lunedì, luglio 28, 2014

THE END 2

Ieri, domenica 27 luglio, ho assistito a una scena che mi ha impressionato. Una scena che ha continuato a seguirmi nella memoria, oltre che a suscitare in me molte domande.

Camminavo sull’argine del fiume Senio, ad Alfonsine (RA), sull’erba appena tagliata, quando ho quasi calpestato un piccolo riccio. Era sdraiato su un fianco, appena di lato al sentiero. Morto. Le mosche si posavano sul muso, che sembrava schiacciato, annerito. Contemplavo quel corpo che aveva terminato il suo cammino su questa terra, una delle tante immagini della fine che incontriamo nel nostro, di cammino. Ho impiegato alcuni secondi per accorgermi che qualcosa non andava. C’era una difformità, come un errore. Un particolare sbagliato.

domenica, luglio 20, 2014

THE END



Alcuni commentatori l’avevano previsto, e io tra questi: il Movimento Cinque Stelle deve fare molta attenzione alla propria politica e ai propri parlamentari perché la permanenza in un sistema ammalato fa contrarre il virus. Si può dire che abbiano tenuto duro, ma ora pare che questo tempo sia arrivato. I recenti incontri con Renzi, con l’obiettivo di creare un blocco politico che escluda Berlusconi, sono emblematici. La risposta del regime mi pare chiara: l’assoluzione in appello di Berlusconi, salutata col consueto trionfalismo dalle televisioni, Rai in testa, perché segna l’avvio di una nuova fase: le “riforme”, le alleanze di ferro tra il PD renziano e la destra. Che è quello che vuole il dittatorello populista, un accordo tra forze prive di morale, dove contano solo gli accordi sottobanco, mi dai questo, io quello, senza tante complicazioni e conflitti. E la destra in questo è maestra mondiale. Basta mettersi d’accordo. I risultati sono un aborto di Senato, composto dai presidenti di regione, che nel Paese Dei Ladri sono tra i peggiori, con l’immunità; e una legge elettorale che supera il Porcellum. E altre previsioni horror: l’abbattimento delle tasse agli industriali, con conseguente aumento a tutti gli altri, e l’ulteriore distruzione del welfare, sanità in testa, già abbondantemente rovinata dalle spending rewiew. Perché “gli eroi nazionali”, come li ha chiamati Renzi, sono sempre in TV a lamentarsi che il carico fiscale è “inaccettabile”, mentre in Germania, per esempio, è più alto, e gli operai hanno stipendi più alti dei nostri. Ma in Germania il Made in Germany è tutelato, è eccellente, mentre da noi il Made In Italy è stato distrutto dalle delocalizzazioni selvagge degli “eroi”. Ne ho parlato un anno fa qui.

lunedì, luglio 14, 2014

Il suo nome è Jimi Hendrix

Matteo Telara ha scritto questa interessante recensione sul sito La Poesia e Lo Spirito. Ha colto molti punti importanti del romanzo, forse i più importanti. Il libro non è ancora stampato, lo sarò entro luglio. Il 12 agosto lo presenteremo a Ravenna, dove verrà tra l'altro proiettato un documentario su Jimi Hendrix, quando si esibì al palasport di Bologna nel 1968, un concerto che andò quasi deserto perché pochissimi, in Italia, sapevano della sua esistenza. 

Come ho già scritto, l'attuale situazione editoriale è grave. Molti editori indipendenti chiudono. Il "mercato" è completamente in mano alle major, che "pompano" con una quantità enorme di titoli usa e getta. Per questo alcuni editori stanno uscendo dal circuito della distribuzione, dove non hanno promozione alcuna né visibilità. Significa buttare nel nulla le copie, e le poche vendute (che non vengono quasi mai esibite sugli scaffali delle librerie megastore, le uniche ormai che restano aperte) vedono i ricavi quasi completamente "succhiati" dal distributore. Questi editori cercano, con grande fatica, dei circuiti alternativi, vendita diretta soprattutto. Per questo suggerisco, a chi fosse interessato a questo romanzo, che personalmente amo molto, di rivolgersi alle librerie on-line oppure scrivere direttamente all'editrice Arianna info@edizioniarianna.it

Il mio nome è Jimi Hendrix
di Matteo Telara

Ha tutto quello che ci si aspetterebbe da un romanzo generazionale questo Il mio nome è Jimi Hendrix di Mauro Baldrati, pubblicato dall’editore indipendente Edizioni Arianna di Palermo: una gioventù inquieta e diversificata, ai cui sogni di riscatto si contrappone una disarmante pochezza di prospettive; genitori spesso distanti, che non capiscono o che non vogliono ricordare cosa significasse essere giovani; i primi amori, consumati nelle sale fumose di qualche discoteca o di qualche casa affittata; l’Italia alla vigilia dei ’70 e infine una colonna sonora vibrante e portentosa, che però, e questo è un particolare da non sottovalutare, proviene da un mondo oltreconfine (l’Inghilterra e gli Stati Uniti) che sembra aver già da tempo abbracciato quel senso di libertà e di liberazione che dalle nostre parti è invece imbrigliato nelle maglie sempre più opprimenti di un’ideologia invadente e onnicomprensiva.

(Continua a leggere su LPELS)


mercoledì, giugno 18, 2014

E' tornato il TG Morte

Più aggressivo e splatter che mai. I telegiornali di questi giorni si aprono con enfasi su casi horror di cronaca nera, con dovizia, se possibile, di particolari. Il principale è certamente il caso di Yara, la ragazzina trovata morta dopo essere stata seviziata. Un caso davvero terribile. Sul quale ora i media speculano, dopo l'annuncio di un ministro-sciacallo, con la consueta mancanza di qualsiasi etica professionale. Tipica, nei telegiornali italiani, la domanda del "giornalista" al padre o alla madre di una vittima: "Come si sente?" Atroce. Da colpirlo di piatto in faccia con una padella. Invece ce lo dobbiamo sorbire in TV.
Su questa triste deriva di una informazione già da terzo mondo, segnalo qui un interessante articolo de il manifesto.



Yara, Alfano dà per primo la notizia e la tragedia è servita

di Giorgio Salvetti

Una tra­ge­dia. Ecco cos’è la sto­ria di Yara Gam­bi­ra­sio. E non solo la sua. Qui sta il mistero. Non quello dell’assassino che sarebbe stato inchio­dato dal dna. Ma il nostro. Par­liamo di loro per par­lare di noi. Nella cul­tura pop la catarsi col­let­tiva per com­piersi ha biso­gno di un ter­ri­bile caso di cro­naca nera. Va in scena a reti uni­fi­cate. E poco importa se non c’è niente di giusto.

sabato, giugno 14, 2014

Il mio nome è Jimi Hendrix, bestseller virtuale?



La presentazione del libro non ancora pubblicato al Biografilm Festiival è andata bene. L’ambiente era caldo, accogliente, abbiamo sentito interesse e curiosità. Un ottimo contributo l’hanno dato i due moderatori, Maria Agostinelli e Pierfrancesco Pacoda, con la loro sensibilità e la loro acutezza.
Ora dobbiamo passare alla fase due, la stampa. Sembra di essere dentro Si spengono le luci, di Jay McIrney, dove a Manhattan si favoleggiava di uno straordinario romanzo che tutti avevano recensito con toni entusiasti, ma c’era un particolare: nessuno l’aveva letto, perché non risultava pubblicato. Eppure era un superbestseller. Sarà così anche per Il mio nome è Jimi Hendrix?

venerdì, giugno 06, 2014

Il mio nome è Jimi Hendrix

Forse ce la facciamo. Il libro è in preparazione. Intanto lo presenteremo in anteprima al Biografilm Festival di Bologna, sezione "Tagliere letterario", venerdì 13 giugno alle ore 17,30 al cinema Lumière in Via Azzo Gardino 65. Questa probabilmente sarà la copertina, intanto è il front di una cartolina che verrà distribuita durante l'evento. Presenteranno il libro Pierfrancesco Pacoda e la responsabile degli eventi del festival Maria Agostinelli. Sarà presente l'autore, che poi sarei io.

Una cosa molto interessante è l'uscita di un film che ho visto recentemente, Il treno va a Mosca, un documentario che ha come protagonisti un gruppo alfonsinesi degli anni '50 che partirono per Mosca in occasione del Festival Mondiale della Gioventù, che si tenne in quella città nel 1957. Il film è formato da filmati girati da loro stessi e rimontati. C'è Alfonsine negli anni 50, molto emozionante per me. Ora, il paese nel quale si svolge la storia di Jimi è "Mezzaluna", nome immaginario, ma non credo sia un mistero che il modello principale è proprio Alfonsine, benché riassuma le caratteristiche anche di altri paesi della zona, Bagnacavallo, Fusignano, Lugo ecc. Parlerò del film su carmilla martedì 10 giugno. Insomma, la piccola Alfonsine è oggetto di varie narrazioni in questo periodo.

Sempre su carmilla, martedì 10, ci sarà una recensione del formidabile film su Jimi Hendrix All is by side. presentato in anteprima al Biografilm. Non è ancora in distribuzione, lo sarà in autunno.

sabato, maggio 24, 2014

Radio Killer

Domani, domenica 25/05, alle ore 16, sarò a Radio Sherwood di Padova per parlare di Professional Killer, nel programma Snatura Rock condotto da Francesca Ognibene. Pensavo di collegarmi col telefono, ma ho deciso di non rinunciare a una bellissima scampagnata a Padova, una citttà davvero interessante, coi canali, certi angoli suggestivi, soprattutto di notte.
Qui il link per ascoltare la radio in streaming.

venerdì, maggio 23, 2014

Locke il guerriero

Quando è iniziato il film Locke mi è sorto un dubbio: la scena era sempre la stessa, lui in auto, ripreso di fronte in primo e primissimo piano, di notte, mentre telefona. Così mi sono chiesto, allarmato: ma non sarà sempre così, per tutto il film? Avevo letto in fretta le schede web della trama, non avevo colto questo dettaglio niente affatto trascurabile. La risposta non ha tardato: sì. Tutto il film è composto da tre o quattro inquadrature, lui di fronte, qualche zoomata sull'autostrada inglese, il cruscotto del SUV BMW, il display del navigatore. Probabilmente se l'avessi saputo non sarei entrato. E avrei sbagliato. Perché Locke vale. E' un film interessante, avvincente. Ed è una sfida. Così l'ho recensito. Esce stanotte su carmilla.

venerdì, maggio 16, 2014

Giuseppe Panella recensisce "Professional Killer" su La Poesia e Lo Spirito

[Segnalo questa interessante recensione su La Poesia e lo Spirito del critico letterario Giuseppe Panella, una delle migliori che ho letto su Professional Killer]



ll Maestro Wu ha alle spalle un passato di sangue e di morte. Prima di rifugiarsi ad Amburgo presso una confraternita di monaci adepti alla nobile e sacra arte marziale del kung-fu, è stato Lo Specialista, forse il miglior killer a pagamento del mondo, un uomo freddo e senza emozioni capace di organizzare e di portare a termine l’eliminazione di bersagli ben difesi e protetti da parte delle loro organizzazioni criminali senza particolari problemi di logistica e senza alcun impedimento moralistico. La sua vita è un susseguirsi di missioni brillantemente portate a termine, intervallate da intermezzi erotici senza coinvolgimenti sentimentali (o forse sì – quello con Jeanne Marie, la ragazza madre che vive con suo figlio in un barcone sulla Senna e con la quale la relazione acquista toni di tenerezza insospettabili per un individuo così spietato).

mercoledì, maggio 14, 2014

I nuovi mostri

Questo pezzo pubblicato su Carmilla appartiene al mio periodo – attuale – rabbioso. Scaturisce soprattutto dalla sofferenza che mi provoca la visione dei programmi in cui i demagoghi di professione, i predicatori, i populisti, fanno i loro show. Sono insopportabili, violenti, infamanti. Ma la rabbia, l’offesa che mi causano è dannosa per la salute. Così cerco di evitarli, e cambio canale non appena appaiono le loro facce patibolari. Ma non è una soluzione chiudere gli occhi e tapparsi le orecchie. E’ necessario un distacco, un’elaborazione critica che superi la rabbia. L’ho scoperto in questi giorni leggendo una rivista di approfondimento politico molto impegnativa, ben scritta, ben organizzata, Alternative per il socialismo, fondata e diretta da Fausto Bertinotti. Articoli lunghi e articolati analizzano le dinamiche del neoliberismo, l’offensiva che ha portato all’attuale situazione di continua sottrazione di risorse dalle fasce basse verso quelle alte, oltre alla progressiva distruzione del welfare, e soprattutto delle tutele e dei diritti del lavoro. Il tutto portato avanti da governi di paglia di destra e di cosiddetta sinistra che si alternano, e si scambiano (la intergovernabilità). Leggere, studiare, sottolineare, attenua la mia sofferenza. E’ terapeutico. Cercare di capire cosa accade e perché, e non solo intuirlo, come offesa, come infamia, favorisce quel distacco critico di cui parlavo, al di là di alcune differenze di interpretazione. Per esempio Bertinotti è un fine analista, e mi ha aperto gli occhi su diversi aspetti, anche se mi sembra che cada sul progetto, quando non sa – o non può? – andare oltre l’appello alla riorganizzazione dei movimenti di opposizione, per ridare centralità alla lotta di classe. Sento questi discorsi, identici, da una trentina d’anni. Ma i movimenti non si aggregano, e le rivolte si disperdono, mentre i populismi mietono consensi. Evidentemente è indispensabile un ripensamento profondo sul ruolo della sinistra. Ma è comunque la consapevolezza che supera la sofferenza, e quindi il problema. E credo che solo dalla consapevolezza possa nascere una vera volontà di lottare.

venerdì, maggio 09, 2014

Psicanalisi di massa degli italiani


Pagine di diario. Diario di viaggio.
Quando salgo in autobus, o in treno, sulla linea dei pendolari che utilizzo per recarmi al lavoro, prendo dalla borsa il lettore di e-book e mi immergo, per i preziosi 20 minuti del treno, o i 35-40 dell’autobus, nel testo che ho in lettura (in questo preciso momento Il cimitero di Praga di Umberto Eco, che vorrei recensire prima o poi, abbinato a un altro romanzo che dirò in seguito).
Non so, a Bologna la gente legge poco sui mezzi. Sono osservazioni personali ovviamente, non supportate da ricerche o statistiche, ma quando abitavo a Milano notavo molte più persone che in metropolitana aprivano un libro, o quanto meno una rivista. E lo stesso a Roma. Per non parlare di Londra, o Parigi.

martedì, maggio 06, 2014

Schegge taglienti

Segnalo l''uscita di questo libro di Alessandra Daniele, una raccolta di testi brevi, furiosi di sarcasmo e di indignazione verso la politica dominante italiana, verso la carrellata di mostri, falsari, corrotti, trafficanti, che affollano gli schermi televisivi, ma soprattutto la nostra vita politica e sociale. Sono "corsivi" pubblicati il lunedì in una rubrica omonima su carmilla. 
Pubblico la prefazione di Valerio Evangelisti.

Schegge Taglienti, satire al vetriolo da Carmilla on line, Agenzia X, Milano 2014, pag 192 € 13

A come Alessandra

Con l’arrivo di Alessandra Daniele in redazione, in Carmilla cambiarono molte cose. La nostra testata si era sempre sforzata di conciliare temi letterari e altri di taglio politico, ma ci era riuscita solo in parte. Gli articoli sulla letteratura e quelli dedicati alla politica restavano il più delle volte distinti e solo raramente riuscivamo a operare una sintesi. Ed ecco che appare questa “infernale” giovane palermitana con una raffica di raccontini brevissimi, in cui la genialità della trama si sposa a un palese spirito polemico. Carmilla diviene finalmente il sito che i fondatori avevano concepito e il numero dei lettori si espande velocemente.

sabato, maggio 03, 2014

Il mio nome è Jimi Hendrix

Sembra che la situazione di Jimi si sblocchi. Dopo una lunga trattativa abbiamo raggiunto un compromesso sulla prefazione che deve aprire il romanzo di prossima pubblicazione. Doveva uscire il 7 giugno, ma visti i ritardi può darsi che sarà leggermente posticipato.
In ogni caso, la situazione dell'editoria italiana è grave. Il mercato è quasi totalmente occupato dai grandi gruppi, che controllano soprattutto la distribuzione. Ci sono notizie di editori piccoli e gloriosi che chiudono, altri che stanno uscendo dal circuito distributivo. Non ha molto senso infatti inviare copie nelle librerie-discount (le librerie indipendenti sono poche ormai), per non vederli esposti. Soldi e tempo buttati. Per cui stanno cercando di creare dei circuiti alternativi, ma è impresa molto complessa e dagli esiti incerti.
Pertanto mi sento di consigliare, a chi è interessato a leggere un romanzo ambientato nella dura Romagna del 1969, tra adolescenti freak e marxisti-leninisti, di prenotare Il mio nome è Jimi Hendrix scrivendo all'editore: info@edizioniarianna.it 



venerdì, maggio 02, 2014

Fuga senza fine

Prosegue la saga di Rick e Max, i due attivisti No Tav in fuga dal Partito Democratico e dalla F.I.G.A. dell'imprenditore Semoletti. Dopo essere stati condannati ai lavori forzati a vita, per un caso fortuito sono riusciti a evadere dal campo di lavoro. In viaggio verso nord, clandestini e ricercati come sempre, capitano in una casa colonica del nuovo mondo agricolo arcaico, e si trovano, ancora una volta, coinvolti in un'avventura tragica (ma che riescono a sdrammatizzare).
Forza Rick e Max!

Leggi su Carmilla il quarto capitolo.

mercoledì, aprile 30, 2014

La Pravda e Mezzo

La maîtresse del salotto buono della borghesia renziana Lilli Gruber si è scatenata ieri, su La7, in un incontro con un deputato grillino. Non ci si faccia influenzare dal tono apparentemente pacato, in realtà interrompeva continuamente l’interlocutore, lo rimbeccava, con un’aggressività che, confrontata col solito aplomb che utilizza coi potenti vari, o coi predicatori di professione tipo Massimo Cacciari, stupiva e inquietava. Persino Emiliano, che è un renziano convertito, è stato costretto a schierarsi in più di un punto col deputato 5S. Un atteggiamento simile la Gruber l’ha assunto solo con chi osava mettere in dubbio l’operato di Napolitano, il Santo della Repubblica.
Invece oggi (ora mentre scrivo) sta "intervistando" due personaggi politicamente alquanto loschi: Pietro Ichino, l'ultraliberista del PD che vuole i licenzimenti liberi  (ovviamente lo dice con parole apparentemente più soft), in nome del "merito", e Cofferati, che "difende" il sindacato, lui che quando era sindaco di Bologna era accusato di tenere i sindacati fuori dalla porta (La CGIL, non certo un sindacato estremista). E' una gara a chi è più a destra: io, no io, no io.
E lei? La maîtresse? Non apre bocca. E' trasparente.

Questa sarebbe una giornalista? Non stupisce che il nostro paese sia agli ultimi posti nella libertà di stampa. Programmi come Otto e Mezzo sono degni della televisione sovietica, o coreana. Non dovremmo essere neanche agli ultimi posti, ma totalmente fuori dalla lista.

Vedere per credere, qui.

giovedì, aprile 17, 2014

L'Anticristo

[Ho scritto questo articolo per il portale Tiscali, grassetti compresi, uscito oggi.]

Oggi in Italia esiste un nuovo nemico. Un nemico assoluto, trasversale, una Nemesi addirittura: Beppe Grillo, e con lui il M5S. Tutti i partiti, i commentatori, i giornalisti (con l’eccezione di quelli del Fatto) si scagliano contro la nuova nemesi con una virulenza che lascia sbalorditi. Grillo e i suoi sono il Male Assoluto, il Populismo in persona, la Provocazione, il Vuoto. Non hanno progetti, solo distruzione e confusione. Solo oscenità. La televisione italiana, da sempre, come da tradizione, asservita al Potere di turno a livelli di Pravda, o di televisione coreana (manca solo l’appellativo, che prima o poi uscirà, magari per un lapsus, di “caro leader”), si adegua. Gli “intervistatori” televisivi pongono la domanda sul Male Assoluto con la risposta già allegata, il qualunquista, il populista, il distruttore ecc.

mercoledì, aprile 16, 2014

Il Processo

Questo racconto, che mi sono divertito (divertimento amaro, sia chiaro) a scrivere, esce oggi su Carmilla. E' il nostro futuro. Perché la fantascienza parla del presente. Prende le dinamiche attuali e le porta al limite di rottura, oltre il limite. Ma è tutto vero. Tutto possibile. O probabile. O certo.

Rick cercò di massaggiare l’articolazione della spalla slogata. In certi momenti il dolore diventava insopportabile. L’altra articolazione era miracolosamente rimasta intatta dopo ripetute applicazioni della tortura della corda, una pratica che risaliva all’Inquisizione. Erano procedure superate, gli specialisti dalemiani usavano i farmaci, come tutti, ma “due sporchi terroristi NO TAV” non meritavano neanche la spesa di un’aspirina.

(Continua a leggere su Carmillaonline)

domenica, aprile 13, 2014

La vita complicata di Jimi

Ho annunciato qui l'uscita in giugno de Il mio nome è Jimi Hendrix. Mai vendere la pelle dell'orso... Ci sono dei problemi con la prefazione, scritta da un giornalista musicale abbastanza famoso, che contiene un paio di frasi che non condivido. Per cui la pubblicazione è molto incerta. Sto cercando con tutti gli strumenti psicologici a mia disposizione di accettare l'idea - che alcuni amici che stimo molto mi suggeriscono - che la prefazione non è il romanzo, che la diversità non è un problema. Insomma, sto tentando di procedere. Ma non riesco a sbloccarmi. Proprio non ce la faccio. Intanto il tempo passa, e può darsi che un'importante occasione andrà persa, cioè presentare il libro fresco di stampa all'apertura del Biografilm Festival, che si inaugurerà il 7 giugno con un film su Jimi Hendrix.

La foto ritrae l'autore ad Alfonsine (RA) nel 1969. Dovrebbe (avrebbe dovuto?) andare in copertina.

Intanto in maggio sarò a Radio Sherwood di Padova per parlare di Professional Killer. Ne darò notizia qui con link per ascoltare la radio on-line.

lunedì, marzo 31, 2014

Claudio Baglioni e i miei perché

Sabato mattina sono passato di fianco a un supermercato coop del bolognese, dove vivo. Dalla parte opposta arrivava un piccolo gruppo formato da due donne e un uomo, oppure due uomini, il mio senso di osservazione non era particolarmente attivo. Avanzavano decisi, orgogliosi, e allegri. Ridevano, ebbri di energia. E di ottimismo. Sì, mi hanno ispirato ottimismo, fiducia nella vita.
Io invece ero pieno di pensieri negativi, sul futuro, sulla salute, sulla politica. Qui c’è il tasto dolente, soffro quando sono costretto a subire le immagini dei politici televisivi, la loro demagogia, la loro falsità. Mi sembra che non ci sia futuro, né speranza.
Proprio mentre li stavo incrociando una delle due ragazze, alta, florida, piena di salute, ha detto, rivolta agli altri, sorridendo: “Lo sai che c’era Baglioni?” E gli altri: “Ah, davvero?” Erano tutti contenti, eccitati all’idea di un concerto di Baglioni.

giovedì, marzo 27, 2014

Un commento su Professional Killer

Una collega e amica mi ha inviato questa nota di lettura, che pubblico con grande piacere
 
Ho fatto mio il decalogo di Daniel Pennac (“Come un romanzo”) riguardo al diritto di saltare le pagine durante la lettura o di non leggere, e l’ho esercitato più di una volta, ma in questo caso no, l’ho letto avidamente. Ho divorato questo libro. Che cosa ho amato di più in questo romanzo? La punteggiatura: perfetta. Mi ha ricordato la punteggiatura di “I miei luoghi oscuri” di James Ellroy, i suoi ritmi sincopati, i concetti brevi, essenziali ma carichi di significato, un significato direi poetico, tipico di chi ha il prezioso dono della sintesi. A questo minimalismo, presente in alcuni concetti e nella vita “monacale” dello Specialista, parco nei consumi, sia alimentari sia abitativi, si contrappone una minuziosa descrizione delle “esecuzioni”, a tratti quasi splatter, ed una sontuosa descrizione delle tecniche di arti marziali, della filosofia che ci sta dietro, ma soprattutto emerge questa spiritualità che da accennata e un po’strisciante all’inizio diventa sempre più prepotente, fino all’apoteosi nella seconda parte del romanzo. Questo mi ha colpito, la ricerca interiore, mai banale, che pervade l’atmosfera, nonostante tutto. L’anima bianca e l’anima nera che attraverso un percorso di sofferenza imparano a convivere, è tutto un gioco di accettazione quasi mistica del proprio essere. Mauro ha la capacità di “far vedere” le immagini di quello che scrive, trasmette in modo telepatico le sensazioni che si formano nella sua mente quando scrive; mi piacerebbe capire se tradotto in film avrebbe la stessa potenza…forse ci riuscirebbe Quentin Tarantino, che apprezzerebbe anche la divisione delle tre parti del romanzo con relativo titolo. Quanto c’è dello Specialista in noi e quanto nell’autore? E questa domanda che sorge dà la misura del fatto che non è un semplice noir…

Amituofo, caro Mauro. Antonietta