie di dormiveglia da domenica mattina, se non fosse che per l'appunto è una domenica mattina di quelle che tocca alzarsi, correre in stazione, tornare a casa, incamminarsi al turno serale in ospedale.
Lo sai, di certo in qualche parte di te è rimasta questa informazione, e infatti il tuo russare mi pare che scenda di tono, si faccia più irregolare, quasi rassegnato a un prossimo risveglio; lo sai, e non me ne faresti una colpa, eppure mi dispiaccio e decido di prendere tempo sotto la doccia.
Il fatto è che io so quanto tu preferisca dormire al mattino, per restare la notte in compagnia di certi tuoi testi filologici, che spulci per qualche soldo nell'unica università che ti ha finora trovato posto.

martedì, febbraio 21, 2012

Una questione di buchi

Vivere con una psicologa è un’esperienza interessante, impegnativa, stimolante. Gli psicologi sono dei pragmatici, vanno dritto al sodo. Si tratta solo di chiarirsi sul significato di “sodo”.
Da giorni avevamo lo scarico della doccia semiotturato. E peggiorava. Sono i capelli, ovviamente, nostra figlia se li lava quasi ogni mattina, e un raccoglitore che ho applicato sul buco ha un’efficacia limitata. L’ho sturato tre o quattro volte con un acido potente e costoso, non i classici “idraulici liquidi” pubblicizzati dalla televisione perché, oltre ad avere un effetto modesto, a lungo andare creano una calcificazione permanente che rovina il tubo. Questo lo disse proprio l’idraulico che mi prescrisse, come un medico del pronto soccorso, l’acido. Però ad ogni intervento i tempi di ri-otturazione si accorciavano, segno che probabilmente l’acido creava una canaletta nel bolo di capelli, sapone solidificato, polvere e detriti vari, che si richiudeva con un intervallo sempre minore. Proprio non mi andava di versare per l’ennesima volta mezzo litro di acido micidiale nelle tubature e nelle fognature.

lunedì, febbraio 20, 2012

C'era una volta la critica cinematografica

Ho già scritto sul carnage (massacro) della critica cinematografica italiana, qui. Cioè l’omologazione, la superficialità di molte cosiddette recensioni, per cui non è possibile farsi un’idea del film, essendo gli articoli poco più che schede di tipo divulgativo, sorta di veline che sembrano uscite dagli uffici stampa delle case di produzione. E’ tutto molto triste. Un tempo i critici si mettevano in gioco, rischiavano. Oggi non siamo neanche sicuri che abbiano visto il film. E poi quel timore di osare, di essere sinceri. Uno va al cinema, spinto anche dagli “strilli” in cartellone (estratti di recensioni con aggettivi mirabolanti), e si chiede: ma che ha visto quel giornalista? Ma dov’era?
Mi è capitato anche con La talpa, il film tratto da un romanzo di John Le Carrè, Il thriller più sofisticato dell’anno, Una spy story magistrale ecc. C’è da non credere ai propri occhi.

venerdì, febbraio 17, 2012

Tempi duri per i bermuda


Sto procedendo nella mia lettura lenta di Leielui di Andrea De Carlo. Questa non è una recensione, non ancora – se mai la scriverò – ma una semplice nota. La storia, riassunta con l’accetta, parla di uno scrittore in crisi e di una ragazza italoamericana con mille dubbi esistenziali che, dopo un larghissimo giro periferico, finiranno per incontrarsi. Sono arrivato a pag. 374 e per ora non è successo ancora un cazzo (nel senso proprio letterale). Ci sarebbero delle attrazioni, delle fughe, dei giri concentrici, cose del genere, ma la faccenda va per le lunghe. Fatto sta che lui la sta portando in Francia per un week end breve (lei ha accettato non sa bene perché, è incasinata col fidanzato avvocato che vuole comprare una casa per andare a viverci, ma è attratta dal fascino oscuro dello scrittore), si fermano in autogrill e “lui a un certo punto le indica un tipo sulla tarda trentina vestito con braghe corte larghe, maglietta con scritta insensata, testa tonda rasata lucida, sandali di gomma.”

domenica, febbraio 12, 2012

Ghe pensi mi 2.0


Interessante, sintomatica, emblematica l'intervista (si fa per dire, come se il promoter Fazio intervistasse) al ministro per la Cooperazione internazionale e l’integrazione Riccardi a Che tempo che fa. Abbiamo ascoltato questa esposizione di buoni sentimenti, buona volontà, spirito e carità cristiana, il colloquio con Fidel Castro, la comunità di Sant'Egidio, il soccorso ai senzatetto della Stazione Termini ecc. Impossibile non essere d'accordo, disumano non sottoscrivere, poi con quella faccia da buono...

sabato, febbraio 04, 2012

Ghe pensi mi

Mezzaluna, provincia di Riccianegra, 1 febbraio 2012. Il sindaco Fioravanti riceve nel suo ufficio l’assessore ai lavori pubblici Rambelli.
“Allora, Rambo, come sono le previsioni?” chiede, senza alzare gli occhi dallo schermo del computer. L’assessore, che è suo amico d’infanzia, si siede a gambe larghe su una delle due poltroncine, dopo averla girata al contrario.
“Pessime” dice. “La neve aumenterà da stanotte e avremo un paio di settimane di quelle da morsa del gelo.”
Il sindaco sbuffa. Ci mancava solo la morsa, con tutti i telegiornali a martellare sui disagi, a diffondere l’allarme e a indugiare sulla disorganizzazione dei comuni ecc ecc.
“Hai preparato il bando per gli spalatori avventizi?”
Rambelli-Rambo risponde dopo circa tre secondi, stupito da quella domanda. “Non si può fare, e lo sai. Il ragioniere dice che il bilancio non lo permette”.
Il sindaco sbotta. “E ti pareva! Ma perché quel rompiscatole del dottor Campelli non viene qui, si siede a questo tavolo e si mette lui a fare il sindaco? Poi se ne accorge che aria tira!”

venerdì, febbraio 03, 2012

Love Out per San Valentino

L'editore ha previsto un lancio dell'antologia a 10 euro in occasione di San Valentino. Direi che è un'iniziativa di stampo warholiano, il supermarket nell'opera artistica. L'amore è oggetto da sempre di marketing, si può dire che rappresenti il più grande businness di tutti i tempi. Anche da qui deriva il titolo, l'out del superconsumismo, un viaggio nell'amore per restituirgli il suo status di sentimento che può cambiare il mondo e genera la vita. E con San Valentino riportiamo il marketing sentimentale nell'opera, lo riscriviamo, lo rifondiamo nella nostra factory del nuovo millennio. E poi dieci euro invece di quindici, quasi come un e-book, o suvvia.

giovedì, febbraio 02, 2012

Le mummie

Sono dei baroni universitari inamovibili, catafalchi mummificati, una casta da sempre protettrice di parenti, amici, amanti, nepotisti, padroni e padroncini che hanno ridotto l’università italiana un mercato di favori, di corsie preferenziali, di disprezzo del merito (parola di cui si riempiono la bocca), riveriti, serviti, strapagati. Sono i Baroni, gli Intoccabili. Ora il loro capo, chiamato al governo del paese dai banchieri per curare i loro interessi spremendo per bene i ceti popolari e i pensionati, si permette di andare per l’ennesima volta in televisione, con un’assiduità che supera persino quella del sultano carnevalesco che l’ha preceduto, a dire con stile mondano, salottiero, che il lavoro fisso è “monotono”, che bisogna cambiare per essere “smart”. Lo dice ai “giovani”, crede di parlare ai rampolli della sua élite, invece sta umiliando chi un lavoro non lo trova neanche se prega la madonna di San Luca per tutta la vita, chi un giorno non saprà come mantenere la famiglia, ammesso che riesca a crearsene una.

Gli Intoccabili impongono normative, regole, sacrifici, spillano soldi, sempre agli altri, sostenuti da un Pensiero Unico Mediatico che non ha precedenti se non nell’EIAR del ventennio, addirittura più imponente di quello del sultano .

venerdì, gennaio 13, 2012

Emozioni

Ho provato una forte emozione leggendo questa lettera – inedita fino a poco tempo fa – scritta da Jack Kerouac a Marlon Brando nel 1957 per convincerlo a produrre e interpretare la versione cinematografica di “Sulla strada”. Quel libro cambiò la mia vita di ragazzo. Mi identificai con la sua velocità, coi suoi personaggi tristi e furiosi, col positivismo folle di Dean, col narratore Sal. Anch’io, come Dean, andavo in giro a mille all’ora gridando sììì!, sentendo che in me esisteva solo il presente, e non m’importava del futuro. Anch’io, come Jack, scrivevo freneticamente su un unico lungo foglio di carta (ma non sapevo che Jack aveva in realtà revisionato e riscritto più volte il libro per renderlo pubblicabile).

La lettera è molto bella, Jack dimostra una grande consapevolezza della sua arte e dell’arte in generale, il cinema, il teatro. Sappiamo, o crediamo di sapere, che Marlon Brando non gli rispose. Abbiamo perso un film con Brando nella parte di Dean e lo stesso Jack in quella di Sal.

Devo la scoperta di questa lettera alla rivista Satisfiction, che l’ha tradotta.

giovedì, gennaio 12, 2012

Canzoni d'amore in mezzo alle gambe

Come ho scritto nella mia scheda biografica dell’antologia Love Out la vita (la mia), è divisa in fasce: ora mi trovo in un segmento di lettura del mainstream. Così ho attaccato l’ultimo libro di Andrea De Carlo, LEIELUI. Per il momento è presto per parlarne, De Carlo è stato importante nella mia formazione stilistica con Due di due, Tecniche di seduzione, poi mi è sembrato un clone di se stesso finché ho beccato un paio di libri di qualità bassissima, così l’ho dimenticato; ora ho deciso di tornarci su. Per me è anche un’ottima palestra per superare i pregiudizi, cioè leggere qualcosa o qualcuno senza farsi ottenebrare da prevenzioni. Fatto sta che ho trovato questo passo, dove la LEI ricorda il suo vecchio rapporto con un tipo “altamente instabile”:

lunedì, gennaio 09, 2012

Autopsia di un poeta

Non sappiamo cosa abbia veramente spinto Jean Paul Sartre a scrivere di Baudelaire: “questo solitario ha una paura spaventosa della solitudine, non esce mai senza un amico, aspira a una casa, a una vita familiare, ostenta disprezzo e fin odio per i gravi personaggi incaricati della sua tutela, eppure non ha mai cercato di liberarsene né mancato una sola occasione di subire i loro ammonimenti paterni. E’ dunque tanto diverso dall’esistenza che ha condotto? E se l’avesse meritata la sua vita?”

Non conosciamo il vero motivo che ha convinto Sartre a prendere colui che è considerato il cantore del Male come esempio di un destino cercato, e non subìto, perché, pur tra mille trucchi e mille menzogne, realizzato con le proprie mani, con determinazione. L’opera che gli ha dedicato nel 1947, Baudelaire, ripubblicata nel 2006, è infatti un’analisi spietata, al limite della crudeltà, del personaggio Baudelaire, del suo essere asservito ipocritamente a tutto ciò che sembra disprezzare, il Potere, i Giudici, l’Autorità; quel suo essere “sempre al guinzaglio, sempre in catene, un eterno minorenne, un adolescente invecchiato, un bambino imbronciato, che pesta i piedi e si vanta delle proprie mancanze (...) un uomo curvo, curvo su se stesso, come Narciso”.

mercoledì, gennaio 04, 2012

Love Out in febbraio


IMPERDIBILE
Ma l’amore esiste, come sentimento innato, dalla notte dei tempi? L’amore nasce con l’uomo, e l’accompagnerà fino al compimento del suo destino? Queste domande, che viaggiano attraverso i secoli e hanno prodotto grandi romanzi e grandi poemi, hanno ricevuto molte risposte: amore come idealizzazione dell’amato, amore eroico che combatte contro le avversità, amore assoluto che genera la scintilla della vita, oppure amore che rispecchia i segni dei tempi e le contraddizioni della sua epoca, sistema di codici che cambiano col mutare della storia.

martedì, dicembre 27, 2011

Metterci la faccia


Interessante l’intervento sull’Espresso del direttore dell’Osservatore Romano Giovanni Maria Vian. Polemizza con Massimo Teodori, che dopo la militanza (parlamentare) nelle armate degli Orchi del PDL, ha ritrovato, sul numero precedente dello stesso settimanale, l’antico cipiglio del radicale mangiapreti. Diceva Teodori, con toni accesi, che la Chiesa è un ente che prospera sul privilegio, sui traffici, e portava gli esempi dell’ICI, della banca vaticana, e davvero gli argomenti non gli mancavano (è come quella pubblicità “vincere facile”: è troppo facile prendere di mira tutti quei cardinali tizzoni d’inferno che trafficano e brigano e sostengono governi blasfemi per difendere i loro privilegi e le loro scandalose ricchezze e la ragnatela di poteri di cui godono). E’ insorto G. M. Vian, con argomenti basati su affermazioni tipo “ricostruzioni fantasiose ed errori caratterizzano poi la parte preponderante dell’articolo”. Quali errori? Quali ricostruzioni fantasiose?

giovedì, dicembre 22, 2011

Farlo, ma di nascosto

A essere proprio sinceri, a dirla proprio tutta, senza pudore né reticenze, il problema è tirarlo fuori. Sì, esibirlo apertamente, non dico con orgoglio, ma con tranquillità, come se fosse normale. Ovviamente c’è chi lo fa, anche se, per quanto mi riguarda, non ho mai visto nessuno tirarlo fuori così, con nonchalance. Magari lo fa in privato, al sicuro nella propria stanza. Ma io ho poco tempo, devo sfruttare le occasioni, così lo faccio di nascosto, con un gesto rapido. Con un gesto clandestino.

giovedì, dicembre 15, 2011

Piccoli ladri del nuovo millennio

Un tempo c’era Diabolik, il Re del Terrore, che spennava vivi (e raramente alla fine del lavoro restavano tali) i miliardari, svuotava i caveau delle banche, portava a casa, anzi nei “covi”- casette spoglie arredate con mobili tipo Aiazzone - bottini da centinaia di milioni (di quale moneta, non è mai stato chiarito). Ovunque c’erano gioielli, sacchi banconote, ricche dame con diamanti e rubini, aleggiava la minaccia di Diabolik. Non aveva pietà, non c’era servizio di sicurezza in grado di fermarlo. E rischiava la pelle, entrava direttamente nella tana del lupo. Il più grande ladro mai esistito.

martedì, dicembre 13, 2011

La città nera

di Pierfrancesco Pacoda *

C’è Rank Xerox con i muri scrostati della megalopoli che una volta si immaginava ‘Eterna’, ci sono le luci oscurate dei film urbani di Carpenter, c’è un immaginario da ‘MedioEvo Tribale’ dove il futuro assomiglia sempre più a un preistorico passato. E c’è molta voglia  di ‘discorsi’ sulla democrazia nel nuovo romanzo di Mauro Baldrati, esponente romagnolo ancora non molto conosciuto di una ‘crime fiction’ tutta italiana che, solo a voler mettere ordine tra i tanti riferimenti da cinefilo, fotografo, innamorato delle immagini pop estreme (non a caso ha lavorato al Frigidaire dei leggendari primi anni 80),  è una gioia per il lettore.
Poi, naturalmente, c’è la trama, avvincente, ricca d cambi di sequenze che ci obbliga a seguire per le vie del baratro sul quale si agita la metropoli (una Roma senza vita e bellissima, dopo la bomba, futuro che già percepiamo), un poliziotto con molte ombre e tanto desiderio (impossibile) di riscatto.

domenica, dicembre 11, 2011

Adieu, ItaGLia


Ho appena assistito all’intervista di Maurizio Landini, segretario FIOM, dal promoter Fabio Fazio. Un’intervista tesa, precisa, indignata. Ha espresso tutta la rabbia di milioni di lavoratori, precari, pensionati, che portano sulle spalle il peso di una crisi scatenata dalla grande speculazione finanziaria, dalle aziende che falliscono e sopravvivono grazie al denaro pubblico, alla corruzione e all'evasione fiscale, mentre i profitti dei padroni italiani sono tra i più alti del mondo. Ha fatto proposte, ha detto cose semplici, condivisibili, con irruenza, com'è nel suo stile. E si è dovuto pure sorbire le battute del promoter Fabio Fazio (ma io non dico niente, dice tutto lei! Ma è l'ospite ideale! con un ghigno), e l’intervento, dopo la sua uscita, della cosiddetta comica Littizzetto (ma gliela hai fatta l’iniezione antirabbia? E' incazzato nero!) ovviamente seguito dalle risate del promoter. Questa sarebbe la sinistra italiana? La sinistra televisiva? Un promoter che promuove, in ginocchio, Veltroni, Alfano, Baglioni, Bocelli (con intere trasmissioni e la santificazione in diretta) e una comicastra radical chic che pubblica libri finti.
La sinistra italiana in televisione.
Adieu, ItaGLia.

sabato, dicembre 03, 2011

Controtendenze 2

Un altro periodo lungo molto interessante è tratto da un grande classico del Novecento italiano, Il bell’Antonio di Vitaliano Brancati. Questo libro è pervaso da una furiosa, straziante follia: i dialoghi sono un cicaleccio nevrotico, sembrano sgorgare da un’unica idea ossessiva, un demone che divora la vita, il tempo e lo spazio. Come in molti grandi libri questa follia si traduce spesso nella scrittura, la inonda, la stravolge. Notare in questo periodo la sequenza degli “e”, che colpisce come un maglio e imprime un’accelerazione a quella che Allen Ginsberg chiamava “la prosodia”: proprio al poeta americano, che cercava di inseguire una scrittura “lisergica” (il ritmo di Howl è scandito dalla cadenza interminabile dei “che”) mi fanno pensare certe pagine del Bell’Antonio. In un altro punto del libro lo zio di Antonio si lancia in un monologo dove, con una sequenza impressionante di “d’altra parte”, dice tutto e il contrario di tutto. E’ davvero come lasciarsi andare al flusso dell’LSD.

venerdì, dicembre 02, 2011

Lo Strega si rifonda

L'agenzia di comunicazione che cura Il Premio Strega mi ha inviato questo comunicato stampa:

               Nuove regole al Premio Strega

"Il Comitato direttivo – composto da Alessandro Barbero, Giuseppe D’Avino, Tullio De Mauro (Presidente), Giuseppe De Rita, Valeria Della Valle, Fabiano Fabiani, Alberto Foschini, Dino Gasperini, Melania Mazzucco e Ugo Riccarelli – ha modificato lo statuto del Premio Strega revocando il carattere vitalizio del voto degli Amici della domenica.A partire dall’edizione 2012 il Comitato aggiornerà di anno in anno la lista dei quattrocento votanti che compongono il gruppo storico della giuria, verificandone la partecipazione attiva al Premio e alla vita culturale del Paese. Il Comitato direttivo sospenderà inoltre dal voto gli Amici che nell’anno siano concorrenti alla cinquina o finalisti.

giovedì, dicembre 01, 2011

Controtendenze 1

Quello che segue è forse il “periodo lungo” o “periodo lento” più famoso della Recherche. Sulla scrittura proustiana, la cui densità è stata definita, da alcuni critici, “elefantiaca”, o “antioratoria”, fatta di periodi di estrema lunghezza e complessità, sono stati scritti numerosissimi saggi. Il periodo proustiano è stato analizzato, scomposto, smontato; Leo Spitzer l’ha addirittura suddiviso in vari tipi, il periodo “ad esplosione”, quello “a ramificazione”, o “ a stratificazione”; mentre il critico Franco Simone, sulla rivista fiorentina Letteratura nel 1947 ha notato come – proprio nel brano qui di seguito pubblicato - attraverso il ritmo della scrittura Proust evochi immagini (le due camere, quella d’inverno e quella d’estate), atmosfere, sensazioni (caldo-freddo, il nido come rifugio) che ci comunicano le impressioni di un uomo – lo scrittore – enormemente sensibile, durante il risveglio mattutino.
Oggi, nell’era della scrittura veloce, influenzata da sms, messaggi nei social network ecc., lo stile lento è certamente in controtendenza. Ben venga quindi.
Viva le controtendenze.

lunedì, novembre 28, 2011

Televisione dadaista


Suggestiva puntata stasera del programma di Lucia Annunziata La crisi in ½ h, su RAI 3. L’argomento era, manco a dirlo, la crisi, e la recessione italiana (l’Italia sarebbe già in recessione secondo l’OCSEocse = un'organizzazione internazionale di studi economici per i paesi membri, paesi sviluppati aventi in comune un sistema di governo di tipo democratico ed un' economia di mercato – fonte Wikipedia). L’Annunziata intervistava proprio il capo degli esperti OCSE, Padoan, uno dei temibili ipereconomisti arcigni, con la faccia truce, tipo Ellroy nelle foto ufficiali. Diceva Padoan – dopo un’analisi della crisi finanziaria, crisi dell’euro ecc – che il gov Monti sta lavorando, già per conto suo, secondo precisi dettami OCSE, cioè, sta mettendo in pratica una serie di “riforme strutturali” in linea perfetta e precisa e puntuale con l’OCSE, senza che nessuno gliel’abbia detto.

domenica, novembre 27, 2011

Recensioni

 Matteo Telara ha scritto una straordinaria recensione de Il cattivo sergente su La Poesia e lo Spirito e sul suo blog.

venerdì, novembre 25, 2011

Motherfuckers!


I Motherfuckers (Bastardi, Figlidiputtana) erano un gruppo underground radicale americano, attivo negli anni '60. Oggi potremmo dire che erano multimediali, come per esempio i loro compadri Fugs di Ed Sanders e Tuli Kupferberg, cioè suonavano, recitavano, scrivevano, forse dipingevano. Nell'ottobre 1968 furono protagonisti della storica occupazione di uno dei teatri più famosi del mondo, il Fillmore di New York, per farne uno spazio autogestito. Durante quei giorni si esibirono gli Who, il Living Theatre di Julian Beck con lo spettacolo Paradise now, e altri gruppi e artisti meno noti.

giovedì, novembre 24, 2011

La potenza del Passaparola


Da segnalare questa iniziativa dell’editore Marsilio: da più parti si sostiene che le recensioni di libri, anche su giornali ad alta tiratura, non spostano i dati di vendita. A meno che non si dedichi l’intera pagina ovviamente, magari con la firma famosa ecc. Marsilio ha quindi deciso di stimolare il cosiddetto passaparola, mitico procedimento misterioso e imprevedibile che all’improvviso può fare decollare le vendite di un libro. Offre a 100 blogger, i primi che si proporranno, l’eBook gratuito di due testi in uscita, purché si impegnino a parlarne. Bene o male, purché scrivano una recensione.

mercoledì, novembre 23, 2011

Il paradiso fiscale del marketing

Circa un mese fa ho scritto sulla deriva della critica cinematografica italiana, le recensioni omologate, intercambiabili, che sembrano i comunicati stampa delle case di produzione (su Carmilla, qui)

Sergio Garufi, nel suo blog, parla invece di una certa critica letteraria, troppo attenta ai risvolti promozionali. Ci racconta la terza pagina de La Stampa, tutta dedicata all’ultimo libro di Margaret Mazzantini, con sottostante pubblicità del libro (qui l’articolo). 

martedì, novembre 22, 2011

Underworlds

Underworlds (TEA 2011) è l’ultima raccolta di racconti di Alan D. Altieri. E’ la migliore, la più dura, incazzata, furiosa addirittura. C’è dentro tutta l’indignazione dell’uomo che è costretto ad assistere alla smorfia quotidiana del Potere, la sua oscenità, la sua volgarità, la sua violenza. E la rappresenta, la racconta, la interpreta, portando oltre il punto di rottura certe tendenze in fieri del nostro tempo.


Non è solo fantasia.
Non è solo science-fiction.
E’ come potrebbe essere.
E’ come sarà.
E’ come già è.
Ne ho scritto qui.   

lunedì, novembre 21, 2011

Un cattivo soggetto

[Il cattivo sergente è un ebook che uscirà giovedì 24 novembre sulla webmag Milano Nera, al costo di euro 3.49. Ho scritto una presentazione, pubblicata sul sito Milano Nera. La incollo qui.]

Il cattivo sergente (il titolo è un omaggio al mitico film di Abel Ferrara Il cattivo tenente) è nato da una riflessione, o meglio da una lunga osservazione alla quale è impossibile sottrarsi: come si può condurre una vita all’insegna del crimine all’interno di un sistema legale, ricoprendo addirittura una carica amministrativa, o direttiva?

domenica, novembre 20, 2011

Vita complicata di un cittadino-poliziotto ambientale

Forse nella vita avrei dovuto fare il poliziotto. Deve essere questa la mia vera vocazione. Ma il poliziotto ambientale, non certo lo space trooper in tenuta antisommossa che carica gli studenti. E nel mio piccolo lo faccio pure, il cittadino-poliziotto ambientale, con tanta fatica, frustrazione ma anche qualche successo.

Prendiamo le piste ciclabili di Bologna. Alcune sono molto ben progettate, lunghe decine di chilometri, collegano le città dell’area metropolitana come Casalecchio di Reno, o San Lazzaro, col capoluogo. Io le uso molto, perché appartengo alla specie dei camminatori, cioè quelle persone che camminano per chilometri e chilometri, ogni volta che possono. Le conosco bene, le piste cittadine e quelle nei parchi pubblichi. Le piste ciclabili sono violate  – mi viene da dire abbastanza spesso, ma non ho dati statistici certi – da moto, o addirittura auto. E io li becco, le facce di bronzo che vanno col motorino, ad alta velocità, sicuri di essere impuniti (e magari lo sono). Faccio loro il gesto di uscire, di andare in strada, grido che è vietato. Loro mi ignorano, o alzano il dito medio.

domenica, novembre 06, 2011

Cinque anni dopo

Questo racconto, Alcol, pubblicato quasi cinque anni fa su Nazione Indiana, è forse il migliore che abbia mai scritto, quanto meno uno dei migliori. Accade quando una energia particolare si forma, si plasma e d’un tratto la sentiamo pronta. E’ nata, deve solo uscire, vedere la luce. Poi entra in campo la tecnica, la disciplina, e la pulizia delle scorie. Così il racconto è maturo, proprio come un frutto sull’albero.

Pochi giorni dopo la pubblicazione ricevetti una mail dall’editor di una importante casa editrice – che ora è passato a una casa editrice molto importante – che mi chiedeva se avevo un romanzo da sottoporgli, perché sperava di trovare la stessa qualità del racconto.

domenica, ottobre 23, 2011

L'amor giovane


Mia figlia, di diciassette anni, da qualche tempo ascolta di continuo questa canzone Someone like you, di Adele. Per ore e ore la casa risuona di queste note, e di questa voce. Talvolta l'ascolta anche in compagnia di un'amica, se passo davanti alla sua stanza sbircio e le vedo che cantano, come in un karaoke, con gli occhi chiusi. E la faccia ispirata. E qualche volta ho avuto l'impressione di intuire qualche lacrima.  
Qualcuno come te

martedì, ottobre 18, 2011

Affinità elettive

Leggendo Educazione siberiana di Nicolai Lilin, libro interessante anche se con alcune criticità, riflettevo sui “criminali onesti”, cioè i criminali siberiani deportati da Stalin in Transnistria che, negli anni Ottanta, vivevano secondo rigidi codici d’onore vecchio stampo, che facevano di loro, appunto, dei ladri e dei rapinatori “onesti”. Che bella trovata letteraria, pensavo mentre leggevo, i criminali onesti. Una trovata geniale.

Poi mi sono imbattuto in questo: “Sono Prado, sono il padre di Prado, oso dire che sono Lesseps: volevo dare ai miei parigini che amo una nuova nozione, quella d’un criminale onesto. Sono Cambridge, altro criminale onesto…”
Nietzsche, lettera a Burckhardt, 1889.

sabato, ottobre 15, 2011

L'etica in letteratura

Ho provato sensazioni molto contrastanti leggendo Non fare la cosa giusta di Alessandro Berselli (Perdisapop 2010). Mi è restato dentro un senso di ambiguità, e una serie di dubbi che non riesco a sciogliere. E’ il testo di un padre che si rivolge alla figlia di 17 anni. Per la verità non ha proprio l’impostazione di lettera, però il narratore le parla in questo modo: “Siamo distanti, Erica. Ci illudiamo di capirvi. Ma non è mica così”. E’ un rapporto dolce, sofferto, un rapporto problematico, come spesso accade tra un padre e una figlia adolescente. Il suo mondo – il mondo del padre – è quello di un informatore medico scientifico, sposato con un’avvocatessa. Sono intriganti i riferimenti al lavoro, ai rapporti sociali, come sempre lo sono questi argomenti che ci toccano da vicino. E’ descritta e vissuta bene Bologna, chi ci vive ne riconosce gli angoli, i locali, spesso appena accennati ma ottimamente miniati. La scrittura è di ottima qualità, essenziale, curata, coraggiosa.
Ma:

giovedì, ottobre 06, 2011

Un cameo chiamato Malgara

Talvolta, guardando i giornali, ho dei flash di memoria abbastanza inquietanti. Per me il tempo è passato, sono cambiate molte cose, ho cambiato vari lavori, compresa la disoccupazione oscura e lugubre, mentre il mondo presumibilmente andava avanti.

Però mica sempre. Qua e là il mondo sembra fermo. E “loro” sono sempre lì, magari hanno il ritratto di Dorian Gray, da qualche parte, in una cantina di Portofino, o di Gstaad.

Leggo che il nuovo presidente della Biennale di Venezia sarà Giulio Malgara, voluto fortemente da Berlusconi. Così mi appare questo cameo: non ricordo quando, credo verso la fine degli Ottanta, quando lavoravo come fotografo a Milano per un giornale “della classe dirigente” (che esiste ancora oggi), fui inviato a fotografare “Malgara”, così lo chiamavano con familiarità i capiredattori. Era un pubblicitario, proprietario di acque minerali, e non so che altro. Uno della classe dirigente insomma.Uno dei miei soggetti.

domenica, ottobre 02, 2011

I Devastator

 DOBBIAMO FERMARLI!

Stanno distruggendo tutto e non sono neppure in grado di fermarsi. Nel nome della crisi del debito si richiedono veri e propri sacrifici umani, che dovrebbero servire a rassicurare i mercati. Così come nel Medioevo o nelle società antiche si facevano sacrifici per allontanare disgrazie o carestie. 

(Leggi l'intervento di Giorgio Cremaschi qui. Importante!)